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Teatro

Teatro (39)

Ai "Rittner Sommerspiele" in scena "der Talisman"

"Der Talisman", "Posse mit Gesang", ossia "farsa con canti" (ma la definizione di "farsa" è da prendere con le pinze) è un classico di Johann Nestroy, del 1840, ma, con le dovute attenzione al tempo, è attualissimo, trattando di pregiudizi (un uomo e una donna dai capelli rossi, un tempo ritenuti "invasi dal demonio" o comunque "fuori dalle righe") e di emarginazione sociale. Dunque una pièce sociale di Nestroy, che "ridendo castigat mores"...

La metteranno in scena ai "Rittner Sommerspiele", all'aperto, sperando nella clemenza di Giove Pluvio, i coraggiosi attori/le coraggiose attrici diretti da Alexander Kratzer.

Prima dello spettacolo il 21 luglio, successive rappresentazioni il 26, il 28, il 29, il 2, 4, 5, 8, 10 agosto, sempre nella corte della Commenda di Longomoso (Renon, appunto) alle 21, ma il 26 e il 28 c'e'anche un'introduzione alla pièce, guidata, in qualche modo.

Il tutto vedrà la presenza di interpreti noti come Markus Oberrauch, Liz Marmsoler, Christine Lasta, Cornelia Burgger, Markus Soppelsa, Magdalena Lun e di altri/altre, beniamini/e del pubblico locale.

Eugen Galasso

Patchwork, only (or all is) patchwork

Vari esempi di "patchwork" nella produzione artistica contemporanea: dall'arte dei collages o dei materiali incollati per le arti visive, dalla contaminatio tra diversi generi musicali (rock pop e musica classica, per esempio, oppure jazz e sinfonia, musica strumentale e cantata, altro ancora), così anche in teatro: ne è ottimo esempio nella selva di Gallignano, nel comune di Ancona, un curioso spettacolo teatrale, composto da una commedia ("farsa" tecnicamente, ma dagli alti intenti, di Federico Garcia Lorca, "La zapatera prodigiosa" (La calzolaia prodigiosa), mentre lo spettacolo, che si chiama "... e fu così che dalla Selva spuntò un somaro, un sospiro e una stella!",  compone il testo lorchiano, che è una riflessione sull'amore e i suoi fantasmi-riflessi impropri, ma contiene al suo interno la grande leggenda di Ovidio su Dafne e Apollo, ossia "dei legami d'amore", ma anche un monologo (quello del"caballero") tratto dal "Don Juan" di Molière, musiche varie, ma il cui nucleo forte sono due brani della cantautrice ed etnomusicologa sarda Marisa Sannia, (non a caso studiosa di Garcia Lorca ... tout se tient), oltre ad alcune notevoli performances con l'accordéon.

Ma non è finita: c'è anche una vera e propria lezione, con tratti umoristici ma anche seri, sull'astrologia, a cura di Paolo Cortucci, astrologo diplomato in England e docente di astrologia.

Il tutto a cura dell'Associazione culturale "I Trucioli", regia e ideazione di Gemma Scarponi, con la collaborazione fattiva del Centro Botanico "Selva di Gallignano", della Politecnica delle Marche, Facoltà di Agraria, nella bellissima (non troppo conosciuta, ma straordinaria) Selva di Gallignano.

Patchwork, only (or all is) patchwork, come ama dire chi scrive, ma corrisponde alla fattualità, pe così dire.    

Eugen Galasso

La "follia" : "Qualcuno volò sul nido del cuculo" rimane un impagabile fonte di riflessione. E' di scena in questi giorni a Lana.

"Einer floh ueber das Kuckusnest ("Qualcuno volò sul nido del cuculo", ma nell'originale inglese-american english - di Ken Kesey "One flew over the Cuckoo's Nest", 1962), film celebre di Milos Forman con un super-Jack Nicholson, degli anni Settanta, è anche testo teatrale nella versione di Dale Wasserman.

Se all'epoca ma anche recentemente il film faceva l'"en plein", ora anche varie versioni teatrali rivivono, dopo quella del TSB di Marco Bernardi negli anni Ottanta: ora è la volta di Thomas Hochkofler, che ripropone otto volte il testo nel Giardino dei Francescani di Lana, con la prima l'8 luglio e varie proposte nel corso del mese-inizio ore 21.

Problematica importante quella trattata da parte di Kesey (1935-2011), grande esponente della coontrocultura USA ("ero toppo giovane per essere un beatnik, troppo vecchio per essere hippie"), che ripropone l'esistenza della cosiddetta "follia", che è tale solo quanto si sottrae alla "normalità" nel pensiero e nel comportamento...

Una forma di irreggimentazione insopportabile di persone, non di rado completamente innocue, che mettono solamente in crisi "le menzogne della civiltà" (Max Nordau).

Eugen Galasso

Il saggio finale 2016 della scuola di teatro di "Teatro Blu" a Bolzano

Per parlare dell'ultimo spettacolo messo in scena in questi giorni a Bolzano da Nicola Benussi, sento necessario partire un po' da lontano e introdurre il tema con la citazione "La vita è un teatro, dove ognuno recita una parte, spesso male", tratta da una delle ultime interviste di Giorgio Albertazzi, allora impegnato nella ripresa di "The Tempest" (la tempesta) di Shakespeare. Un testo formidabile, che corrisponde a una vera rivoluzione copernicana, per cui il teatro diventa vettore di una concezione del mondo (Weltanschauung), che si trova poi-poco tempo dopo-in "La vida es sueno" di Pedro Calderon de la Barca, non molto dopo in Goldoni, vario tempo dopo in Pirandello-quanto dirà poi la filosofia idealistica e, con notevoli diversità, quella di Schopenhauer, per cui la realtà è "un velo di Maja", è quasi "anticipato" dalla riflessione e dalla prassi teatrale. (read more_clica sul titolo)

Giorgio Albertazzi scompare a 92 anni. Un attore, un promotore di cultura che non si dovrà dimenticare

Giorgio Albertazzi, demonizzato per la sua giovanile (aveva vent'anni) appartenenza alle "Brigate nere" della RSI (ma non c'era anche un Nobel che aveva frequentato in gioventù queste parti politiche?), quando invece vi era entrato per giovanile anarchismo, un po' confuso (a quell'età), muore a 92 anni compiuti (sarebbero stati 93 in agosto), dopo aver lasciato al teatro, al cinema, alla TV prove incredibili come attore, regista e sceneggiatore-autore di tanti testi teatrali e non.

Il corpo e il teatro di narrazione. I saggi di Teatro Blu a Bolzano.

Il recupero del corpo va benissimo, venendo destinato sia alle pratiche estetiche, sia, in ambito culturale, ai corsi di "teatro del corpo" (body-Theatre etc.). C'è però anche un altro ambito, forse più "olistico" (totale, nel senso che coinvolge la totalità della persona), che rapporta il corpo alla parola nel teatro di narrazione. Un'esperienza importante per studenti, docenti, conferenzieri, politici(uso il maschile solo per comodità, ma le donne sono molto più coraggiose e vitali, in genere), in realtà per tutti/e. (read more-clicca sul titolo)

Creata una compagnia teatrale regionale. Ma qualcosa non convince.

Durante una breve visita a Bolzano, ho appreso che il bando di concorso per la formazione di una compagnia teatrale regionale del Teatro Stabile di Bolzano e del Centro S. Chiara di Trento (affidata al regista Marco Bernardi, ex direttore del TSB) non è stato pienamente rispettato: vari attori, anche abbastanza famosi, che erano pienamente in regola con i requisiti richiesti (nascita in provincia o regione, residenza in Alto Adige o Trentino, essere attori/attrici professionisti/e) non sono stati"ingaggiati", mentre altri che rispondevano ad altri requisiti (nascita e residenza in altre città) hanno avuto più successo. Senza volerne fare un "casus belli", rimane il sospetto che non tutto sia avvenuto nel pieno rispetto delle regole imposte a livello nazionale; se in realtà l'intenzione era quella di creare una compagnia di attori/attrici "giovani", sarebbe stato meglio esplicitarlo anche nel regolamento o comunque avvertirne previamente i partecipanti.

Eugen Galasso

Teatro danza

Nicola Benussi e Stefania Bertola, ossia i responsabii-registi-coreografi rispettivamente di "Teatro Blu" e di  "Quinta Danza"organizzano sinergicamente nei giorni 9 e 10 aprile presso il Teatro "Cristallo" uno stage di teatro-danza chiamato emblematicamente "Il corpo poetico" che, partendo dalle problematiche, appunto, del corpo arriverà a toccare tutti i motivi fondamentali del teatro e della danza. Sarà un'occasione per tutte le/tutti i partecipanti (numero massimo è di 14 - la componente femminile c'è da aspettarsi che sarà certamente maggioritaria) di lavorare su di sé e sullo spazio-tempo particolarissimo che si realizza facendo teatro e danza, dove il discrimine tra le due forme d'arte e di autorealizzazione è invero molto sottile. Prezzo di soli 40 euro. Per le iscrizionI: 335 8133551.

Eugen Galasso

Scomparso Paolo Poli

Quando si scrive di un amico morto, si è sgomenti, atterriti: è il caso di Paolo Poli, scomparso da pochissimo a Firenze, sulla soglia degli 87 anni, grande attore e regista (ma anche autore) irriverente del teatro italiano, che sapeva fondere malinconia, autoironia e humor in modo mirabile, leggendo le fiabe in TV, ma anche prendendo spunto da autori diversissimi, come Carlo Lorenzini alias Collodi ("Pinocchio"), Aldo Palazzeschi ("Aldino, mi cali un filino"), Jonathan Swift ("I viaggi di Gulliver"), Anna Maria Ortese ("Il Mare"), Giovanni Pascoli ("Aquiloni", lo spettacolo più recente").

Coltissimo, laureato in letteratura francese (tesi su Henry Becque), capace di trasformare in chiave comica e grottesca la vita di santi come Rita da Cascia e di San Gregorio, attingendo dalla "Legenda aurea" di Jacopo da Varagine e da altre fonti, Poli, che conservava comunque una chiave di profonda religiosità, ignota/incomprensibile a parlamentari bigotti come Oscar Luigi Scalfaro, che aveva denunciato per blasfemia lo spettacolo sulla santa, sapeva fondere genialmente teatro, musica (cantava benissimo, virtù quasi sempre ignota agli attori, peggio se italiani), balletto. 

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