Vecchi incredibili testi di Arfè

Gaetano Arfé (1925-2007) è stato uno storico del pensiero ma anche dei movimenti politici, ma anche un militante socialista fino al 1985, anno nel quale esce clamorosamente dal partito, esponendo il suo totale dissenso rispetto alla linea di Bettino Craxi.

Hammamet, un film può aiutare a riflettere su una fase storica e sugli strumenti della politica

Era forse inevitabile che nel Ventennale della morte, sostanzialmente in esilio, di Bettino Craxi ad Hammamet (Tunisia) uscisse un film come quello intitolato appunto con il nome della città tunisina, regista Gianni Amelio, protagonista (che ha lavorato à la Stanislawskj, ossia seguendo l'immedesimazione anche fisica nel personaggio) Pierfrancesco Favino, una garanzia nell'attuale cinema made in Italy.
Parallelamente anche il giornalista Fabio Martini pubblica la biografia "Controvento" (Rubbettino, editore), quando da poco era in libreria "Presunto colpevole" di Marcello Sorgi.

Bravo Gianni!

Gianni De Michelis, a 78 anni, se ne va per sempre. Fedele fino alla fine, a Bettino Craxi (chi scrive, lo ricorda piangente in TV, dopo l'annuncio della morte del leader naturale), esponente del socialismo italiano ed europeo, per anni boicottato e bistrattato da chi aveva interesse a farlo (Enzo Biagi lo definiva "avanzo di balera", e sui locali da ballo ci scrisse infatti un libro!), rimane l'esponente di una filosofia di vita troppo spesso considerata tout court gaudente e spensierata, come se De Michelis non si fosse impegnato in quanto faceva: tante volte ministro, comunque sempre a ricoprire incarichi importanti, docente di chimica.

Primarie PD: un breve approfondimento sul terzo arrivato, Roberto Giacchetti

O tutto ormai è molto flou (e lo è, per davvero), oppure qualcosa non mi torna: certo, Bobo (Roberto, per chi è più serio) Giachetti, terzo piazzato (dunque ultimo) nella terna delle primarie PD nella quali ha prevalso Zingaretti, doppia tessera PD-Partito Radicale Transnazionale, sembra sia stato massicciamente votato dai Renziani (oltre che dallo stesso Renzi).

La ruota del circo mediatico-giudiziario gira: ora tocca a Renzi.

Ora è la volta di Renzi: nel circo mediatico-giudiziario, che vuole condannare qualche politico scomodo (magari solo situazionalmente) ogni tanto si accende una lampadina: ora è quella di Matteo Renzi, i cui genitori sono agli arresti domiciliari. La separazione tra i poteri (esecutivo-giudiziario-legislativo), previsto dalla Costituzione e teorizzata da Montesquieu, non sembra valere, ormai più gran chè.

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