Scalfari, 97 anni. E si sentono tutti ...

Eugenio Scalfari, ex-direttore di "Repubblica" e suo fondatore, per molta "intelligentsia" di "sinistra" un mito e intellettuale di riferimento, ha ormai, 97 primavere e, forse, talora "si sentono": leggo in "Repubblica" dello scorso 23 agosto, a pag. 27, una sua difesa a spada tratta dello "Ius soli" dove non si considera che le popolazioni "difficili" d'Europa si muovono in una condizione storica e geopolitica molto diversa da quella attuale.

Ma ciò che sconcerta, dopo una riflessione su Gesù, "chiamato anche Cristo ma è un modo non corretto" (e fin qui si potrebbe concordare in parte), è quando Scalfari parla nell'Orto di Getsemani dove "si recò cercando il contatto divino tra lui e un supposto Dio il quale tuttavia ne rifiutò la presenza".

Interessante, ma, anche da ricondurre, forse, al tormento dell'ateo direttore (Barbapapà, per amici ed ex colleghi) che vorrebbe cercare e forse trovare qualcosa/qualcuno...

Tormento da rispettare, certo. Ma poi sconcerta la numerologia su Dio, sulla triunità, quando Scalfari afferma essere Dio "divino ma non unico".

Una numerologia quasi neo-pitagorica che sconcerta un po', appunto...

Scalfari finisce il suo articolo affermando che, per papa Francesco ci sarebbe "identificazione dell'universo con un Dio unico e totale...un Dio che si identifica con la vita". Bisognerebbe chiedere a papa Francesco (parafrasando una sua simpatica quanto importante frase "chi sono io per giudicarlo?"), ma penso che di fronte al panteismo o meglio "panenteismo" attribuitogli da Scalfari qualche problema lo avrebbe...

Eugen Galasso

Invitare alla pace

La recente tournée italiana (rimpatriata, settant'anni e passa dopo) del soldato USA Martin Adler (chiare le origini ebraiche, era un Adler ebreo anche il fondatore della psicologia individuale, Alfred Adler) in Italia, a 97 anni, a suo tempo soldato nella Seconda Guerra Mondiale sulla linea gotica quando nel Bolognese salvò e riempì di abbracci e cioccolata vari bambini, per la precisione i fratelli Naldi, dovrebbe insegnarci qualcosa: "Basta guerra. L'amore è il più bel sentimento del mondo. Abbiamo una sola vita da vivere e dobbiamo farlo amando. Pace è la parola più importante".

Un messaggio, il suo, che verrà ripetuto in varie altre tappe italiane, che in tempi "afghani" e altri (c'è chi vorrebbe una NATO tout court bellicosa, altri che la ritengono inutile perché "troppo poco combattiva") dovrebbe indurci a riflettere, dove un po'di attenzione a quanto si dice e (o) si fa sembra essere francamente il minimo.

La situazione afghana è da seguire con attenzione, come altre nel mondo, ma gli "sgherri del mondo" non servono, anzi sono e saranno sempre controproducenti. Invitare alla pace anche chi, come "gli studenti islamici" (ma non solo loro) alla pace non credono molto, sarebbe invece un dovere...

Eugen Galasso

Durigon liscia il pelo ai nostalgici

Claudio Durigon, sottosegretario all'Economia nel governo Draghi, leghista, nato a Latina, ha proposto la re-intitolazione del Parco della sua città ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito, quando ora il parco è dedicato a Falcone e Borsellino.

Non c'è dubbio, decisamente si tratta di una mossa politica, dato che a Latina, città "rifondata" dal fascismo, ancora molte persone non hanno "cambiato colore". Da valutare con attenzione, certo, stante il fatto che, giustamente, la Costituzione proibisce la ricostituzione "sotto ogni forma del disciolto partito fascista".

Ne vengono chieste le dimissioni, ma immaginiamo non verranno presto, per cui sarebbero da scegliere, forse, soluzioni "altre", non facilmente determinabili ora, dato che una crisi di governo, in questo momento, non sarebbe auspicabile.

"Crisi d'agosto"? Forse, comunque da riconsiderare alla luce di quanto avviene, ossia di problemi ben più seri che incombono...

Eugen Galasso

Gente in piazza anche a Bolzano contro la vaccinazione. E il virus ringrazia.

No green pass o tout court no vax? Francamente non è chiarissima la differenza, ma la "confusione è grande sotto il cielo", per dirlo con una frase arcinota.

Al di là della frase forse troppo dura di Mario Draghi, relativa al "chi non si vaccina" che sarebbe foriero di morte, c'è da dire che un invito a non vaccinarsi oggi corrisponde alla possibilità di aumentare in progressione geometrica le possibilità di contagio.

A prescindere da ciò chi si oppone alla vaccinazione appare, in molti casi, irresponsabile, fatto salva la libertà di cura prevista dalla Costituzione. Anche a Bolzano 1000 persone in piazza hanno risposto ad un appello via social a manifestare contro l'uso del green pass.

Eugen Galasso

Capanna se ne esce con una proposta irrealizzabile

Mario Capanna, già leader studentesco del 1968, poi variamente impegnato in politica a sinistra ("Verdi Arcobaleno", "Democrazia Proletaria" etc. - ondivago, diremmo...), percettore di pensione quale ex deputato, pensione molto discussa, torna a far parlare di se, in senso politico stavolta.

Il filo di Raffaella Carrà si è spezzato

Raffaella Pelloni, in arte Carrà, scompare, lasciando dietro di sé ricordi legati alle sue canzoni ("Ma che musica, maestro", e anche tante altre, quasi sempre lanciate da "Canzonissima") e a programmi come "Pronto, Raffaella", con conduzioni simpatiche, calorose e dai bei modi.

Riproporre in forma nuova gli ideali socialisti

In uno scenario politico, dominato dappertutto dalla crisi pandemica, ma in Italia bloccato (quanto ad attività parlamentare e dei partiti) dalla necessità di far fronte, con il governo Draghi - sostanzialmente "di unità nazionale" - alla crisi economica grave indotta dalla pandemia, è da un lato confortante sentire che l'assemblea nazionale del PSI vuole ri-accentuare l'identità socialista, anche rispetto al PD (partito senza identità o meglio con troppe identità, il che è poi lo stesso), dall'altro il fatto che persista una frattura tra PSI e Nuovo PSI, schierato ben diversamente sul fronte politico, non può certo far piacere a chi ha creduto che gli ideali (userei anche il termine "ideologia", ingiustamente disprezzato, ma...) socialisti debbano essere riscoperti e proposti in forma nuova ma coerente con gli insegnamenti dei padri fondatori, dove la lezione di un Proudhon, giustamente riproposto da Craxi e di un Fourier (pur nella radicale diversità di vedute) rimane fondamentale.

Eugen Galasso
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