assumere legalmente

Manifestare non può voler dire rischiare le manganellate.

Quanto successo a Pisa venerdi, con le manganellate della polizia nei confronti di studenti che manifestavano pone seri interrogativi, peraltro fatti rilevare anche dal Presidente della Repubblica. Senza esasperare i toni, in un momento delicato, sarà opportuno un serio ripensamento da parte del Prefetto responsabile, delle autorita'di PS (la polizia è ormai democratica da tempo) e da parte del ministro degli Interni Piantedosi, chiamato a riferire in Parlamento.

Il poliziotto non è un giudice dei comportamenti. Chi compie azioni contro legge va denunciato, non manganellato (ndd)

L'autorevolezza non si misura con i manganelli, come ha detto efficacemente Mattarella.

Eugen Galasso

Crisi agricola ma anche crisi nel settore industriale. Da superare entrambe

La protesta degli agricoltori è una protesta europea mentre, a quanto pare, solo in Italia c'è quella di due poli industriali, come "Stellantis" e l'ex-Ilva, e altre realtà industriali in crisi.

Vedremo se e come queste ultime verranno risolte, ma per la prima è da dire che lo scenario della farina di grillo e della carne "sintetica" (in realtà artificiale) disegna uno scenario da science-fiction, apocalittico.

Detto da un vegetariano, credo abbia un certo valore!

Più in generale, si tratta di contemperare istanze ecologiche non radicali-integraliste con le giuste istanze di chi lavora la terra e alleva animali.

Quanto allo scenario industriale, le contraddizioni del capitalismo vanno risolte ovviamente senza far saltare tutta la struttura...

Eugen Galasso

Il caso Salis, tra questioni di merito e strumentalizzazioni

Il caso Ilaria Salis, la maestra italiana arrestata in Ungheria per l'aggressione ad un militante di estrema destra, sembra destinato a risolversi con l'intervento del presidente del Senato La Russa, che ha incontrato il padre. Il trattamento subito in carcere e nell'aula di tribunale (e dalla procedura giudiziaria: 1 anno in detenzione preventiva per un ferimento con prognosi di 7 giorni !!! ndd) dalla donna appare inumano e risulta del tutto opportuno l'intervento del ministro degli Esteri e della stessa premier, mentre non si capiscono certe reazioni, come quella del PD e dei 5 Stelle, che sono mossi dall'obiettivo di  strumentalizzare la cosa in chiave antigovernativa, ma anche certi commenti di Salvini, vicepremier e ministro, appaiono a tratti "fuori misura".

Eugen Galasso

Basta con la lagna di quei sudtirolesi che definiscono la festa della Befana come festa fascista!

Riecco la befana: da molto tempo, in Suedtirol/Alto Adige l'esponente politica pantirolese Eva Klotz definisce la festa della Befana "festa fascista".

Errore storico grave: da sempre in tutta Europa, a parte la coincidenza di date con il passaggio dall'Equinozio d'Inverno alla festa della luce (Sol invictus), e prescindendo dai possibili richiami alle feste della dea pagana Diana, la figura di Perchta in tutta Europa, di Frau Holle in ambito germanico, di Frigg in Scandinavia, in ambito cristiano la leggenda dei Re Magi che avrebbero chiesto a una vecchina di indicar loro la strada per Betlemme, sono storie progenitrici della Befana.

Che poi il fascismo ne abbia approfittato ed abbia istituito la "Bafana fascista" e il postfascismo la "Befana del MSI" non è colpa della buona vecchietta che porta i doni, ma di chi ha menato vanto di aver proseguito una tradizione che certo non è di sua competenza.

Eugen Galasso

A proposito dei discorsi di fine anno dei Presidenti della Repubblica

Da anni, ormai, sentiamo i discorsi di fine anno di Presidenti della Repubblica "extra legem" (vale per Mattarella come per Napolitano), rieletti senza che la rielezione sia di per sè prevista, e lo stesso vale  per i loro discorsi disseminati durante l'anno.

Dicono cose anche importanti, ma in genere risapute e ridondanti, dove sarebbe da ridefinire il ruolo del Presidente della Repubblica rispetto al governo (la dizione "capo dello Stato" non è prevista dalla Costituzione) ma sarebbe anche da esaminare in modo serio la possibilità di un Presidente eletto dal popolo, invece che da un "compromessi tra partiti", con annessa, diciamolo, l'abolizione delle spese per il Quirinale.

Eugen Galasso

Riforma costituzionale: lo scoglio dei poteri del Presidente

La ventilata (da parte dell'attuale maggioranza di governo) riforma del "premierato" inquieta la cosiddetta "sinistra", in quanto sembra ridimensionare i poteri decisionali del Presidente della Repubblica. Le dichiarazioni del Presidente del Senato delle ultime ore hanno rinfocolato le polemiche.

In realtà, oltre al fatto che non c'è ancora nulla di deciso, sembra essersi fatta strada, in alcuni settori politici e dell'"opinione pubblica", una sorta di mitizzazione del ruolo del "capo dello Stato" (definizione che, pearaltro, come tale, non figura nella Costituzione). Dato che ormai da anni parlare di "pericolo di golpe" vuol dire muoversi in uno scenario fantapolitico, non si vede perchè una riforma costituzionale, ormai quasi ottant'anni dopo la sua approvazione, previa ampia discussione parlamentare, non possa avere un senso.

Eugen Galasso

Scompare quasi nel silenzio Toni Negri, protagonista della storia del nostro Paese

Antonio-Toni Negri scompare novantenne a Parigi, dopo una vita di contraddizioni ma anche di produzioni feconde: da un lato, certo, il teorico della violenza operaia quale fondatore dell'"Autonomia operaia", dall'altro il teorico che faceva ragionare ancora una volta sul pensiero politico di Spinoza ma anche sulla realtà dell'imperialismo in "Empire", scritto con Toni Hardt (traduzione italiana 2002).

Certo persona dalla grandi contraddizioni, il pensatore padovano è stato idolo di una generazione ma anche "guardingonel consegnarsi alle autorità italiane (la magistratura gli imputava reati anche gravi) dopo essere stato eletto come indipendente nelle liste radicali, suscitando la rabbia di Marco Pannella, ma la notizia del suo decesso è passata decisamente in secondo piano, segno di tempi diversi da quelli degli anni Settanta, Ottanta e volendo, fino all'inizio del Nuovo Millennio...

Eugen Galasso

Quale l'entità di condanna giusta di fronte ad un delitto?

In un momento nel quale anche i fatti di cronaca, in particolare i delitti, e in particolare i femminicidi, diventano "questione politica", nel caso che l'assassino ventiduenne Filippo Turetta "se la cavi" con uno sconto di pena per "semi-infermità mentale" ciò darebbe, a parte una questione controversa a livello giuridico e anche psichiatrico, sul piano politico un regalo a quelle forze di estrema destra (non solo la Lega, pero', piuttosto movimenti come quello di Gianni Alemanno "Forum dell'Indipedenza italiana") che puntano sul'ergastolo senza remissione nè sconti di pena e che, se fosse possibile (ossia se l'attuale codice penale la prevedesse) punterebbero alla pena di morte.

Eugen Galasso

Il generale Vannacci, nonostante le posizioni espresse pubblicamente, fa carriera

Il generale Vannacci, diventato famoso d'estate con il suo libro "Il mondo al contrario", ora viene, se non promosso (il ministro della difesa Crosetto lo nega) almeno trasferito ad altro, e prestigioso, incarico.

Proprio in tale occasione il suddetto generale ribadisce le sue tesi a proposito del femminicidio (che a suo parere non esiste, essendo solo una forma di omicidio), ribadendo la necessità di "padri forti"(chissà se il "colto" generale sa che cosa sia il paradosso di Burali - Forti?) e di una conseguente educazione, di stampo militaresco.

Possibile che nel 2023 personaggi simili ottengano ancora il favore delle folle e che il governo attuale, volendo sbarazzarsi del fascismo, sia ancora attaccato a tali alti rappresentanti delle Forze Armate, che, se hanno letto per caso la Costituzione, ne hanno certamente dimenticato lo spirito?

Eugen Galasso

Scomparso Henry Kissinger

La morte di Henry Kissinger, a 100 anni, segna la fine di un'epoca: ormai ufficialmente fuori dalla scene politico-diplomatica da mezzo secolo, l'ex politologo e studioso di storia, passato alla direzione della politica estera USA, ha continuato a tessere le fila di una politica estera complicata, che non ha mai visto quella "the end of the history" (fine della storia) che anni fa aveva teorizzato il pensatore neocon Francis Fukuyama.

Rimane il ricordo di un'epoca che vedeva la contrapposizione tra due blocchi, una guerra fredda tuttavia mai diventata calda. Kissinger, di origini ebraiche e nato in Baviera ma presto diventato americano, accanto a molti "successi" (quello della pace in Vietnam gli è valso il Premio Nobel per la Pace) ha varie cose da farsi perdonare: in primis certamente l'appoggio al golpe di Augusto Pinochet contro il legittimo governo di Salvador Allende in Cile (settembre 1973), per non dire di una certa interferenza nella politica italiana all'epoca del ventilato "compromesso storico".

Eugen Galasso

Domande sul sindacato in questa fase

Da tempo la "triplice" non marcia più di comune accordo.

Era successo prima dello sciopero indetto da CGIL e UIL di novembre, ma anche prima di alcuni scioperi estivi: la CISL di Sbarra si situa diversamente rispetto al governo e in particolare a Salvini, il "precettatore".

Viene da chiedersi: A) quale sia ormai l'"unità sindacale", in un'epoca in cui i sindacati godono di una credibilità scarsa; B) quale posizioni assumano, al di là di scaramucce interne, i rappresentanti della CISL contrari alla linea di Sbarra.

Eugen Galasso

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