Iran: le illusioni di Foucault smentite dall'affermarsi di un regime intollerante

Considerando le manifestazioni anche recentissime che si sono svolte in Iran (con grande pericolo per i manifestanti, vediamo il numero di morti!!!) e in Europa e altrove (con percentuali minori di pericolo, ma comunque non senza pericolo, vista l'impossibilita' successive di tornare in Iran per chi abbia protestato) da parte di donne e uomini iraniane/i , torna in mente l'entusiasmo per l'aytollah Khomeini da parte di colui che è stato forse il più grande pensatore del 1900, Michel Foucault che, all'epoca (1978- 1979), vedeva in Khomeini lo "spirito della rivolta", non considerando il rischio (poi realizzatosi puntualmente) di un regime teocratico, intollerante.

La querelle italo-francese

La querelle italo-francese (ma fatalmente europea) sulla questione "migranti" risale in realtà a qualche decennio fa, all'inizio della cosiddetta "globalizzazione".

Auguri al nuovo governo nazionale

Ora c'è il governo, dunque, auguri di sapervi (come squadra di ministri) concentrare sui problemi reali, cercando di risolverli nel modo migliore possibile ma anche in tempi rapidi.

Tentennamenti, ma anche egoismi di partito, ora sarebbero fatali. Evitando ritorni al passato (le nomine di La Russa e di Fontana alla presidenza del Senato e quella della Camera sono state segnali fin troppo "forti", ora è meglio che i due "nominati" facciano dimenticare il loro passato e certe loro dichiarazioni anche recenti) e operando concretamente il successo dovrebbe essere, almeno parzialmente, assicurato.

Eugen Galasso

L'esplicito imperialismo cinese nelle parole di Xi

Con l'intervento-relazione al XX Congresso del Partito Comunista Cinese, XI Jinping promette, da Presidente cinese e da rieletto Segretario del PCC, di riunificare la Cina (evidentemente inglobando Taiwanse possibile con mezzi pacifici, ma non rinunciando all'uso della forza, sic!), esaltando quanto e'accaduto a Hong Kond e Macao, "tornate nelle mani dei patrioti".

In altri termini, un imperialismo sempre più spinto, quello di Xi, decisamente pericoloso, soprattuttto per l'insistenza sulla non esclusione (mai) dell'uso della forza e sulla ferma intenzione di riunificare la Cina, esaltando nel contenpo lo sviluppo economico cinese, peraltro (ovviamente) innegabile.

Prospettive, anche a livello di politica estera, tutt'altro che incoraggianti.

Eugen Galasso

Ucraina: minacce nucleari russe e "auspici" nucleari ucraini

L'aggravarsi della guerra tra Federazione Russa e Repubblica Ucraina, scatenata dall'aggressione russa, al netto di chances diplomatiche difficili da intravedere, sembra essere a un punto di svolta, foriero di sviluppi imprevedibili.

C'è in campo la minaccia russa di uso "tattico" della bomba nucleare. (ndd). Ma c'è anche da dire che alcune recenti dichiarazioni di Zelensky, presidente ucraino, sembrano far presagire il peggio, o almeno augurarlo, o quasi (in soldoni: "per salvare l'Ucraina gli USA potrebbero/dovrebbero usare l'atomica", o quasi).

A questo punto, senza voler proporre scenari cinici (dei quali la storia e' costellata, come insegnava già Machiavelli), la possibilita'di mettere da parte l'attuale presidente ucraino, non in modo violento, ma attraverso un pressing elettorale o di consensi, credo possa essere una possibilita' da non scartare a priori, da considerare comunque, anche solo come extrema ratio.

Eugen Galasso

Ricadute post elettorali

Arridatece Pomicino... Ormai i talk-shows politici girano intorno a esperti che spesso sono tra loro in competizione per dire la loro su costi delle bollette, problematica energetica, durata della guerra etc.

PD, comincia il balletto

Nell'attuale marasma all'interno del PD si affacciano varie candidature alla segreteria, da quella dell'ipertelevisivo sindaco di Pesaro Matteo Ricci a quello della dirigente piacentina Paola de Micheli (francamente, mi è difficile ritenere la de Micheli all'altezza), mentre piu' "quotate" sono le candidature del governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e quella della sua vice Elly Schlein, rispettivamente piu' "centrista" e piu' "di sinistra". Il problema vero, però, è che il partito, ora guidato dall'ex democristiano Enrico Letta, è ora "nave sanza nocchiero in grand tempesta" (Dante. Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI) e che la "stantia via blairiana", come scrive l'economista Andrea Roventini, ora non porta da nessuna parte, anche perche', diciamolo, e' sostenuta con scarso impegno ...

Eugen Galasso

Sembra cominci il ripensamento sull'ubi consistam del partito. Andreatta sul Corriere propone apertamente di riflettere se sia il caso di dividerlo tra le sue due anime. Damiano in tv chiede che l'iscritto torni a contare nelle scelte, di linea e di uomini. (ndd)

 

Elezioni italiane: vince la Meloni, ma vince (e tanto!) anche l'astensionismo

I risultati delle elezioni politiche sono, per vari aspetti, "sconcertanti": PD al minimo storico, fortemente ridimensionati Lega e Forza Italia, che pero' recupera rispetto al 2018, tenuta dei 5 Stelle e conferma dell'area "centrista" dell'alleanza Calenda-Renzi, vittoria schiacciante (prevista come non mai) della Meloni e del suo partito "Fratello d'Italia", ma anche dell'astensionismo, che ha vinto anch'esso, segnalando un fenomeno che politiologi e militanti dei vari partiti avevano sottovalutato e spesso continuano a sottovalutare.

Se da un lato il fascismo non viene piu'avvertito come una minaccia (gia' molti anni fa Gianfranco Fini, tra le poche cose intelligenti che aveva detto, aveva definito il fascismo "morto nel 1945"), dall'altro la disaffezione verso la politica tout court puo' essere un segnale preoccupante, se non se ne capiscono le motivazioni.

Eugen Galasso

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