Dibattito socialista

Dibattito socialista (36)

Ricordi, e considerazioni, sessantottesche

Di recente ho recuperato una copia della rivista fiorentina "Il Ponte", numero speciale del 1989 (anno XLV, n.5, settembre-ottobre 1989), che riproduce le relazioni del convegno all'università "La Sapienza" di Roma del  28 aprile 1988 su "Socialismo liberale: Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini".

Sono per me, socialista liberale, autori di riferimento e quindi ne dirò solo bene, credendo che il tragico fallimento del comunismo sovietico, peraltro preconizzato da tanti dissidenti, anche magari inizialmente coinvolti nella "sperimentazione" sovietica, deve far aspirare a più giustizia sociale nella maggiore libertà possibile, per dire le cose in breve.

Bettino Craxi, fu anche un teorico del socialismo, non solo un "pragmatico" segretario

Dell'importanza teorica di Bettino Craxi si continua a ignorare quasi tutto: eppure ogni suo scritto, ogni suo discorso trasuda anche teoria.

Leggevo di recente il testo di un suo discorso del settembre 1977, a proposito della commemorazione del socialista barese Giuseppe Di Vagno (il testo del discorso di Bettino è a p. 20 del numero 7 del 2011 di "Critica Sociale", Anno CXX), ucciso nel 1921 da squadristi fascisti mai realmente puniti, nonostante vari processi (lentezza dei processi, già in epoca pre-repubblicana e subito dopo la Liberazione...).

Si parla, per Di Vagno, il "gigante buono"e il "Matteotti della Puglia", di "socialismo umanistico, etico, umanitario", ma anche di "alleanza storica tra le masse contadine e l'intelligenthia, quale alternativa al blocco moderato fondato sulla saldatura tra gli interessi della borghesia industriale del Nord e gli agrari del Sud" (ibidem).  

 

Eugen Galasso

Urge una proposta socialista per la nuova stagione politica

In queste "zona grigia", anzi opaca della politica, "silenziata" dal montante "montismo" magari un po'imposto mediaticamente, quando sembra ventilarsi un facile accordo tra PDL, PD, "Terzo Polo" su una riforma della legge elettorale, che è problema di pura "tecnicalità" (uso volutamente l'anglicismo) ma non di sostanza politica, appare necessario che il PDL riprenda coesione e un progetto, rimasto "sotto traccia" negli ultimi tempi, con dichiarazioni anche diverse ed estemporanee di suoi membri su vari temi (Olimpiadi a Roma, ma anche l'economia che credo sia più importante...).

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Augustin, un socialista, un amico che scompare

Augustin tutti lo chiamavano Gipo, cioè Giuseppe in piemontese, da dove veniva la sua famiglia. Chissà perché, io non sono mai riuscito a chiamarlo così. Neanche per nome. Sempre e solo Augustin. Oggi sento come una cosa che è giusto fare provare ad abbozzarne un ricordo. Naturalmente per la mia esperienza e dal punto di vista della politica.

Considerazioni intorno al liberalsocialismo

Il mio non vuol essere un  testo-rampogna sul "socialismo impossibile", su un'utopia perduta, ma, da modesto storico del problema (cfr. varie pubblicazioni edite dal Cedocs e non solo, vedi www.cedocs.it), vorrei mettere i puntini sulle "i" di quello che si è chiamato, di volta in volta, "liberalsocialismo" e/o "socialismo liberale".

Senza voler molestare l'anima di un grande pensatore e azionista come Guido Calogero, preferisco, con i fratelli Rosselli, parlare di "socialismo liberale", ma come si sostanzia, quest'ultimo?

"Da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni"

Nel "Quotidiano nazionale" di sabato 3 gennaio scorso, Cesare De Carlo, corrispondente dagli States, commemorando Mario Cuomo, ex-governatore dello stato di New York, cattolico abortista, italo-americano di punta quale esponente del "Democratic Party", gli rimprovera certi valori, che sarebbero di sinistra, ma anche l'essenza di altri valori, come "libertà individuale, merito, competizione a parità di chance", che sarebbero eminentemente di destra.

Commemorati i 15 anni dalla scomparsa ad Hammameth di Bettino Craxi

Si sono commemorati i 15 anni dalla morte di Bettino Craxi, credo l'unico leader capace (voglio dire: che sarebbe stato capace) di svecchiare questo paese borbonico, ancorato a un passato che non passa ma che non si vuol far passare, il leader del partito socialista rinnovato, non più succube del frontismo e del PCI (allora onnipresente, ma tuttora ben radicato in vari gangli della società, come dimostra molto bene, tra le altre, la vicenda di" Mafia Capitale").

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