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acqua

Brutta intervista di Kompatscher sull'elezione di Kurz

Vergognosa, direi (mi assumo la responsabilità di quanto scrivo) quanto afferma in un'intervista a Francesca Gonzato (in A.Adige, 17 ottobre 2017, p.17), il neogovernatore (ormai neppure neo, 3 anni e mezzo di carica, già) Kompatscher, per la rincorsa che la SVP compie verso la OEVP (partito popolare austriaco), guidato dal giovane (fisiognomicamente sembra, insomma, un pochino idiota, ma...) Schulz, decisamente in combutta (o almeno occhieggiante al) con il neo-nazista Strache (non populista ma proprio neonazista).

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In Austria vince Kurz

Quando in Germania o in Austria, in genere nei paesi di lingua tedesca, vince la destra, tremo... Da conoscitore dell'Austria per origini familiari, studi a Innsbruck e altro (sono anche in parte di origini ebraiche), la vittoria attuale del neo-cancelliere Kurz (che un'analisi fisiognomica non premierebbe-sembra un giovane "imbecille felice") democristiano decisamente spostato verso i neo-nazi (mai successo, finora), come poi l'avanzata-finora-irresistibile del maledetto (senza virgolette) Strache, neo-nazista targato, erede ancora più insidioso del mai compianto Haider, sono esterrefatto - roba da non mettere più piede nell'Austria certo per ora mai più felix per anni, salvo per il funerale di un parente ...

Per qualche riflessione nel merito di questo passaggio politico austriaco ne parleremo più tardi!

Eugen Galasso

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Si fronteggiano due leader: Berlusconi e Renzi

Forse sarebbe ora di tenerne conto: nei due blocchi (centro-destra versus centro-sinistra) ci sono due leader: Silvio Berlusconi, 81 anni compiuti e certo non "mal portati" (anzi), un leader che, nonostante varie traversie, è rimasto tale, non trovando e non cercando (non volendo, diremmo) eredi e successori (Alfano si sa che fine aveva fatto, quando fu liquidato con quel terribile "non ha il quid"..., pur se è riuscito, finora, quasi "per miracolo" a "riposizionarsi"), Matteo Renzi, che è poco più che quarantenne, ma è riuscito a governare per quasi 3 anni (2 anni, 9 mesi e 20 giorni per l'esattezza, comunque un record, in Italia, anche se, certo, è molto meno di quanto non sia riuscito a fare Berlusconi, che anche nel suo quarto governo ha comunque totalizzato 3 anni e mezzo superati di qualche giorno, dopo che il suo secondo governo aveva realizzato la lunghezza massima di un governo repubblicano) e che ha vinto prebiliscitariamente, con percentuali bulgare, le "primarie" del PD (certo discutibili, ma questo è un altro problema).

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SVP: politiche di destra

Nell'intervista rilasciata a Paolo Campostrini sull'Alto Adige di ieri, il prof. Steurer, storico, afferma che "la SVP si ispira alla bavarese CSU e come loro tenta di imitare le destre". Verissimo, anzi ciò è da sempre nello statuto della CSU, il cui fondatore Franz Josef Strauss affermava orgogliosamente che "in Baviera non ci sarà mai nessuno più a destra di noi".

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Elezioni in Germania.

"A destra, ragazzi!": titolo un tempo usato da "L'Espresso", in tutt'altro contesto, ora adatto per descrivere la situazione creatasi dopo le elezioni in Germania, con la vittoria indubbia di "Alternative für Deutschland", partito criptonazista, antisemita, razzista.

Dato l'annunciato (se verrà poi anche confermato) ritiro dalla Große Koalition della SPD, la Merkel avrà bisogno della coalizione detta "Giamaica", dai colori delle bandiere dei partiti, con i liberali molto più "liberisti" che ai tempi di Genscher, con i verdi ormai "a destra" con i Realos...

Il che vorrebbe dire, a parte una stretta sull'immigrazione (opportuna) un incrudelimento del "rigore" di marca merkelian-schaeublelian-montiana in tutta Europa...

Un disastro, in buona sostanza, con il tetto del 3% forerever e altre misure consimili...

Eugen Galasso

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In Venezuela è in atto un complotto per screditare il Presidente Maduro?

Ancora sulla "questione Maduro", ossia sull'attuale dirigenza della "repubblica bolivariana del Venezuela". Molte riserve su un governo "populista di sinistra"(?), che indubbiamente ha portato il paese a una condizione economica estremamente negativa o non ha saputo gestire la crisi. Ciò che, però, spunta ora, potrebbe essere grave: una giornalista colombiana offre soldi (e non pochi...) a un ex-membro dei servizi segreti del governo di Maduro perché getti fango sul governo in questione. Il documento è stato trasmesso, anche se l'audio si è rivelato di scarsa, per non dire pessima qualità. Ne sapremo di più, ma certo un "concerto" dei media occidentali per screditare indebitamente Maduro potrebbe ritorcesi contro chi lo ordisce, a mo' di boomerang, oltre ad essere la prova di indebite e ingiustificate interferenze, per non dire di un "complotto".

Eugen Galasso

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Dai e dai, scoppierà il casino!!!

La crisi nord-coreana, culminata con i fatti di poche ore fa (un esperimento nucleare, con una bomba H, che ha creato sommovimenti tellurici in Giappone e Corea del Sud, tra l'altro) dimostrano che la "crisi di Ferragosto" non era affatto risolta, che il pericolo dato dalla forza nucleare (relativa, ma comunque rilevante) della Repubblica Popolare della Corea del Nord è tuttora minacciosa, che i toni del "capo supremo" Kim Jong-Un non sono per nulla inclini alla pacificazione, anzi.

Sarà stata la presidenza Trump (ormai presidente da più di mezzo anno), sarà altro (nessuno è nella mente del presidente-dittatore coreano), ma la situazione, almeno per ora, non è per nulla tranquilla... La Cina finalmente pare assumersi un compito attivo nella questione, e se fosse così le speranze di una ricomposizione - polemica, "con la faccia feroce", con proclami verbali di disastri immani - sarà forse possibile, evitando il peggio, che ci toccherà poi tutti.

Aggiungere altro sarebbe imprudente, in attesa di ulteriori sviluppi. Solo una considerazione: essendo quella di Kim una dinastia, che rimonta al famoso Kim Il-Sung, nonno paterno dell'attuale presidente, vissuto dal 1912 al 1994, viene da dire che, però, la figura del "leader maximo nordcoreano" che pure aveva tratti decisamente criticabili, non era apparentabile a quella di Kim Jong-Un... Era anch'egli un militare, ma nelle sue opere (che chi scrive aveva letto con attenzione) non si avvertono quei toni di minacce invece fortemente presenti nei discorsi del Kim attuale...

Eugen Galasso

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Un SPD poco caratterizzata, segnale della più ampia crisi del socialismo

In un bel saggio di William Irigoyen, giornalista francese e specialista di problematiche germaniche, si mette l'accento sulla crisi della SPD, il partito socialdemocratico tedesco, di grandi tradizioni storiche, fondato in una seconda fase da Ferdinand Lassalle e dal 1959 in rotta con il marxismo (Programma di Bad Godesberg), che oggi stenta a distinguersi dalla CDU (il partito di centro della cancelliera Merkel).

Vero che la SPD sembra sempre più legata all'economia di mercato (neppure alla Soziale Marktwirtschaft, ossia "economia sociale di mercato" ma tout court di mercato...), ma il punto è, per es., che non recupera neppure più il tema cooperativo (in Germania la cooperazione non è compromessa come in Italia) o altre problematiche sociali, ma sembra essersi appiattita su un europeismo stolido (e qui invece la Merkel sembra capace di qualche "guizzo innovatore").

Il fatto è, però, che, anche prescindendo dalla Germania, in tutta Europa e forse in tutto il mondo è la socialdemocrazia e il socialismo, comunque, a sembrare carente di "spinta propulsiva"; al di là di differenze specifiche, si nota un complessivo appiattimento, una sorta di omologazione che rende difficile distinguere i socialisti dalle "forze moderate" (espressione invero solo made in Italy o quasi) e dal centrismo. Una condizione non eccelsa, in realtà.

Eugen Galasso

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Un PD "nervoso"

UN PD "nervoso", in crisi, almeno parziale, tra la politica "securitaria" di Minniti e la linea "meno dura" di Orlando, ma anche le querelles legate alle elezioni siciliane, con tanto di "diversità" sui candidati e la rottura tra il PD e le forze (invero neppure troppo esigue) alla sua sinistra, MDP e SI, dove non si sa se sarà questione solo siciliana oppure una questione più ampia, con riflessi a livello nazionale.

Un PD, complessivamente, ancora diviso tra renziani e antirenziani, con un'indubbia sindrome emorragica verso sinistra (MDP-Articolo 1, in particolare), ma anche con vari dubbi da parte dei/delle militanti su molte questioni, nonché il calo comunque indubbio nelle ultime elezioni amministrative.

Eugen Galasso

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