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Come essere ragionevolmente antigrillini?

Lungi da me voler difendere Grillo e i suoi, che ritengo anche politicamente nefasti, in qualche misura, ma condivido in complesso il testo di Claudio Martelli (negli anni Ottanta girava la battuta: "Nietzsche filosofeggiava con il martello, il PSI con Martelli) nel "Quotidiano Nazionale" di sabato 8 aprile (più precisamente nel supplemento "Il Piacere della lettura", a pagina 4): che il movimento diffonda superstizioni e assurdità è vero, ed è vero che diffonda idee e prese di posizione spesso contro il progresso scientifico (esempio tra i più noti e netti :i vaccini provocherebbero gravi malattie-una sciocchezza senza fondamento, una sciocchezza indimostrabile-i casi di intolleranza sono pochi e conosciuti quasi sempre in anticipo). D'altro canto su altro, per esempio la "decrescita felice", ci sarebbe da riflettere, invece, credo: una crescita zero sarebbe pura follia, è chiaro ad ogni persona, mentre una riduzione ragionevole dei consumi potrebbe, invece, avere un senso, purché venga realizzata rispettando tutti/e.

C'è però una considerazione generale che si fa e che faccio per poter raggiungere il risultato di un efficace contrasto alla politica dei 5Stelle: un attacco frontale a Grillo ed ai 5 Stelle è produttivo o è meglio stanarli su questioni specifiche e anche complessive, ma di volta in volta?

Credo sia quest'ultimo il modo migliore per essere "ragionevolmente antigrillini".

Eugen Galasso

Last modified onMartedì, 11 Aprile 2017 19:14

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