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Gianni Boncompagni scompare, con lui se ne va un innovatore della radio e della TV

Gianni Boncompagni (1932-2017), aretino vissuto per dieci anni (i primi della sua carriera professionale) in Svezia, dove s'era diplomato fotografo e reporter, dove era stato giornalista TV, intervistando anche Danilo Dolci, rimane soprattutto un autore e regista radiofonico e TV ("Bandiera gialla" e "Alto gradimento" con l'inseparabile o quasi Renzo Arbore, poi "Pronto Raffaella?" con la Carrà, "Non è la RAI" che aveva lanciato Ambra Angiolini) e di canzoni ("Ragazzo triste" per Patty Pravo, "Il mondo" per Jmmmy Fontana, "Tuca Tuca" per la Carrà e altro), oltre al tentativo, presto abortito, di cantare in proprio.

Aveva fama di tombeur de femmes, una fama quasi certamente corrispondente al vero. Dichiarava apertamente (e coraggiosamente) il suo ateismo. E la camera ardente, infatti, viene allestita nell'edifio della sede della RAI.

Che dire: ore di noia, di sconforto vinte con un po' di "Bandiera gialla". Ore tetre di rabbia: ci salvava"Alto gradimento"/non più in technicolor "Non è la RAI". Ti ringrazio Boncompagni.

Eugen Galasso

Serena Autieri è Lady D nel musical in scena a Bolzano il 18 aprile

"La Musa leggera-L'operetta e dintorni" chiude la stagione di quest'anno con "Diana & Lady D", riflessione teatrale e musicale su un personaggio duplice (con finale tragico) del 1900, Diana donna e Diana principessa.

In scena, in questo" dialogo per voce sola" di Vincenzo Incenzo, la sola Serena Autieri, finora forse più bella che brava, ma senz'altro più brava che pria... Recitare è un natural gift, un dono di natura, che però va coltivato, cosa che la Autieri fa. A Bolzano il 18 aprile alle 21, al Teatro Comunale.

Eugen Galasso

Teatro Stabile Bolzano: Wordbox (parole per il teatro).

Il progetto del "box" teatrale realizzato dal Teatro Stabile di Bolzano include anche "I Cavalieri" di Aristofane (grande testo "reazionario") ed i dialoghi tra Don Quijote e Sancho Panza, ma chi scrive ha visto solo "Hamletbox". 

Hamletbox. Regia di Roberto Cavosi. Testi e interpretazione di Sara Cavosi, Aurora Martina Meneo e Fabio Marson. Decostruzionismo assoluto, dove Hamlet è un attore triestino un po'"démodé", che cerca-brama-teme il successo in un teatro sfortunato del 1914... Ofelia è una "folle" ricoverata nel 1952 in un ospedale psichiatrico, leggi manicomio, decisamente pre-basagliano, i becchini sono... Inserti video con interviste agli altri, direzione artistica di Ben Johnson, l'anti-Shakespeare, presenze varie di di tutte le tragedie di uncle Bill, altro materiale sparso.

Sceneggiatori/scrittori/attori (ma il tutto andrebbe declinato piuttosto al femminile, vista la presenza determinante del forte gentil sesso, da anni una presenza necessaria sulle scene e, come qui, nell'ante-messa in scena). Ci si diverte, certo, soprattutto conoscendo il Bardo, il più grande autore teatrale di ogni tempo, ma si ragiona anche, con le/gli interpreti autrici/autori su come sarebbe stato se... se Hamlet fosse impazzito sul serio e non per ingannare lo zio, se Ofelia non fosse morta sul serio ma...avesse avuto un "doppio", se ...etc, nell'incessante work in progress che è la creatività e la sua forma più estrema e sempre riformabile (altro che "ecclesia semper reformanda", "theatrum semper reformandum"!) e che ci mostra come tutto sia in divenire, con buona pace di Parmenide e di Emanuele Severino...

Da vedere, da seguire con attenzione, magari alcune volte, if possibile...e anche i testi sono da rileggere, per fare un lavoro più completo.

Eugen Galasso

"Con spietato ardore": a Bolzano Teatro Blu mette in scena la vita del martire Mayr Nusser

Da segnalare senz'altro questo spettacolo, dal titolo "Con spietato ardore" (quasi un ossimoro, molto efficace) su Josef Mayr Nusser (1910-1945), martire della fede e prossimo beato (la cerimonia relativa è prevista il 18 marzo), cattolico esplicitamente e dichiaratamente avverso al nazismo, "Dableiber" (ossia renitente all'opzione per la Germania nazista), morto di stenti in un carro bestiame quale oppositore del Fuehrer nazista (arruolato a forza nelle SS non giurò ad Adolf Hitler), messo in scena al Teatro Cristallo da Teatro Blu, per la regia del dottor Nicola Benussi, fondatore e responsabile del teatro stesso.

Lo spettacolo è andato in scena qualche giorno prima della beatificazione di Mayr Nusser, beatificazione che senz'altro riabiliterà il vescovo Ivo Muser anche di fronte all'opinione pubblica progressista, anche ovviamente cattolica, che non ha mai amato alla follia questo vescovo, ratzingeriano dichiarato, conservatore ben oltre Papa Francesco e molti altri prelati. Chi ama il beato Frenademetz forse non ama troppo Mayr-Nusser, ma forse sono solo "empie" considerazioni... Per dirla schematizzando al massimo, Muser riesce a "segnare un goal" anche negli ambienti curiali ma anche (ciò cui forse tiene di più) nell'opinione pubblica, lui che anni fa in un'omelia si scagliava contro Lady Gaga (colpevole di essere più famosa di lui?).

Tornando a "Con spietato ardore", come sempre nelle intenzioni e nelle prove fornite da questo valido gruppo teatrale, è uno spettacolo anti-retorico, come anche capace di coinvolgere su temi importanti, dove la memoria storica si lega con l'attualità (il tema è tuttora dibattuto, specie se consideriamo i rigurgiti di nazismo, purtroppo mai espunti e/o superati), legandosi a tante problematiche connesse, ad iniziare, per es., dal tema del martirio, connesso con la problematica di fondo, di grande attualità anche per un laico, dove naturalmente il "martirio" è tema che va letto da un altro angolo visuale.

Se una volta tanto possiamo riproporre l'affermazione "historia magistra vitae" ("la storia è maestra di vita", Cicerone, De Oratore, ricordando che la proposizione intera di Cicerone è molto più ricca e "ornata") questo è senz'altro il caso in cui essa si avvera in modo importante.

Eugen Galasso

"The Raven" (il corvo), opera poetica in scena a Bolzano

Nell'ambito della stagione d'opera a Bolzano, il 3 e il 5 di marzo (rispettivamente ore 20 e ore 18) va in scena al Teatro Comunale (Sala Studio) l'opera o meglio l'opera-danza che Toshio Hosokawa, compositore giapponese, ha tratto dal poema "The Raven" (il corvo) di Edgar Allan Poe (1809-1849), il più grande scrittore americano dell'Ottocento (ma anche in genere, a livello mondiale e in tutte le epoche), grande cantore del Romanticismo, nella sua dimensione sovratemporale e anche horror-gotica ("The Tales of the Grotesque and the Arabesque") e di mistery- detection (prima di Sherlock Holmes dell'inglese Sir Arthur Conan Doyle, l'invenzione di Auguste Dupin, detective, è di Poe), ciò che chiamiamo, all'Europa "polar-giallo-Krimi".

Al Cristallo di Bolzano due spettacoli su storie dimenticate

Due spettacoli importanti, in febbraio, al Teatro Cristallo di Bolzano: A) l'8 febbraio il Teatro Blu propone "Foibe". Un episodio importante della storia, trascurato per anni, che aveva visto dapprima i partigiani "titini", poi le forze militari della neonata Jugoslavia, uccidere, appunto nelle"foibe", cittadini italiani colpevoli di non voler essere sottomessi, perché dalmati e/o istriani di origini venete/veneziane e non parlanti slavo, ma soprattutto non sottomessi all'ideologia di Tito.

Proposte a teatro a Bolzano ad inizio gennaio

Proposte teatrali interessanti, in quel di Bolzano. Il giorno 7 gennaio, con "Molière: la recita di Versailles", al Teatro Cristallo, ore 20 e 30, messa in scena di Giampiero Solari con Paolo Rossi e Lucia Vasini. "L'impromptu de Versailles" (1663) è uno dei testi con i quali Molière attacca, o meglio, risponde agli attacchi di chi gli rimproverava di sostenere teti materialistiche ed ateistiche ("libertinismo", non "libertinaggio").

Lo stesso giorno va in scena (ma in realtà è in scena dal 5 all'8 del mese), nella sala grande del Teatro Comunale, "The Pride" (L'orgoglio) di Alexi Kaye Campbell, autore teatrale cinematografico di origini anglo-greche, che propone due storie parallele di tematica gay, che però potrebbero valere altrettanto per relazioni etero o transgender. Riflessioni in scena, dove sentimenti ed emozioni contano più della razionalità o almeno vengono prima della stessa. Regia e interpretazione da protagonista di Luca Zingaretti (arcifamoso per il pubblico TV), con Valeria Milillo, Maurizio Lombardi e Alex Cendron.

A chi legge l'imbarazzo della scelta, tra un testo contemporaneo e uno (il primo citato) di secoli fa, ma reso "modernamente" e di tematica comunque diversa.

Eugen Galasso

Gospel, canti di speranza di riscatto. Per scambiarsi gli auguri in tutto il mondo!

Nel periodo natalizio e spesso anche pasquale per ogni dove (USA, Europa, ma anche altrove, Asia, Africa, ultimamente persino Latinoamerica dove vige una gelosia incredibile verso ogni genere musicale che non sia salsa, merengue, ballenato, bolero, folclorico, in Argentina tango, i "vilancicos", cioè le canzoni sacre, in specie natalizie, etc., insomma i generi locali), domina incontrastato il gospel (letteralmente=vangelo, nuovo annuncio), genere nato tra gli anni Venti e i Trenta dello scorso secolo tra gli schiavi afroamericani nei campi di cotone.

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