Per dare una smossa nel quartiere don Bosco. Inaugurate le attività di "Botteghe&cultura"

festa don bosco

Inaugurate oggi, 30 settembre, le attività del progetto “Botteghe&Cultura” promosso dalla Provincia, su iniziativa dell’assessore provinciale Tommasini, che intende attivare una serie di iniziative socio-culturali rivolte agli abitanti del quartiere Don Bosco, creando network tra le cooperative, la Provincia e le associazioni che sono presenti sul territorio con la finalità di mettere in atto interventi di coesione sociale nel quartiere. 

Ciao al Gabibbo

"Belandi", "Besugo d'un besugo": non erano proprio complimenti quelli "emessi" dal "Gabibbo", maschera TV nota a tutti ("Striscia la notizia" etc.): la voce e anche il "manovratore" era Gero Caldarelli, morto quando stava compiendo 75 anni. Torinese, non Genovese, mimo professionista da molti anni, aveva studiato alla Scuola di Mimo del Piccolo Teatro di Milano (Strehler etc.) esibendosi, parecchi anni fa, lui , piuttosto basso di statura (1 m e 35 cm.) come "Micky Mouse", davanti a Walt Disney, che apprezzò.

Poi, con Maurizio Nichetti, fondò "Quelli di Grock", ma la vera popolarità gliela diede il personaggio del pupazzo in rosso. Il nome (l'invenzione è di Antonio Ricci, si riferisce al nomignolo, piuttosto dispregiativo, dato dai marinai della Repubblica marinara di Genova agli scaricatori di porto eritrei, spesso di nome Habib e per estensione a tutti i non Liguri un po' volgari. Un po' prepotente, il personaggio televisivo, lo è, ma anche Genovese verace) ed efficacissimo alla TV, dove vale la frase di Enzo Jannacci: "La televisùn la gìha na forsa de leùn", ma vale anche la bravura del mimo in questione.

Eugen Galasso

Soliman, nel labirinto di carta. Bressanone di nuovo protagonista con l'elefante luci e suoni

"Soliman, nel labirinto di canapa", dal primo di luglio all'8 ottobre, a Bressanone. Apertura tutti i giorni 10 alle 20.

L'elefante "Soliman" conduce grandi e piccini in un itinerario affascinante, a Bressanone nel giardino vescovile, tra ponti sospesi e altre avventure. Da raccomandare, come si diceva e talora si dice ancora "a grandi e piccini"...  

Eugen Galasso     

La RAI e Vasco Rossi

Decisamente nuova la proposta di RAI 1 sabato 1°luglio con il concerto di "Blasco", alias Vasco Rossi: tante ragazze e donne in topless o in bikini ridottissimi, omaccioni abbastanza provocatori, baci in bocca con grande fervore, slogan più che semplicemente "allusivi", insomma un armamentario culturale (nell'accezione antropologica, certo) decisamente atipico per RAI 1, neppure tanti anni fa rete "papalina" (qualcuno dice anche "papista") per famiglie etc.

Da laico non mi scandalizzo, constato invece un profondo cambiamento di rotta nella conduzione del "servizio pubblico" (negli anni Settanta Arbore e Boncompagni cantavano "No, non è la BBC. Questa è la RAI, la RAI tibù" ed era già qualcosa di "impertinente" verso la RAI di allora, guidata dal democristianissimo, ma toscano e intelligente, Bernabei. Oggi l'ente è "nave sanza nocchiero in gran tempesta "(Dante, Commedia, Purgatorio, Canto VI°) dove c'è e si vede veramente (inverando de facto il famoso slogan...)"di tutto e di più".

Un trouble meritato, vista la dabbenaggine del controllo politico sull'ente radiotelevisivo, ormai assolutamente antistorico. A proposito di Vasco, che ho sempre apprezzato, senza condividerne lo stile di vita, ma stando dalla sua parte piuttosto che da quella di Nantas Salvalaggio, che l'aveva definito (entrando in polemica con la RAI, che ne aveva accettato l'esibizione in TV nei primi anni Ottanta) "alcolizzato, cocainomane e sballato". RAI ondeggiante, oggi, aperta a tutto e tutti i venti, che non ha un proprio "ubi consistam"...

Eugen Galasso

Fotonotizia triste!!!

isola rifiuti FB 2

14 giugno 2017, ore 5.45 in Via Palermo, di fronte alla Farmacia Europa, angolo Via Visitazione
Naturalmente, alle 8.00 era già tutto pulito, ma... chi paga?

F.B.

Esodo e Confini – conclusioni della manifestazione dedicata alle migrazioni di oggi


Si è conclusa nel migliore dei modi la seconda edizione di “Esodo e Confini - cinema, musica e conversazioni”, manifestazione promossa dal sociologo Adel Jabbar e la cooperativa Cedocs di Franco Gaggia, da anni è impegnati nel campo dell’interculturalità e della mediazione culturale.

Si è trattato di quattro giorni intensi, dedicati all’informazione e al confronto riguardo il complesso ma affascinante e mai banale leit motiv delle immigrazioni, con un occhio a quelle più vicine a noi.

In meno di una settimana si è riusciti a coprire varie zone dell’Alto Adige, da Bolzano a Merano a Bressanone, si è avuto modo di parlare con scrittori e registi, confrontarsi con il pubblico e parlare con i ragazzi delle superiori.

Esodo e Confini. La parola ai registi

La tre giorni di “Esodo e Confini” a Bolzano si è conclusa con la parola ai registi. Si è trattata di una grande occasione per parlare con coloro che generalmente stanno dietro le quinte e che invece, giovedì 18 maggio nella Sala dell’antico municipio, hanno dato voce alle proprie idee e risposte al pubblico presente.
Si è cominciato con una mattinata istruttiva all’istituto IISS “Claudia De’ Medici” di Bolzano, dove Adel Jabbar ha presentato il giovane regista etiope Dagmawi Yimer, e il film-documentario “Sul fronte del mare” di Raffaella Cosentino.

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