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Esodo e Confini. La parola ai registi

La tre giorni di “Esodo e Confini” a Bolzano si è conclusa con la parola ai registi. Si è trattata di una grande occasione per parlare con coloro che generalmente stanno dietro le quinte e che invece, giovedì 18 maggio nella Sala dell’antico municipio, hanno dato voce alle proprie idee e risposte al pubblico presente.
Si è cominciato con una mattinata istruttiva all’istituto IISS “Claudia De’ Medici” di Bolzano, dove Adel Jabbar ha presentato il giovane regista etiope Dagmawi Yimer, e il film-documentario “Sul fronte del mare” di Raffaella Cosentino.

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Cresciuto a Kirkos uno dei quartieri più poveri di Addis Abeba, Yimer, nonostante gli studi in legge, nel 2005 è costretto a fuggire dal suo paese. La sua idea non era direttamente legata al raggiungimento dell’Italia, ma era semplicemente quella di salvarsi la vita dalla violenza e dalla povertà. Sotto gli occhi attenti dei ragazzi delle scuole superiori, Yimer continua il suo drammatico racconto del viaggio da Kirkos a Lampedusa, e soprattutto del suo diretto futuro. Oggi è un regista e ha avuto anche occasione di ritornare a Lampedusa a ringraziare i poliziotti che lo hanno salvato. Oggi si occupa di mediazione linguistica e culturale per l'associazione Asinitas Onlus, all'interno della stessa scuola di italiano per richiedenti asilo, rifugiati e migranti.

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Nel pomeriggio ci si è spostati nella Sala Antico Municipio per conversare con l’antropologa bolzanina Sarah Trevisiol, in veste di film maker; la giornalista e regista siciliana Raffaella Cosentino e nuovamente con Dagmawi Yimer.

Interessante constatare quanto i tre registi, pur con metodi e studi diversi, sappiano dialogare e scambiarsi opinioni riguardo i propri lavori, apprezzandosi e consigliandosi a vicenda. Tutti e tre si sono infatti visti d’accordo sull’importanza del film documentario, non solo per spiegare il dramma dell’immigrazione, ma anche per leggerne le sfumature. Il lavoro della Cosentino “Sul fronte del mare” ad esempio, parla dell’esperienza di un poliziotto nel porto di Bari, che ha visto giungere dalle sponde dell’Adriatico centinaia di migliaia di profughi albanesi negli anni ’90. Oggi in pensione, ha deciso di sposare la causa verso la chiusura dei CIE, gli ormai famosi centri di identificazione ed espulsione, che nel documentario sono mostrati in tutta la loro mostruosità.

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Secondo film in programma per la serata il danese “Les Sautreus”, di Moritz Siebert, Estephan Wagner e Abou Bakar Sidibè. Ambientato sul monte Gourougou a Melilla (assieme a Ceuta enclave spagnola in terra marocchina), vede la vita dei migliaia di migranti li assiepati in attesa di fare il salto (da qui il titolo “les sautreus”). Particolarità del documentario la totale assenza del documentarista, o meglio del regista, sono i ragazzi stessi a girare scene di vita quotidiana nei boschi del monte Gourougou. Dalle chiacchiere giornaliere ai piani d’attacco, dal calcio al cibo, dalle docce improvvisate alle speranze, questo il filo conduttore del documentario.

Esodo e Confini - La giornata dei libri e del cinema

Dopo le due serate inaugurative legate soprattutto al mondo della musica, mercoledì 17 maggio “Esodo e Confini” ha posto il suo orientamento sulla “settima arte”, il cinema e la saggistica.

Quest’ultima è stata protagonista, alle ore 18.00, presso la Sala Antico Municipio di Bolzano, di conversazioni con autori sul tema dell’immigrazione. Hanno partecipato Samira Fatih (Marocco) “Il Paese più lontano del Mondo", Gholam Najafi (Afghanistan) "Il mio Afghanistan", Claudio Tugnoli "Diaspora" e Mauro Di Vieste “Uno scaffale per leggere”.

Ne “Il paese più lontano del mondo” l’autrice – che confida di averlo scritto più per uno scopo di autoanalisi, per liberarsi ed esprimere le proprie emozioni – parla, sotto forma di diario, del difficile cammino dell’integrazione, dall’abbandono della patria da bambina e quindi il distacco dalle proprie radici, dal proprio padre che deve inventarsi a modo suo che il Marocco “è il paese più lontano del mondo” per riuscire a spiegare la difficoltà del ritorno alla giovane ragazza. Il testo si divide in due parti, la prima vede le emozioni della bambina durante l’infanzia in Italia, la seconda le esperienze da ragazza. Una scrittura semplice e spontanea per una storia che affonda nel cuore della nostra epoca e racconta senza ipocrisia le contraddizioni, ma anche la ricchezza umana di una società in cui convivono popoli diversi.

Ha seguito il libro di Gholam Najafi, Afghano che ha abbandonato il suo paese in guerra, per la paura e quindi non per ragioni economiche. Dopo aver perso il padre e parte importante della famiglia e partendo da un paesino in un remoto angolo del paese (dove non si era mai vista neppure un’auto), il giovanissimo Gholam a dieci anni, assieme al fratellino, parte per il Pakistan, per lasciarsi indietro il terrore talebano. Poi una storia di contrabbandieri che li hanno trasportati in varie regioni e poi in Iran dove il ragazzo ha lavorato per permettersi di tenere in piedi ciò che rimaneva delle loro vite. Ma in Iran senza documenti era impossibile vivere, non si poteva lavorare in maniera ufficiale, ne andare a scuola, talvolta neppure andare al mercato. Così la decisione, l’ultima fuga verso l’Europa.

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Infine la lezione del professor Claudio Tugnoli (Università di Bologna), attraverso il suo testo “Diaspora”. Si tratta di un’attenta analisi del senso di autoctonia, partendo dalle origini dell’uomo fino ad oggi. La nascita di per sé non è ancora l’evento che decide l’autoctonia, giacché chi viene al mondo viene da un “altrove”, per quanto ignoto esso sia; e dunque anche l’uscita dal ventre materno si configura come atto di migrazione, sempre accompagnato dal rischio di naufragio e annegamento. Nessun neonato sarebbe dei “nostri” per i sostenitori del diritto primario dell’autoctonia e dunque dovrebbe dichiarare le proprie generalità, lasciarsi identificare, in attesa che qualcuno decida se è autorizzato a rimanere. L’autoctonia è la condizione di chi, trascorso un certo tempo nello stesso luogo e avendo dimenticato la sua origine di “migrante”, rivendica un diritto speciale rispetto a chi sopraggiunge. L’uomo è “naturaliter” animale migrante “ab origine” e l’autoctonia è l’invenzione di chi vorrebbe opporsi al movimento del la vita.

Bibliografia:

IL PAESE PIU’ LONTANO DEL MONDO, di Samira Fatih, Besa (2016 – 105 pag.)

Il IL MIO AFGHANISTAN, di Gholam Najafi, La meridiana (2016 – 80 pag.)

DIASPORA, di Claudio Tugnoli, Edizioni del Faro (2016 – 105 pag.)

 

Alle ore 20.30 presso il Cinema Capitol di Bolzano e il Centro per la Cultura di Merano, è cominciata la rassegna cinematografica.

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Abbiamo avuto occasione di vedere The Treacherous Aegean Sea, di Hala Bou Saab, Libano 2016. Si tratta di un film-documentario piuttosto intenso, che racconta il perpetuo tentativo di traversata dei migranti del Mare Egeo, persone che provengono da ogni parte dell’Asia e dell’Africa del nord. Un viaggio che ai nostri occhi pare folle, quasi insensato quando si vedono le immagini di bambini e neonati scampati per puro caso alla violenza del mare. Eppure da quella sofferenza e quella felicità nei volti dei superstiti alla fine se ne comprendono pienamente le ragioni, specie dopo aver sentito le loro tremende testimonianze. Molto interessante il fatto che sia girato ed indirizzato per le genti arabe, con continui riferimenti al "non tentare la fuga" o per lo meno "evitare il mare" a meno che non sia assolutamente necessario.

Ha seguito il film italiano Sponde - Nel sicuro sole del Nord - di Irene Dionisio. Si tratta di un film “poetico”, nel quale due persone ai due capi del Mediterraneo si scrivono lettere, parlando della situazione che vivono. Da una parte il pensionato Vincenzo da Lampedusa, custode di cimitero, che dà sepoltura ai corpi dei migranti che hanno perso la vita durante i naufragi, e dall’altra Zarzis, postino tunisino che a Mohsen Lidhabi costruisce un museo con gli indumenti di quei cadaveri e gli oggetti che il mare ha restituito alla terra. Entrambi lottano contro la diffidenza delle persone e con se stessi, alla ricerca della loro identità e di quella degli altri.

Infine il breve ma intenso capolavoro francese di Marc Fouchard, Les Fremissemenents du Tè. Il corto narra di un incontro/scontro tra il giovane skinhead Alex e Malik, un negoziante di alimentari del nord della Francia. Lo scontro verbale provocato dall’insensata rabbia del ragazzo incontrerà la calma e la saggezza dell’uomo arabo, che a modo suo saprà sanarla.

Oggi, giovedì 18 maggio, appuntamento prima nella Sala Antico Municipio di Bolzano alle ore 18.00 per ascoltare i registi e poi una nuova rassegna cinematografica al Capitol Filmclub. Di seguito il programma dettagliato.

Ore 18 - Sala Antico Municipio - Via Portici 30 - BOLZANO

Conversazione sul tema “Il cinema tra luoghi e volti della migrazione”: registi a confronto

Dagmawi Yimer, regista

Raffaella Cosentino, regista

Sarah Trevisiol, antropologa e filmmaker

Ore 20.30 – 23.30 - Cinema Capitol – sala 2 - Via Dr. Streiter 8d - BOLZANO

Proiezioni dei film in rassegna (seconda serata)

Sul Fronte del Mare (sottotitoli in tedesco), di Raffaella Cosentino, Italia 2016, durata 36 min.

Conversazione con la regista Raffaella Cosentino

Les Sautreus, di Moritz Siebert, Estephan Wagner e Abou Bakar Sidibè Danimarca 2016, durata 80 min.

Esodo e Confini. Inaugurazione tra dibattito e musica

Dopo lo splendido inizio a Merano, la manifestazione "Esodo e Confini - cinema, musica e conversazioni", ha proseguito con la conferenza stampa ufficiale a Bolzano presso la Sala dell’Antico Municipio in via Portici, che dalle ore 18 ha visto la partecipazione dell’assessore comunale Sandro Repetto e della rappresentante dell’Ufficio di Presidenza della Provincia, Alexandra Poeder. Entrambi hanno insistito sull'importanza del dibattito, non solo politico ed istituzionale ma soprattutto civile, in tutti i sensi. Scopo della politica e dell'informazione è (o meglio dovrebbe essere) quello di informare da una parte e quello di porre rimedio ai problemi dall'altra. Ciononostante, purtroppo, sia il mondo dell'informazione - specie dopo l'avvento e la diffusione dei social networks - ha subito un'evoluzione complessa e difficilmente controllabile, molte sono le fonti, poche quelle realmente attendibili. In questo modo ci si ritrova sommersi di informazioni, spesso dal contenuto corretto, ma allo stesso tempo spesso incomplete. Ciò rende ancora più fondamentale il ruolo di stampa e il ruolo della politica.

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Dopo il breve dibattito e l'intervento di Adel Jabbar, la serata è proseguita con la musica e la simpatia del gruppo “Zio Cantante”, che nella splendida cornice del Centro per la Cultura meranese hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo musicale multietnico. La band infatti propone un repertorio di canzoni tradizionali e popolari proveniente da tutto il mondo, ri-arrangiate e rielaborate per l’occasione. Come nella serata di Merano abbiamo avuto occasione di ascoltare in particolare pezzi latino, balkan e rebetiko, la storia della musica del mondo. Il tutto con la simpatia e la professionalità di Erjon Zeqo (multistrumentista e cantante), Felipe Rossel (multistrumentista) e Samir Amato (percussionista).

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IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA

Le giornate di mercoledì 17, giovedì 18 e martedì 23 saranno invece il punto focale della manifestazione con le proiezioni al Capitol Filmclub dei documentari in rassegna e con le tavole rotonde con registi e scrittori. Da Raffaella Cosentino, giornalista e documentarista, specializzata in diritti umani, migrazioni e mafie, a Dagmawi Yimer, documentarista e mediatore culturale originario dell’Etiopia, saranno tanti i personaggi che interverranno durante le 6 giornate della rassegna. Tutti gli appuntamenti saranno ad ingresso libero.

Oggi vi aspetta il dibattito tra scrittori, filosofi e registi alle ore 18 presso la Sala Antico Municipio di Bolzano (via portici 30, al secondo piano) e dalle ore 20.30 al cinema Capitol di Bolzano ed in contemporanea al Centro per la Cultura di Merano, le proiezioni dei film. Qui di seguito il programma della serata:

Ore 20.30 - 23.30 - Cinema Capitol – sala 2 - Via Dr. Streiter 8d - BOLZANO

Proiezioni dei film in rassegna (prima serata)

The Treacherous Aegean Sea di Hala Bou Saab Libano 2016, durata 48 min.

Sponde - Nel sicuro sole del Nord di Irene Dionisio Italia 2016, durata 60 min.

Les Fremissemenents du Tè di Marc Fouchard Francia 2014, durata 20 min.

 

Ore 20.30 – 23.00 - Centro per la Cultura - Via Cavour 1 - MERANO

Proiezioni di film in rassegna

Sul Fronte del Mare (sottotitoli in tedesco), di Raffaella Cosentino Italia 2016, durata 36 min.

Les Sautreus, di Moritz Siebert, Estephan Wagner e Abou Bakar Sidibé Danimarca, 2016, durata 80 min.

Conversazione con il regista Dagmawi Yimer

 

Il programma completo e ulteriori approfondimenti su film, libri e sugli ospiti sono ricavabili dal SITO UFFICIALE.

Esodo e Confini, la prima serata a Merano

È ufficialmente cominciata la manifestazione "Esodo e Confini - cinema, musica e conversazioni", domani la conferenza stampa ufficiale a Bolzano presso la Sala dell’Antico Municipio in via Portici, dalle ore 18 con la partecipazione dell’assessore comunale Sandro Repetto e della rappresentante dell’Ufficio di Presidenza della Provincia, Alexandra Poeder.

15 Maggio 2017. Questa sera, dalle ore 20.30 al Centro per la Cultura di Merano (Via Cavour 1), il sociologo e organizzatore Adel Jabbar ha dato il via alla manifestazione “Esodo e Confini”, accompagnato dal saluto di rito del “padrone di casa” Andrea Rossi, assessore all’integrazione per il comune di Merano.

Ma l’attesa era tutta per loro, i musicisti e cantautori del gruppo “Zio Cantante”, che nella splendida cornice del Centro per la Cultura meranese hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo musicale multietnico. La band infatti propone un repertorio di canzoni tradizionali e popolari proveniente da tutto il mondo, ri-arrangiate e rielaborate per l’occasione. Abbiamo avuto occasione di ascoltare in particolare pezzi latino, balkan e rebetiko, la storia della musica del mondo. Il tutto con la simpatia e la professionalità di Erjon Zeqo (multistrumentista e cantante), Felipe Rossel (multistrumentista) e Samir Amato (percussionista).

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IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA

Dopo l’ottimo riscontro dell’iniziativa del 2016, “Esodo e confini” giunge quindi alla sua seconda edizione e si aprirà con un incontro a Merano, lunedì 15 maggio alle ore 20.30, mentre l’inaugurazione ufficiale avverrà martedì 16 a Bolzano presso la Sala dell’Antico Municipio in via Portici, dalle ore 18 con la partecipazione dell’assessore comunale Sandro Repetto e della rappresentante dell’Ufficio di Presidenza della Provincia, Alexandra Poeder.

Le giornate di mercoledì 17, giovedì 18 e martedì 23 saranno invece il punto focale della manifestazione con le proiezioni al Capitol Filmclub dei documentari in rassegna e con le tavole rotonde con registi e scrittori. Da Raffaella Cosentino, giornalista e documentarista, specializzata in diritti umani, migrazioni e mafie, a Dagmawi Yimer, documentarista e mediatore culturale originario dell’Etiopia, saranno tanti i personaggi che interverranno durante le 6 giornate della rassegna. Tutti gli appuntamenti saranno ad ingresso libero.

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Sono previste anche due proiezioni riservate agli studenti dell’IISS Claudia De Medici e del Liceo Carducci di Bolzano. Nell’ambito del progetto sarà inoltre allestito uno spazio libri, con opere relative alle tematiche trattate, presso le principali biblioteche di Bolzano e Merano. Il programma completo e ulteriori approfondimenti su film, libri e sugli ospiti sono ricavabili dal SITO UFFICIALE.

Questi punti informativi saranno disponibili già da inizio maggio presso:

Biblioteca Claudia Augusta - Via Mendola 5 - Bolzano

Biblioteca Culture del Mondo - Via Macello 50 - Bolzano

Biblioteca Civica “Cesare. Battisti” - Via Museo 47- Bolzano

Biblioteca Civica - Via delle Corse 1- Merano

 

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