Gilet gialli: si svelano le reali intenzioni e motivazioni dei promotori

Alain Finkielkraut, eminente pensatore della scena culturale europea e non solo, è stato aggredito in quanto pensatore di origine ebraica, il che è gravissimo.

Chi scrive è convinto che l'aggressione non sia stata dei "Gilets jaunes" nella loro totalità, ma da parte di elementi razzisti e dunque segnatamente antisemiti infitrati.  Ma il linguaggio usato è inequivocabilmente orribile e la scelta di usarlo costituisce un'offesa ai valori della Francia e della convivenza civile repubblicana in genere.

Un episodio su cui, da parte del movimento stesso, va fatta chiarezza, assolutamente, pena una decadenza nel maelstroem più folle di una confusione di segni dalla quale, in genere, nascono sempre scelte gravissime.

Paradossalmente, detto da chi non apprezza in alcun modo Emmanuel Macron, sembra quasi una trama ordita dallo stesso presidente attuale per screditare chi da settimane lo contesta in modo anche molto efficace.

Eugen Galasso

  • 0

L'accusa di "burattino" al Presidente del Consiglio Conte

Giuseppe Conte, premier italiano di compromesso, di "mediazione" se si vuol dire, tra Cinque Stelle e Lega, certo, in qualche modo, deve fare la sua parte, che certo non è la mia (come altri, mi auguro la caduta del governo e il rientro di Salvini nella coalizione a lui più congeniale).

Quanto a Guy Verhofstadt, esponente fiammingo dei liberali, che gli dà del burattino, mi vien da dire: A) Il gruppo liberale, come quello popolare e in piccola parte (rincresce dirlo) quello socialista, è responsabile della situazione attuale di austerity in Europa, con politiche cosiddette di rigore imposte a tutti i paesi europei. Vale dunque per lui il "si tacuisses, philosophus mansisses" (tacendo, rimarresti saggio) di buona memoria; B ) Qui, spiace ancora dirlo, do parzialmente ragione alla replica di Conte, che rimprovera agli eurocrati di essere dei burattini in mano ai poteri economici dominanti: C) Verhofstadt cita positivamente "De Gasperi, Moro, Andreotti, Craxi " (io toglierei i primi due....), Napolitano e ovviamente la sua amica Emma Bonino. Ora, questi ultimi due, proprio no, avendo Napolitano favorito il "golpe" anti-berlusconiano, che invece di condurre a nuove elezioni, ha portato alla nomina "motu proprio" di Mario Monti come presidente del consiglio imposto e la Bonino... lasciamo perdere, in quanto responsabile sempre del peggior liberismo; D) A Verhofstadt, fiammingo, viene da citare Jaccques Brel: "(les Flamands, che chiama "Flamingants" , che non è un complimento..., sottinteso) nazis durant les guerres et catholiques entre elles) "Nazisti durante le guerre e cattolici nel periodo intermedio"(da J.Brel, "LEs F....", 1977).

Eugen Galasso

  • 0

Il Venezuela fa gola per il suo petrolio

Qualcosa il materialismo storico ci ha insegnato, credo, ossia che, prima delle motivazioni ideologiche, religiose etc., la causa scatenante di molti conflitti è l'economia, dunque, nella fattispecie, il dominio sul petrolio, che in Venezuela è di qualità particolarmente pregiata, per cui gli USA (ma anche altre potenze) mirano al suo possesso/dominio.

Nell'attuale (per ora solo latente) conflitto venezuelano questa non è una "variabile indipendente" ma è più che verosimilmente la vera causa, il vero qui del contendere. 

Del resto lo specchietto per le allodole dell'esportazione della democrazia, fallace da sempre, ha dimostrato di essere quel che è, ossia, appunto, uno specchietto per le allodole: dal conflitto vietnamita in poi, ciò, nel Secondo Dopoguerra, dovrebbe essere ormai acclarato.   

Eugen Galasso

 

  • 0

Di Maio attacca la Francia "neocoloniale". Gli raccomandiamo la massima di Severino Boezio.

Premettendo che, da filofrancese (lo dico e lo scrivo da sempre) non amo Macron, anzi!, devo dire che ritengo sia stata una squallida e improvvida uscita quella del vicepremier e ministro 5 Stelle Di Maio, forse motivato anche dalla concorrenza con il più "movimentista" Di Battista (reduce dall'America Latina-perché non c'è rimasto?-vien da chiedersi), che accusa la Francia come potenza neocoloniale.

Tutti gli Europei hanno praticato il colonialismo e, per dirla tutta, Gran Bretagna e Spagna, ma anche Portogallo molto più della Francia; anche i perdenti della Seconda Guerra Mondiale, ossia Germania e Italia furono potenze coloniali, dove non si può dimenticare l'abbaglio coloniale che colse anche un grande poeta italiano, socialista, Giovanni Pascoli, che scrisse il famoso testo in prosa (discorso in origine) del 26 novembre 1911 in favore dell'intervento militare in Libia.

Di Maio, che con questa uscite, volte a contenere il "separato in casa" (più radicale) Di Battista e lo scomodo alleato Salvini, rischia di essere dannoso, persino pericoloso (i rapporti commerciali - con le loro conseguenze anche occupazionali -, e non solo quelli diplomatici con la Francia, rischiano di divenire minimi, penalizzati oltre a tutto anche dall'irrisolta questione della TAV): a Di Maio la raccomandazione che dovrebbe tenere a mente il famoso detto di Severino Boezio (nel "De consolatione philosophiae"): "Si tacuisses, philosophus mansisses" ("Tacendo, rimarresti sapiente")... Eugen Galasso

  • 0

Di Maio attacca la Francia "neocoloniale". Gli raccomandiamo la massimo di Severino Beozio.

Premettendo che, da filofrancese (lo dico e lo scrivo da sempre) non amo Macron, anzi!, devo dire che ritengo sia stata una squallida e improvvida uscita quella del vicepremier e ministro 5 Stelle Di Maio, forse motivato anche dalla concorrenza con il più "movimentista" Di Battista (reduce dall'America Latina-perché non c'è rimasto?-vien da chiedersi), che accusa la Francia come potenza neocoloniale.

Tutti gli Europei hanno praticato il colonialismo e, per dirla tutta, Gran Bretagna e Spagna, ma anche Portogallo molto più della Francia; anche i perdenti della Seconda Guerra Mondiale, ossia Germania e Italia furono potenze coloniali, dove non si può dimenticare l'abbaglio coloniale che colse anche un grande poeta italiano, socialista, Giovanni Pascoli, che scrisse il famoso testo in prosa (discorso in origine) del 26 novembre 1911 in favore dell'intervento militare in Libia.

Di Maio, che con questa uscite, volte a contenere il "separato in casa" (più radicale) Di Battista e lo scomodo alleato Salvini, rischia di essere dannoso, persino pericoloso (i rapporti commerciali - con le loro conseguenze anche occupazionali -, e non solo quelli diplomatici con la Francia, rischiano di divenire minimi, penalizzati oltre a tutto anche dall'irrisolta questione della TAV): a Di Maio la raccomandazione che dovrebbe tenere a mente il famoso detto di Severino Boezio (nel "De consolatione philosophiae"): "Si tacuisses, philosophus mansisses" ("Tacendo, rimarresti sapiente")... Eugen Galasso

  • 0

Colombia: una strage che passa inosservata

L'attentato alla Escuela Nacionàl de Policia Santander a Bogotà, notoriamente capitale della Colombia, con 21 morti e 68 feriti, sembra non interessare, se non marginalmente, i media italiani (ma lo ha ricordato all'Angelus papa Bergoglio, latinoamericano).

  • 0

Gli appoggi curiosi del terrorista Battisti

Cesare Battisti, che usurpa il nome del patriota socialista trentino della prima guerra mondiale suo omonimo, è in realtà - anche per la sua appartenenza ai "PAC"(proletari armati per il comunismo), gruppo meramente terrorista - un "pesce piccolo", ma interessante.

Sostanzialmente privo di ideali politici, che nel corso degli anni si è attribuito (ma non è "comunista", come rilevano i più intelligenti e onesti tra i siti dell'estrema sinistra), questo "piccolo uomo" (vedasi l'opera omonima di Wilhelm Reich "Ascolta, piccolo uomo") ha goduto di appoggi curiosi, da Bernard Henry-Levy, che certo comunista non è (anzi le sue opere, tra quelle dei "nouveaux philosophes" d'un tempo, sono le più anticomuniste), a François Mitterand (socialista assolutamente a-comunista, che però, in nome della "legalità repubblicana", ha voluto difenderlo) a madame Bruni, signora Sarkozy, a Fred Vargas, scrittrice di romanzi noir poetici e archeozoologa, a Vauro, il disegnatore satirico comunista a Roberto Saviano, che credo non conosca il significato del comunismo, ma solo quello della camorra, a Gabo (Gabriel Garcia Marquez), forse colto da un"momentary lapse of reason"...

Lo scrittore di gialli e forse d'altro (non mi prenderò la briga di leggerli, ritengo) appare oggi contrito, stanco, si dichiara "malato", forse in attesa di (speriamo improbabili) sconti di pena...

Eugen Galasso

  • 0

Quanti possibili spunti per una crisi del governo giallo-verde! Succederà?

Alcuni "segnali" lanciati dal governo, o meglio, all'interno dello stesso, sembrano essere, se non anticipatori di una prossima crisi (ma non sappiamo...) di qualcosa che avverrà: A) L'accoglienza dei "migranti" non trova concordanza totale tra le posizioni di Salvini e quelle dei "Pentastellati"; B) Tempi e modalità di assegnazione del "reddito di cittadinanza" creano ulteriori problemi tra i due partner governativi; C) TAV-No TAV: questo il dilemma, che verrà rifoncolato dalla manifestazione di sabato, a cura della Lega, a favore della TAV, ovviamente, contro la quale invece i Cinque Stelle si spendono; D) La questione "legalizzazione della cannabis", antico progetto pannelliano, non è detto sia "nulla"... potrebbe essere un elemento che potrebbe innescare la crisi....anche se non subito.

Eugen Galasso

 

  • 0

Decreto sicurezza al di fuori della tradizione culturale italiana

E' mai possibile che un paese di grande tradizione culturale e politica come l'Italia (certo molto "decaduta", negli ultimi tempi), che ha prodotto Dante, Machiavelli, Vico, Croce, Gramsci, Turati, Salvemini, Nenni, Craxi, non sia in grado di realizzare un decreto sicurezza che concili la stessa con lo spirito umanitario-sociale?

Certo che i sindaci e gli amministratori locali che oggi sfidano il decreto legge si pongono al di fuori delle regole anche costituzionali, salvo, certo, un possibile appello alla Corte Costituzionale.

Eugen Galasso

  • 0

La cialtroneria di Leoluca Orlando

Uno dei personaggi più perniciosi della politica italiana è certo Leoluca Orlando, attualmente sindaco di Palermo: capace di cavalcare la tigre, sempre, da quando era della sinistra DC, alla Rete "acchiapolli" e cavalcante la Tigre di quella colossale e discutibile operazione che fu "Mani Pulite" (a Bolzano della Rete ne sa qualcosa l'attuale Sindaco Caramaschi).

Fanaticamente antisocialista, ma anche nemico personale di Giovanni Falcone - vero corifeo (e purtroppo anche vittima) della lotta contro la Mafia, a differenza di Orlando - poi "margheritino", successivamente nell'Italia dei valori, ora rieletto con una coalizione di sinistra a Palermo, che, dopo aver osteggiato Falcone, ha a suo tempo sostenuto Rita Borsellino.

Il personaggio Orlando, che dovrebbe mangiare (certo non è degno del profeta) un dizionario italiano, che ora è in prima fila contro "il Decreto immigrazione", che non è razzista, anche se credo che sia "emendabile" in vari punti, manifesta con questa sua operazione politica ancora una volta la sua cialtroneria, nel porsi in pole position su una legge varata dal Parlamento, controfirmata dal Presidente della Repubblica e sostenuta da molti elettori non solo (è bene dirlo) della Lega.

Eugen Galasso

  • 0
Subscribe to this RSS feed