Gianpaolo Pansa, scompare ad 84 anni misconosciuto dagli ambienti di sinistra

Penna "terribile", acuta, quella del giornalista-scrittore Giampaolo Pansa, scomparso a 84 anni nei giorni scorsi. Piemontese, laureato in scienze politiche con una tesi storica sulla Resistenza, ha coniato slogan famosi ("Balena Bianca" per la Democrazia Cristiana, "Cinghialone" per Bettino Craxi).

Negli ultimi decenni aveva scritto una controstoria della Resistenza e del dopo (ma sue opere storiche in tema erano uscite già prima di metà anni 1960). Giornalista per tanti giornali ("Corriere", "Repubblica", "Libero", "La Verità", "Epoca", "L'Espresso", "Panorama"), autore di biografie caustiche e ingenerose quanto veridiche su uomini politici e scandali vari, i suoi libri si segnalano per chiarezza e documentazione accurata: da "Carte false" del 1986 a "Il sangue dei vinti" (2003 e al ciclo relativo, che ha dato luogo a tante polemiche), all'ultimo, "Il dittatore", sorta di anti-ritratto di Matteo Salvini...

Le polemiche non l'hanno mai spaventato, neppure in anni e con situazioni che avrebbero messo alle strette chiunque. Mai diventato "fascista", anzi, ad un certo punto Pansa sembra aver perso la pazienza con certa retorica di sinistra, che vedeva solo trionfi e grandezza della Resistenza, senza averne colto certi limiti, anche di tipo autocelebrativo.

Eugen Galasso

Last modified onLunedì, 13 Gennaio 2020 16:22

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