Alle prossime presidenziali USA per i Democratici non correrà Biden

Il ritiro di Biden come candidato presidenziale USA è certamente un fatto clamoroso, ma in realtà solo per la "tempistica", in quanto si riteneva che Biden impiegasse più tempo per "rinunciare", dopo aver temporeggiato per molto tempo, insistendo sul fatto di essere ancora sufficientemente in grado di gestire la campagna elettorale, preparandosi a una "tenzone" comunque più che incerta, anzi, quasi sicuramente destinata alla sconfitta.

Hanno "vinto" le pressioni dei tradizionali sostenitori economici, ossia dei finanziatori del "Democratic Party", che premevano per il ritiro.

Comunque fino a novembre i tempi sono ancora lunghi, vista anche la situazione internazionale, che è sempre "effervescente" (si vedano i recenti attacchi israeliani in Yemen), anche se il vantaggio di Trump sembra difficile da colmare per qualunque candidato democratico.

Eugen Galasso

Joe Biden è in bilico

Dopo mesi di difesa a spada tratta di Joe Biden, che per qualcuno/a (ovviamente "democrat", sempre che questo termine voglia dire ancora qualcosa, ossia la sopravvivenza dell'antico "Ulivo mondiale" di prodiana memoria) è ancora garanzia di "centrosiniistra", qualunque cosa ciò significhi, ora il fronte "pro-Biden" s'incrina, viste le continue defaillances mnestiche, ma anche cognitive, dell'ex-vice presidente di Obama (da questi si dice per nulla amato) e inquilino uscente (si spera forever) della "White House", addirittura con "donatori della campagna elettorale" sempre meno propensi a sostenerlo.

In Italia il sostegno a Biden è stato più massiccio che mai, forse perchè Joe è cattolico apostolico romano, anche se sostiene convintamente il diritto all'aborto...

Patetico un giornalista de la rinata "Unita'" che in TV si è lanciato in una difesa senza appello di Biden, quasi fosse un perseguitato...

Eugen Galasso

75° anniversario della NATO in un momento davvero difficile

75esimo anniversario NATO, con un presidente USA in crisi (molti vorrebbero sostituirlo come candidato dem alle prossime elezioni di novembre, e le due clamorose gaffes di queste ultime ore non lo aiutano certo e superare queste opposizioni), la situazione delle due guerre sempre più ncerta (Ucraina, come anche Vicino Oriente), la crisi in Europa resa più complessa dopo l'esito incerto, anche se "rassicurante", delle elezioni francesi, pericoli vari ovunque. Questo lo scenario nel 2024, dopo che qualcuno (Francis Fukuyama), ormai più di trent'anni fa, aveva previsto, poi smentendosi, "the End of the History"(la fine della storia), senza più guerre o gravi crisi internazionali...

Eugen Galasso.

Elezioni francesi: il "fronte" di sinistra vince, ma formare un governo pare assai difficile

Elezioni francesi, con risultati sorprendenti: il "Nouveau Front Republicain", fronte repubblicano di coalizione anti-Marine Le Pen e comunque anti-estrema destra, ha vinto. Ma vincere nelle urne non basta: ora si aprono difficoltà per formare il governo. E di obiettivi politici condivisi le forze che hanno formato il "Front" pare ne abbiano pochi.

Melenchon e la sua "France insoumise" (Francia non rassegnata) sono, ovviamente, solo una parte della coalizione e certamente l'alleanza più probabile sarà quella tra i socialisti e un centrista vicino a Macron. La cosiddetta "coabitazione"  tra Macron e un primo ministro di colore politico probabilmente diverso dai "liberali" macroniani sarà una piccola sfida per Macron e per la "quinta repubblica "francese, creando qualche problema allo stesso Macron. Problemi, pero', che la Francia affronta fin dai tempi di Mitterrand....

Eugen Galasso

Fuori luogo richiamare certi aspetti di consenso al fascismo. Ma è ora di chiudere questo capitolo

La querelle su fascismo-antifascismo sembra essere interminabile quanto inutile.

Certe manifestazioni sono scioccamente folkloristiche, con il rischio, pero, di estremizzazioni razziste (antisemite, soprattutto).

Sarebbe forse ora, da parte di quanto rimane delle "sinistre", di non cavalcare più la tigre del pericolo fascista.

Una cosa mi è saltata all'occhio: perchè un intellettuale-politico come Vittorio Sgarbi cita i nomi dei firmatari del "Manifesto degli intellettuali fascisti", che è del 21 aprile 1925 quasi accennando a una "fascistizzazione della cultura e della società"? Erano tutti fascisti? Difficile crederlo, sa pensiamo a Pirandello e Ungaretti, nella cui opere (rispettivamente teatrali, saggistiche, letterarie e poetiche) di "fascista" c'e ben poco, anzi, nulla.

Non sarà stata anche la paura della dittatura, ormai "montante" (la marcia su Roma è di ben due anni e mezzo anteriore e certo il regime si era ormai consolidato come tale), a indurre molti a firmare?

Eugen Galasso

Le marionette di Giorgio Gabrielli possono insegnare qualcosa anche alla "politica"

Forse il far teatro di vari artisti, in particolare di teatro di figura (burattini, marionette etc.) che mostrano come fanno teatro, facendo partecipare anche il pubblico a tale "azione" potrebbe essere applicato anche dai politici, a livello locale ma anche nazionale, favorendo così la partecipazione alla politica e non solo in sede di voto, id est elezioni.

Ecco che, per esempio, l'opera di Giorgio Gabrielli, burattinaio mantovano (o meglio, della provincia di Mantova), cui ho assistito di recente, capace di entusiasmare grandi e piccoli, potrebbe essere presa a esempio anche del "fare poltica", spiegando, appunto, come si fa.

Certo le modalità sono diverse, ma anche la poltica puo essere, in buona sostanza, un "laboratorio", un work in progress, come il teatro.

Eugen Galasso

Dopo le elezioni, necessario per la Commissione europea prendere un nuovo indirizzo operativo

Finchè non avremo un risultato chiaro, rispetto alla formazione del Parlamento europeo, ma soprattutto alle cariche, non si potrà dare una valutazione esatta rispetto agli esiti delle elezioni dell'8 e 9 giugno. 

Certo, l'eventuale riproposizione della "maggioranza Ursula" (von der Leyen) non potra' procedere nella via dell'applicazione dell'ideologia green, vista la debacle dei verdi e dei partiti di centrosinistra, e dovrà tenere conto del risultato della destra (quella francese, non, o comunque molto meno, quella tedesca, austriaca e polacca, ma anche ceca) che ha saputo trasformarsi, rinunciando a ideologie stantie e pericolose, adattandosi perciò alla ricezione di problematiche più vicine a chi concretamente vota.

Eugen Galasso

Il risultato elettorale delle europee

Una sintesi dell'esito elettorale: se appare scontata l'affermazione di Fratelli d'Italia, comunque però in crescita, se vince - parzialmente - il PD a direzione schleiniana, certo fagocitando i 5 Stelle, se perdono i centristi renziani (Stati Uniti d'Europa) e calendiani (Azione), se ha funzionato l'effetto Ilaria Salis per AlleanzaVerdi/Sinistra, bisognerà vedere il posizionamento europeo di queste forze, anche rispetto al "blitzkrieg" di Macron che scioglie il parlamento francese, indicendo a tempo di record le nuove elezioni, che forse rimescolerà (?) ulteriormente le carte.

Eugen Galasso

Ricompare Di Pietro

Registriamo la ricomparsa sulla scena mediatica (anche se non ha ancora rifondato un partito, imcomberà presto, o meglio, tornerà ad incombere prsto anche a livello politico...) di Tonino Di Pietro,  decisamente un pericolo per la democrazia, dato che le testimonianze sul suo ruolo come magistrato e come ex-leader de "l'Italia dei valori" sono note, e basterbbe rileggere le testimonianze sul personaggio di esponenti politici molto diversi tra loro, come il compianto Ugo Intini (socialista) e di Primo Greganti (comunista), ma anche di Clemente Mastella, ex.democristiano, comunque centrista, per rendersene conto. 

Di Pietro è, nel bene e nel male (diremmo, però, decsamente nel male), esponente sic et simpliciter del più bieco giustizialismo.

Che di danni politici e di civiltà ne ha fatti quanto basta! (ndd)   

Eugen Galasso

Politica e pubblicità ...

Le prossime elezioni europee, con le liste impostate fortemente sui nomi, quasi "nominalistiche", dove i nomi, quelli "rassicuranti" (Meloni, Tajani, Schlein, Salvini) secondo i gusti o "inquietanti" (Vannacci, Salis) sempre secondo la caratteriologia e la tendenza politica dei/delle votanti "schiacciano" ciò che possono o meglio potrebbero rappresentare, id est i "signifcati" ideologici che dovrebbero esprimere, sono un novum.

Nella pubblicità, da sempre, la bella ragazza o il bel tagazzo, la famigliola felice "esprimono" un prodotto (es.: l'automobile o invece la merendina) ma in politica dovrebbero essere gli ideali (o i valori, se si vuole) ad emergere. Invece....

Eugen Galasso

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