Tolta la dicitura "Alto Adige". Scelta fintamente antifascista.

La decisione del Consiglio Provinciale di Bolzano, di abolire la dizione "Alto Adige" (decisione peraltro messa in dubbio dallo stesso "governatore", esponente comunque della SVP, partito cha ha votato e ratificato la decisione) è "Verfassungswidrig" (ossia incostituzionale) e anti-storica in quanto la dizione "Alto Adige"/Haut Adige risale a Napoleone, non al fascismo.

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Nessuna paura del Presidenzialismo

Da qualche giorno si sente riproporre la tematica della "repubblica parlamentare" contrapposta a quella "popolare" (e qui il discorso sarebbe lungo e forse non gradito a molti/e lettori/lettrici) e a quella "presidenziale", dove invece, a rischio di infastidire qualcuno/a (lo farei volentieri...) dirò che il tabù antipresidenzialista non dovrebbe avere più ragion d'essere, dato che il rischio di una dittatura para-fascista è ormai assurdo, dato che non potrebbe/non potrà verificarsi.

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testi situazionisti

Andrea Babini, che aveva già tradotto e commentato Raoul Vaneigem nella sua critica alla religione ("Disumanità della religione", Roma, Massari, 2016), un autore libertario belga, già vicino all'Internazionale Situazionista di Guy Débord, ha ora tradotto liberamente (ossia senza bisogno di interpellare l'autore, che peraltro rifiuta il copyright), questi "Scritti in situazione" (testo autoprodotto), raccolta di testi da un lato di un ex-situazionista, dall'altro nati situazionalmente, per commentare varie "situazioni", reperibili senza problemi su Internet.

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Conte ... "stai sereno" ...

Lo "scisma" di Matteo Renzi dal PD può voler dire varie cose: A) La volontà di ribadire la presenza cattolico-clericale nel PD, o favorendo l'uscita dei renziani dal PD o invece (più probabilmente) cercando di fare in modo che il partito si clericalizzi ancora di più (difficile, ormai, più "clericalizzato" di così...); B) indurre uno scossone politico complessivo, che privilegi i propositi di "modernizzazione" del "primo Renzi"(2013-2014), volendo "rottamare" etc.

A parte il fatto che i punti A e B non si escludono a vicenda, c'è ancora molto da dire e vedremo come e quando ciò che eventualmente "bolle in pentola" verrà fuori compiutamente. Non è possibile prevedere quali saranno le reazioni del governo e soprattutto come questa "minicrisi" del e nel PD potrà ripercuotersi sul governo. Da un lato Renzi rassicura lealtà al governo dove ha due Ministri e dei Sottosegretari, ma d'altro lato il presidente del consiglio "redivivo" e trasformista Conte è preoccupato, forse memore del famoso "Enrico, stai sereno" rivolto a suo tempo dal famoso "Matthew" a Enrico Letta...

Eugen Galasso

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Il governo nuovo parte in mezzo a molte perplessità

Il governo parte male, con il fardello di proposte diversissime tra Conte-Di Maio (ma saranno poi una vera coppia all'interno dei "5 Stelle"?) da una parte e il PD (ma quale? quello di Renzi o quello di Zingaretti?) dall'altra.

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Andrea Papi, "Anarchismo in divenire"

Andrea Papi, teorico e militante libertario, da decenni critico verso la sua provenienza storica (l'anarchismo), non riesce, a mio parere, a rinunciare del tutto alla negazione dello Stato, che invece oggi rimane l'unico argine allo strapotere dei mercati, delle richieste tipo "Ce lo chiede l'Europa", oltre che, soprattutto in Italia, all'individualismo anomico dei cittadini, che, se non obbligati, non farebbero nulla per l'interesse generale.

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Andiamo ad elezioni anticipate?

A mio parere, vista la crisi di governo, un "governo di scopo", "istituzionale", come lo vorrebbe l'ex-premier Matteo Renzi, che chiamo da sempre "il vate di Rignano" (ma qualcuno aggiunge maliziosamente una"r"), "ad vitandas electiones" (per evitare le elezioni) sarebbe un disastro, "peso el tacon che l'buso" (peggio la toppa del buco), in quanto i mercati ma anche i cittadini non attendono i tempi della politica, come dimostrano gli insuccessi (ed è espressione eufemistica) seguiti al governo tecnico di Mario Monti.

In realtà ogni "governo di scopo" è tecnico, in forma magari travestita. Ogni governo tecnico è sempre prono al peggio delle richieste della troppo santificata Europa. Meglio, dunque, le elezioni subito. E se ne "vadano in pace" coloro che non saranno rieletti... 

Una esperienza personale in merito a questo tema mi sembra istruttiva per tutti. Durante un breve soggiorno romagnolo, e parlo di Romagna vera-ossia non la Romagna marittima, non il divertimentificio della Riviera romagnola, ma Forlì e Forlimpopoli (ma a Firenze o a Verona le cose non stanno certo diversamente) ho capito che il clima politico, tra filo-salviniani e anti.-salviniani è molto teso, per non dire incandescente. Colpa certamente di Salvini, troppo succube della società dell'apparire, ma anche dei suoi oppositori, inclini a riduzionismi assurdi e antistorici. Salvini non è=Hitler, non è Francisco Franco y Bahamonde, non è Pinochet, anche se vari errori e una certa predisposizione all'avventurismo non giovano a nessuno.

Eugen Galasso

Certo che - seguendo gli organi di stampa - tutte le forze politiche affrontano questo momento guardando solo al proprio tornaconto. Oh si, si parla dei bisogni dell'Italia, ma in realtà chi vuole le elezioni lo fa per incassare i vantaggi che i sondaggi indicano (la Lega) o per fermare la discesa e ridare un ruolo alla nullità attuale (PD), per accodarsi al probabile vincitore e portarsi a casa dei risultati in termini di seggi e di posti nel futuro assetto di governo (FI e Fratelli d'Italia) oppure non le vuole per non finire più che dimezzati (i 5 Stelle). Insomma, una pena. Non si considerano le necessità del Paese in termini di necessità economiche (sulla legge di bilancio le banalità senza riscontro e controprova abbondano) o su come affrontare la crisi internazionale dovuta alla guerra dei dazi, o su come affrontare a monte la crisi delle migrazioni. Solo spot. E adesso solo spot elettorali. (n.d.d.) 

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Mani Pulite, scomparso la guida dell'inchiesta, il magistrato Borrelli

Con la morte avvenuta qualche giorno fa di Francesco Saverio Borrelli si chiude, simbolicamente, la lunga stagione dell'inchiesta di "Mani Pulite" collegata alla cosiddetta "Tangentopoli" degli anni '90, i cui strascichi, invero, si prolungano ancora.

Non da ultimo all'interno della magistratura stessa, dove si è scoperchiata una pentola in bollore da anni ormai, con procuratori che risultano accusati di aver aperto indagini "a richiesta" contro qualcuno a fronte di lauti pagamenti, di giudici che, sempre per denaro, hanno aggiustato sentenze, incarichi in questo e in quel Tribunale attribuiti per "fratellanza correntizia" dopo maneggi vari in sede di CSM. (ndd)

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