Dal PSOE elementi di riflessione per la politica socialista

Il PSOE (partito socialista spagnolo) è alle prese con i risultati delle recenti elezioni amministrative, non esaltanti, in realtà, ma neppure "disperanti". Come afferma il Segretario Generale Pedro Sanchez, in una recente intervista (31 d maggio) al quotidiano "El Paìs", uno dei più accreditati d'Europa, egli parlerà sia con Podemos (=possiamo) sia con Ciudadanos (=cittadini), i due movimenti (più che partiti) emergenti nella realtà spagnola: Podemos più a sinistra (ma non si riconosce nelle ricette "classiche" della sinistra), Ciudadanos più su una linea di centro. Sanchez ribadisce. "Il PSOE è socialdemocratico, sono gli altri a dover dire dove stanno e quali sono le loro proposte"; continua parlando di un "cambio chiesto dai cittadini, un cambio nella stabilità".

Ricorda che, se è vero che nelle città grandi (Madrid, Barcellona, Valencia e Saragozza) i socialisti sono retrocessi al terzo posto, che hanno problemi con le elettrici e gli elettori giovani, però altrove (in città piccole e medie) la situazione è diversa e, con i/le giovani, il partito sta ricostruendo un rapporto costruttivo, che il rapporto con le altre forze politiche non è né sarà "frontista" ma "Siamo la sinistra che attrae al centro. Siamo un partito socialdemocratico con proposte socialdemocratiche... Noi non facciamo del frontismo; stiamo proponendo accordi su questi temi: recupero economico adeguato, istituzioni democratiche e non partitiche e riforma (rifondazione) del Welfare". Chiarisce inoltre, in un senso che dovrebbe essere tipico di ogni forza socialista (socialdemocratica) che "Con Podemos condivido il fatto che non vogliamo che nessun cittadino resti indietro, ma non molte delle loro soluzioni economiche, in quanto non garantiscono abbastanza il Welfare, lo Stato sociale. Quanto alla riforma democratica noi andiamo molto più avanti".

Ma è importante anche quanto dice su "Ciudadanos": "Con Ciudadanos condividio il desiderio di migliorare l'efficienza statale, ma mi separano i suoi tic neoliberisti di derivazione FAES" (è un centro studi e di analisi del voto di impronta liberista).

Ciò è importante da sottolineare per molti partiti socialisti europei: l'eccessivo cedimento (in Francia, Spagna, Grecia, in parte in Italia ma non solo, un po' in tutta Europa, in Portogallo dove c'è un "Partito Socialdemocratico" che di socialista e socialdemocratico non ha nulla, anzi...) verso le sirene neo-liberiste, diffuse in Europa dagli anni Ottanta del 1900 in poi, ma poi amplificate in termini francamente eccessivi dagli anni Duemila in poi ... Lo specifico "socialista" non può essere qualcosa di evanescente, in specie sul piano economico-sociale.

Eugen Galasso

Last modified onDomenica, 05 Giugno 2016 21:39
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