Eugen Galasso

Eugen Galasso

Consumismo, forse un male, ma forse necessario?

Leggendo e recensendo per una rivista una valida silloge in lingua francese, di autori vari(economisti, sociologi, filosofi) sulla decrescita, dal titolo "Pour en finir avec ce vieux monde-Les Chemins de la Transition" (Per finirla con questo vecchio mondo-I cammini della transizione), Paris, Utopia, 2011, riflettevo sul fatto che: A) gli intenti sono di certo nobili: ridurre i consumi, vivere con meno (quantità) potenziando qualità e libere scelte; B) tutte queste belle idee, però, nella prassi, si scontrano con il fatto che, non fosse per la crisi, non certo auspicata neppure dagli autori del volume, nessuno rinucerebbe spontaneamente ai "corn flakes" di mattina, alla gita, alle vacanze, al... etc...

Il consumismo sarà un male, ma sembra essere necessario, nel mondo attuale et sic rebus stantibus.  

Eugen Galasso           

Claudio Bocaccini in scena a Bolzano

Claudio Boccaccini, attore e autore romano, presenta anche a Bolzano, il giorno 7 novembre, all'Auditorium Torricelli, Bolzano, alle 21, per organizzazione di "La Comune" (la rassegna forcatiana, per dirla più comunemente) "La foto del carabiniere", incentrata sulle rappresaglie naziste contro cittadini inermi, accampando presunti "codici d'onore" (e di guerra) per giustificare le vendette contro le azioni partigiane, più che giustificate e non condannabili da alcun punto di vista.  

"La foto del carabiniere" è quella di Salvo D'Acquisto, eroico carabiniere immolatosi, nel settembre del 1943,  per salvare i prigionieri che i nazisti avevano destinato al plotone d'esecuzione; tra questi prigionieri c'era anche Tarquinio Boccaccini, padre dell'autore-attore-regista dello spettacolo, che ricostruisce la tragedia ma anche in termini "umoristici" e persino "comici" una vicenda dalla scia lunga, come sappiamo, dato che storicamente si è ancora impegnati, spesso in mezzo a impropri e improvvidi "revisionismi" e "riduzionismi" a discutere responsabilità, colpe, retaggi storici etc.(read more_clicca sul titolo)

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Martelli critica Renzi in nome dell'essenza delle democrazie liberali

Claudio Martelli, già vice-leader del PSI,ex- ministro della Giustizia e pensatore dell'allora Partito Socialista ("Nietzsche filosofeggiava con il martello, il PSI con Martelli", una battuta d'epoca), parla ("QN"del 23 ottobre) dell'essenza delle democrazie liberali, in cui ci sono "robusti contrappesi istituzionali" rispetto ai leader politici, mentre oggi Renzi tenderebbe a "cambiare la geografia politica"e i "connotati del proprio partito e annettendosi pezzi dei partiti avversari".

 

Vero, diremmo, con l'unica minima rettifica che Renzi ha sì cambiato i connotati del PD, ma al tempo stesso essi erano già "bastardi" ab imo, dato che il PD nasce male, da un compromesso tra ex-PCI, ex-PDS, DS, Ulivisti e ex-DC, poi Margherita (dove non si capiva se fosse quella del "m'ama, non m'ama" oppure la pizza omonima...), da una tardiva "sindrome ulivista", indotta dalla sconfitta di Al Gore (forse truccata, ma non poi del tutto...), dall'uscita di scena di Tony Blair, dal non essere comunque mai un "Democratic Party", stile USA, nonostante la pubblicità della nascita del partito seguisse vergognosamente quella linea, con il richiamo in inglese per le allora (2007) feste di partito.  

 

Sarà per innato "estremismo" da parte mia ("Sia dunque il vostro parlare sì  sì, no no. Il resto procede dal Maligno", Matteo 5, 37, una regola cui l'allora DC, sia detto con forza, non si è attenuta praticamente mai) .  

 

Certo, Renzi è un "maneggione", un esempio di non alto machiavellismo politico, il premier che sa parlare alle massaie (sia detto con il massimo rispetto, s'intende) ma non a varie componenti del proprio partito, che però finiscono con il piegarsi, sussurrando (forse) il mitico "Obbedisco"...    

 

Eugen Galasso 

Il Papa è malato. Tra conferme e smentite, rimangono alcuni punti fermi.

La "quaestio", oltremodo vexata, se si debba comunicare, ossia dare ad extra, la notizia della malattia del Papa si ripropone con la notizia, appunto, del piccolo tumore cerebrale di Papa Francesco, Jorge Bergoglio, notizia data dal"Quotidiano nazionale", poi smentita dalla Sala Stampa Vaticana, non più guidata da Navarro Vals, notoriamente dell'Opus Dei, ma comunque ligia a un protocollo che forse papa Francesco vorrebbe cambiare.

 

Il "boom" provocato dalla comunicazione riguardante il tema ha fatto epoca, con un turbine di smentite, conferme, rettifiche, ma alcuni punti fermi rimangono:

 

A) la Sala Stampa ha riconosciuto tentativi (al di là del "complotto" eventuale, che è altro) di "boicottare il Sinodo dei Vescovi", allora in corso, magari delegittimando la linea dei vescovi tedeschi e anche del Papa, linea più "progressista", a favore dei vescovi conservatori, guidati (anche) dal Cardinale Scola, di CL (Comunione e Liberazione), che molti avrebbero voluto Pontifex...  ;

 

B) la notizia, confermata e poi smentita, ma non del tutto, dall'oncologo giapponese Fukushima, un luminare, sembra essere vera, ribadendo la non pericolosità, almeno per ora, dell'intervento...  

 

Andrea Cangini, direttore di "QN", è sempre stato molto fermo nel ribadire la veridicità della notizia, mettendo in guardia da teorie complottiste... , ma anche oltremodo misurato, alieno da "escapismi" laicisti o estremistici, ma il problema si pone: se oggi anche i dittatori non nascondono le loro défaillances fisiche, ciò dovrebbe valere a fortiori per i Papi.    

 

Eugen Galasso  

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