Esodo e Confini – conclusioni della manifestazione dedicata alle migrazioni di oggi


Si è conclusa nel migliore dei modi la seconda edizione di “Esodo e Confini - cinema, musica e conversazioni”, manifestazione promossa dal sociologo Adel Jabbar e la cooperativa Cedocs di Franco Gaggia, da anni è impegnati nel campo dell’interculturalità e della mediazione culturale.

Si è trattato di quattro giorni intensi, dedicati all’informazione e al confronto riguardo il complesso ma affascinante e mai banale leit motiv delle immigrazioni, con un occhio a quelle più vicine a noi.

In meno di una settimana si è riusciti a coprire varie zone dell’Alto Adige, da Bolzano a Merano a Bressanone, si è avuto modo di parlare con scrittori e registi, confrontarsi con il pubblico e parlare con i ragazzi delle superiori.

Tutto è cominciato lunedì 15 maggio con la splendida serata meranese, in compagnia del gruppo musicale “Zio Cantante”, emblema personale e sonoro dell’unione di più culture, dall’Albania alla Bolivia passando per Bolzano. Martedì grande spazio al confronto anche attraverso le parole dei portavoce della comunità politica presso l’illustre Sala dell’Antico Municipio in via Portici, l’assessore comunale Sandro Repetto e la rappresentante dell’Ufficio di Presidenza della Provincia, Alexandra Poeder. I due si sono soffermati sull’importanza del ruolo dell’informazione giornalistica seria e della politica.

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Il mercoledì ci ha regalato grandi emozioni grazie ai racconti degli scrittori Samira Fatih (Marocco) “Il Paese più lontano del Mondo" e Gholam Najafi (Afghanistan) "Il mio Afghanistan", che ci hanno fatto comprendere il dramma dell’immigrazione, dall’abbandono del proprio paese alla necessità di integrazioni in realtà completamente differenti. Il professor Claudio Tugnoli "Diaspora" ed il bibliografo Mauro Di ViesteUno scaffale per leggere” hanno invece portato informazioni fresche riguardo le loro attività.

Nella serata ed il giorno successivo è cominciata la rassegna cinematografica al Capitol Filmclub di Bolzano e al Centro per la cultura di Merano. Diversi registi, tutti legati al mondo e alle esperienze del “migrare” hanno mostrato i loro lavori. Da il film-documentario “Sul fronte del mare” della giornalista siciliana Raffaella Cosentino, che mostra i flussi ed indaga le modalità di asilo in Italia con la spigolosa questione dei CIE (Centri di identificazione ed espulsione) al toccante racconto del giovane regista etiope Dagmawi Yimer cresciuto a Kirkos uno dei quartieri più poveri di Addis Abeba, e laureato in legge, nel 2005 è costretto a fuggire dal suo paese. La sua idea non era direttamente legata al raggiungimento dell’Italia, ma era semplicemente quella di salvarsi la vita dalla violenza e dalla povertà. Sotto gli occhi attenti dei ragazzi delle scuole superiori, Yimer continua il suo drammatico racconto del viaggio da Kirkos a Lampedusa, e soprattutto del suo diretto futuro.

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Hanno seguito altri splendidi lavori, il danese “Les Sautreus”, di Moritz Siebert, Estephan Wagner e Abou Bakar Sidibè, ambientato sul monte Gourougou a Melilla (assieme a Ceuta enclave spagnola in terra marocchina), vede la vita dei migliaia di migranti li assiepati in attesa di fare il salto (da qui il titolo “les sautreus”). The Treacherous Aegean Sea, di Hala Bou Saab, Libano 2016, il film italiano Sponde - Nel sicuro sole del Nord - di Irene Dionisio, e infine il breve ma intenso capolavoro francese di Marc Fouchard, Les Fremissemenents du Tè.

Insomma una grande occasione per la comunità bolzanina di guardare il tanto articolato e in parte pauroso fenomeno della migrazione con gli occhi di chi la vive veramente e di chi l’ha vissuta sulla propria pelle, così da poter meglio (possibilmente) comprenderne ragioni e necessità, senza scadere nel banale ne nell’insensibilità. Quelli si paurosi rischi dell’oggi.

Anzil Massimiliano e Aaron Damian

Last modified onGiovedì, 22 Marzo 2018 21:42

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