Lettura di un vecchio testo: Rosemberg e Nietzsche

Leggere (nell'originale tedesco) il discorso/allocuzione tenuto da Alfred Rosenberg su Nietzsche il 15 ottobre del 1944, centesimo anniversario della nascita del grande pensatore (ma anche giorno nel quale la disfatta della Germania nazista era ormai praticamente certa), è stato uno shock o meglio, a dire il vero, una delusione.

Rosenberg, ideologo nazista, nato in Estonia ma di origini tedesche, rilegge Nietzsche solo sulla base dell'edizione allora disponibile, quella "purgata" dalla sorella Elisabeth Nietzsche in Foerster, il che però non è un argomento pro Rosenberg: lo fa limitandosi a pochi testi, a citazioni "di comodo", ossia affermazioni de filosofo che dovrebbero avallare una generica (sottolineo generica) "rivolta contro il mondo moderno" (cito il titolo di un'opera di un altro ideologo dell'estrema destra, Julius Evola), "pescando" i pochi testi antisemiti di Nietzsche, quando invece sappiamo che Nietzsche antisemita non lo era per nulla e anticipatore del nazismo meno che mai, semmai un aristocratico (piccolo Junker polacco, si definiva).

L'uso ideologico (nel senso di "falsa coscienza") dei grandi autori è un vizio comune, cui Rosenberg non sfugge. Certo che in questa pratica si contano molti imitatori...

Eugen Galasso

Last modified onMartedì, 03 Settembre 2019 15:37

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