Questo sito utilizza cookies tecnici, di profilazione anche di terze parti per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente. Continuando la navigazione o cliccando sul pulsante ACCETTO, ne consenti l'utilizzo.

“Convivere con il lupo? Si può!”

Il lupo torna nelle Alpi. Dovremmo esserne felici, ma abbiamo paura, paura come se ne aveva nei secoli scorsi. Eppure siamo 2.0, votati al 4.0. La paura nasce dalla non conoscenza, dal pregiudizio, dallo studio superficiale e viene spesso alimentata ad arte colpendo emotivamente tra le nostre angosce ataviche; dunque, bisogna capire, conoscere. 

Proprio per capirne di più sui risvolti legati alla presenza del lupo in un ambiente che oggi è molto antropizzato, a Trento, lunedì 19 marzo e martedì 20 marzo, si svolgerà presso l’Auditorium Santa Chiara, la Conferenza Finale Internazionale del progetto LIFE WOLFALPS – LIFE12 NAT/IT/000807 - dal titolo: “La coesistenza tra uomo e lupo sulle Alpi e in Europa” con il coordinamento scientifico di Francesca Morucco e Luigi Boitani.

La nostra testata seguirà la “due giorni” nel corso della quale presenteranno le loro Comunicazioni i massimi esperti del settore argomentando a 360°, dalla convivenza con il lupo, ai problemi veterinari, dalla storia del progetto Life WolfAlps, ai modelli migliori per una comunicazione efficace ecc. 

Nell’attesa di riferire sulla Conferenza, segnaliamo di seguito, con un breve estratto, un modello scientificamente positivo di comunicazione sul lupo, tratto dal sito del Parco Nazionale del Gran Paradiso

(http://www.pngp.it/ente-parco), ricercando la pagina http://www.pngp.it/vivere-nel-parco/convivere-con-il-lupo-si-può

Già dal 2007 nel versante valdostano e, più recentemente, in val Soana in quello piemontese, il ritorno spontaneo del Lupo nel Parco ha creato un acceso dibattito sulla situazione relativa alla presenza della specie. Per sgombrare il campo a dubbi, inesattezze, paure e luoghi comuni su questa specie, protetta a livello nazionale ed europeo, in questo articolo sono state raccolte le informazioni sul comportamento del lupo ed i suggerimenti sulle possibili attività di prevenzione da mettere in atto insieme a residenti e allevatori per convivere con questo predatore.


Il ritorno del lupo è conseguenza di una dispersione naturale, in partenza dall'Appennino ligure e dalle Alpi marittime e quindi dalle aree montane dell'Alta Savoia. Inoltre gli spostamenti e insediamenti stabili di questa specie negli ultimi 20 anni riguardano molte zone del Nord-Ovest e non solo la Val Soana, una condizione di co-esistenza quindi già appurata in altre realtà. Le migrazioni naturali derivano dallo spopolamento delle fasce pedemontane e montane, che ha favorito l'insediamento e la proliferazione di abbondante fauna selvatica, in particolare ungulati, naturali prede del lupo. Attualmente il lupo è segnalato sulle Alpi in Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania e Slovenia.


Il lupo attacca l'uomo?
Rassicuriamo i residenti ed i fruitori dell'area protetta: non ci sono state uccisioni da parte di lupi nei confronti di umani negli ultimi 188 anni in tutto il Nord-Italia. Facendo un paragone sono invece 50-70.000 le persone morse dai cani ogni anno, addirittura 8 sono state uccise nel 2008 secondo quanto riferito dal Ministero della Salute.

Una specie protetta                                                                                                                                            Il lupo è specie protetta in Italia dal 1971, attualmente l’uccisione di un lupo viene punita con l’arresto o pesanti ammende. A livello comunitario oltre alla Convenzione di Berna, anche la Direttiva comunitaria Habitat 43 del 1992 prevede la protezione del lupo e del suo habitat. E' dovere del Parco far rispettare la legislazione europea e italiana attualmente in vigore.

Cosa sta facendo l'Ente Parco  Gran Paradiso?
Oltre a realizzare incontri dedicati ai residenti per spiegare il ritorno della specie e tranquillizzarli sulla situazione relativa alla presenza nelle valli, l'Ente Parco ha attivato un progetto di monitoraggio del lupo, i guardaparco ed il servizio scientifico dell'Ente monitorano assiduamente il branco ed i suoi spostamenti. L'Ente Parco inoltre, ha già provveduto, come previsto dalla Legge, a garantire le procedure di indennizzo dovute in caso di attacco di lupi al bestiame.

Cosa bisogna fare se vedo un lupo?
Anche se non è da ritenersi pericoloso, il lupo è comunque un animale selvatico che potrebbe comportarsi in maniera imprevedibile se si sente in pericolo. E’ bene dunque seguire alcune norme di comportamento per disturbare il meno possibile questa specie protetta, oltre a sfruttare con la massima sicurezza possibile questo spettacolo offertoci dalla natura:
• non avvicinatevi in nessun caso ai lupi una volta avvistati e accontentatevi di osservarli ed eventualmente fotografarli da distante;
• evitate urla o altri rumori che potrebbero spaventare l’animale;
• una volta che il lupo si è allontanato evitate di seguirlo;
• nel caso assistiate a una predazione su animali selvatici, non cercate in nessun modo di interferire con l’azione di caccia del lupo per “salvare” la preda. Il lupo è un fattore di selezione naturale utile per l'equilibrio ecologico;
• se avvistate un lupo in alimentazione su una preda, evitate assolutamente di disturbarlo e se possibile, allontanatevi in silenzio;
• evitate anche di avvicinarvi e toccare le carcasse di animali predati;
(fonte: http://www.pngp.it/ente-parco )

Franco Boscolo

Last modified onSabato, 24 Marzo 2018 12:24

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.