Commemorato Riccardo Lombardi a Firenze a 30 anni dalla scomparsa

Si è svolta il 18 settembre scorso presso la Fondazione Fratelli Rosselli (spazio QCR-QUaderni circolo Rosselli, via degli Alfani) di Firenze la commemorazione di Riccardo Lombardi, leader della "sinistra" socialista, scomparso 30 anni fa.

Relatori della serata commemorativa Valdo Spini, presidente della Fondazione, già vicesegretario nazionale PSI, Samuele Bertinelli, sindaco di Pistoia, Bruno Becchi, studioso dell'età contemporanea, Francesco Ghidetti, giornalista della "Nazione" e del "Quotidiano Nazionale", membro del Circolo, Claudio Lombardi, figlio di Riccardo, Tommaso Nencioni, storico, autore del libro (documentatissimo, più che attendibile) "Riccardo Lombardi nel socialismo italiano".

Da modesto studioso del movimento socialista, devo però ammettere di non conoscere benissimo la figura di Lombardi, ma credo che alcuni motivi vadano enucleati:

A) Interessante quanto rilevava, inter cetera, Valdo Spini, ossia la diffidenza, anzi peggio, quasi gli insulti che il partigiano socialista, poi Presidente della Repubblica Pertini rivolgeva a Lombardi, anch'egli partigiano, ma "azionista"(ossia proveniente dal Partito d'Azione; prima ancora Lombardi, con il fratello, era stato un cattolico di sinistra, ma ciò solo nei suoi primi anni); era il suo (e di altri socialisti) un atteggiamento verso gli azionisti confluiti nel PSI. Per dire dell'"alto tasso di litigiosità" mai carente, purtroppo, nel PSI, ma anche in tanti altri movimenti socialisti. Certo, nella tradizione socialista si discuteva e si discute (nel PCI, quando c'era, era ben più difficile, come noto...), ma talora... ;

B) Lombardi, a detta di tutti, era un "acomunista", mai anticomunista; era internazionalista, terzomondista e anticolonialista, europeista non "atlantista". "Mai anticomunista" e comunque "autonomista", e condusse una durissima polemica contro la segreteria Craxi, dal 1976 in poi...

In varie occasioni l'"acomunista" Lombardi diede, però, l'impressione, di un allineamento almeno tattico con Mosca... Il suo "anticolonialismo" sembrava più guevarista che "socialista", ma...;

D) Lombardi, di formazione scientifica, in quanto ingegnere, lamentava la carenza di cultura scientifica in Italia. Un vulnus ancora aperto.... ;

E) Lombardi, alla domanda "Che cosa avrebbe fatto disponendo di più denaro?" rispondeva che al massimo avrebbe comprato più libri. Risposta (chi scrive la pensa allo stesso modo) generosa quanto "fuori tempo".

Esiste una componente socialista, ancora "utopica". Ora, se l'utopia morde sulla storia (E.Bloch) essa serve alla trasformazione del mondo, se invece s'attarda nei sogni, non serve, forse, a nessuno e a nulla. Ma, al di là di ciò, esiste un socialismo che vive fuori del suo tempo, rimpiangendo altri tempi, quelli delle grandi speranze e del "lendemains qui chantent" (domani che cantano).

Forse, tutti/e noi, oscilliamo tra questo legittimo utopismo e un "principio della realtà" che non è, però, mero appiattimento sull'esistente;  

F) Sentendo rimembrare lo spirito lombardiano (e non è una valutazione giudicante, è solo una constatazione) sembra proprio che fossero riflessioni e speranze d'altri tempi.   

 

Eugen Galasso 

Last modified onDomenica, 05 Giugno 2016 13:53

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