Toponomastica: che fa la SVP perchè si abbia fiducia che applicherà con correttezza la nuova norma di attuazione?

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Nuovo PSI di Bolzano a commento delle vicende legate alla nuova norma di attuazione sulla toponomastica in fase di discussione.

Anche a proposito della toponomastica, come sempre nella vita, è dimostrare la volontà di fare una certa cosa che conta, non le parole.
Ciò sta a dire che, avere fiducia in una applicazione corretta della norma di attuazione sulla toponomastica da parte degli esponenti della SVP dipende non dalle parole ma dai fatti che quel partito realizza.
La certezza della volontà della SVP di essere rispettosa anche del gruppo italiano verrebbe se questa desse indicazione a tutti i suoi aderenti, a cominciare da Sindaci, assessori, responsabili di associazioni, funzionari comunali e provinciali, che il partito ritiene giusto che tutta la segnaletica che viene esposta al pubblico debba essere comprensibile dalle persone di entrambi i gruppi linguistici e che a tale indicazione ci si debba attenere nel formulare le regole e nel farle rispettare.
Non si tratta quindi tanto di rispettare 8000 nomi bilingui di località, quanto di applicare nella vita di ogni giorno in tutte le località della provincia un concetto semplice: avere rispetto degli altri che devono avere la possibilità di capire nella propria lingua dove sono i servizi e le opportunità destinate al pubblico di cui possono aver bisogno. E’ quello che adesso non succede in tutti i centri abitati della nostra provincia.
Queste forme di rispetto aiutano a superare gli ostacoli alla convivenza prima e di più di una norma di attuazione.

Nuovo PSI Bolzano

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Gli incontri del centro destra Altoatesino: gettate le basi di un rilancio politico?

Negli ultmi anni, da elettore del centrodestra, ho uno smarrimento totale ed uno svuotamento completo dei valori che contraddistinguevano una classe politica locale (lasciamo perdere il livello nazionale). Erano anni in cui il centrodestra orientava il governo della provincia, e grazie a questo si facevano politiche incisive, nei confronti dei cittadini vi era rispetto, se ne ascoltavano le esigenze, e le proposte.

Da ormai due legislature siamo in un fango, un immobilismo, con una SVP in metamorfosi ed un PD invertebrato. In tutto questo, la deflaglazione del centrodestra locale, con lotte intestine, ha dato il colpo di grazia all'opposizione. Risultato? Un governo provinciale che non ha il coraggio di decidere, con tanto fumo e riforme abbozzate portate avanti con risultati scarsi, per non dire pessimi, come la riforma sulla toponomastica e la non riforma sulla scuola italiana.

Nel marasma politico locale i cittadini sono costretti a barcamenarsi tra lavoro, tasse, spese, e la vita quotidiana, senza una speranza che, dopo anni di crisi, di tagli e di riduzioni di spesa, arrivi il momento della ripresa, non solo economica, ma anche di intenti, di programmi e di visioni: una visione nel futuro, con programmi e proposte a breve termine per venire incontro alle esigenze immediate, e con delle strategie lungimiranti per assicurare lo sviluppo futuro.

Oggettivamente, l'unico punto di sviluppo futuro in campo è il NOI, il parco tecnologico in fase di costruzione, dove la ricerca aziendale e la ricerca, se correttamente incentivate dalla politica, potranno dare uno sbocco alle future generazioni e divenire calamita per le aziende che possono venire qui, a creare lavoro, dal sud (dopo Salorno) e dal nord (oltre Brennero).

Tornando allo squasso politico, la serata organizzata sabato 25 febbraio dal Circolo "il Nibbio" di Bolzano è stata una vera e propria novità, che da anni non si vedeva sulla scena politica. Messi da parte odii e rancori, una buona parte del centrodestra (che alle comunali di Bolzano aveva proceduto diviso) si è reincontrato per gettare le basi di una confederazione o di una unione del centrodestra, partendo in primo luogo da un programma! Avete letto bene, un programma, i valori, gli ideali, e le battaglie che per anni sono state il tratto distintivo del centrodestra. Io sono convinto che ripartire da ciò che unisce, parlando e ragionando sul concreto delle tematiche, sarà sicuramente l'elemento che porterà al successo, e garantirà il collante che si è ricercato durante la serata.

Altre serate tematiche saranno organizzate e con piacere vi prenderò parte, perche fermamente convito della possibilità di ricreare quella comunità che, a squarciagola grida e sta cercando una forza politica, non populista, non estremista, ma concreta, la quale con serietà e coerenza faccia proposte comprensibili da parte della cittadinanza. Ma, naturalmente, serviranno delle iniziative politiche, e non solo culturali, nei prossimi mesi per far maturare dei risultati concreti e per costruire un rapporto corretto ed equilibrato tra le varie componenti. 

Non mi pare, invece, serva a raggiungere risultati positivi l'atteggiamento preso di fronte a questi primi passi di dialogo da parte di alcuni esponenti dell'area politica del centrodestra, proprio nel momento in cui si è dato inizio ad un percorso che può portare all'unità. I problemi tra le persone ed i rapporti arrugginiti, per il bene comune della comunità, devono essere superati. Lo chiedono gli elettori, lo chiede il buon senso.

Nicola Lageder
socio fondatore di Alleanza per l'Alto Adige

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Avviato il confronto nel centro-destra bolzanino

La serata organizzata dall'associazione "Il Nibbio" sulle prospettive del "Centro-Destra che vorrei" ha visto notevole interesse, interventi di qualità da parte dei relatori (sollecitati, più che "intervistati" dal dott. Pugliesi, giornalista) e da parte di vere relazioni "impreviste" provenientii dalla parte del pubblico (Janes, Borin, tra i più attivi e facondi). Mancavano per ragioni personali alcuni dei protagonisti di questa area politica, ma il dibattito è stato ugualmente positivo.

Nessuno, da Lillo a Urzì, a Christian Bianchi, sindaco di Laives ad altri, compresa la pochezza di chi scrive questa nota che, lavorando fuori Bolzano "buca" ahimè!, qualche informazione e qualche notizia, ha sottaciuto le difficoltà, anzi vigorosamente evidenziate. Ma rimangono, in particolare per Urzì, che si dice "ottimista", vari spazi per far sentire la presenza italiana anche nell'ambito provinciale, pur se la situazione attuale (si pensi a toponomastica, scuola, ospedali e in specie primariati, ma sono solo alcuni esempi, pur se molto rilevanti...) non sembra essere delle più rosee.

Presa d'atto degli errori e delle défaillances del passato soprattutto recente, ma non "scetticismo integrale" o pessimismo incondizionato (salvo pochi interventi) da parte di chi ha partecipato attivamente a un convegno comunque interessante, che dimostra, a differenza di quanto si sostiene a sinistra, che il centro-destra (o "destra", ma anche qui una ridefinizione terminologica non appare peregrina...), anche localmente, è molto vivo ed ha la capacità, magari spesso interrotta, di ripensarsi e di imparare dalle esperienze negative.

Nel mio intervento a nome del Nuovo PSI  ho potuto "portare", ossia esporre, per motivi di tempo e di irruenza oratoria di altri, solamente due argomenti: A) la sicurezza, peggiorata notevolmente a Bolzano (penso all'accattonaggio molesto, che è nell'esperienza comune di tutti i cittadini, superiore a città anche notevolmente più dense di popolazione, inclusi i migranti ma ci sarebbe da dire molto del vagare a vuoto di profughi - segno del'incapacità di incanalare opportunamente queste persone in attività utili alla società che li sta aiutando - o ancora del senso di insicurezza di molti in molti punti dela città, a conferma del degrado in cui è precipitata la città di Bolzano, cosa negata solo da chi non vuole vederlo); B) lo stacco ideale rispetto a "Casa Pound", peraltro presente notevolmente al convegno, stacco ideale che non implica l'esclusione di momenti di convergenza possibile su singoli temi.  Ma su Casa Pound il discorso è decisamente più ampio e complesso, e lo svilupperemo in un intervento apposito.

Come socialisti siamo davvero poco interessati a dibattere sulle persone e sulle cose che tizio o caio affermano. Ci interesa davvero molto di più discutere dei problemi veri della nostra società e delle soluzioni che possono essere adottate per risolvere i punti di crisi. In questo noi crediamo che dovrebe concentrarsi il Centro-Destra se vuol tornare ad essere interessante per l'elettorato. Insomma: meno chiacchiere e più fatti! Per questo avrei voluto, se il tempo l'avesse consentito, insistere su altri tre punti: A) E' vero che molti governi nazionali sulla questione "Alto Adige/Suedtirol" sono stati latitanti o pavidi (anche perché spesso i voti della SVP sono stati determinanti) ma questo non si può dire del governo del socialista Craxi, che pure ha rispettato sempre lo Statuto d'autonomia, che è stato fermo nella condanna degli estremismi nazionalistici ed etnicistici, come dimostrano varie sue prese di posizione (e la sua famosa frase che tutti ricordano: "la SVP è una colomba con gli artigli!"); B) la necessità di tornare a mettere al centro del ragionamento politico le questioni sociali e l'equità del welfare, spesso dimenticate a favore di un intervento di stampo moralistico solo a favore dei "migranti"; C) come ex-insegnante di tedesco-L2 nelle scuole superiori di lingua italiana a Merano e Bolzano in anni vari(anni ottanta) e anni 1999-2002 (dal 1985 ero docente di ruolo di scienze umane nei Licei di lingua tedesca) posso dire che l'apprendimento della L2 viene ad essere vissuto come un "obbligo necessario", quasi una coazione, mentre dovrebbe essere sentito da ogni persona come un arricchimento. Una forzatura indubbia di cui è "colpevole" una didattica imposta dalla Provincia, che ha scelto percorsi che l'hanno allontanata da una concezione didattica di tipo "sentita e partecipata". Un'altra osservazione a margine: ritengo che la tematica dei mistilingui (io lo sono) andrebbe approfondita, mentre semba trovare relativamente poco spazio, anche in convegni come questo. Ma qui si aprirebbe un discorso molto lungo...

Eugen Galasso

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Spunti dalla bancarella dei vecchi libri

Spulciando nei negozi di "libri vecchi" (a Firenze, ovviamente, a Bolzano il clericoconformismo ha rimosso "manu militari" anche quelli), si trovano libri di valore e interessanti. A me è successo, tra l'altro, con "Attentato al governo Berlusconi", Milano, Mondadori, 1997, dello storico, giornalista, scrittore, deputato Giancarlo Lehner. E' la ricostruzione puntuale, dettagliatissima, della "macchina da guerra" (certo poco giocosa, al contrario di quella di Occhetto del 1994, non a caso perdente...) dei giudici di "Mani pulite" (stagione 1992-1997), con le storiche "boutades-inchieste" di Di Pietro & Co... Dove si vede chiaramente come la "ditta" (ex-PCI- poi PDS e DS, ora PD) abbia usato abbondantemente il potere giudiziario come "testa di ponte"... il che contravviene palesemente al dettato costituzionale, che prevede la tripartizione dei tre poteri (esecutivo-Governo, legislativo-Parlamento, giudiziario-Magistratura). Eclatante il caso di Berlusconi "arrestato" a Napoli, negli anni 1990, ma anche poi "mandato a casa" nel 2011 da una sorta di "golpe europeo"; ma, al di là di Berlusconi, si è voluto mettere a tacere chi non era d'accordo con la "ditta"...

Eugen Galasso 

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PD: la scissione è fatta. Chi ne beneficia? i singoli che si vorrebbero tenere il posto in Parlamento? i cinque Stelle?

IL PD, dopo piccole emorragie (Civati, Fassina etc.), dove erano usciti personaggi di non grande seguito, ora perde Bersani, D'Alema, Enrico Rossi, governatore della Toscana, quasi certamente Vasco Errani, bersaniano, per 15 anni governatore dell'"Emilia-Romagna (dovremmo distinguere tra le due regioni, tra loro ben diverse, ma la forzata unificazione amministrativa, voluta dl Romagnolo-Predappio-Mussolini, perdura ancora...) e forse di altri, mentre, dopo dichiarazioni cariche di equivoci e di allusioni, rimane il governatore pugliese Michele Emiliano, personaggio decisamente "ondivago".

Sulla secessione non pesano solo motivazioni ideologiche (la presunta tendenza ultra-neoliberista di Matteo Renzi) ma anche personalismi, anche se si vorrebbe far credere il contrario... La "trattativa" tra scissionisti e Renzi, pare, riguardasse infatti i posti di capolista alle prossime elezioni, soprattutto dicono ...

D'Alema e Bersani non hanno mai amato il "ragazzotto" Renzi, ritenendolo inadatto al ruolo e hanno sempre detestato l'idea di venire spodestati. Non è quantificabile la dimensione delle "emorragie" a livello di voti, ma certo qualcuno seguirà i citati "dissidenti"; certo (sembra lapalissiano affermarlo) l'emorraggia di voti (elettrici-elettori) vale di più di quella di personaggi e personalità. Il trend in tutta Europa non è "di sinistra", quindi è difficile che i "compagni della scissione" intercettino il favore delle urne ma, come dimostrano sempre i sondaggi regolarmente "falsificati", non si sa mai...

Ed è su questo imponderabile che conta chi spera di far cadere il governo Gentiloni, programmaticamente solo di transizione e di andare presto alle urne... Speriamo che l'opposizione sfrutti con intelligenza e in maniera non "isterica" la possibilità dell'alternanza.

Eugen Galasso

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Scissione ... non scissione ... che accadrà al PD?

Una conferma, quest'assemblea del PD, dell'indecisione di questo soggetto politico. Nato 10 anni fa dalla "fusione a freddo" tra ex-democristiani "popolari" (o "di sinistra", poi già nella "Margherita") ed ex-comunisti (ex-PCI, poi PDS, poi DS), il partito che occhieggiava al "Democratic Party" USA (con grottesche citazioni, ricordo...) e dunque all'"Ulivo Mondiale" clintonian-blairiano-prodiano, sembrava sull'orlo della scissione, quando l'intervento del candidato anti-renziano (ma già renziano, anzi deciso sostenitore del "vate di Rignano") Michele Emiliano, attuale "governatore" della Puglia, sembra avere raffreddato gli animi, portando il rinvio a un'eventuale scissione o ricomposizione (difficile, non impossibile, siamo in Italia ma soprattutto in area PD...).

Poi, finita l'assemblea nazionale del 19 febbraio, di nuovo il livello della polemica è salito, con lo stesso Emiliano che minaccia fuoco e fiamme a fronte dell'atteggiamento assunto da Renzi, e dai suoi fedeli dirigenti, tornando a dare per più che probabile l'uscita degli sconenti dal PD nei prossimi giorni.

Il PD, partito-non partito, carente di ideologia, come ripete non a torto l'anziano Ciriaco De Mita, manca però anche di altro: oltre ai riferimenti ideologici, manca di qualcosa d'altro, forse attualmente più importante: la capacità di risolvere i problemi del paese italia, accentuati dalla terribile crisi economica, che perdura dal 2008 se non dal 2007.

Eugen Galassso

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Il più "Amato" dagli italiani continua a far danno

Grottesco-comico rito, quello della Corte Costituzionale, per sanzionare il già noto, a proposito di legge elettorale, come hanno notato tutti/e gli/le commentatori/trici non proprio infeudati/e al regime PD.

Troppo tempo, riti assurdi per dire quanto si sapeva da molto tempo; non a caso dietro tutto questo c'è il "Doctor Subtilis" Giuliano Amato, traditore del PSI e di Bettino Craxi, insopportabile sempre.

Forse l'unico merito del "Manifesto", giornale sedicente comunista, che gli ortodossi del marxismo-leninismo bollano come "revisionista" e che nessuno legge, è quello di aver scritto a suo tempo "Il presidente più Amato dagli Italiani"....  Specialista in misure impopolari, Giuliano il "sottile", anche ora che l'età non gli perdona più molto, si dimostra, anche se vorrebbe essere "british", un tipico esponente del peggio della "baracca politica" made in Italy...

Eugen Galasso

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Sudtirolesi a lezione in Thailandia.

La notizia dei due "giovani Italiani" (cittadini italiani) che in Thailandia hanno danneggiato (in preda all'alcool, si dice, ma ignorantia legis non excusat..., e in più l'alterazione alcolica non è un'attenuante) una bandiera locale si riferisce, invece, come tutti ormai sanno, a due sudtirolesi di Naturns (Naturno), Val Venosta. I due giovanotti, poi, hanno chiesto scusa, dove la scusa è "peso el tacon del buso" (peggio la toppa del buco) perché hanno affermato "candidamente" che non sapevano essere un reato grave in Thailandia strappare, danneggiare, lordare la bandiera nazionale, mentre il fare queste cose in Italia non lo è.

Il che dimostra quantomeno: A) l'ignoranza dei soggetti in questione (anche in Italia infatti è reato il villipendio alla bandiera, anche se in una parte dell'Italia, l'Alto Adige-Südtirol, per poca serietà si è lasciata radicare l'idea che atti così stupidi come prendersela con una bandiera, con quella italiana, siano atti "che si possono fare"; B) il fatto che i soggetti in questione, "in Italia", ossia con la bandiera italiana, ci fanno capire che lo fanno normalmente, di danneggiarla.

Ci volevano i thailandesi per dare la sveglia a chi esercita l'autorità in Alto Adige-Südtirol, Italia? E questo al di là di posizioni politiche, di aspirazioni ad indipendenze velleitarie. Ed è possibile che i giovani sudtirolesi debbano andare a lezione di comportamento in Thailandia? (n.d.d.).

Come minimo, la vicenda dovrebbe indurre chi di dovere a cautela nel chiedere la grazia, e a vigilare meglio, quando torneranno "in Italia", per vedere se i due "personaggi" appartengano a quella "nebulosa neonazista" che in South-Tyrol è diffusa anche capillarmente, ma nascosta...

Eugen Galasso

 

(immagine tratta dal sito http://www.vivere.biz/) 

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Antisemitismo. Importanti le cose dette da Marko Feingold in un intervista all' "Alto Adige" di Bolzano

L'intervista con Marko Feingold, vittima di shoah, internato in molti lager nazisti (Dachau, Buchenwald, Neuengamme, Auschwitz), fortunosamente sopravvissuto  (ora ha 103 anni, vive a Salzburg/Salisburgo, è presidente della locale comunità ebraica) ne "L'Alto Adige" del 23 dicembre 2016, p.10, induce a molte riflessioni: nonostante la vittoria presidenziale di Van der Bellen, l'Austria è ancora un paese dove "L'antisemitismo è ancora largamente diffuso in molti strati della popolazione, soprattutto nelle zone rurali... In sintesi: io credo che una bella fetta della popolazione austriaca sia antisemita ed una fetta ancora più grande sia xenofoba... In Austria un ebreo deve sempre avere la valigia pronta...".

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