MATEMATICA e ITALIANO: una questione trasversale che riguarda sia i giovani, sia gli adulti.

Tullio De Mauro costatò già nel 2008 che solo il 20 per cento degli adulti italiani era in grado veramente leggere, scrivere e contare.

Nel 2009 due fondamentali istituzioni di riferimento, l’Accademia della Crusca e l’Accademia dei Lincei, lanciarono un preoccupato allarme relativo al fatto che a scuola gli alunni non raggiungevano la padronanza della lingua scritta e orale (Lingua italiana, scuola, sviluppo); segnalarono, altresì, che si abbassavano costantemente le conoscenze morfosintattiche, lessicali e ortografiche.

Nel 2010 un rapporto INValSI fotografò l’incompetenza linguistica dei diciannovenni italiani: ”… più della metà dei compiti sono insufficienti, con punte del 63% per quanto riguarda l’aspetto lessicale-semantico”.

I nostri ragazzi hanno perso la conoscenza delle forme complesse a favore pressoché esclusivo di modelli spontanei ed istintivi, si servono di un linguaggio povero e poco articolato; troppo spesso non sono in grado di raccontare del proprio vissuto, di comunicare le proprie idee e frequentemente argomentano in modo non ragionato ed incoerente. Pare non conoscano il vero significato di strumenti indispensabili per la comprensione come il valore semantico dei connettivi ecc.

C’entra con la matematica? Eccome; ciò ha gravi ripercussioni in ogni disciplina, compresa la matematica, minando a tutto tondo le sovente richiamate “competenze di cittadinanza” (cfr www.indire.it).

L’italiano, dunque, indispensabile per la matematica (e viceversa), non già mondi separati: la collaborazione trasversale tra insegnanti diventa cruciale per un reale affinamento delle competenze dei nostri studenti. Ne abbiamo parlato con Silvia Sbaragli (per diversi anni docente presso l’Università di Bologna e presso quella di Bolzano, nella sede di Bressanone, attualmente professore presso il DFA/SUPSI di Locarno) in occasione di un Convegno tenutosi il 25 giugno scorso a Locarno: “Questo matrimonio s’ha da fare – Italiano e matematica nella scuola del terzo millennio”. Convegno che ha visto tra i relatori Bruno D’Amore, Silvana Ferreri, Silvia Demartini, Simone Fornara e, appunto, Silvia Sbaragli con la quale abbiamo analizzato la questione.

Sbaragli ci spiega che un’errata, ma consolidata prospettiva, intende l’italiano e la matematica come due discipline molto distanti l’una dall’altra, due mondi senza contatto. Un potente luogo comune culturale crea una decisa separazione – continua Silvia Sbaragli - secondo la quale, da un lato, si collocano lingua e letteratura, depositarie di tutto ciò che riguarda le sfumature emotive, e dall’altro, la matematica, considerata il simbolo della razionalità.

Secondo Silvia Sbaragli, rafforzano questo dualismo pure i programmi scolastici, che, nel corso dei secoli hanno sempre proposto le due discipline come universi quasi agli antipodi. Sono ormai molte, invece, le testimonianze teoriche che smentiscono questo abbaglio – continua Sbaragli - dimostrando che le relazioni tra linguaggio e matematica sono numerose e decisamente rilevanti. All’origine di alcune difficoltà tipiche della matematica, per esempio, vi sono carenze di natura linguistica (come non ricordare le difficoltà, capitate a tutti, nell’interpretazione del testo dei problemi), inoltre il linguaggio può essere ben indirizzato dal pensiero logico.

È un fatto che grandi intuizioni matematiche siano nate da lampi di genio di menti umane capaci di proiettarsi ben di là del reale, com’è il modo dei poeti e dei più grandi scrittori. È pure evidente che è necessario possedere grandi doti di creatività – ci spiega Silvia Sbaragli - nel processo risolutivo di una situazione matematica, così come tanta logica è richiesta nella strutturazione di una storia: i due mondi, presunti distanti, dunque, s’intersecano e si compenetrano, completandosi.

Da queste riflessioni – conclude Silvia Sbaragli - è nata l’idea del convegno di Locarno che ha fatto incontrare i due punti di vista sia in teoria, sia in pratica, con l’obiettivo di individuare fili conduttori concreti che si potessero tradurre in attività o percorsi didattici da attuare in classe, con particolare attenzione alla scuola dell’infanzia e alla scuola elementare, senza escludere anche gli ordini scolastici successivi.

Abbiamo chiesto a Silvia Sbaragli, se avrà l’occasione di affrontare il tema anche in Italia. “Prossimamente è previsto un seminario insieme a Silvia Demartini rivolto a docenti di scuola dell’infanzia nel corso del prossimo convegno “Incontri con la matematica n. 29” che si terrà a Castel San Pietro Terme il 6-7-8 novembre 2015. (http://www.dm.unibo.it/rsddm/it/convegni/2015/CSTP/Programma%20Incontri%20con%20la%20matematica%202015.pdf).

L’argomento, continua Sbaragli, è attualmente molto sentito anche in Italia; in effetti, Simone Fornara, docenti di didattica dell’italiano, ed io, docente di didattica della matematica, abbiamo tenuto una relazione a Roma il 27-28-29 marzo 2014 al XVIII Convegno nazionale Giscel, che era incentrato proprio su questo tema. L’intento è di continuare a lavorare su questo filone di ricerca e siamo ovviamente disponibili a presentarlo e discuterlo in Italia anche in altre occasioni”.

Una breve presentazione di Silvia Sbaragli: Laureata in matematica, è specializzata SSIS presso l’Università di Bologna per l’insegnamento di matematica e fisica nella scuola secondaria superiore, PhD in Mathematics Education. È stata per diversi anni docente presso il Dipartimento di matematica e Scienze della Formazione primaria delle Università di Bologna e Bressanone. Ha insegnato presso l’Alta Scuola Pedagogica di Locarno e oggi è professore in didattica della matematica presso il Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI. Nel 2013 ha ottenuto in Italia l’abilitazione scientifica nazionale a professore universitario di II fascia (professore associato). È membro del comitato scientifico di riviste scientifiche e di convegni di ricerca in vari paesi. È condirettrice scientifica del Nucleo di Ricerca in Didattica della Matematica dell’Università di Bologna e del Convegno Nazionale “Incontri con la matematica” e ne cura gli atti. È organizzatrice di numerosi eventi divulgativi in ambito matematico. Si è occupata di formazione dei docenti di matematica di ogni ordine scolastico. Ha al suo attivo vari libri di matematica e di didattica della matematica e più di un centinaio di articoli.

Franco Boscolo
 

Last modified onDomenica, 05 Giugno 2016 14:03

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.