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Ottimo spettacolo sul tema del potere: Teatro Blu e Nicola Benussi a Bolzano

Il "Teatro Blu" di Nicola Benussi, come regista e drammaturgo, propone uno spettacolo, andato in scena nei giorni scorsi a Bolzano,  estremamente interessante con questo  "Power", come meditazione sul potere come "macchina desiderante" (Deleuze-Guattari) ma anche dannazione e fonte d'inganno: da Andreotti ("Il potere logora chi non ce l'ha") all'anarchismo di Bakunin (la negazione radicale del potere visto come comunque negativo), passando però per i "colori di mezzo".

Spettacolo estremamente intrigante e colmo di suggestioni, fondato sul potere delle emozioni (il gesto, il movimento, la canzone, il grido) che ridà forza al teatro, nel quale, chiaramente, il contenuto e il "contenente", meglio diremmo il significato e il significante, si uniscono sempre in modo anche contrastivo ma in genere sintetico, mostrando ciò cui si riferiscono, cui rimandano: il "referente" che è la realtà esterna, quella di cui il teatro, secondo varie teorie, sarebbe il "doppio".

Tutto ciò con la sinergia di "richiedenti asilo" e di cittadini di Bolzano, in una sintesi anche linguistica, in un caleidoscopio dove italiano, inglese, tedesco, idiomi altri (perché da noi non compresi) si fondono "sin-fonicamente". Una sfida che non può non affascinare, anche proprio quando si rinuncia ad una lettura semplicemente logico-sequenziale dello spettacolo. E' una sfida, volendo, ma una sfida positiva, che serve anche, come si capisce senza difficoltà, a superare "gaps" valoriali e ideali, nella comune comprensione di culture diverse, come del resto di generi diversi.

Eugen Galasso

Last modified onLunedì, 12 Giugno 2017 19:54

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