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Le rivolte in Iran: qualche considerazione di "quadro"

Dopo gli abbagli presi nel 1979, per es. da parte di Michel Foucault a proposito di Khomeini e della rivoluzione iraniana, è meglio non esprimere giudizi affrettati sull'attuale situazione iraniana, ma è chiaro che le rivolte in corso si battono contro una dittatura teocratica intollerante e oppressiva.

Tuttavia, alcune considerazioni: A) Che non si parli di "primavere arabe", prima di tutto perché l'Iran non è Arabo-dire "arabo" a un iraniano è offesa praticamente mortale (ricordo un amico iraniano, anni ottanta a Parigi...Hamid, rivendicava il suo essere "ariano" non "arabo", pur parlando un po' di arabo). Poi le "primavere arabe" non hanno portato a nulla di buono, permanendo le dittature teocratiche o para-tali in tutto il Vicino e Medio Oriente - a differenza della democrazia israeliana, che rimane l'unica democrazia in tutta l'area. ; B) L'Iran è, notoriamente, sciita e non sunnita, mentre decisamente sunnita è l'Islamic State, leggi ISIS. Indebolire troppo l'Iran, cioè, potrebbe paradossalmente rafforzare l'ISIS, senza che ciò si debba intendere meccanicamente...

Eugen Galasso

Last modified onSabato, 06 Gennaio 2018 12:20

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