WEB SEMANTICO. La semantica tutti i giorni in un clic

Colloquio con il ricercatore della Fondazione Bruno Kessler, Bernardo Magnini

Non ce ne rendiamo conto, ma quando clicchiamo l’interruttore automatico di un motore di ricerca o diamo comandi vocali ad un navigatore, stiamo usufruendo di tecnologie della semantica, frutto della ricerca di quindici anni nella comprensione del linguaggio e nella traduzione automatica statistica. Di questo si è discusso nel corso della tre giorni di convegno internazionale “Joint Symposium on Semantic Processing - Textual Inference and Structures in Corpora” svoltosi a Povo (Trento) presso la sede della Fondazione Bruno Kessler (20, 21 e 22 Novembre 2013). 

Educazione continua degli adulti: nuove competenze per l'educazione continua

Educazione continua degli adulti: nuove competenze per l'educazione continua

 Tra il 1994 e il 2000 ventuno Paesi hanno realizzato una prima indagine comparativa internazionale (Ials-Sials: International Adult Literacy Survey) sulla distribuzione, nella popolazione in età lavorativa (16-65 anni), delle abilità/competenze definite come competenze alfabetiche funzionali (literacy, littératie, letteratismo); queste competenze sono state rilevate attraverso l'accertamento diretto, cioè attraverso interviste a domicilio, che si concludono con l'esecuzione, da parte dei singoli intervistati, di alcuni esercizi di tipo cognitivo, relativi a compiti di comprensione di testi scritti, in vari formati, e l'esecuzione di calcoli.

L'indagine ha permesso di dimostrare due cose:

1. il titolo di studio posseduto dalle persone non è, da solo, un indicatore valido per misurare abilità e competenze;

2. il mercato del lavoro e le condizioni della vita sociale richiedono abilità e competenze ben più vaste e complesse delle competenze alfabetiche funzionali, definite nell'indaginecome capacità di capire e utilizzare informazione contenuta in testi scritti nell'attività quotidiana domestica e lavorativa con lo scopo di realizzare i propri obiettivi e di sviluppare le proprie potenzialità e il proprio sapere.

Sale cinema a Bolzano, interesse della politica italiana a zero

Sale cinema a Bolzano, interesse della politica italiana a zero

A Bolzano il cinema "Eden" è chiuso ormai da 1 anno e mezzo, dopo una vita pluricentenaria, avendo rappresentato nell'ambito dei cinema bolzanini una lunga tradizione, "toute une vie" (tutta una vita).

Se non esistono più Astra, Augusteo, Boccaccio, Columbia, Corso, Costellazione, Druso, Roma, Vittoria (cito in ordine non cronologico, ma è facile riconoscere, dai titoli di certi cinema, la loro collocazione storica...) se il cinema "Capitol" si è trasformato in altro, ciò è forse dovuto ai tempi, all'alternarsi di mode e di situazioni storico-culturali, mentre il cinema "Eden", cinéma d'essai, oltre a rappresentare un luogo di aggregazione-socializzazione particolari in centro città, avrebbe potuto costituire un "faro" a livello culturale.

Ma la volontà dei gestori di continuare non è stata in alcun modo premiata da un ente pubblico in caccia di riconoscimenti per "aver fatto i compiti", nel senso della conclamata (e imposta, persino nella denominazione) "spendig review"...

Si fosse trattato di qualche ente o anche di qualche associazione-bacino d'utenza elettorale per le varie forze politiche rappresentate in Comune o Provinca, le cose sarebbero andate ben diversamente.

 Eugen Galasso 

La biblioteca Civica di Bolzano nell'incuria

La biblioteca Civica di Bolzano nell'incuria.

Da molto tempo, per ovvi motivi di distanza, non frequentavo la Biblioteca Civica di Bolzano. Mi è successo pochi giorni fa e la cosa si è rivelata disastrosa: ormai, complice l'incuria della Biblioteca stessa, il luogo è diventato "terra nullius", sorta di Mad Max anni 2010, in preda a sfaccendati che parlano ad alta voce quando le persone studiano e leggono, bevono bibite rumorosamente ed altro (a me hanno rubato un berretto in stile "russo", ma ad altre persone sarà certo toccato di peggio).

Forse la Biblioteca non ha personale da destinare all'uopo, certamente il Comune di Bolzano (in primis il sindaco), in preda alla sindrome da "accoglienza indiscriminata", non vuol punire e sanzionare, per paura di passare per "razzista" o simili. Invece il problema è presto descritto: chi scrive, che si considera ben oltre e comunque al di fuori della logica "buonista" à la San Martino (Saint-Martin, meglio, era francese di Tours, pur se di origini ungheresi), che avrebbe (secondo la leggenda, non la realtà storica) diviso il suo mantello tagliandolo in due per darne la metà a un povero sofferente. Atto oblativo nobilissimo, ma "volontario", non obbligatorio, a Dio piacendo (io non lo farei mai, ma ciò non conta, chi vuole lo faccia pure), che non va imposto e radicato nella cultura. (read more_clicca sul titolo)

Il circolo "La Comune" sfrattato ... dalle logiche PD

Di passaggio a Bolzano, apprendo dell'estromissione "violenta" (sfratto eseguito alle 6 e 30 del mattino del giorno 9 maggio  scorso) del circolo "La Comune" dalla storica sede di via Longon 3, in zona adiacente al Liceo Classico "Carducci". Da notare che le altre associazioni culturali colà ospitate possono, invece, restare fino al prossimo 30 giugno. Chiare, per il cittadino/la cittadina non sprovveduto/a, le motivazioni del provvedimento: "La Comune", in particolare con il suo storico dirigente, Sandro Forcato, ha sempre fatto una politica culturale di sinistra (non di "centro-sinistra") mentre il sindaco dott. Gigi Spagnolli, quasi certamente ricandidato per la terza volta, persegue, anche in dissenso con il PD locale, una politica centrista, in quanto espressione delle associazioni cattoliche e dei movimenti ecclesiali, molti dei quali "cattoliconi" ("Katholen", in tedesco, a differenza dei più laici "Katholiken"), ma è anche appoggiato dalla SVP (che, quando sente odore di sinistra si dissocia violentemente, quasi come Goering quando sentiva parlare di cultura e "pone mano al suo revolvere"), cui deve la sua rielezione al primo turno quattro anni fa, ma anche il suo primo mandato.  

Il parco della Stazione conteso tra cittadini ed emarginati

Mi voglio soffermare a valutare l’area adibita a verde pubblico adiacente alla stazione ferroviaria, il Parco della Stazione. Quest’area è oggi teatro di scontri e polemiche dal punto di vista della sicurezza e del decoro estetico della città, in quanto, come spesso accade, è “abitata” in gran parte della giornata da persone emarginate e da coloro che utilizzano il luogo per svolgere attività delinquenziali, come ad esempio il traffico di sostanze illecite

Ho preso in esame alcuni articoli del quotidiano locale “Alto Adige” che, nel mese di agosto 2007, ha dedicato diversi servizi sull’argomento riportando commenti originati da forze politiche, dell’ordine e da enti che si occupano dell’assistenza agli emarginati della città.

Degrado delle città: intervenire prima che sia tardi

Franco Zeffirelli, anziano regista d'opera, di cinema, di teatro, intellettuale già prestato alla politica (era stato senatore) riflette su Firenze e il suo degrado (il centro della città invaso da ubriachi, da turisti o clochards che scambiano i grandi monumenti per orinatoi etc., il falso dio-turismo che soppianta la cultura etc.), proponendo, ma era più che altro una provocazione intellettuale, un partito che si faccia carico di ciò, comunque una riflessione attenta sul tema.

Non sono solito frequentare la Florence by night, ma l'impressione (e le informazioni di cronaca) conferma/confermano la tesi del regista. Siamo sicuri/e, però, che in piccolo la stessa cosa non si verifichi anche in altre realtà, inclusa la piccola e culturalmente/artisticamente meno significativa Bolzano?

Credo che i segnali anche là ci siano e siano da cogliere in tempo, prima di trovarsi a fare i conti con una realtà terribile quanto ingestibile. 

Le colpe della politica, in una realtà come nell'altra, sono assolutamente evidenti, in specie per aver favorito bacini  elettorali "redditizi" a scapito di quelli numericamente "meno rappresentativi" ma, forse, non proprio trascurabili....  

E.G.

Agricoltura biologica: vediamo alcuni dati

Nonostante la diffidenza dei produttori tradizionali, l’agricoltura biologica in Alto Adige sta prendendo sempre più piede; soddisfa la richiesta di alimenti di qualità pregiata rinunciando ad impiegare in azienda prodotti chimici di sintesi. “Aziende provenienti da tutti i settori della produzione agricola, si spostano in misura crescente verso la coltivazione biologica. Un'attività sperimentale ed una consulenza orientate verso il settore pratico sostengono lo sviluppo di tali metodi colturali”.

Sicuramente il prodotto biologico costerà di più (pensiamo solo al fatto che non potendo usare la chimica per difendere le colture, sarà minore la resa di qualsiasi impianto), ma proprio questo ci garantisce della sua genuinità. Davvero non possiamo mangiare un po’ di meno e garantirci la salute? Un’azienda agricola biologica dovrà costantemente effettuare “prove intese a tenere a freno i principali organismi dannosi con prodotti e metodi consentiti per le colture biologiche. Esaminare le varietà per conoscere se siano adatte alla coltura biologica. Regolare la produttività a garanzia della qualità senza far uso di fitoormoni. Concimare e utilizzare pratiche colturali senza far ricorso ad erbicidi di sintesi ed a fertilizzanti minerali. Ottenere consulenze ed aggiornamenti dei produttori biologici. Non ultimo, è indispensabile il riferimento al regolamento CE.

Il ruolo dell'educazione ambientale

Dai nostri comportamenti, dai comportamenti dei singoli, dipende in primo luogo la salvaguardia dell’ambiente; dovremmo esserne finalmente consapevoli e delegare sempre meno alle istituzioni in quanto tali. In questa direzione l’iniziativa del Ministero dell’Ambiente che promuove l’Educazione Ambientale intesa come strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini a una maggiore responsabilità verso i problemi relativi, e alla consapevolezza della necessità di essere coinvolti nelle politiche di governo del territorio. Si intende così promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti individuali e collettivi.

Tramite l’educazione ambientale è possibile uno studio e un approfondimento “sul territorio” di tutto il contesto naturalistico. Per questo è fondamentale sviluppare attività a diretto contatto con l’ambiente; s’intende partire dalle famiglie stesse che dovrebbero diventare parte diligente nel promuovere attività in questa direzione coinvolgendo i propri figlioli. È sicuramente possibile, creando la giusta alchimia anche il più resistente dei nostri ragazzi, potrà riscoprire le attività che finalmente prescindono dalla “rete”, coinvolgendosi nella natura.

2012: ANNO INTERNAZIONALE DELL’ENERGIA SOSTENIBILE

Il 2012 sarà «The International Year for Sustainable Energy». Così l’annuncio del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon. L’iniziativa tiene conto del fatto che 1,7 miliardi di persone, che vivono nei Paesi in via di sviluppo, non hanno ancora accesso all’energia elettrica e che quindi, al fine di un miglioramento della qualità della vita è indispensabile consentire un accesso globale all’energia “pulita” per tutti. Ci si è dati un termine: entro il 2030.

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