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Cinema

Cinema (7)

Continueremo a ridere con Jerry Lewis, che ci ha lasciato a 91 anni.

Gerald Levitch, alias Jerry Lewis, se n'è andato a 91 anni. Attore comico formidabile e altrettanto eccelso come regista (diresse moltissimi dei suoi film), scrittore.

La sua formazione scolastica era stata breve perché, da sempre saldamente legato alle proprie radici ebraiche, aveva picchiato un insegnante antisemita, venendo espulso dalla scuola. Il suo ebraismo sarà sempre dichiarato ed esplicito, tanto che nel suo "Jerry Lewis Show" in TV "provocava" i fondamentalisti cristiani ribadendo le sue radici.

Attore (e sceneggiatore, anche se non riportato come tale nei titoli di testa e di coda dei film) di tanti film con Dean Martin, il cantante-attore italo-americano, lascerà all'attore "bello" e alto (appunto Dino Crocetti, alias Dean Martin) la parte del "magnifico", dell'attore-seduttore, del cantante "serio", romantico, Lewis sarà il "fool", lo Zanni in film come "My friend Irma" (La mia amica Irma, 1949), "Sailor Beware" (Attente ai marinai!, 1952), "Artists and Models" (Artisti e modelle, 1955). Poi sarà regista in proprio, da "The Bellboy " (Il ragazzo tuttofare, 1960) in poi, con film memorabili come "The Nutty Professor" (Le folli notti del dottor Jerryll, 1962), "The Patsy" (Jerry 8 e 1/2, 1964) e tanti altri, continuando anche la carriera da attore in film di altri grandi (Stanley Kramer, Robert de Niro etc.).

Jerry Lewis è il clown poetico ma anche birichino, e ingenuo quanto fondamentalmente "buono", lo "scoordinato", l'altra faccia, con la sua mimica e gestualità debordanti, rispetto all'ebraismo intellettuale e logocentrico di Woody Allen. Autore, regista, mimo e clown (nel senso più alto del termine), Lewis rimarrà sempre tra noi nei suoi film, ricordandoci l'iter totale dell'"Ebreo errante", il suo essere dislocato, sempre alla ricerca del "promised land", schivando tanti, terribili Golem...

Insieme a Charlie Chaplin, che da britannico ariano voleva essere Ebreo senza riuscirvi, Lewis è da molto tempo tra i grandi, monito eterno a chi non sa che cosa siano pogrom e lager; il tutto, sempre, facendoci ridere , sorridere, piangere, sognare.

Eugen Galasso

Ciao Gene Wilder, ci hai fatto passare dei bei momenti sereni!

Scompare a 83 anni, con Gene Wilder, dopo la scomparsa di Marty Feldman (1934-1982), un esponente, più che della "Mel Brooks factory", di cui certo anche Wilder fece parte, un vero grande esponente del witz ebraico-americano, di quello humor yiddish che, trapiantato dall'Europa orientale negli States, non aveva perso nulla.

Scomparso Marshall, regista di "Happy days" e di "Pretty Woman"

Gary Marshall, scomparso a 81 anni, non sarà stato uno Stanley Kubrik, un Alfred Hitchcock, un Orson Welles (geni del cinema e, per Welles, anche del teatro), ma è certamente un creatore di gran livello di TV, cinema e dunque di "sogni". E' l'autore-ideatore di "Happy Days", il telefim che ci ha accompagnato per anni e anni, nato nella prima metà degli anni Settanta (the rolling Seventies), una sorta di "come eravamo". Chi di noi non sa chi era "Fonzie", interpretato da Henry Winkler, allora giovane attore protagonista, ora quasi attempato regista (e, talora, ancora anche attore).

Marshall, figlio del Bronx, nasce da un papà italo-americano (il cognome originario era Masciarelli) e da madre anglo-americana. Per la TV, oltre alla notissima "Happy Days", realizza anche "The Odd Couple" (La strana coppia), adattato da Marshall partendo dalla straordinaria (e cattivissima) commedia di Neil Simon - geniaccio americano di origini ebraiche - della quale erano protagonisti Tony Randall e Jack Klugman. E ancora, per restare alle sue realizzazioni che sono rimaste più nella memoria, "Mork & Mindy", dove c'è il compianto Robin Williams nel ruolo di un bizzarro alieno, una sorta di sit-comedy in qualche modo irripetibile e geniale.

Per quanto riguardo i lavori cinematografici, di Marshall ricordiamo vari film, mai banali, negli anni 1980, come "Flamingo Kid" (1984), ma certamente noto a tutti è "Pretty Woman" (1990) con una straordinaria Julia Roberts e un non meno efficace Richard Gere. Ma a noi rimane anche l'ultimo film dell'autore, "Mother's Day" (giornata della mamma), ancora una volta con Julia Roberts, ora "mamma" in ogni senso e Kate Hudson...

Eugen Galasso

Michael Cimino, regista di grandi film, è scomparso

Il regista e autore cinematografico newyorkese di origini italiane Michael Cimino è morto a 77 anni: ricordiamo i suoi film migliori, "The Deer Hunter" (Il cacciatore, 1978), "Heaven's Gate" (i cancelli del cielo, 1980) e "Desparate Hours" (Ore disperate, 1990). E' stato autore controverso, "difficile", favorendo molte interpretazioni diverse del suo cinema, con vari fraintendimenti, come è successo in particolare per "Il Cacciatore", che qualche critico aveva lettore come esempio tipico dell'imperialismo USA e della superiorità della razza bianca, quando invece esso non ha affatto un "messaggio", tantomeno di questo tipo, ma rimane un esempio di cinema "alto", caratteristico di una ricerca culturale-artistica polisemica per eccellenza, che favorisce tante letture diverse, proprio perché intimamente problematica.

Già sceneggiatore, Cimino, laureato in arti visive, era passato alla regia nel 1974 con "Thunderbolt and Lightfoot" (Una calibro 20 per lo specialista), film di grande perizia anche tecnica, con un grande interprete come Clint Eastwood.

Eugen Galasso

Un nuovo cinema a Bolzano, ma con una bella aria d'epoca

Passato, presente e futuro, a parte le non peregrine riflessioni orientali, di Agostino d'Ippona e Bergson sull'anzidetta tripartizione del tempo, si intersecano sempre.

Così un Ciné-Museum, in via J. Kravogl 8 di Bolzano (Bolzano Sud, zona industriale), con macchine di proiezione "d'antan", ci dà il senso del passato del cinema, del suo oggi e del suo futuro, in chiave di ologramma, di post-cyber, di...

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Apertura martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 e 30 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ingresso: 5 Euro per adulti e 2 Euro per ragazzi/e. Il tutto si deve alla giustamente caparbia volontà di Natalino (Noe"l) Bernato, storico proiezionista e gestore di cinema, oriundo, nato in Belgio ("la libre Berlgique", vien da dire) che, dopo aver operato come proiezionista in Belgio, ha lavorato in quasi tutti i cinema bolzanini, di Laives, di Merano. Per informarti questi i riferimenti dei refenti: N. Bernato 342.4497066, Alessandro Di Spazio (regista) 339.4497066.

Eugen Galasso

Un film apre ad una rilettura della Germania post II Guerra Mondiale

Qualche volta un film storico, ossia ispirato ai documenti, smonta verità "acclarate" per un "consensus gentium" che non è tale ma viene inculcato. Così l'"era Adenauer" è stata osannata nel nome della libertà dell'Occidente, della NATO, contro chi aveva qualche dubbio. Ora, un film, appunto basato su documenti inoppugnabili, come "Der Staat gegen Fritz Bauer" di Lars Kraume contribuisce a smontare il pregiudizio.(read more_clicca sul titolo)

Sale cinema a Bolzano, interesse della politica italiana a zero

Sale cinema a Bolzano, interesse della politica italiana a zero

A Bolzano il cinema "Eden" è chiuso ormai da 1 anno e mezzo, dopo una vita pluricentenaria, avendo rappresentato nell'ambito dei cinema bolzanini una lunga tradizione, "toute une vie" (tutta una vita).

Se non esistono più Astra, Augusteo, Boccaccio, Columbia, Corso, Costellazione, Druso, Roma, Vittoria (cito in ordine non cronologico, ma è facile riconoscere, dai titoli di certi cinema, la loro collocazione storica...) se il cinema "Capitol" si è trasformato in altro, ciò è forse dovuto ai tempi, all'alternarsi di mode e di situazioni storico-culturali, mentre il cinema "Eden", cinéma d'essai, oltre a rappresentare un luogo di aggregazione-socializzazione particolari in centro città, avrebbe potuto costituire un "faro" a livello culturale.

Ma la volontà dei gestori di continuare non è stata in alcun modo premiata da un ente pubblico in caccia di riconoscimenti per "aver fatto i compiti", nel senso della conclamata (e imposta, persino nella denominazione) "spendig review"...

Si fosse trattato di qualche ente o anche di qualche associazione-bacino d'utenza elettorale per le varie forze politiche rappresentate in Comune o Provinca, le cose sarebbero andate ben diversamente.

 Eugen Galasso 

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