Ricominciamo con l'elettroshock?

Roger Pycha, primario di psichiatria all'ospedale di Brunico e noto sostenitore dell'elettroshock, in un'intervista alla "Tageszeitung" sudtirolese (quella diretta da Arnold Tribus) sostiene, contro tutti/e, almeno in Italia, la bontà dell'elettroshock.

Il primario utilizza, a sostegno dell'uso dell'elettroshock, argomenti "soft", oltre a tutto : A) minimizzandone gli effetti, dove, a parte la pratica in sé, anche la narcosi/anestesia locale ha notoriamente effetti anche sul piano strettamente medico (ogni anestesia, anche locale, è comunque un problema, come noto, persino in sede odontoiatrica - ciò vale a fortiori per ogni intervento chirurgico, anche piccolo-di scarsa entità); B) la protesta anti-elettroshock sarebbe, Pycha dicit (ma anche il giornale che lo ha ospitato  mi pare avalli questa tesi), un fenomeno soprattutto italiano e di sinistra, il che, in un pubblico sudtirolese favorisce la classica associazione Italiani=comunisti, con le conseguenze ben note.    

Anche se il primario Pycha (diamogli ciò che è suo, pur se non è né Dio né Cesare, almeno finora...) usa toni, come dicevamo, "soft", ammettendo che l'elettroshock aveva funzioni punitive-di controllo sociale (come se ora non ne avesse...), sul piano psichiatrico estende la terapia elettroconvulsivante a categorie comunque non omologate, in genere, come quella dei "maniaci".

Ora, a parte la giusta contestazione delle tassonomie psichiatriche (qui Szasz e Antonucci docent, non Pycha, ovviamente), neppure la limitazione dell'elettroshock a persone con "depressione grave" al primario dell'ospedale brunicense sembra bastare più...   Fate voi...    

Eugen Galasso 

Last modified onMercoledì, 18 Ottobre 2017 12:56

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