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SVP: politiche di destra

Nell'intervista rilasciata a Paolo Campostrini sull'Alto Adige di ieri, il prof. Steurer, storico, afferma che "la SVP si ispira alla bavarese CSU e come loro tenta di imitare le destre". Verissimo, anzi ciò è da sempre nello statuto della CSU, il cui fondatore Franz Josef Strauss affermava orgogliosamente che "in Baviera non ci sarà mai nessuno più a destra di noi".

Vero anche che è eccessiva la rincorsa alla Catalogna, situazione che è legata alla voglia di indipendenza, non di autonomia.

Ma il problema è, direi, che oltre al razzismo latente, in molte posizioni della CSU, come della SVP (non parliamo di Schützen, Klotz, dei Freiheitlichen etc.), c'è l'eco di un sostanziale malcontento sociale in tutta Europa, dove il "welfare" non esiste praticamente più, con la CSU, altri partiti e la SVP (certo non da sola) che tagliano lo Stato sociale, con politiche sociali neoliberiste e anti-sociali, come (non so molto, ormai, dei dettagli della vita in Südtirol/Alto Adige, ma qualcosa emerge, comunque) l'introduzione del pagamento di ticket al "Pronto Soccorso" indipendentemente dal reddito etc.

Politiche di destra estrema, nel senso però dell'iperliberismo, dove in sostanza, lo dice anche Steurer stesso a proposito degli Össies, ossia dell'ex-DDR: "una volta lì c'era meno libertà ma più assistenzialismo e dunque più sicurezza".

Vale là, ma anche in Südtirol, dovremmo dire, dove la SVP per strappare "più autonomia" ha sempre rincorso i governi, anche di vera e sostanziale destra (sul piano socio-economico), come quello di Mario Monti, che dire esiziale è dire poco...

Eugen Galasso

Last modified onMercoledì, 18 Ottobre 2017 13:22

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