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Partiti socialisti europei: è da definire un programma per ritrovare appeal

Di recente ne "L'Express" il segretario del PSF (Parti Socialiste Français), partito "disastrato" dalle ultime elezioni presidenziali, proponeva (mi trovo pienamente d'accordo, peraltro) il ritorno a Jean Jaurès, grande leader e teorico del socialismo europeo, ucciso alla vigilia della Prima Guerra Mondiale (estate 1914). Tornare a Jaurès vuol dire riscoprire giustizia sociale integrale (superamento del capitalismo come si presenta ora) e libertà.

La crisi dei partiti, figlia della mancanza di riferimenti ideali

I partiti, non solo in Italia, sono in crisi: c'erano state le "sirene felici" del crollo delle ideologie, quasi un partito-movimento potesse basarsi su nulla (sul nulla, se volete), mentre ora, senza riferimenti ideali (la differenza tra ideologie e idee è molto sottile quanto specioso), si affermano "politici" e "politiche" (nel senso delle proposte) che sono nulla e sanno di nulla.

Come si può contrastare l'antisemitismo

Chi scrive ritiene, sulla questione antisemita (ormai c'è, proprio come tale) che sarebbe utilissimo un insegnamento, assolutamente laico, della storia ebraica (che non può prescindere dalla Bibbia, almeno da quella parte che i cristiani chiamano "Antico Testamento") fino alla costituzione dello Stato di Israele, unica realtà democratica del Vicino-Medio Oriente.

Antisemitismo nazi fascista e pregiudizio cristiano: ecco il mix del caso "Lazio"

Il vergognoso episodio antisemita dei tifosi (ultrà, si dice, ma gli altri? Chissà) della "Lazio" è senz'altro di origine neofascista-neonazista (certo anche nell'estrema sinistra ci sono elementi antisemiti, ma in questo caso la riflessione non vale su questi ambienti), dove, soprattutto nella cattolica Italia e nella cattolica Roma, è da sottolineare anche il pregiudizio cristiano e in specie (ma non solo) cattolico, il "contra perfidos Judaeos"...

L’essere umano è una persona? Intervista a don Michele Tomasi

Quanto di tragico è accaduto intorno alle traversie di Charles Gard e dei suoi genitori non dovrebbe essere scordato con il passare del tempo - come, di fatto, sta accadendo - ma dovrebbe piuttosto diventare lo spunto per farci riflettere ampiamente e in profondità, tali sono i temi che la vicenda ha posto sul piatto a livello spirituale, filosofico, teologico, etico, sociale, giuridico e politico.
Lo dobbiamo sicuramente a Charles, a Constance Yates, la mamma, e a Christpher Gard, il papà.

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