Questo sito utilizza cookies tecnici, di profilazione anche di terze parti per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente. Continuando la navigazione o cliccando sul pulsante ACCETTO, ne consenti l'utilizzo.

Teatro

Teatro (37)

"L'ora del ricevimento (Banlieu)" nella stagione del TSB

"L'ora di ricevimento (Banlieue)" di Stefano Massini. Realizzazione del Teatro Stabile dell'Umbria. Regia: Michele Placido. Intepreti: Fabrizio Bentivoglio, Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Baluscani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iariori, Balkissa Maiga, Giulia Zeeti, Marouane Zotti. Dal 7 al 10 dicembre nella stagione del Teatro Stabile di Bolzano.

Una raffica di spettacoli per tutti i gusti nel novembre bolzanino

"Umrisse von Ich und Du", ossia "Definizioni di me e te", il giorno 4 novembre, a Bressanone, presso la Sala del "Vinzentum", sala Parzival, alle 20. Il tema è quello (latamente inteso) dei confini, delle "definizioni", "determinazioni", con la combinazione tra teatro-danza e testi poetico-letterari, con le danzatrici Katharina Ilnar, Sarah Merler e Greta Pichler, dove i testi poetici sono di quest'ultima, mentre le coreografie sono della Ilnar e della Merler.

Il 14 e 15 novembre, invece , il Teatro Stabile di Bolzano presenta uno dei testi clou di Luigi Pirandello, "Questa sera si recita a soggetto", scritta nel 1928-'29, con il contrasto tra attori, spettatori, regista, con "forti componenti medianiche, spiritistiche" (Luigi Baldacci). Regia di Marco Bernardi, interpreti principali Patrizia Milani e Carlo Simoni. Lo spettacolo è in scena a Bolzano (Teatro comunale) il 14 e il 15, il 21 è a Brunico, il 23 a Bressanone, il 28 a Merano.

Il 16 novembre, poi, la solita operetta "mitteleuopea" "Zum weissen Rössl" (Al Cavallino Bianco) con il Coro Terre Verdiane di Parma e l'orchestra, il corpo di ballo e i solisti della Compagnia Teatro Musica Novecento - in attesa di meglio, ossia del "mitico" "Saturday Night Fever" (La febbre del sabato sera), il 12 dicembre, con le mitiche musiche dei "Bee Gees"...

Eugen Galasso

Scomparso Gastone Moschin, raro esempio di attore comico e drammatico

Gastone Moschin, classe 1929, di San Giovanni Lupatoto, by Verona, è stato uno dei pochissimi interpreti italiani ad essere sia interprete drammatico (sue memorabili interpretazioni teatrali in "Zio Vanja" e ne "Il giardino dei ciliegi" di Cechov, come nei "Giganti della montagna" di Pirandello, tra le altre), sia comico.

Due appuntamenti, a Lana ed a Salorno, da non mancare

Mentre a Lana, ai "Freilichtspiele", si concludono (il 28 luglio) le rappresentazioni (il termine "repliche" a teatro non è a mio modo di vedere opportuno, in quanto ogni recita o rappresentazione è in qualche modo nuova) di "Don Camillo und Peppone" che un drammaturgo germanico ha ricavato dai romanzi e racconti di Giovannino Guareschi, che Thomas Hochkofler dirige e interpreta - dove qualcuno vede nella contrapposizione tra il parroco e il sindaco comunista in un paese della Bassa Padana una prefigurazione del "compromesso storico" (stricto sensu mai attuato, ma in forma strisciante sì, anche a livello nazionale), ma le intenzione di "Zuanìn" Guareschi credo fossero altre - a Salorno il "Cine in Piazza" prevede - il giorno 30 luglio - un film molto importante: "Der Staat gegen Fritz Bauer". Bauer(1903-1968), magistrato socialista, ebreo, gay, condusse il processo di Francoforte contro i boia nazisti di Auschwitz, individuando precise correità di personaggi del nazismo stesso tra i servizi segreti della Germania federale, il che gli costò ogni possibile manovra per boicottarlo. Una tranche vera di storia da non dimenticare...

Eugen Galasso

Sul Renon (Bolzano) in scena "Il malato immaginario" di Moliere

Nel periodo tra l'ultima decade di luglio e il periodo pre-ferragostano al Renon, presso il Cortile della Commenda (Hof der Kommende) si svolgono i tradizionali "Rittner Sommerspiele" teatrali. Quest'anno la pièce scelta è "Le malade imaginaire" (Il malato immaginario, in tedesco "Der eingebildete Kranke") del 1673, classico di Jean-Baptiste Poquelin, molto più conosciuto come il grande autore-regista-attore (ottimo attore, ci dicono le cronache del tempo) Molière, che alla quarta rappresentazione, dove impersonava Monsieur Argan, appunto "il malato immaginario", l'ipocondriaco che s'immagina vittima di ogni possibile malattia, si sentì male (per davvero - era malato da tempo, ma dava poco peso alla cosa, la minimizzava) e morì dopo non molto tempo.

download 1   Il Palazzo della Commenda a Collalbo sul Renon

Grande pièce, un capolavoro quant 'altri mai. Da vedere, al posto indicato, il 21, 25, 27, 28 luglio, il 1, 2, 4, 7 e 9 agosto, sempre alle 21. Regia di Alexander Kratzer; intepreti Hannes Perkmann, Christine Lasta, ALexa Brunner, Marlies Untersteiner, Magdalena Lun, Anna Rottensteiner, Liz Marmsoler et alii.

Bene la presentazione nel prospetto informativo, ma... manca anche solo un'allusione al fatto che la commedia è una satira feroce della classe medica del tempo (solo del tempo?) ma anche una satira sociale perfetta, ineguagliabile. Ridurre tutto a conflitti e problemi personali-familiari sarebbe certamente riduttivo.

Eugen Galasso

Ottimo spettacolo sul tema del potere: Teatro Blu e Nicola Benussi a Bolzano

Il "Teatro Blu" di Nicola Benussi, come regista e drammaturgo, propone uno spettacolo, andato in scena nei giorni scorsi a Bolzano,  estremamente interessante con questo  "Power", come meditazione sul potere come "macchina desiderante" (Deleuze-Guattari) ma anche dannazione e fonte d'inganno: da Andreotti ("Il potere logora chi non ce l'ha") all'anarchismo di Bakunin (la negazione radicale del potere visto come comunque negativo), passando però per i "colori di mezzo".

Spettacolo estremamente intrigante e colmo di suggestioni, fondato sul potere delle emozioni (il gesto, il movimento, la canzone, il grido) che ridà forza al teatro, nel quale, chiaramente, il contenuto e il "contenente", meglio diremmo il significato e il significante, si uniscono sempre in modo anche contrastivo ma in genere sintetico, mostrando ciò cui si riferiscono, cui rimandano: il "referente" che è la realtà esterna, quella di cui il teatro, secondo varie teorie, sarebbe il "doppio".

Tutto ciò con la sinergia di "richiedenti asilo" e di cittadini di Bolzano, in una sintesi anche linguistica, in un caleidoscopio dove italiano, inglese, tedesco, idiomi altri (perché da noi non compresi) si fondono "sin-fonicamente". Una sfida che non può non affascinare, anche proprio quando si rinuncia ad una lettura semplicemente logico-sequenziale dello spettacolo. E' una sfida, volendo, ma una sfida positiva, che serve anche, come si capisce senza difficoltà, a superare "gaps" valoriali e ideali, nella comune comprensione di culture diverse, come del resto di generi diversi.

Eugen Galasso

In scena a Bolzano la figura di Gramsci, spunto per confronti

Lo spettacolo "Antonio Gramsci e il nostro tempo", tratto da appunti e in parte dalla tesi del compianto avvocato bolzanino dott. Paolo Mosna, proposto dal Circolo La Comune in occasione degli ottant'anni dalla scomparsa del pensatore marxista, è soprattutto un'antologia recitata di testi gramsciani, con letture-interpretazioni di Mario Zucca (nel ruolo di Gramsci, anche coordinamento registico), Paolo Giommarelli, Francesco Fiore, Laura Pintore, Elisa Forcato (altri ruoli). Ma è, come afferma l'organizzatore e co-autore Sandro Forcato, un"work in progress", cioè uno spettacolo destinato ad ampliarsi, a includere maggiori elementi della personalità e della riflessione dell'autore.

Teatro Stabile Bolzano: Wordbox (parole per il teatro).

Il progetto del "box" teatrale realizzato dal Teatro Stabile di Bolzano include anche "I Cavalieri" di Aristofane (grande testo "reazionario") ed i dialoghi tra Don Quijote e Sancho Panza, ma chi scrive ha visto solo "Hamletbox". 

Hamletbox. Regia di Roberto Cavosi. Testi e interpretazione di Sara Cavosi, Aurora Martina Meneo e Fabio Marson. Decostruzionismo assoluto, dove Hamlet è un attore triestino un po'"démodé", che cerca-brama-teme il successo in un teatro sfortunato del 1914... Ofelia è una "folle" ricoverata nel 1952 in un ospedale psichiatrico, leggi manicomio, decisamente pre-basagliano, i becchini sono... Inserti video con interviste agli altri, direzione artistica di Ben Johnson, l'anti-Shakespeare, presenze varie di di tutte le tragedie di uncle Bill, altro materiale sparso.

Sceneggiatori/scrittori/attori (ma il tutto andrebbe declinato piuttosto al femminile, vista la presenza determinante del forte gentil sesso, da anni una presenza necessaria sulle scene e, come qui, nell'ante-messa in scena). Ci si diverte, certo, soprattutto conoscendo il Bardo, il più grande autore teatrale di ogni tempo, ma si ragiona anche, con le/gli interpreti autrici/autori su come sarebbe stato se... se Hamlet fosse impazzito sul serio e non per ingannare lo zio, se Ofelia non fosse morta sul serio ma...avesse avuto un "doppio", se ...etc, nell'incessante work in progress che è la creatività e la sua forma più estrema e sempre riformabile (altro che "ecclesia semper reformanda", "theatrum semper reformandum"!) e che ci mostra come tutto sia in divenire, con buona pace di Parmenide e di Emanuele Severino...

Da vedere, da seguire con attenzione, magari alcune volte, if possibile...e anche i testi sono da rileggere, per fare un lavoro più completo.

Eugen Galasso

"Con spietato ardore": a Bolzano Teatro Blu mette in scena la vita del martire Mayr Nusser

Da segnalare senz'altro questo spettacolo, dal titolo "Con spietato ardore" (quasi un ossimoro, molto efficace) su Josef Mayr Nusser (1910-1945), martire della fede e prossimo beato (la cerimonia relativa è prevista il 18 marzo), cattolico esplicitamente e dichiaratamente avverso al nazismo, "Dableiber" (ossia renitente all'opzione per la Germania nazista), morto di stenti in un carro bestiame quale oppositore del Fuehrer nazista (arruolato a forza nelle SS non giurò ad Adolf Hitler), messo in scena al Teatro Cristallo da Teatro Blu, per la regia del dottor Nicola Benussi, fondatore e responsabile del teatro stesso.

Lo spettacolo è andato in scena qualche giorno prima della beatificazione di Mayr Nusser, beatificazione che senz'altro riabiliterà il vescovo Ivo Muser anche di fronte all'opinione pubblica progressista, anche ovviamente cattolica, che non ha mai amato alla follia questo vescovo, ratzingeriano dichiarato, conservatore ben oltre Papa Francesco e molti altri prelati. Chi ama il beato Frenademetz forse non ama troppo Mayr-Nusser, ma forse sono solo "empie" considerazioni... Per dirla schematizzando al massimo, Muser riesce a "segnare un goal" anche negli ambienti curiali ma anche (ciò cui forse tiene di più) nell'opinione pubblica, lui che anni fa in un'omelia si scagliava contro Lady Gaga (colpevole di essere più famosa di lui?).

Tornando a "Con spietato ardore", come sempre nelle intenzioni e nelle prove fornite da questo valido gruppo teatrale, è uno spettacolo anti-retorico, come anche capace di coinvolgere su temi importanti, dove la memoria storica si lega con l'attualità (il tema è tuttora dibattuto, specie se consideriamo i rigurgiti di nazismo, purtroppo mai espunti e/o superati), legandosi a tante problematiche connesse, ad iniziare, per es., dal tema del martirio, connesso con la problematica di fondo, di grande attualità anche per un laico, dove naturalmente il "martirio" è tema che va letto da un altro angolo visuale.

Se una volta tanto possiamo riproporre l'affermazione "historia magistra vitae" ("la storia è maestra di vita", Cicerone, De Oratore, ricordando che la proposizione intera di Cicerone è molto più ricca e "ornata") questo è senz'altro il caso in cui essa si avvera in modo importante.

Eugen Galasso

Subscribe to this RSS feed