Baviera: sconfitta la CSU. Un tabu' e' stato infranto.

La sconfitta della CSU (partito cristiano sociale della Baviera, che di "sociale" non ha nulla, di cristiano poco) fa gran piacere a chi scrive, dato che già detestava il suo fondatore, Franz Joseph Strauss, morto nei 1988 (ne festeggiai la morte, con rituale un po "truculento", in quanto solo i "primitivi" fanno così, ma era una "ragazzata"...), che sosteneva "non ci sarà un partito alla nostra destra", voleva annettersi il Südtirol, venendo sconfermato anche da Silvius Magnago, che sosteneva non poter essere la Germania "Schutzmacht".

Il fatto è che dopo Strauss, la CSU è andata ancora peggio: con Stoiber (non a caso ora "eurocrate"...) si è affermato il turbocapitalismo finanziario che ha affamato la Grecia e messo in difficoltà vari altri paesi. Ora con Seehofer c'è a apo della CSU un "duro" antimigranti che però non andrà incontro a Salvini e ai suoi adepti.

Non so di che orientamento sia l'attuale vincitrice "verde", ma devo constatare che in questo partito la querelle tra "Fundis" e "Realos" è ormai una pagina di storia, come in altri paesi lo sono altre cose...

Gioia, ma non che "rovesci le unghie", come voleva il grande Georges Bataille. Nulla di tutto questo, anche per la fluidità limacciosa della politica attuale. Certo però che con quello che è successo in Baviera un tabù è infranto e la cosa credo debba far piacere...

Eugen Galasso

Last modified onGiovedì, 18 Ottobre 2018 15:28

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