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Pietro Vittorio

Pietro Vittorio

Le ragioni del SI e quelle del NO

Giovedi a Bolzano, in piazza Matteotti, sentiremo le ragioni del NO al referendum Costituzionale. Più va avanti il dibattito in vista del voto dei cittadini del prossimo 4 dicembre più a me risulta chiaro che il problema è di non essere d'accordo con QUESTA proposta di riforma. Il Presidente del Consiglio, alla Leopolda, ha detto che "Noi finalmente la riforma l'abbiamo fatta" ed è proprio questo il punto: l'avete fatta male.

Votare per il SI, quindi, rischia di essere peggio - per l'indispensabile modernizzazione dell'Italia - del non cambiare niente stavolta votando NO.

Referendum del 4 dicembre: grande ancora l'incertezza

Il referendum si terrà il prossimo 4 dicembre. La sensazione di incertezza tra gli elettori è profonda. Diciamo le cose come stanno: chi si mostra sicuro di votare SI o di votare NO è solo perchè appartiene ad uno schieramento. Chi non si sente schierato ne con Renzi ne contro Renzi e vorrebbe capire di più il contenuto della riforma, invece, non sa ancora che pesci pigliare.
Mi pare che si possano dire tre cose.

I diari di Nenni dal 1973 al 1979

E' nelle librerie il volume "Pietro Nenni. Socialista libertario giacobino. Diari (1973-1979)", che raccoglie gli appunti del leader socialista Pietro Nenni (1891-1980) curati da Paolo Franchi e da Maria Vittoria Tomassi (Marsilio, pagine 512, e 25).

Le pagine scritte da Nenni ripercorrono un decennio difficile per l'Italia: comprende l'esplosione del terrorismo, la crisi di uno Stato non in grado - nelle sue varie articolazioni - di affrontare i problemi del Paese, la cris dell politica che non risponde più all'esigenza di guidare il Paese ma diventa sempre più una tecnica per il galleggiamento, la nascita dell'ipotesi politica del compromesso storico, cioè l'associazione del Partito comunista nel governo del Paese, i primi passi di Bettino Craxi come segretario del PSI.

Ma i diari sono anche una carrellata di personaggi che Nenni incontra, commemora, tratteggia: dai Presidenti americani Nixon e Carter al leader socialdemocratico tedesco Willy Brandt, da Mao ai leader comunisti sovietici, da Mitterrand a Carrillo, Moro e Berlinguer. Ma Nenni è anche un uomo immerso nella vita culturale del Paese, ed ecco pagine dedicate a uomini di cultura come Pasolini, ai film di Bertolucci e di Fellini, agli incontri con Oriana Fallaci, con la quale aveva un rapporto di affetto e amicizia.

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I diari di Nenni con le sue annotazioni che risalgono a periodi precedenti sono stati pubblicati negli anni Ottanta in tre volumi, a cura della figlia Giuliana Nenni e di Domenico Zucaro, dalla casa editrice SugarCo. Il primo volume, che copre il periodo 1943-1956, uscì nel 1981 con il titolo Tempo di guerra fredda e una prefazione di Giuseppe Tamburrano. Il secondo, intitolato Gli anni del centro-sinistra, include i diari scritti da Nenni tra il 1957 e il ’66: venne pubblicato nell’82 sempre prefato da Tamburrano. Il terzo riguarda gli anni dal 1967 al 1971: uscì nel 1983 con il titolo I conti con la storia e una prefazione di Leo Valiani.

Ridurre gli stipendi dei livelli dirigenziali pubblici: il rinnovo del contratto è l'occasione per farlo

Si è in fase di rinnovo dei contratti pubblici. E’ questo allora il momento giusto per sollevare una questione tanto dibattuta e per la quale c’è una forte sensibilità sociale: il ridimensionamento degli stipendi dei dirigenti pubblici. E’ infatti poco sopportabile al cittadino che paga le tasse per avere una amministrazione efficiente che eroghi i servizi di cui ha bisogno che un dirigente pubblico, da un certo livello in su, veda arrivare ogni mese in busta paga uno stipendio di diverse migliaia di euro. E’ lampante che, chi sostiene il ridimensionamento stipendiale, non si riferisce alla riduzione degli emolumenti del dipendente pubblico in genere, ma solo ai dirigenti. Che poi, sappiamo, sono il riferimento per altri livelli di compensi, in una spirale che va fermata.

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