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Claudio Nolet: "La Provincia difficile"

E' uscito il volume "La provincia difficile" (edizioni Alpha e Beta e Centro di cultura dell'Alto Adige, Bolzano, 204, a cura di Sandro Ottoni), che comprende le "Cronache politiche altoatesine", scritte, cum ira et studio, da Claudio Nolet, ex-assessore alla cultura, docente di filosofia e storia, dirigente scolastico, intellettuale triestino, esponente socialista e per lunghi anni segretario altoatesino di quel partito,  ben presto "preso in custodia" dall'Alto-Adige/Südtirol.

Ricostruzione di fatti ed eventi locali in rapporto alla realtà italiana e non solo. Considerazioni importanti, valide a livello situazionale ma anche complessivo, come la seguente: "Forse si potrebbe ammettere che appartenere ad una minoranza in qualsiasi situazione, magari familiare, non è piacevole. Non si comprenderebbe altrimenti come  mai abbiano la meglio i comportamenti conformisti in generale e che il pensare diversamente abbia un costo a volte altissimo.  Allora un certo disagio degli italiani potrebbe essere una naturale costante, in fondo innocua, visto che non è prevedibile un processo di assimilazione che sarebbe del resto lunghissimo" (op.cit., p.72).

Parole sagge, poi, ma anche considerazioni altamente analitiche, sulla querelle a proposito del referendum (allora, sttembre-dicembre 2002, ventilato sull'autodeterminazione della "provincia difficile"), con l'evidenziazione forte e l'analisi di posizioni atipiche come quelle dell'ex-Presidente della Repubblica Cossiga e di Sebastiano Vassalli, storico del "disagio italiano", inter cetera. 

Cronache, ma non falsamente neutrali, queste di Nolet. A proposito, poi, dell'incidente tra Berlusconi, allora Presidente del Consiglio italiano e  Martin Schulz, esponente della SPD (partito socialdemocratico germanico), nell'estate del 2003, Nolet accenna all'"incidente turistico", notando come la "Bild Zeitung", il quotidiano più letto in Germania, dopo aver soffiato gioiosamente sul fuoco, s'incarica di promuovere con i suoi lettori una iniziativa di riconciliazione turistica" (a p.115). Senza dire del livello subculturale del quotidiano iper-illustrato tedesco (molto letto anche in Südtirol, perché ricco di foto, pettegolezzi, nudi femminili), il prof.Nolet (non olet, scomponendo...) ce lo ricorda con saggia perfidia.

Pieno di intelligenza, il volume, che non è un saggio di storiografia, ma sul quale, anzi, meglio, a partire dal quale si può sviluppare della storiografia, in quanto ad esso prodromico, sa dirci molto su una realtà molto complessa e articolata: così anche le considerazioni sulle rivelazioni (dello "Spiegel" del 22 marzo 2008) sui finanziamenti occulti erogati dal 1969 al 2003 dalla Bundesrepublik ai Sudtirolesi, dove il socialista non marxista Nolet ci dà una lezione di materialismo storico: dove una base finanziaria, là anche un'ideologia (nella fattispecie para-pangermanista) che si crea...     

Eugen Galasso

Last modified onDomenica, 05 Giugno 2016 12:30

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