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Dibattito socialista

Dibattito socialista (30)

Moralisti vecchi e nuovi tengono ancora e sempre Craxi nel mirino.

In un ottimo e molto equilibrato saggio, in "Nuova Rivista di Storia Contemporanea", Anno XIX, n.6, Novembre-Dicembre 2015, Roberto Chiarini, storico della politica e docente di Storia dei partiti politici, esamina come la figura di Bettino Craxi sia andata incontro ad una demonizzazione sostanziale, incurante di rivalutazioni successive.

Notevole l'aggressività - da sempre - dei dirigenti ex-e post-comunisti (ma ovviamente già a partire dall'allora PCI), dei "nuovi (ormai vecchi, però) moralizzatori"di "Mani pulite" (magistrati d'assalto e giornalisti), di chi è arrivato dopo, ma continua a esprimersi in modo violento, come Marco Travaglio, ma anche altri politici e giornalisti dei "Cinque Stelle" oggi in prima linea per rivendicare la "moralità".

Tre i capi di accusa individuati dai "Moralisti" vecchi e nuovi: A) Bettino Craxi era un vero politico "puro", quando già (inizio anni Novanta, appunto) si iniziava un odio qualunquistico contro i "politici puri" identificati con i "politicanti", la "partitocrazia" etc., non senza rigurgiti fascisti e qualunquisti; B) L'aver sottoscritto il patto (pur se critico) con la DC - insomma il cosiddetto patto CAF (Craxi-Andreotti-Forlani). Che questo fosse da intendersi come un patto "critico", sempre pieno di spinte dialettiche non veniva né viene preso in considerazione, facendo di "tutta l'erba un fascio".... ;C) L'invito ad andare al mare, in occasione del referendum sulla preferenza unica, promosso da Mario (Mariotto) Segni, nel giugno 1991, invece un invito "profetico", considerando l'attuale disaffezione verso l'istituto referendario non diremo tout court, ma certamente in molti casi.

Eugen Galasso

Socialismo europeo: c'è un futuro? e in quale direzione politica?

Segnali contrastanti per il futuro del socialismo in Europa e nel mondo.

In Francia un crollo alle elezioni parlamentari-un disastro causato dal pessimo ricordo della presidenza Hollande...

In Germania probabile sconfitta del candidato Schulz (non il migliore possibile...) contro la Merkel, mentre in Gran Bretagna arriva quasi alla vittoria (ma non vince) Jeremy Corbin, il più "rosso" dei leader socialisti in campo, l'anti-Blair per eccellenza. Un successo, quello laburista, probabilmente per motivi extra-politici o meglio legati al terrorismo, alla lotta contro lo stesso, non ben assicurato dalla cancelliera May...

In Italia non si capisce la situazione: il "leader" del PSI Nencini nel centro-sinistra non riesce a far sentire la "differenza", l'"alterità" socialista e rischia di omologarsi con e nelle posizioni del PD.

Persino nel Nord-Europa i governi socialdemocratici sono drasticamente ridotti rispetto ad altre stagioni...

Un tema su cui riflettere, diremmo.

Eugen Galasso

La "sinistra cristiana": un vecchio libro di Ossicini ne fa risaltare i limiti

Ritrovando e poi leggendo-annotando un libro "d'antan" (1998, in realtà, ma i quasi vent'anni passati nel nostro tempo iper-dromologico sembrano un secolo e più), precisamente "Il fantasma cattocomunista e il sogno democristiano" (Roma, Editori Riuniti), di Adriano Ossicini, resistente, psicologo, psicoterapeuta e medico romano, classe 1920, fondatore della "Sinistra cristiana" assieme ad altri personaggi come Antonio Tatò, Franco Rodano, Filippo Massimi, Claudio Napoleoni( significativo economista), Fedele D'Amico (musicologo, tra l'altro, di notevole rilievo).

Ritrovando un vecchio "Argomenti socialisti" del 1989 ...

Ritrovo (magazin d'antiquité, vien da dire, l'ho trovato in effetti, presso una libreria antiquaria) "Argomenti socialisti" di ottobre-novembre 1989 (annus particularis, più che mirabilis, in quanto al crollo del Muro e del "comunismo" o collettivismo burocratico, per dirla con Bruno Rizzi non aveva fatto seguito una riforma seria del capitalismo ma neppure dei paesi dell'Est, tuttora - oggi, 2016 - in preda a sussulti dati dal passaggio da un'economia all'altra, da un sistema economico-politico ad un altro).

Socialismo: la "versione" (carente) di Hollande

Se il socialismo europeo e mondiale è espresso da una figura come François Hollande, come si suol dire, "siamo messi bene", ossia...

In un'intervista a Pierre Nora, storico, e Marcel Gauchet, filosofo (in "Le Débat", ma in gran parte riportato anche ne "Le Monde" del 16 settembre 2016, da cui cito, p.20), si dimostra non tanto scarso teorico (a un uomo politico lo si può perdonare) ma soprattutto politico "da poco".

Craxi, la firma del Concordato e le scelte religiose del laico

Quanto ci si possa fidare di Luigi Bisignani non so, ma certamente qualcosa sa.

Nelle sue "rivelazioni", pubblicate da "Libero" di domenica, il giornalista-faccendiere molto addentro alle "segrete cose", parla di Craxi. Parla del suo "capolavoro diplomatico" a proposito del Nuovo Concordato (1984), afferma che "riuscì dove i leader DC e il premier repubblicano Giovanni Spadolini avevano fallito".

Il Partito socialista in Francia va verso l'autodistruzione?

In un bel saggio su "Le Monde diplomatique", il politologo Remi Lefebvre parla tout court di "autodistruzione del partito socialista francese", enumerando almeno tre fattori: A) il crollo di iscrizioni e di votanti PSF (partito socialista francese); B) Il distacco tra esponenti politici socialisti e iscritti-aderenti-simpatizzanti; C) una scelta iper (neo, quantomeno)-liberista, incomprensibile per molti/e votanti socialista e aderenti al partito.

Declino delle socialdemocrazie in Europa: scarse capacità o ...?

E' un politico ed economista di rango (più volte ministro dell'economia in Spagna), José Luis Maldonado, ad evidenziare il declino della socialdemocrazia, in Europa e non solo. Maldonado evidenzia come sia dalla crisi del petrolio (1973) che le proposte "socialiste" sono in crisi: dire questo è un po' azzardato, secondo me, visto che negli anni anni successivi governi "di centro-sinistra" (in questa accezione, per la verità, non comprendo certo l'Ulivo più o meno mondiale made in Italy) hanno avuto vita anche lunga in Spagna, con Felipe Gonzalez, in Italia con Bettino Craxi, in Germania con Brandt e poi Schmidt, in Gran Bretagna (non solo con Blair), in Nordeuropa etc.

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