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Il lupo in Alto Adige e in Trentino: che ne pensano gli abitanti? Una ricerca per capire cosa fare.

Da oltre un anno la presenza di lupi in Trentino-Alto Adige è un tema bollente che riempie le pagine dei giornali e che infiamma la politica locale.


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Sappiamo che i lupi hanno sempre popolato le aree montane di tutta Europa, compreso l’Alto Adige e il Trentino. Nel XIX e XX secolo hanno rischiato l’estinzione a causa dell’uomo e negli anni settanta del secolo scorso gli esemplari rimasti in Italia erano meno di 100. E’ opportuno ricordare che quello cui stiamo assistendo è un ritorno spontaneo di questo grande predatore. Nelle due province autonome era assente oramai da diverse generazioni e sia gli altoatesini che i trentini hanno conseguentemente perso l’abitudine alla convivenza con questo animale.
Adesso che il lupo è ancora presente nei boschi di montagna pare abbia risvegliato in una parte della popolazione paure ataviche solo apparentemente superate e sta generando conflitti con alcune attività economiche di montagna. Si sta assistendo alla contrapposizione, molto forte, tra due differenti posizioni: chi ritiene che il ritorno spontaneo del lupo sia una buona notizia per il nostro ambiente naturale e possa anche rappresentare una fonte di reddito se ben gestito, e chi ritiene che non possa esistere una convivenza con questo predatore in quanto fonte di danno all’economia montana.
Entrambe sono posizioni legittime e comprensibili, ma in molti si stanno ponendo delle domande: la popolazione locale, i residenti, cosa ne pensano? Cosa sanno del lupo? Qual è la loro percezione e attitudine nei confronti di questo grande carnivoro e della sua presenza in questi territori? Ma ci si chiede anche: qual è il punto di vista dei turisti, e cioè di una delle componenti fondamentali dell’economia delle due province?
A queste domande sta cercando di dare risposta l’Istituto per lo sviluppo regionale di Eurac Research che da anni sta lavorando sul tema dei conflitti fra uomo e natura. L‘istituto di ricerca bolzanino sta proponendo in questi giorni un questionario rivolto ai residenti e agli operatori economici locali, parte di una più ampia indagine che coinvolgerà anche i turisti.
E la risposta è stata subito molto significativa: nella sola prima settimana in cui è uscito il questionario, sono già mille quelli compilati da altoatesini di lingua italiana e da trentini e più di 500 sono i questionari compilati da cittadini di lingua tedesca della Provincia di Bolzano. A dimostrazione del coinvolgimento degli abitanti delle due province sul tema della presenza del lupo nella nostra area.
I ricercatori Eurac ci tengono a sottolineare l’assoluta imparzialità dell’indagine i cui risultati, una volta elaborati, saranno resi pubblici e condivisi con gli enti territoriali e la popolazione.
Questa raccolta di informazioni è importante perché si deve ritenere che le abitudini e alcune delle decisioni prese, o che potrebbero essere prese in futuro, dai turisti, dagli operatori locali, dalla popolazione residente e conseguentemente dagli amministratori pubblici, saranno influenzate dalla presenza del lupo. E le scelte importanti non si dovrebbero prendere alla cieca o sull’onda emotiva.
Sottolineano infatti i ricercatori come sia proprio compito della ricerca (e in questo caso di Eurac Research, centro di ricerca applicata ed indipendente dell’Alto Adige) quello di fornire il background scientifico ai residenti, agli operatori ed agli amministratori pubblici per ricevere una informazione corretta e per operare scelte consapevoli, anche nella questione del ritorno e della presenza del lupo.
È quindi interesse di tutti i residenti e degli operatori economici dell’Alto Adige e del Trentino contribuire all’indagine in corso. Cosa molto facile: Il questionario è compilabile online a questo indirizzo internet:  https://goo.gl/d26Zo6 

Last modified onDomenica, 27 Maggio 2018 09:51

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