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Divisioni nelle commemorazioni del 25 aprile

Ogni 25 aprile, da qualche anno, anzi da vari anni, divisioni e polemiche: ora è il turno della "Jewish Brigade" (Brigata Ebraica) che, con motivazioni certo non banali, non sfila con l'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, per la presenza di componenti palestinesi, quando a suo tempo il Gran Muftì (leader religioso islamico) Amin-Al-Husseini collaborò con l'orrore hitleriano.

Cose del passato? No, è un passato gravido di implicazioni nell'oggi e sull'oggi. Questioni solo simboliche? I simboli sono elementi costitutivi della e nella nostra vita, fondanti la vita stessa e non si possono rimuovere come acqua fresca...

Questioni da chiarire, pena un prossimo 25 aprile denso di contraddizioni più insanabili che mai. La colpa non è dell'ANPI tout court, ma indubbiamente di alcune sue componenti, che negli ultimi tempi si sono "radicalizzate", come ormai ben noto.

Eugen Galasso

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Come essere ragionevolmente antigrillini?

Lungi da me voler difendere Grillo e i suoi, che ritengo anche politicamente nefasti, in qualche misura, ma condivido in complesso il testo di Claudio Martelli (negli anni Ottanta girava la battuta: "Nietzsche filosofeggiava con il martello, il PSI con Martelli) nel "Quotidiano Nazionale" di sabato 8 aprile (più precisamente nel supplemento "Il Piacere della lettura", a pagina 4): che il movimento diffonda superstizioni e assurdità è vero, ed è vero che diffonda idee e prese di posizione spesso contro il progresso scientifico (esempio tra i più noti e netti :i vaccini provocherebbero gravi malattie-una sciocchezza senza fondamento, una sciocchezza indimostrabile-i casi di intolleranza sono pochi e conosciuti quasi sempre in anticipo). D'altro canto su altro, per esempio la "decrescita felice", ci sarebbe da riflettere, invece, credo: una crescita zero sarebbe pura follia, è chiaro ad ogni persona, mentre una riduzione ragionevole dei consumi potrebbe, invece, avere un senso, purché venga realizzata rispettando tutti/e.

C'è però una considerazione generale che si fa e che faccio per poter raggiungere il risultato di un efficace contrasto alla politica dei 5Stelle: un attacco frontale a Grillo ed ai 5 Stelle è produttivo o è meglio stanarli su questioni specifiche e anche complessive, ma di volta in volta?

Credo sia quest'ultimo il modo migliore per essere "ragionevolmente antigrillini".

Eugen Galasso

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Gli USA bombardano le truppe di Assad, per ritorsione al bombardamento di civili con il gas

Come sempre tutto avviene di notte, "Bei Nacht und Nebel", si dice in tedesco (con fulmini e sotto la nebbia): l'azione degli USA di Trump contro la Siria (unilaterale, questo è certo, mentre non si capisce se la Russia sia stata informata) dimostra ancora una volta: A) L'eventuale (ma questo è da valutare) arroganza imperialistica del "poliziotto del mondo"; B) La totale assenza-inefficacia dell'ONU, ormai ridotto a un "ente inutile", che si trova a ratificare, "à faits accomplis", ossia ex post, dopo i fatti, quanto appunto avviene, senza alcuna capacità di prevenire, discutere con potere di veto etc.; C) La totale assurdità dell'"Unione Europea" attuale, assente se non con interventi improvvidi dalla scena internazionale, che sulla Siria e Assad ha espresso pareri contraddittori e comunque inefficaci, un'Unione Europea è ormai solo-praticamente è così-un comitato d'affari; D) Il tutto potrebbe, paradossalmente, rafforzare l'ISIS-IS, da sempre acerrimo nemico della Siria di Assad. Assad che agisce come un criminale, perchè altro non è chi usa i gas per far fuori civili (ma non da meno se fossero militari) (ndr).

Eugen Galasso

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Nella trasmissione Agorà si parla di Alto Adige/Suedtirol con molta superficialità

Nella trasmissione del 28 marzo di "Agorà", la trasmissione-talk show politico di "RAI 3", il sondaggista Finzi ha parlato del "Sudtirolo" (solo successivamente ha detto "Alto Adige") come di una provincia (o regione, ormai?) quasi soddisfatta (al 50%, peraltro) dei propri politici (consiglieri provinciali, assessori etc.), pur se notoriamente strapagati nelle regioni a statuto autonomo.

Tre considerazioni mi sembrano doverose da fare al dott. Finzi: A) in Suedtirol/Alto Adige una protesta c'era stata, ma è stata messa a tacere. La popolazione di lingua tedesca è comunque fin troppo fedele alla SVP, ritenendola depositaria del compito della difesa "etnica", quindi dimentica/vuol dimenticare anche gli scandali che pure hanno attraversato anche i politici SVP e della sinistra (centro-sinistra, meglio, leggi PD) che l'appoggia; B) la statistica non tiene conto della popolazione di lingua italiana, in specie quella che si riferisce politicamente al "centro-destra", che invece ha notoriamente una posizione critica; C) Nonostante le critiche alla SVP da parte dei "Verdi" langeriani (ora diversi, però..., di langeriano ...), di quelle più efficaci che fino a un paio di decenni fa venivano da parte di SFP e SPS (i riferimenti della socialdemocrazia austriaca in Alto Adige), ora vale solo (nel senso che viene evidenziata) la critica della destra pantirolese, che la SVP deve inseguire per non perdere voti...

Eugen Galasso

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Toponomastica: che fa la SVP perchè si abbia fiducia che applicherà con correttezza la nuova norma di attuazione?

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Nuovo PSI di Bolzano a commento delle vicende legate alla nuova norma di attuazione sulla toponomastica in fase di discussione.

Anche a proposito della toponomastica, come sempre nella vita, è dimostrare la volontà di fare una certa cosa che conta, non le parole.
Ciò sta a dire che, avere fiducia in una applicazione corretta della norma di attuazione sulla toponomastica da parte degli esponenti della SVP dipende non dalle parole ma dai fatti che quel partito realizza.
La certezza della volontà della SVP di essere rispettosa anche del gruppo italiano verrebbe se questa desse indicazione a tutti i suoi aderenti, a cominciare da Sindaci, assessori, responsabili di associazioni, funzionari comunali e provinciali, che il partito ritiene giusto che tutta la segnaletica che viene esposta al pubblico debba essere comprensibile dalle persone di entrambi i gruppi linguistici e che a tale indicazione ci si debba attenere nel formulare le regole e nel farle rispettare.
Non si tratta quindi tanto di rispettare 8000 nomi bilingui di località, quanto di applicare nella vita di ogni giorno in tutte le località della provincia un concetto semplice: avere rispetto degli altri che devono avere la possibilità di capire nella propria lingua dove sono i servizi e le opportunità destinate al pubblico di cui possono aver bisogno. E’ quello che adesso non succede in tutti i centri abitati della nostra provincia.
Queste forme di rispetto aiutano a superare gli ostacoli alla convivenza prima e di più di una norma di attuazione.

Nuovo PSI Bolzano

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Gli incontri del centro destra Altoatesino: gettate le basi di un rilancio politico?

Negli ultmi anni, da elettore del centrodestra, ho uno smarrimento totale ed uno svuotamento completo dei valori che contraddistinguevano una classe politica locale (lasciamo perdere il livello nazionale). Erano anni in cui il centrodestra orientava il governo della provincia, e grazie a questo si facevano politiche incisive, nei confronti dei cittadini vi era rispetto, se ne ascoltavano le esigenze, e le proposte.

Da ormai due legislature siamo in un fango, un immobilismo, con una SVP in metamorfosi ed un PD invertebrato. In tutto questo, la deflaglazione del centrodestra locale, con lotte intestine, ha dato il colpo di grazia all'opposizione. Risultato? Un governo provinciale che non ha il coraggio di decidere, con tanto fumo e riforme abbozzate portate avanti con risultati scarsi, per non dire pessimi, come la riforma sulla toponomastica e la non riforma sulla scuola italiana.

Nel marasma politico locale i cittadini sono costretti a barcamenarsi tra lavoro, tasse, spese, e la vita quotidiana, senza una speranza che, dopo anni di crisi, di tagli e di riduzioni di spesa, arrivi il momento della ripresa, non solo economica, ma anche di intenti, di programmi e di visioni: una visione nel futuro, con programmi e proposte a breve termine per venire incontro alle esigenze immediate, e con delle strategie lungimiranti per assicurare lo sviluppo futuro.

Oggettivamente, l'unico punto di sviluppo futuro in campo è il NOI, il parco tecnologico in fase di costruzione, dove la ricerca aziendale e la ricerca, se correttamente incentivate dalla politica, potranno dare uno sbocco alle future generazioni e divenire calamita per le aziende che possono venire qui, a creare lavoro, dal sud (dopo Salorno) e dal nord (oltre Brennero).

Tornando allo squasso politico, la serata organizzata sabato 25 febbraio dal Circolo "il Nibbio" di Bolzano è stata una vera e propria novità, che da anni non si vedeva sulla scena politica. Messi da parte odii e rancori, una buona parte del centrodestra (che alle comunali di Bolzano aveva proceduto diviso) si è reincontrato per gettare le basi di una confederazione o di una unione del centrodestra, partendo in primo luogo da un programma! Avete letto bene, un programma, i valori, gli ideali, e le battaglie che per anni sono state il tratto distintivo del centrodestra. Io sono convinto che ripartire da ciò che unisce, parlando e ragionando sul concreto delle tematiche, sarà sicuramente l'elemento che porterà al successo, e garantirà il collante che si è ricercato durante la serata.

Altre serate tematiche saranno organizzate e con piacere vi prenderò parte, perche fermamente convito della possibilità di ricreare quella comunità che, a squarciagola grida e sta cercando una forza politica, non populista, non estremista, ma concreta, la quale con serietà e coerenza faccia proposte comprensibili da parte della cittadinanza. Ma, naturalmente, serviranno delle iniziative politiche, e non solo culturali, nei prossimi mesi per far maturare dei risultati concreti e per costruire un rapporto corretto ed equilibrato tra le varie componenti. 

Non mi pare, invece, serva a raggiungere risultati positivi l'atteggiamento preso di fronte a questi primi passi di dialogo da parte di alcuni esponenti dell'area politica del centrodestra, proprio nel momento in cui si è dato inizio ad un percorso che può portare all'unità. I problemi tra le persone ed i rapporti arrugginiti, per il bene comune della comunità, devono essere superati. Lo chiedono gli elettori, lo chiede il buon senso.

Nicola Lageder
socio fondatore di Alleanza per l'Alto Adige

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Avviato il confronto nel centro-destra bolzanino

La serata organizzata dall'associazione "Il Nibbio" sulle prospettive del "Centro-Destra che vorrei" ha visto notevole interesse, interventi di qualità da parte dei relatori (sollecitati, più che "intervistati" dal dott. Pugliesi, giornalista) e da parte di vere relazioni "impreviste" provenientii dalla parte del pubblico (Janes, Borin, tra i più attivi e facondi). Mancavano per ragioni personali alcuni dei protagonisti di questa area politica, ma il dibattito è stato ugualmente positivo.

Nessuno, da Lillo a Urzì, a Christian Bianchi, sindaco di Laives ad altri, compresa la pochezza di chi scrive questa nota che, lavorando fuori Bolzano "buca" ahimè!, qualche informazione e qualche notizia, ha sottaciuto le difficoltà, anzi vigorosamente evidenziate. Ma rimangono, in particolare per Urzì, che si dice "ottimista", vari spazi per far sentire la presenza italiana anche nell'ambito provinciale, pur se la situazione attuale (si pensi a toponomastica, scuola, ospedali e in specie primariati, ma sono solo alcuni esempi, pur se molto rilevanti...) non sembra essere delle più rosee.

Presa d'atto degli errori e delle défaillances del passato soprattutto recente, ma non "scetticismo integrale" o pessimismo incondizionato (salvo pochi interventi) da parte di chi ha partecipato attivamente a un convegno comunque interessante, che dimostra, a differenza di quanto si sostiene a sinistra, che il centro-destra (o "destra", ma anche qui una ridefinizione terminologica non appare peregrina...), anche localmente, è molto vivo ed ha la capacità, magari spesso interrotta, di ripensarsi e di imparare dalle esperienze negative.

Nel mio intervento a nome del Nuovo PSI  ho potuto "portare", ossia esporre, per motivi di tempo e di irruenza oratoria di altri, solamente due argomenti: A) la sicurezza, peggiorata notevolmente a Bolzano (penso all'accattonaggio molesto, che è nell'esperienza comune di tutti i cittadini, superiore a città anche notevolmente più dense di popolazione, inclusi i migranti ma ci sarebbe da dire molto del vagare a vuoto di profughi - segno del'incapacità di incanalare opportunamente queste persone in attività utili alla società che li sta aiutando - o ancora del senso di insicurezza di molti in molti punti dela città, a conferma del degrado in cui è precipitata la città di Bolzano, cosa negata solo da chi non vuole vederlo); B) lo stacco ideale rispetto a "Casa Pound", peraltro presente notevolmente al convegno, stacco ideale che non implica l'esclusione di momenti di convergenza possibile su singoli temi.  Ma su Casa Pound il discorso è decisamente più ampio e complesso, e lo svilupperemo in un intervento apposito.

Come socialisti siamo davvero poco interessati a dibattere sulle persone e sulle cose che tizio o caio affermano. Ci interesa davvero molto di più discutere dei problemi veri della nostra società e delle soluzioni che possono essere adottate per risolvere i punti di crisi. In questo noi crediamo che dovrebe concentrarsi il Centro-Destra se vuol tornare ad essere interessante per l'elettorato. Insomma: meno chiacchiere e più fatti! Per questo avrei voluto, se il tempo l'avesse consentito, insistere su altri tre punti: A) E' vero che molti governi nazionali sulla questione "Alto Adige/Suedtirol" sono stati latitanti o pavidi (anche perché spesso i voti della SVP sono stati determinanti) ma questo non si può dire del governo del socialista Craxi, che pure ha rispettato sempre lo Statuto d'autonomia, che è stato fermo nella condanna degli estremismi nazionalistici ed etnicistici, come dimostrano varie sue prese di posizione (e la sua famosa frase che tutti ricordano: "la SVP è una colomba con gli artigli!"); B) la necessità di tornare a mettere al centro del ragionamento politico le questioni sociali e l'equità del welfare, spesso dimenticate a favore di un intervento di stampo moralistico solo a favore dei "migranti"; C) come ex-insegnante di tedesco-L2 nelle scuole superiori di lingua italiana a Merano e Bolzano in anni vari(anni ottanta) e anni 1999-2002 (dal 1985 ero docente di ruolo di scienze umane nei Licei di lingua tedesca) posso dire che l'apprendimento della L2 viene ad essere vissuto come un "obbligo necessario", quasi una coazione, mentre dovrebbe essere sentito da ogni persona come un arricchimento. Una forzatura indubbia di cui è "colpevole" una didattica imposta dalla Provincia, che ha scelto percorsi che l'hanno allontanata da una concezione didattica di tipo "sentita e partecipata". Un'altra osservazione a margine: ritengo che la tematica dei mistilingui (io lo sono) andrebbe approfondita, mentre semba trovare relativamente poco spazio, anche in convegni come questo. Ma qui si aprirebbe un discorso molto lungo...

Eugen Galasso

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PD: la scissione è fatta. Chi ne beneficia? i singoli che si vorrebbero tenere il posto in Parlamento? i cinque Stelle?

IL PD, dopo piccole emorragie (Civati, Fassina etc.), dove erano usciti personaggi di non grande seguito, ora perde Bersani, D'Alema, Enrico Rossi, governatore della Toscana, quasi certamente Vasco Errani, bersaniano, per 15 anni governatore dell'"Emilia-Romagna (dovremmo distinguere tra le due regioni, tra loro ben diverse, ma la forzata unificazione amministrativa, voluta dl Romagnolo-Predappio-Mussolini, perdura ancora...) e forse di altri, mentre, dopo dichiarazioni cariche di equivoci e di allusioni, rimane il governatore pugliese Michele Emiliano, personaggio decisamente "ondivago".

Sulla secessione non pesano solo motivazioni ideologiche (la presunta tendenza ultra-neoliberista di Matteo Renzi) ma anche personalismi, anche se si vorrebbe far credere il contrario... La "trattativa" tra scissionisti e Renzi, pare, riguardasse infatti i posti di capolista alle prossime elezioni, soprattutto dicono ...

D'Alema e Bersani non hanno mai amato il "ragazzotto" Renzi, ritenendolo inadatto al ruolo e hanno sempre detestato l'idea di venire spodestati. Non è quantificabile la dimensione delle "emorragie" a livello di voti, ma certo qualcuno seguirà i citati "dissidenti"; certo (sembra lapalissiano affermarlo) l'emorraggia di voti (elettrici-elettori) vale di più di quella di personaggi e personalità. Il trend in tutta Europa non è "di sinistra", quindi è difficile che i "compagni della scissione" intercettino il favore delle urne ma, come dimostrano sempre i sondaggi regolarmente "falsificati", non si sa mai...

Ed è su questo imponderabile che conta chi spera di far cadere il governo Gentiloni, programmaticamente solo di transizione e di andare presto alle urne... Speriamo che l'opposizione sfrutti con intelligenza e in maniera non "isterica" la possibilità dell'alternanza.

Eugen Galasso

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