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Hawking: scompare con lui uno dei maggiori scienziati del secolo XX

Il grande astronomo e "homo universalis" (nell'accezione rinascimentale) Stephen Hawking, malato di SLA da più di mezzo secolo, è morto all'età di 76 anni.

Autore di numerose teorie sul Big Bang, sui buchi neri ("Einstein aveva sbagliato affermando che Dio non gioca a dadi con il mondo. Non solo vi gioca, ma talora li getta in posti nascosti"), lo scienziato britannico ha sostenuto la teoria secondo la quale lo spazio cosmico (dovremmo dire meglio lo spazio-tempo, probabilmente) è infinito, che la postulazione di un Dio creatore è inutile (riprendendo, in parte, quasi 3 secoli dopo, quanto affermava Laplace che, rispondendo a Napoleone che gli chiedeva come mai nella sua cosmologia non avesse parlato di Dio, rispondeva: "Non avevo bisogno di questa ipotesi"), pur se in altri tempi aveva sostenuto concezioni panteistiche, ossia di un Dio=al Tutto, certamente non creatore ex nihilo, ossia dal nulla.

Le teorie di Hawking, certamente un grande teorico del nostro tempo (importanti anche le sue osservazioni sulla nullità teorico-conoscitiva delle filosofie attuali), l'emulo di Copernico, Kepler, Galileo, Newton, Einstein, interrogheranno le menti di vari secoli a venire.

Le sue opere principali: "A Brief history of Time" ("Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo", 1988) e" The Great Disegn" ("il Grande disegno", 2010), ovviamente insieme a molte altre, oltre a molti articoli su riviste, comprese importanti interviste rilasciate in anni diversi.

Eugen Galasso

Last modified onGiovedì, 15 Marzo 2018 21:39

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