Il parco della Stazione conteso tra cittadini ed emarginati

Mi voglio soffermare a valutare l’area adibita a verde pubblico adiacente alla stazione ferroviaria, il Parco della Stazione. Quest’area è oggi teatro di scontri e polemiche dal punto di vista della sicurezza e del decoro estetico della città, in quanto, come spesso accade, è “abitata” in gran parte della giornata da persone emarginate e da coloro che utilizzano il luogo per svolgere attività delinquenziali, come ad esempio il traffico di sostanze illecite

Ho preso in esame alcuni articoli del quotidiano locale “Alto Adige” che, nel mese di agosto 2007, ha dedicato diversi servizi sull’argomento riportando commenti originati da forze politiche, dell’ordine e da enti che si occupano dell’assistenza agli emarginati della città.

Il principale giornale locale si è occupato della questione intervistando in primis il sindaco Luigi Spagnolli, il quale esordisce dicendo che: “(…) Evidentemente esiste un problema, come per tutte le stazioni.

Il paradosso è che si tratta di una delle zone più controllate della città tra polizia municipale, carabinieri e polizia.” Il primo cittadino, cosciente della paura sentita da molti, donne soprattutto, nell’attraversare il parco, punta a risolvere la situazione attraverso l’attività sociale svolta da molti enti di volontariato per “(…) seguire queste persone in difficoltà e fare in modo che il loro disagio sia un po’ meno insopportabile”.

Di spirito più combattivo appare il referente dei giovani della Svp, Alexander Comploj, il quale munito di macchina fotografica, ha documentato “(…)una situazione di degrado totale, un pugno nell’occhio per i turisti e residenti che vorrebbero attraversare il parco ma non possono”. Ebbene, secondo il referente, questa situazione andrebbe a ledere l’immagine della provincia altoatesina ai centinaia di turisti che giungono a Bolzano con il mezzo ferroviario e che, al loro arrivo si trovano davanti il parco oggetto di critica. Il reportage di Comploj vede come protagonisti “(…) siringhe, sacchetti abbandonati, bottiglie e cumuli di rifiuti”.

Il problema risulta quindi fortemente complesso e bisognoso di interventi politici e sociali volti al superamento di una problematica sentita da molti. Il giornale “Alto Adige” dà voce anche ai volontari che si occupano di seguire e aiutare molti soggetti che hanno fatto, anche se per brevi periodi, del parco la propria dimora. I volontari infatti, conoscono i senzatetto che passano le ore sulle panchine uno per uno, storia per storia, ristorandoli e accompagnandoli dal medico se necessario.

Il direttore dell’associazione “Volontarius”, Claude Rotelli, sostiene che “(…) sgomberare i giardini non ha senso. Sposti il problema da un’altra parte e non inizi neppure a risolverlo”. La stazione infatti, risulta essere il crocevia di italiani e stranieri, alcuni dei quali solo di passaggio. C’è molto alcolismo, droga e aumenta in modo allarmante la percentuale di persone con problemi psichici. Rotelli continua dicendo che molte di questa persone appartengono alla città, sono bolzanini, e quindi non si può far finta di nulla o addirittura cancellarle. Il progetto “Oltre la strada” prevede il monitoraggio mese per mese delle persone avvicinate da Volontarius: sono circa 900 all’anno, e nel solo mese di luglio 2007 il dato riguarda 212 persone solo nell’area centrale della città. Di questi 212 sono 91 i senzatetto, coloro cioè, che dormono all’aperto. “Oltre la strada” è il tentativo è di aiutarli e di fermarne la deriva: “Siamo un tramite con i servizi. Queste persone finiscono all’ospedale quando stanno malissimo. Cerchiamo di aiutarle prima, così come offriamo consulenza legale e qualsiasi altra forma di accompagnamento. Monitoriamo poi la situazione, teniamo conto di chi va e chi arriva” dice il direttore di Volontarius.

Interessante, per il tipo di fonte da cui proviene, è il punto di vista del sostituto commissario di polizia Fausto Zanini che dice: “La zona è controllata da noi e dalle altre forze dell’ordine. Si registrano, spesso, fenomeni di piccolo spaccio di sostanze stupefacenti e di furto. (…) le forze dell’ordine garantiscono una presenza quotidiana tanto con la squadra volante quanto con i poliziotti di quartiere. (…) Complessivamente -conclude il rappresentante della Questura- il quadro è più che accettabile”.

Il fatto concreto è il comportamento dei cittadini che appena fa buio non attraversano il parco della Stazione. Meglio circumnavigare la zona passando per via Stazione e via Perathoner che almeno sono più illuminate. Anche di giorno comunque, chi può dribbla il parco. Perché passare da quella parte se non ci si sente sicuri? Il risultato è che i giardini sono oggi, area avulsa dal corpo della città, quartier generale di spacciatori, barboni e disperati.

Sorge spontaneo domandarsi se questo sia il destino comune a tutte le zone vicine alla stazione (come sostenuto in parte dal Sindaco) o se c’è la possibilità di fare qualche cosa.

Iniziativa interessante è proposta dal presidente della circoscrizione centro Rainer Steger. “Il verde –spiega- rientra nelle nostre competenze. Nel parco della Stazione la competenza è comunale e provinciale. Ma il problema esiste eccome, perché da quelle parti la gente non passa volentieri. Né di giorno e ancor meno di notte, e il motivo è semplice: non si sente sicura.” Un modo per migliorare la situazione ci sarebbe secondo Steger: “(…) bisogna vivere di più quello spazio, tra la stazione, i palazzi provinciali e Piazza Walther. Significa fare qualche iniziativa, usarlo in favore della cittadinanza. È l’unico modo per liberarlo da spacciatori, piccoli delinquenti e senzatetto che se ne sono pian piano appropriati”. Si è notato come, durante il Mercatino di Natale, il parco vive un momento magico: perché gli alberi di via Stazione vengono illuminati dalle luci natalizie e la piante del parco sono addobbate con i disegni dei bambini. Questo assicura Steger: “Sono elementi di disturbo che fanno emigrare altrove certi personaggi che vivono lì negli altri periodi dell’anno.”

Dado Duzzi, consigliere della circoscrizione Centro e presidente dell’Azienda di soggiorno, afferma: “Guai a farsi prendere dalla tentazione di recintare il parco: non servirebbe a nulla. Anzi, potrebbe peggiorare la situazione creando una sorta di riserva. Bisogna invece far sì che la città si riappropri di quello spazio che si è dimenticata di possedere”.

Giu

Last modified onDomenica, 05 Giugno 2016 12:59

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