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Vediamo di capire il perchè della crisi venezuelana

L'atteggiamento dei media internazionali rispetto alla crisi in Venezuela è "curiosa": da un lato negli States tutti schierati contro Nicolas Maduro Moros, anche se criticano Donald Trump, in Europa qualche differenza esiste, con vari apologeti (ma c'è Aldo Grasso, studioso di TV, che attacca gli stessi, definendo tout court Maduro un dittatore), mentre la situazione sembra essere più complessa.

Al potere attuale (quello che si dice "chavista"-"bolivariano) c'è una nuova élite militare, con una parte del proletariato chavista ancora fedele a Maduro, che tende alla dittatura; dall'altra un'opposizione frazionata e frastagliata, dove la vecchia alta borghesia, appoggiandosi agli States e ad altri paesi, anche latinoamericani, cerca di accerchiare il potere, per ritornare dov'era. Rivalità tra bande, come dice qualcuno, dove golpismo e caudillismo sono sempre dietro l'angolo... Putschismo, contro-putschismo (o di segno leggermente diverso), comunque il Venezuela è da almeno un anno in una situazione terribile, creata paradossalmente da Maduro ma anche dai suoi antagonisti...

Eugen Galasso

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Venezuela: il fallimento politico economico del Presidente Maduro

L'esperienza del Venezuela presieduto da Nicolàs Maduro Moros (successore designato di Chavez, scomparso ormai tre anni e mezzo fa), appare sostanzialmente catastrofica: in tre anni il paese si è paurosamente impoverito, vi è in atto una vera e propria guerra civile (non mascherata, ma reale), con morti e feriti.

Chi scrive non esclude che tra gli oppositori ci siano forze di estrema destra, più o meno avallate (o sostenute) dalla CIA o da altre organizzazioni consimili, ma l'esito dell'"amministrazione Maduro" non è comunque in alcun modo "giustificabile": Maduro, che oltre a tutto sembra sia Colombiano (in America Latina, anche nei paesi "di sinistra", il nazionalismo è sempre stato fortissimo - Peron e i peronisti in Argentina, Castro, Fidel e Raùl a Cuba etc.), ha iniziato male (facendo sparare su un gruppo di studenti) e ha proseguito peggio, con le conseguenze che vediamo... ogni giorno, oltre a tutto...

Un vero disastro, politico (caudillismo verso le opposizioni), economico, sociale, con il cibo che non si trova, l'energia elettrica razionata (assurdo in un paese come il Venezuela, uno dei principali produttori di petrolio al mondo) mentre Maduro e i suoi, orientati ad imporre una Asamblea Nacionàl Constituyente, sanzionata dal referendum (blindato, se non proprio "truffa"), si barrica verso l'esterno, ricorrendo alla repressione poliziesca e militare (quasi solo i militari appoggiano il suo governo).

Eugen Galasso

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L'Alto Adige davvero superiore in efficienza al resto delle regioni italiane?

Non avendo più molta esperienza di Suedtirol/Alto Adige, mi stupisco sempre. Stamattina da Bolzano mi recavo a Merano: partenza alle 10 e 1 minuto, arrivo oltre le 12 e 20. A un certo punto, poco dopo Terlano, il treno rallenta andando meno che a passo d'uomo, nessuna informazione (il controllore parlava l'italiano, a malapena qualche parola de todésc, alla faccia del bilinguismo). A Gargazzone annunciano un quarto d'ora di ritardo, pur se il ritardo vero era già di molto superiore - annuncio, tra l'altro, solo in lingua italiana, in barba ai turisti germanici e di lingua tedesca presenti. Poi, finalmente, tutti/e devono scendere dal treno e attendere un autobus, pienissimo-un disastro, stipati come uova (marce?) - personalmente da 2 anni e mezzo sono invalido al 67%, con il rischio di aumentare ulteriormente la percentuale di invalidità...

Mi domando perché questo disservizio enorme su treni da anni computerizzati, e c'è da chiedersi perché poi si senta sempre esaltare (in statistiche, spesso truccate) il Suedtirol/Alto Adige verso l'incivile italia. In regioni come il Veneto, la Lombardia, l'Emilia, la Romagna (due regioni distinte, nonostante l'accorpamento voluto dal fascismo, anzi proprio dal romagnolo Mussolini), la Toscana (quelle che conosco e frequento) le risorse finanziarie sono più scarse, ma generalmente (so che non si può generalizzare) maggiore è la cortesia, la volontà di informare e di aiutare i passeggeri. Idem nel Trentino.

Che cosa dirà il Kaiser (solo formalmente non più dominante) Luis Durnwalder, il politico pusterese per il quale a nord di Mezzocorona tutto va bene?

Eugen Galasso

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I profughi fanno litigare nel PD bolzanino

Leggo il dibattito a distanza su"L'Alto Adige" tra Ubaldo Bacchiega (meglio: la replica di Bacchiega a Della Ratta) e Claudio Della Ratta, entrambi consiglieri comunali PD (o ex, per Bacchiega, come mi pare, ma non conosco bene la situazione bolzanina attuale). Toni esasperati, come rileva il direttore del quotidiano, Faustini, con, direi, alcuni punti da evidenziare: non credo (e spero che non lo faccia mai) che Della Ratta, comunque socialista, voglia aderire a "Casa Pound", ed è un fatto che il problema degli extra-comunitari non è di per sé "spaventoso" in zona, ma la mendicità molesta è diventata insopportabile in città, complice il pietismo di matrice clericale-cattolica. Il pietismo protestante quasi non esiste più, quello cattolico alligna, invece.   Eugen Galasso      

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Legami con nazismo e fascismo: in Alto Adige-Suedtirol sono ancora un problema

Quando si legge (solo occasionalmente a Bolzano) che 30 "bad boys" sudtirolesi partecipano ad una manifestazione neonazista in Germania, comunque all'estero, è la conferma del fatto che neo-nazismo e neo-fascismo sono ancora un problema in Alto Adige/Suedtrol. Anche altrove, ma qui più che altrove (è dimostrata la presenza di Sudtirolesi tra i nazisti più fanatici come kapò e aguzzini vari durante l'epoca in cui il nazismo dettava legge e spargeva la morte in tutto il mondo). Vigilanza sempre e osservanza stretta delle leggi esistenti, almeno.

Eugen Galasso.

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Renzi spiazza amici ed avversari.

Chi l'avrebbe detto, il "ragazzotto di Rignano"? Invece è proprio lui, il "rottamatore" (ora 2.0) a fare il "Florentin", il machiavellico-machiavelliano: un colpo al cerchio, guardando a destra ("Aiutiamoli a casa loro", Salvini-style, pur se con i dovuti distinguo...) e uno alla botte, verso sinistra: sarà pure per intromissione-volontà di una persona più colta del partito, come Emanuele Fiano, ma la "tirata" antifascista, di per sé anche opportuna (ma la Costituzione è di per sé antifascista, le leggi ci sono, non sarà omissione la situazione attuale, in cui neo-squadracce nere operano?) come l'altra appare semplice volontà di riguadagnare voti perduti...

Furba, la mossa di Renzi, oltre a tutto in un momento abbastanza (ma non è ancora agosto) "calmo", quando il suo libro, stra-pubblicizzato, non è ancora uscito, anche se sono vari stralci pubblicati qua e là...

Che fosse abile, lo sapevamo; che riesca a spiazzare tutti o quasi, anche, ma non così compiutamente.

Eugen Galasso

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Migranti: nessuna politica europea

Un'Europa disunita, nonostante sostanzialmente vuote dichiarazioni di principio. La questione "Migranti", ormai, non tocca più l'Europa nel suo complesso (quando dovrebbe essere il mondo a occuparsene, non la sola Europa) ma  finisce per dipendere dalle decisioni dei singoli Stati  e i risultati si vedono, con minacce da tutte le parti, scaricabarile, varie altre cose...

Una storia che si ripete, purtroppo, senza tregua e non approda a nulla, favorendo (almeno potenzialmente) soluzioni semplicistiche da "noi abbiamo ragione" o da "fuori tutti" o invece di tipo "Accogliamoli tutti", senza poi offrire loro alcuna garanzia...

Quanto avrebbe potuto /dovuto fare l'ONU ricade ora sulle spalle dei singoli paesi e nel modo meno intelligente e più influenzato dalla fretta di risolvere il problema...  

Eugen Galasso 

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Ballottagio elettorale nei Comuni: il PD perde, ma forse perde Gentiloni

Ballottaggio elezioni amministrative. Non elezioni politiche, d'accordo, ma almeno nelle città o nei grossi centri il riflesso nazionale c'è e dunque, cadute forse le ideologie (?Non per tutti, peraltro), ma non le formazioni politiche, se non i partiti (i 5 Stelle sono più un movimento, una formazione, che un vero partito), la sonora sconfitta del "centro-sinistra" (formula ormai vetusta, peraltro) a favore del centro-destra (con la presenza determinante della Lega, unico partito ancora con un'ideologia forte quale il "sovranismo") in città come Genova, Pistoia e nella "Stalingrado d'Italia" Sesto San Giovanni vorrà pure dire qualcosa...

Ma in TV nel commento di prima mattina un esponente PD (ma un tempo era ben più a sinistra....) come Gennaro Migliore ("Il Migliore" era l'appellativo con cui veniva chiamato Palmiro Togliatti per chi ha un po' di memoria storica, nlla nostra epoca ci tocca questo Migliore) non sapeva come minimizzare la sconfitta, che, a parere di chi scrive, non è neppure da addebitare del tutto a Renzi, quanto piuttosto all'inetto presidente del Consiglio attuale, che si chiama Gentiloni...

Eugen Galasso

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Helmuth Kohl fece l'Europa. Ma non questa Europa.

La morte di Helmut Kohl, ad 87 anni (gli ultimi anni in sedia a rotelle) segna l'uscita di scena di un leader tedesco ed europeo di notevole spessore, autore (non da solo, certo!) della riunificazione tedesca, ma ben lontano (in barba a chi parla di continuità Kohl-Merkel) dalle posizioni di estrema destra "calmierata" di Franz Josef Strauss, leader della CSU (Christliche Soziale Union, ala cristiana sociale, federata con la CDU, de facto solo cattolica e bavarese quando è ben noto che in Germania, specie dopo la riunificazione, i cattolici sono una minoranza). 

Strauss fautore del "Freistaat Bayern", grande amico del pantirolismo, ha fondato e diretto per anni un partito che è il principale responsabile della crisi greca, italiana e non solo, in Europa, in specie per opera in questi anni recenti di Stoiber, suo successore (ora eurocrate, non a caso) e fautore delle speculazioni bancarie degli anni Duemila che hanno portato ad un'Europa in crisi e profondamente ingiusta.

Nulla di tutto questo nei disegni di Kohl, mentre la Merkel ha fatto sue (tramite Schaueble, ministro delle finanze) il peggio di Struass e della CSU...

Eugen Galasso

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Radici cristiane nel nuovo Statuto altoatesino: ecco un (sospetto) consenso

Anche Elena Artioli vuole le radici cristiane nel nuovo Statuto di Autonomia sudtirolese, accodandosi alla richiesta di Ivo Muser, vescovo locale. Calcolo politico o conversione sulla via di Bressanone? Chi lo sa, ma il trasformismo della esponente politica in questione è noto e non fa più specie. Se si parla di politici "per tutte le stagioni", Artioli è certamente della partita, visto il suo iter di gimkana politica.

Eugen Galasso

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