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Il lupo in Alto Adige: una presenza da gestire

Oddio, che fine ha fatto il lupo?
In Alto Adige sembra funzioni cosi: un giorno si parla solo di questo, il giorno dopo silenzio assordante. Dopo le ultime polemiche di inizio aprile 2019 legate ai risultati dell’indagine di Eurac Research sull’attitudine dei residenti e dei turisti verso il ritorno del lupo in Alto Adige, il vuoto più assoluto. Ora una nuova fiammata, è proprio il caso di dirlo, con l'associazione dei contadini che fa notizia per le proteste per la presenza del lupo (con qualche svarione di tono politico-nazionalista che proprio non ci sta', se non in campagna elettorale). 

Nel 2018 questo tema ha dominato, nel vero senso della parola, la scena delle elezioni politiche provinciali. Temi ben più importanti per il confronto politico non sarebbero mancati: A22, BBT, mega impianti sciistici, ospedale e livello di assistenza sanitaria, aeroporto, uso dei fitofarmaci, gara europea per il servizio di trasporto pubblico extraurbano o il riacuirsi dei problemi di vicinato con l’Austria. Magari i costi delle case.
Eppure, la partita per la politica altoatesina si è giocata, per una parte molto significativa, fra chi sosteneva a spada tratta la pericolosità dei lupi (per le persone, il bestiame e per l’economia altoatesina) e il resto del mondo. Prese di posizione, proclami, comunicati stampa in un crescendo senza fine che ha alimentato insicurezze e paure in gran parte infondate.

Si, perché i dati parlano chiaro: in tutta Italia, da ben 150 anni, non risulta alcuna aggressione diretta del lupo all’uomo, mentre sono “all’ordine del giorno” incidenti o attacchi alle persone provocate da cani e da altri animali domestici, come purtroppo testimonia il recentissimo incidente avvenuto nella mattinata del 30 aprile a Colle Casies, dove un allevatore è stato schiacciato da una mucca e ora versa in gravi condizioni.

Un'isteria che ha contagiato anche i principali mass media provinciali, che in taluni casi hanno ben dimostrato il loro indirizzo politico, non sempre senza azzardi, titoli populisti e articoli al limite delle fake news. Un’isteria contagiosa, se si tiene conto delle dichiarazioni di una parte importante della politica dei nostri vicini trentini, veneti o lombardi.

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Di certo, al momento ci sono pochi ma chiari dati: a) i lupi hanno sempre popolato le aree montane di tutta Europa, compresi gli Appennini e le Alpi; b) i grandi predatori ristabiliscono un equilibrio naturale alterato dall’uomo; c) i lupi sono ritornati da soli e spontaneamente in Alto Adige; d) sono in tutto 13 i lupi identificati dai tecnici dell’ufficio Caccia e Pesca della Provincia Autonoma di Bolzano oggi presenti nel territorio provinciale; e) il lupo non è aggressivo bensì animale dal carattere schivo e sostanzialmente innocuo per l'uomo (come di diceva poco sopra); f) le misure di difesa preventiva non vengono adottate se non in pochi casi, il che significa pur qualcosa.

Quindi di cosa stiamo parlando? Cosa sa e cosa pensa del ritorno del lupo chi vive o chi passa le vacanze in Alto Adige? I ricercatori dell’Istituto per lo Sviluppo regionale di Eurac Research nel 2018 lo hanno chiesto ai cittadini ed ai visitatori ricevendo risposta da 1.818 altoatesini e da 400 turisti. I risultati dell’indagine, una prima e meritevole fotografia dello stato dell’arte a livello provinciale, permettono di cogliere interessanti informazioni e posizioni che ad oggi non erano state considerate nel dibattito sulla presenza del lupo. Una considerazione su tutte: la ancora scarsa conoscenza che, come comunità, abbiamo del lupo, del suo comportamento e della sua presenza in Alto Adige.

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Quella che emerge con nettezza dalla ricerca è una propensione generalizzata ad accettare la presenza di questo animale nella propria area di residenza, seppur con i presumibili distinguo del caso; infatti, per chi risiede nelle aree più remote o per le categorie economiche maggiormente esposte ai potenziali effetti negativi del lupo, è il senso di paura a dominare. Tuttavia, anche fra questi gruppi di persone vi sono posizioni differenti, in particolare per quanto riguarda l’opportunità di aumentare le misure di prevenzione e difesa, nonché a considerare il ritorno del lupo una chance per conquistare nuove nicchie di mercato in favore del settore turistico altoatesino. A sentire i turisti intervistati, infatti, oltre il 60 per cento ha un atteggiamento positivo e si dice interessato ad attività all’aperto che riguardino il lupo.

Il lupo è tornato, non è un fatto eclatante, facciamocene una ragione. La sua presenza va gestita, come per tutti gli altri animali che potenzialmente possono generare conflitti con le attività umane presenti sul territorio.

I dati sono confortanti e chiari, e fanno intravedere non solo problemi bensì anche opportunità. Dopo un mese di assenza dalla piazza pubblica, questo piccolo ma così sentito tema, tornerà alla ribalta per dominare il panorama politico delle prossime elezioni europee? Ce lo chiedevamo: le notizie di questi ultimi giorni ce lo confermano.

GiuGiu

Last modified onDomenica, 12 Maggio 2019 17:06

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