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Due appuntamenti, a Lana ed a Salorno, da non mancare

Mentre a Lana, ai "Freilichtspiele", si concludono (il 28 luglio) le rappresentazioni (il termine "repliche" a teatro non è a mio modo di vedere opportuno, in quanto ogni recita o rappresentazione è in qualche modo nuova) di "Don Camillo und Peppone" che un drammaturgo germanico ha ricavato dai romanzi e racconti di Giovannino Guareschi, che Thomas Hochkofler dirige e interpreta - dove qualcuno vede nella contrapposizione tra il parroco e il sindaco comunista in un paese della Bassa Padana una prefigurazione del "compromesso storico" (stricto sensu mai attuato, ma in forma strisciante sì, anche a livello nazionale), ma le intenzione di "Zuanìn" Guareschi credo fossero altre - a Salorno il "Cine in Piazza" prevede - il giorno 30 luglio - un film molto importante: "Der Staat gegen Fritz Bauer". Bauer(1903-1968), magistrato socialista, ebreo, gay, condusse il processo di Francoforte contro i boia nazisti di Auschwitz, individuando precise correità di personaggi del nazismo stesso tra i servizi segreti della Germania federale, il che gli costò ogni possibile manovra per boicottarlo. Una tranche vera di storia da non dimenticare...

Eugen Galasso

Scompare Paolo Villaggio, protagonista inquieto e dirompente del panorama culturale italiano

Paolo Villaggio scompare a 84 anni compiuti a fine dicembre 2016. Un personaggio dirompente, Villaggio, inquieto oltre le aspettative. Molto dinamico, polemico e non poco, impegnato anche politicamente, invero in modo un po' "oscillante" (era stato, in tempi diversi, comunista, radicale, "grillino", sempre implacabile critico del clericocattolicesimo made in Italy).

Sul Renon (Bolzano) in scena "Il malato immaginario" di Moliere

Nel periodo tra l'ultima decade di luglio e il periodo pre-ferragostano al Renon, presso il Cortile della Commenda (Hof der Kommende) si svolgono i tradizionali "Rittner Sommerspiele" teatrali. Quest'anno la pièce scelta è "Le malade imaginaire" (Il malato immaginario, in tedesco "Der eingebildete Kranke") del 1673, classico di Jean-Baptiste Poquelin, molto più conosciuto come il grande autore-regista-attore (ottimo attore, ci dicono le cronache del tempo) Molière, che alla quarta rappresentazione, dove impersonava Monsieur Argan, appunto "il malato immaginario", l'ipocondriaco che s'immagina vittima di ogni possibile malattia, si sentì male (per davvero - era malato da tempo, ma dava poco peso alla cosa, la minimizzava) e morì dopo non molto tempo.

download 1   Il Palazzo della Commenda a Collalbo sul Renon

Grande pièce, un capolavoro quant 'altri mai. Da vedere, al posto indicato, il 21, 25, 27, 28 luglio, il 1, 2, 4, 7 e 9 agosto, sempre alle 21. Regia di Alexander Kratzer; intepreti Hannes Perkmann, Christine Lasta, ALexa Brunner, Marlies Untersteiner, Magdalena Lun, Anna Rottensteiner, Liz Marmsoler et alii.

Bene la presentazione nel prospetto informativo, ma... manca anche solo un'allusione al fatto che la commedia è una satira feroce della classe medica del tempo (solo del tempo?) ma anche una satira sociale perfetta, ineguagliabile. Ridurre tutto a conflitti e problemi personali-familiari sarebbe certamente riduttivo.

Eugen Galasso

Ottimo spettacolo sul tema del potere: Teatro Blu e Nicola Benussi a Bolzano

Il "Teatro Blu" di Nicola Benussi, come regista e drammaturgo, propone uno spettacolo, andato in scena nei giorni scorsi a Bolzano,  estremamente interessante con questo  "Power", come meditazione sul potere come "macchina desiderante" (Deleuze-Guattari) ma anche dannazione e fonte d'inganno: da Andreotti ("Il potere logora chi non ce l'ha") all'anarchismo di Bakunin (la negazione radicale del potere visto come comunque negativo), passando però per i "colori di mezzo".

Spettacolo estremamente intrigante e colmo di suggestioni, fondato sul potere delle emozioni (il gesto, il movimento, la canzone, il grido) che ridà forza al teatro, nel quale, chiaramente, il contenuto e il "contenente", meglio diremmo il significato e il significante, si uniscono sempre in modo anche contrastivo ma in genere sintetico, mostrando ciò cui si riferiscono, cui rimandano: il "referente" che è la realtà esterna, quella di cui il teatro, secondo varie teorie, sarebbe il "doppio".

Tutto ciò con la sinergia di "richiedenti asilo" e di cittadini di Bolzano, in una sintesi anche linguistica, in un caleidoscopio dove italiano, inglese, tedesco, idiomi altri (perché da noi non compresi) si fondono "sin-fonicamente". Una sfida che non può non affascinare, anche proprio quando si rinuncia ad una lettura semplicemente logico-sequenziale dello spettacolo. E' una sfida, volendo, ma una sfida positiva, che serve anche, come si capisce senza difficoltà, a superare "gaps" valoriali e ideali, nella comune comprensione di culture diverse, come del resto di generi diversi.

Eugen Galasso

In scena a Bolzano la figura di Gramsci, spunto per confronti

Lo spettacolo "Antonio Gramsci e il nostro tempo", tratto da appunti e in parte dalla tesi del compianto avvocato bolzanino dott. Paolo Mosna, proposto dal Circolo La Comune in occasione degli ottant'anni dalla scomparsa del pensatore marxista, è soprattutto un'antologia recitata di testi gramsciani, con letture-interpretazioni di Mario Zucca (nel ruolo di Gramsci, anche coordinamento registico), Paolo Giommarelli, Francesco Fiore, Laura Pintore, Elisa Forcato (altri ruoli). Ma è, come afferma l'organizzatore e co-autore Sandro Forcato, un"work in progress", cioè uno spettacolo destinato ad ampliarsi, a includere maggiori elementi della personalità e della riflessione dell'autore.

Gianni Boncompagni: scompare con lui un innovatore della radio e della TV

Gianni Boncompagni (1932-2017), aretino vissuto per dieci anni (i primi della sua carriera professionale) in Svezia, dove s'era diplomato fotografo e reporter, dove era stato giornalista TV, intervistando anche Danilo Dolci, rimane soprattutto un autore e regista radiofonico e TV ("Bandiera gialla" e "Alto gradimento" con l'inseparabile o quasi Renzo Arbore, poi "Pronto Raffaella?" con la Carrà, "Non è la RAI" che aveva lanciato Ambra Angiolini) e di canzoni ("Ragazzo triste" per Patty Pravo, "Il mondo" per Jmmmy Fontana, "Tuca Tuca" per la Carrà e altro), oltre al tentativo, presto abortito, di cantare in proprio.

Aveva fama di tombeur de femmes, una fama quasi certamente corrispondente al vero. Dichiarava apertamente (e coraggiosamente) il suo ateismo. E la camera ardente, infatti, viene allestita nell'edifio della sede della RAI.

Che dire: ore di noia, di sconforto vinte con un po' di "Bandiera gialla". Ore tetre di rabbia: ci salvava"Alto gradimento"/non più in technicolor "Non è la RAI". Ti ringrazio Boncompagni.

Eugen Galasso

Serena Autieri è Lady D nel musical in scena a Bolzano il 18 aprile

"La Musa leggera-L'operetta e dintorni" chiude la stagione di quest'anno con "Diana & Lady D", riflessione teatrale e musicale su un personaggio duplice (con finale tragico) del 1900, Diana donna e Diana principessa.

In scena, in questo" dialogo per voce sola" di Vincenzo Incenzo, la sola Serena Autieri, finora forse più bella che brava, ma senz'altro più brava che pria... Recitare è un natural gift, un dono di natura, che però va coltivato, cosa che la Autieri fa. A Bolzano il 18 aprile alle 21, al Teatro Comunale.

Eugen Galasso

Teatro Stabile Bolzano: Wordbox (parole per il teatro).

Il progetto del "box" teatrale realizzato dal Teatro Stabile di Bolzano include anche "I Cavalieri" di Aristofane (grande testo "reazionario") ed i dialoghi tra Don Quijote e Sancho Panza, ma chi scrive ha visto solo "Hamletbox". 

Hamletbox. Regia di Roberto Cavosi. Testi e interpretazione di Sara Cavosi, Aurora Martina Meneo e Fabio Marson. Decostruzionismo assoluto, dove Hamlet è un attore triestino un po'"démodé", che cerca-brama-teme il successo in un teatro sfortunato del 1914... Ofelia è una "folle" ricoverata nel 1952 in un ospedale psichiatrico, leggi manicomio, decisamente pre-basagliano, i becchini sono... Inserti video con interviste agli altri, direzione artistica di Ben Johnson, l'anti-Shakespeare, presenze varie di di tutte le tragedie di uncle Bill, altro materiale sparso.

Sceneggiatori/scrittori/attori (ma il tutto andrebbe declinato piuttosto al femminile, vista la presenza determinante del forte gentil sesso, da anni una presenza necessaria sulle scene e, come qui, nell'ante-messa in scena). Ci si diverte, certo, soprattutto conoscendo il Bardo, il più grande autore teatrale di ogni tempo, ma si ragiona anche, con le/gli interpreti autrici/autori su come sarebbe stato se... se Hamlet fosse impazzito sul serio e non per ingannare lo zio, se Ofelia non fosse morta sul serio ma...avesse avuto un "doppio", se ...etc, nell'incessante work in progress che è la creatività e la sua forma più estrema e sempre riformabile (altro che "ecclesia semper reformanda", "theatrum semper reformandum"!) e che ci mostra come tutto sia in divenire, con buona pace di Parmenide e di Emanuele Severino...

Da vedere, da seguire con attenzione, magari alcune volte, if possibile...e anche i testi sono da rileggere, per fare un lavoro più completo.

Eugen Galasso

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