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Di Montigny su "Panorama": allarme fondato sull'incapacità delle persone di elaborare informazioni ed opinioni

Secondo me è il fulcro intorno al quale girano un po' tutti i ragionamenti sulle capacità di vivere di molti cittadini: quelli di loro che non sono in grado di capire il nesso tra le cose, spesso nemmeno sanno capire il significato delle cose, e nemmeno sono in grado di capire perchè certe cose si dicono e quali conseguenze sono legate alle cose che vengono dette.

Di questo tema si occupa, in fondo, Oscar di Montigny scrivendo un bell'articolo sul numero in edicola del settimanale "Panorama" (nr. 15/2018, pag. 41). "Più del 70% (cioè 7 su 10 !!!!! come dire, sette persone su dieci che incontriamo per strada !!! n.d.r.) della popolazione (fonte OCSE) non riesce a comprendere brevi testi di utilità quotidiana e a compiere le più basiche operazioni di calcolo."

Questo risultato è drammatico: è la sconfitta totale di quelle idee che sostenevano come il progresso avrebbe portato ad una crescita del valore intellettuale delle singole persone, migliorando il mondo, consentendo a chi stava ai livelli più bassi di ricoprire i ruoli più alti con competenza e capacità intellettuale.

Invece, con le parole di Di Montigny, "il 70% delle persone non capisce un articolo di giornale (quindi non è in grado di elaborare un giudizio su di un fatto, su di un messaggio n.d.r.), non capisce un semplice contratto (quindi deve rivolgersi a qualcuno che lo aiuti ... se lo aiuta ... n.d.r.), non capisce un foglietto delle istruzioni, non sa calcolare lo sconto su di un prodotto."

Si tratta di persone che sono tutte andate a scuola, ma ... E sono i figli di quei giovani degli anni '60 e '70 che in tanti protestavano per un mondo migliore e in tanti altri volevano cambiare la situazione del mondo come l'avevano costruito i loro genitori ... Che genitori sono stati?

De Montigny osserva nel suo articolo che "... viviamo nell'epoca del web: lo smartphone sembra aprirci una conoscenza infinita" ma le persone sembrano in gran parte poco capaci di comprendere questi stimoli ed anche di discernere la veridicità di quello che viaggia nella rete.

Tutti constatiamo che questa enorme, bella finestra su tutto quello che si muove nel mondo che è internet, questa abbondanza di possibilità di conoscenza non si trasforma in crescita delle persone. Anzi, l'incapacità (cioè la non educazione) di (a) decodificare, la pigrizia di accettare come vero, onesto, disinteressato tutto ciò che viaggia in rete è un dato così diffuso ed ha conseguenze sia sulle singole persone sia sulla società (quando investe scelte politiche).

E qui non stiamo parlando della maleducazione in rete, dell'aggressivistà diffusa, di fenomeni come il bullismo tra ragazzini: stiamo parlando di una massa enorme di persone incapaci culturalmente di gestire relazioni, personali e in internet, in maniera consapevole. Quelle 7 persone su 10 che appesantiscono la società, che sommergono nei loro limiti di comprensione una società che avrebbe la possibilità di volare, di offrire spazi di crescita intellettuale e sociale, di definire obiettivi di sviluppo capaci di dare agli uomini e alle donne nuove soddisfazioni del vivere. 

Come si sia finiti in questa melma è la domanda. Come venirne fuori è la risposta che ci si aspetta da chi si da' da fare in politica. 

Last modified onDomenica, 08 Aprile 2018 09:39

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