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Il gabbiano di Anton Cechov in scena a Bolzano

"Il gabbiano" di Anton Cechov, scritto nel 1895, in scena al "Comunale" di Bolzano dal 7 al 10 marzo per la stagione del Teatro Stabile bolzanino, non è solo uno dei testi più geniali del grande medico-drammaturgo-scrittore scomparso a soli 44 anni nel 1904, ma è uno dei migliori testi di quel teatro della crisi che connota la fine del 1800 e l'inizio del 1900.

Disperazione, taedium vitae, rabbia contro il mondo e l'esistenza: questo il common sense, almeno tra chi pensava, diffuso tra i sudditi dell'"universal caserma zarista", per parafrasare Vittorio Alfieri, ma erano sentimenti e concezioni del mondo condivise anche nel resto d'Europa.

Testo geniale, pur se l'autore ne era scontento: "Ho cominciato il dramma forte e l'ho terminato pianissimo (Cechov si serve di una terminologia musicale, e.g.): cioè, ne sono più scontento che soddisfatto; dopo averlo riletto, mi rendo sempre più conto che non sono un drammaturgo", così ne scriveva l'autore.

La regia dello spettacolo in scena al Comunale di Bolzano è del bravo Marco Sciaccaluga, la produzione del Teatro Nazionale di Genova. Una garanzia.

Eugen Galasso

Last modified onGiovedì, 07 Marzo 2019 16:28

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