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Non banalizziamo gli esperimenti medici sugli animali

(2013) I "brindisi" chiassosi di fine Anno rischiano di far passare in secondo piano questioni come quella della polemica sul "metodo Stamina" che, dai dati (finora) acclarati ha più l'aria di somigliare ad una truffa o un autoinganno dei promotori, ma anche come quello di Caterina, studentessa venticinquenne che ringrazia gli esperimenti condotti su cavie animali perché ritiene che sia grazie ai loro esisti ed alle applicazioni farmaceutiche che ne derivano se è ancora in vita, grazie a cure che sembrano essere alla base dei trattamenti.

Animalista convinto, sono però contro le intimidazioni che Caterina ha subito e subisce, con minacce di morte e insulti di ogni genere. Antropocentrismo? No, rispetto di una persona umana, oltre a tutto sensibile e intelligente, oltre che malata (chi scrive non sta molto bene in questo momento, pur se ha patologie minori, ritenendo che la sofferenza vada sempre rispettata).

Dopo di che si pone il problema: in nome del "bene superiore"( o maggiore, come recitano i trattati di teologia morale) sacrifichiamo quello minore? Oppure...

Come dicevo, si tratta di una "quaestio" aperta, da non poter risolvere in quattro e quattr'otto...

Da "osservatore", ricordo un episodio di una ventina di anni fa: presentavo la mostra del pittore spagnolo delle "corridas" e un (peraltro civilissimo) gruppo di animalisti contestava la mostra stessa. Abbastanza diplomaticamente, ma sconcertato dalla protesta, mi ero detto d'accordo con le ragioni della stessa, invitando, però, a non prendersela con chi, come l'artista, rappresentava nelle sue opere un "pezzo di cultura" (antropologicamente intesa, certo) spagnola, un pezzo di cultura, aggiungo, fortunatamente oggi in disuso in gran parte della stessa Spagna.

Le questioni aperte che ci interrogano sono queste, anche se la vulgata politicante-economicista le considera mera "ideologia" e mera "sovrastruttura" e non lo sono affatto, invece, mordendo fortemente anche sull'economia, tra l'altro.

Laboratori, ditte farmaceutiche sono assolutamente anche questioni economiche, dove però prioritaria rimane la sfida bioetica e biopolitica, come giustamente si rileva da più parti.

Eugen Galasso

Last modified onDomenica, 05 Giugno 2016 11:07

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