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Alpe di Siusi: intervista con Alex Andreis, direttore di Alpe di Siusi Marketing

2015, BUONA LA STAGIONE ESTIVA PER IL TURISMO IN ALTO ADIGE.

ALEX ANDREIS, DIRETTORE DI ALPE DI SIUSI MARKETING, CI SPIEGA A TUTTO TONDO LE STRATEGIE VINCENTI PER LA NOSTRA REGIONE

La stagione estiva 2015, appena conclusa, sarà ricordata come particolarmente buona per il comparto turistico altoatesino, cosa che, in tempi di crisi, è senza dubbio un risultato eccellente; proprio per conoscere i motivi del successo, abbiamo incontrato Alex Andreis, direttore di Alpe di Siusi Marketing, Consorzio Turistico dell’area vacanze Alpe di Siusi, responsabile di una delle zone turistiche più importanti e famose della nostra regione, per la quale si segnala un particolare trend positivo.

(settembre 2015) In un’ampia intervista, abbiamo affrontato alcuni dei più rilevanti aspetti del settore: il ruolo delle nuove tecnologie in ambito turistico (prenotazioni, e-booking, ecc.), l’importanza strategica di facebook e dei social, le diverse tipologie del cliente che raggiunge l’Alto Adige, le zone di provenienza dei turisti che frequentano il comprensorio, i periodi preferiti, i diversi modelli d’ospitalità che la nostra regione offre, le attività possibili, qual è la visione per il futuro, ecc. Non ultimo, il tema della raggiungibilità dell’Alto Adige con la necessità urgente di un moderno scalo aereo che renda più facilmente fruibile il nostro territorio per coloro che volessero trascorrervi un periodo di ferie. 

INTERNET E LE NUOVE TECNOLOGIE 

Il direttore Andreis ci spiega che le nuove tecnologie, la rete ed Internet si stanno inserendo sempre di più nel comprensorio vacanze Alpe di Siusi e si cerca di stare al passo con i tempi. In questo momento possiamo dire – continua Alex Andreis - che la gestione turistica è mista: al turista più classico, che ad esempio s’informa presso le strutture turistiche che che poi prenota telefonicamente, s’affianca, in crescita, quello tecnologico che si serve unicamente della rete. Sull’utilizzo della via digitale nella prenotazione, la tendenza è in aumento tenendo presente, però, che vi sono differenze tra la prenotazione delle vacanze in una città piuttosto che nelle zone alpine; in queste ultime, in Alto Adige, prevale ancora il modello di prenotazione classico: o si tratta di un cliente affezionato che già conosce la struttura alla quale si rivolge, o di un ospite che s’informa, ad esempio, tramite catalogo e, in seguito, contatta direttamente la struttura ricettiva. Altri ancora ottengono informazioni via internet, inviano una richiesta via mail e solo successivamente effettuano la prenotazione.

Non è un vero e proprio e-booking, ma gli somiglia molto; altri clienti ancora, sono colpiti da una pubblicità on-line e s’informano usando il telefono. I modi sono i più diversi.

Per quanto ci riguarda, pubblicizziamo il comprensorio per un 70% in rete e per il restante 30% con la stampa; questo perché il modo del potenziale turista di informarsi si è spostato ampiamente verso il digitale. Di contro, le effettive prenotazioni on-line tramite il nostro sito, sono ancora poche. Ciò accade perché su di esso ci si informa, mentre la prenotazione viene eseguita su quello dell’albergo.

In sintesi, il modello classico di prenotazione è quello ancora preferito nonostante i portali a disposizione, il nostro come quelli delle diverse strutture che, in ogni caso, sono in grado di gestire senza problemi una prenotazione tramite la rete. Non dobbiamo dimenticare che il nostro cliente tipico, assieme allo Stammkunde, non è quello più giovane e quindi l’età gioca un ruolo importante nella scelta di una modalità piuttosto che un’altra. Nelle grandi città l’approccio è diametralmente opposto.

Altro fattore rilevante – spiega Alex Andreis - è rappresentato dal tipo di mercato; per fare un esempio, presso quello inglese o norvegese il tour-operator gioca un ruolo molto importante. In questi mercati ci si reca presso l’ufficio viaggi, mentre il cliente tedesco, piuttosto che quello italiano, prenota direttamente.

I SOCIAL MEDIA

Riguardo ai social media – continua il direttore Andreis - siamo tra le aree vacanza che si danno più da fare. Su facebook abbiamo sommato ben più di 110.000 fans: la nostra è l’unica area vacanza in Alto Adige che supera la soglia dei 100.000 e ciò perché già da molto tempo crediamo e abbiamo dato impulso a questo canale di comunicazione; facebook è visto spesso con scetticismo, ma il successo dipende dal tipo di prodotto e per quanto riguarda il turismo possiamo affermare che è molto efficace.

È sufficiente una bella serie d’immagini dell’Alpe di Siusi piuttosto che del Laghetto di Fiè o dello Sciliar, che si ha un immediato riscontro da parte dei fan del social-network. È un canale che permette di comunicare con moltissime persone, ma non è l’unico. Bisogna creare una sinergia su più fronti, monitorandone le risposte, per poter essere sempre presenti lì dove l’ascolto è maggiore.

Su facebook, per esempio, sarà difficile trovare clienti nuovi in quanto il social funziona più da cassa di risonanza per l’entusiasmo di coloro che sono già venuti in Alto Adige, che si sono trovati bene e lo raccontano confrontandosi nella rete; così accade che s’attiva uno scambio d’immagini e di ricordi che riaccendono emozioni positive.

LE TIPOLOGIE RICETTIVE

In merito alle diverse tipologie ricettive – ci spiega Alex Andreis - quelle più piccole risultano generalmente essere le più agili: si muovono velocemente e reagiscono rapidamente alle richieste del mercato utilizzando soprattutto, come detto, i social ed il proprio sito internet di riferimento.

Si tratta di aziende prive di una grande struttura organizzativa e quindi, anche per resistere alla concorrenza dei grandi alberghi, per necessità, devono essere assai veloci ed agili nell’intercettare il cliente. In tal senso è di solito il proprietario della struttura che si muove in prima persona ed è interessante notare che i singoli siti informativi sono assai curati e ben strutturati.

In questo stato di cose, il compito di Alpe di Siusi Marketing è quello di dare l’informazione al potenziale turista e di attrarlo nella nostra area vacanze: a Siusi piuttosto che a Castelrotto, all’Alpe di Siusi o a Fiè oppure a Tires. La scelta del tipo di struttura, albergo, residence o pensione, Garnì piuttosto che Agriturismo o appartamento privato, di solito è opera del cliente stesso in base alle proprie esigenze. Il nostro compito non è quello di portare quel cliente presso quella determinata struttura, bensì quello di dare informazioni generali sul territorio; sta poi ai singoli soci darsi da fare per attrarre il turista, una volta che sono presenti con le loro strutture sia sul nostro sito (www.seiseralm.it), sia sul nostro catalogo (Guida Vacanze - Ferienkatalog 2015-2016).

Riteniamo che sia fondamentale far conoscere la zona vacanze al potenziale cliente: si può gestire il più bell’albergo del mondo, ma se non attrae il territorio o addirittura non lo si conosce, difficilmente ci saranno delle prenotazioni. Noi - chiarisce il direttore di Alpe di Siusi Marketing, Alex Andreis - diamo queste informazioni, specifichiamo le caratteristiche del comprensorio di cui ci occupiamo descrivendone tutte le attività possibili. Chi naviga in Internet ha così modo di trovarci e, trovati noi, individua le strutture ricettive.

La nostra forza sta nel riunire tutte le potenzialità in un unico sito di riferimento e ciò ci dà una grande visibilità sul mercato. Fortunatamente le risorse della nostra zona vacanze sono tra loro relativamente omogenee e ciò rende il compito più facile. La nostra – continua Alex Andreis - è una zona naturalistica rilevante, patrimonio mondiale Unesco e parco naturale dello Sciliar, ed in essa troviamo incastonati i paesi: Tires è più alpina, mentre l’alpe di Siusi propone una montagna più dolce, Siusi è la porta d’ingresso per l’Alpe di Siusi mentre Fiè punta sul benessere e la gastronomia, Castelrotto è la più mondana; in ogni caso siamo pur sempre in un medesimo ambiente dolomitico, tante sfumature per un unico tema.

Sono stati attivati anche dei canali specifici, emanazione del nostro sito fondamentale, utili per descrivere attività particolari come lo snow-park dell’alpe di Siusi, la Mezza Maratona, il running, lo sci di fondo, il golf; cliccando, per esempio, sulla Mezza Maratona per cercare un pernottamento, si è rimandati al nostro sito di riferimento.

I MERCATI DI RIFERIMENTO E STRATEGIE DI COMUNICAZIONE

Alex Andreis ci spiega che, per il territorio altoatesino, quello tedesco rimane ancora il mercato più importante, a seguire, quello italiano. Il mercato tedesco realizza circa il 45% dei pernottamenti, quello italiano il 35%; la percentuale rimanente è contesa tra l’Austria, i Paesi Bassi, la Norvegia, la Polonia, la Repubblica Ceca e la Svizzera. Austria e Svizzera sono trattate specialmente d’estate, d’inverno la Repubblica Ceca, la Polonia e la Norvegia, tutto l’anno i Paesi Bassi come ovviamente l’Italia e la Germania.

Il sito Alpe di Siusi Marketing è raggiunto sempre più tramite smartphone e tablet (si stima per circa il 20% dei contatti, in aumento) anche in virtù dello svilupparsi delle tecnologie che permettono ottime visioni anche su schermi piccoli insieme alla compatibilità dei nostri siti internet.

Come strategia di comunicazione, si hanno due approcci: uno verso le agenzie che fanno marketing e un altro verso le agenzie che si occupano di pubbliche relazioni. Più nel dettaglio, operiamo con due agenzie, una prima, che si occupa di marketing nel comparto tedesco, Germania, Austria, Svizzera e Paesi Bassi e una seconda, con la quale agiamo sul mercato italiano e che tratta anche la Repubblica Ceca, la Polonia e la Norvegia. Per l’Italia, l’agenzia si occupa anche di facebook; per quanto riguarda le pubbliche relazioni, abbiamo un’agenzia per l’Italia e una per la Germania. Una terza agenzia si occupa della comunicazione specifica per alcuni eventi particolarmente rilevanti o attività di nicchia: la Mezza Maratona e la Moonlight Classic di sci di fondo.

La comunicazione per mezzo d’immagini è ancora la più potente: belle fotografie a sfondo naturalistico alpino o che descrivono le numerose attività che si possono svolgere nel nostro comprensorio, ottengono un immediato riscontro nella rete attivando numerosissimi contatti. Certamente devono essere immagini professionali, ritagliate ad hoc per la rete, non basta una comune fotografia anche se bella. In tutte le immagini che diffondiamo, l’obiettivo è far risaltare la nostra riconoscibilità: lo Sciliar, il Sasso Lungo ed il Sasso Piatto, le Dolomiti, il laghetto di Fiè, il Catinaccio.

È più difficile (ma non impossibile) la comunicazione visiva dei singoli paesi. È tanto potente l’immagine della montagna quanto vagamente indistinta, per un turista, quella della realtà dei nostri bei paesi che circondano la dimensione alpina e che pur ci sono: Castelrotto, Siusi, Fiè, Tires, quattro paesi vivaci e attivi con i loro circa 10.000 abitanti ai piedi del più grande alpeggio d’Europa.

LA QUALITÁ DELL’OFFERTA E LA QUALITÁ DEL TIPO DI TURISMO VS. QUANTITÁ

L’obiettivo primario – ci spiega il direttore Alex Andreis - è quello di mantenere un turismo di qualità e non di quantità.

Di norma si misura l’andamento di una stagione analizzando il numero di pernottamenti; se da un anno all’altro questo numero sale di una certa percentuale, lo si ritiene un dato positivo, ma non è sempre così, il dato del pernottamento non significa nulla di per sé, infatti, un incremento di tale percentuale potrebbe indicare un ribasso dei prezzi e ciò sarebbe un danno. Noi ambiremmo a mantenere un turismo di qualità anche a fronte di una perdita di pernottamenti.

Non dobbiamo abbassare i prezzi. Il rischio sarebbe quello di incrementare un turismo “mordi e fuggi” che procura solo danni svalutando i luoghi.

Teniamo molto alla nostra identità, dobbiamo salvaguardare il riconoscimento ottenuto dall’ Unesco, abbiamo una certa qualità di vita, che si realizza anche, per esempio, attraverso il blocco parziale del traffico veicolare (aspetto, questo, assai delicato per quanto riguarda l’Alpe di Siusi), ecc. Non vorremmo mai abbinare l’immagine dell’Alpe di Siusi alla pubblicità di una marca automobilistica, ad eccezione di macchine ad emissioni zero. Per questo intendiamo rafforzare sempre più le nostre peculiarità naturalistiche, fiore all’occhiello del comprensorio e sicura carta vincente; certo non si tratta di promuovere una sorta di riserva integrale, ma di proporre un comprensorio naturalistico vissuto con il necessario equilibrio.

LA TENDENZA DELLE PRESENZE

Nel complesso il numero dei pernottamenti annuali – continua Alex Andreis - si aggira intorno ad 1.600.000, dei quali oltre 1.000.000 è di turisti stranieri. Si suddividono nelle diverse tipologie di strutture ricettive e, ad onor del vero, tra queste non ve n’è una che spicca rispetto all’altra: tutto dipende, come sempre, dalla qualità offerta e dalle scelte operate dal cliente.

Sicuramente le strutture che potrebbero essere in difficoltà sono quelle più piccole che non innovano nella qualità dei servizi come, per esempio, un tre stelle mediocre o meno ancora; queste, così facendo, sono certamente destinate a sparire. La crisi si fa sentire pure da noi, in particolare sul mercato italiano. Chi è in difficoltà sceglierà l’agriturismo oppure l’affittacamere privato; chi può punta al 4 o al 5 stelle. Ultimamente è diventato più competitivo il 3 stelle a patto che sia di qualità, in buona posizione, e offra tutta una serie di servizi assieme ad un buon rapporto qualità/prezzo.

In genere, come già sottolineato, se l’offerta è di qualità, non si è mai in difficoltà a prescindere dalla grandezza della struttura. In quest’ottica si spiega anche l’ottimo successo delle strutture a 5 stelle.

IL FUTURO E L’AEROPORTO

Per il futuro – continua Alex Andreis - sia a livello nazionale, sia internazionale, la crisi che investe l’Europa, con particolare durezza in Grecia, in Italia, in Spagna, in Portogallo, assieme alle questioni politiche legate alle vicende in Ucraina e, ancora, alla gestione dei flussi migratori che investono il Sud dell’Europa, sono fattori che influenzeranno i movimenti turistici. Non sono vicende lontane da noi e gli scenari possono cambiare rapidamente.

Una critica che spesso ci viene rivolta – continua il direttore Andreis - è che l’Alto Adige punta troppo e principalmente su due mercati: quello italiano e quello tedesco, ma ad ogni buon conto, sono gli unici che da decenni ci danno solidità e sicurezza: sono fondamentali per la nostra attività. Parallelamente stiamo lavorando anche su mercati nuovi (Repubblica Ceca, Polonia, Norvegia).

A tal proposito, auspichiamo che quello di Bolzano diventi finalmente un aeroporto operativo; sarebbe fondamentale sia per l’Alto Adige in generale, sia, specificamente, per il nostro settore. Senza aeroporto molti mercati ci sono preclusi o, in ogni caso, l’interesse per la nostra area vacanze si abbassa drasticamente (paesi anglosassoni, russia, la stessa norvegia), senza aeroporto, l’Alto Adige semplicemente rischia di non esistere, rimane un punto bianco sconosciuto sul mappamondo. Verona o Innsbruck sono troppo lontane perché rappresentino un appoggio significativo. Teniamo presente un esempio pratico: un turista russo che volesse venire in Alto Adige volando su Innsbruck, avrà molte difficoltà perché dovrebbe richiedere contemporaneamente due visti, uno per l’Austria e uno per l’Italia ed è davvero difficile ottenerli.

Speriamo dunque che si possa trovare presto una buona soluzione per l’aeroporto di Bolzano, ne va di un settore irrinunciabile dell’economia altoatesina.

Franco Boscolo 

Last modified onMercoledì, 25 Ottobre 2017 14:32

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