"L'amore sempre": star vicino alle persone morenti

Il 5 Aprile scorso Attilio Stajano ha presentato a Bolzano, presso la Libreria “Librarsi” di Via Milano, il suo libro “L’amore sempre – Il senso della vita nel racconto degli ultimi giorni”, prefazione di Marie De Hennezel – pagg. 200 – €18,00 Ed. LINDAU.


Così l’autore, che svolge da anni attività di volontariato in reparti con degenti terminali e che si occupa di queste tematiche, ci descrive il suo lavoro: “In questo libro ci sono varie situazioni ciascuna delle quali porta un messaggio; per esempio l’interesse ad invitare i malati a essere fieri della vita che hanno vissuto, aiutarli a scoprire nel loro passato qualche cosa per cui ne è valsa la pena, che la loro vita è stata bella e grande. Tutti quanti noi abbiamo dei momenti di ombra e momenti di luce, e allora questi momenti di luce devono essere valorizzati in modo che io possa avvicinarmi alla morte sapendo dire grazie, grazie alla vita, grazie alle persone che hanno mi consentito di vivere bene, di avere dei momenti di felicità.

Bisogna anche aiutarli, i nostri cari morenti, a trovare le condizioni per esprimere quello che non hanno avuto il coraggio di dire, trovare il momento di dire “Ti amo”, di dire “Ti chiedo perdono”, o anche ad accettare di essere amati e di amare anche quando le loro condizioni fanno sì che il loro corpo sia devastato dalla malattia. Il lavoro che possiamo fare con le loro famiglie è avere il coraggio di convincerli a lasciarli partire.

Nel nostro star vicino a questi casi di malati arrivati ad uno stadio terminale, alle volte accompagniamo delle famiglie che sembrano voler trattenere il loro caro, che non aspetta che di terminare la sua sofferenza, e bisogna dirgli “Ci penseremo noi”.

Al paziente che è preoccupato per un qualsiasi problema sospeso, gli diciamo “Tu hai fatto tutto quello che potevi fare, grazie! Adesso riposati, puoi andare!”.

Ecco, in questo libro ci sono varie esperienze che ho vissuto in strutture ospedaliere, che illustrano come sia possibile dare una mano a chi si avvicina alla morte e a quelli che lo accompagnano perché è un’esperienza unica per il soggetto che muore, ma è un’esperienza profonda anche per tutti i membri della sua famiglia”.

 

Franco Boscolo

Last modified onVenerdì, 26 Aprile 2019 20:37

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