La matematica che cambia: il Congresso nazionale del centro "Morin"

Anche la matematica si trasforma e per gli insegnanti diventa essenziale aggiornarsi.

Come ogni anno, lo svolgimento del Congresso del Centro Ugo Morin, il XLII, ha consegnato agli insegnanti che hanno partecipato, numerosi spunti: esperienze presentate dai colleghi assieme a buone pratiche, suggerimenti operativi per la didattica, la discussione ed il confronto su temi chiave della disciplina, seminari specifici ed incontri dedicati ad ogni livello d’istruzione.

Ne abbiamo parlato con il professor Bonaventura Paolillo, insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Scientifico F. Severi di Salerno. 

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Formazione continua degli insegnanti di matematica

Riflessioni assieme al prof. don Mario Ferrari del Centro “Ugo Morin”

Nella comunicazione della Commissione delle Comunità Europee al Parlamento Europeo e al Consiglio (Bruxelles, 3.8.2007 com. 392) si argomenta esplicitamente sul “Migliorare la qualità della formazione degli insegnanti”.

Nel documento si esordisce affermando che “In Europa ci sono circa 6,25 milioni di insegnanti (equivalenti a tempo pieno). Essi svolgono un ruolo cruciale nell'aiutare i discenti a sviluppare pienamente le proprie capacità e potenzialità per la crescita ed il benessere personali e nel fare in modo che acquisiscano tutta la complessa gamma di conoscenze e competenze di cui avranno bisogno in quanto cittadini e lavoratori. Sono gli insegnanti che fungono da mediatori fra un mondo in rapida evoluzione e gli allievi che sono sul punto di entrare a farne parte. La professione dell'insegnante sta diventando sempre più complessa e i docenti si trovano a dover far fronte a richieste sempre maggiori. Peraltro anche il loro ambiente di lavoro richiede un impegno sempre crescente”.

Richiamandosi all’Agenda di Lisbona, si sottolinea che “La qualità dell'insegnamento è uno dei fattori chiave che determinerà la misura in cui l'Unione europea potrà incrementare la sua competitività in un mondo globalizzato. Alcune ricerche dimostrano una stretta e sicura correlazione fra la qualità professionale degli insegnanti e i risultati degli alunni. Altri studi hanno messo in evidenza un rapporto positivo tra la formazione continua degli insegnanti e i risultati degli allievi”.

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Riflessioni sull'insegnamento del tedesco in Alto Adige

TEMI DALLA CERIMONIA DI CHIUSURA DEL XV° CONGRESSO IDT. Riflessioni sull'insegnamento del tedesco in Alto Adige

Anche nel discorso di chiusura del XV° Convegno IDT – Bozen 2013, pronunciato dal dott. dott. prof. Konrad Bergmeister, presidente della Libera Università di Bolzano, viene richiamata l’evoluzione dell’insegnamento del tedesco partendo dai tre ormai noti indirizzi (DaM, DaZ, DaZ) verso l’idea di “Deutsch als vertraute Sprache”: i tre aspetti collaborano armonicamente.

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PROVE INVALSI: UN UTILE STRUMENTO DI LAVORO

Le prove Invalsi scatenano discussioni, dividono gli insegnanti, angosciano gli studenti, preoccupano i genitori: vale la pena parlarne per meglio capire quello che succede e perché, aumentando il confronto sull’argomento, certamente sarà più facile bandire probabili pregiudizi che gravano sulle prove in parola.

Abbiamo chiesto al professor Marco Castriota, del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin” (Insegnamento della Matematica e delle Scienze Integrate) e insegnante presso il Liceo Scientifico “Mariano IV d’Arborea” di Oristano, di esporci le sue opinioni sul tema, nell’ambito specifico dell’insegnamento della matematica.

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I dati OCSE-PISA per l'Alto Adige: forse le criticità stanno intorno agli studenti

I dati OCSE PISA 2012 turbano non tanto gli studenti oggetto dell’indagine, ma i genitori, gli insegnanti, la scuola. Analizzando le statistiche sui ragazzi altoatesini nei confronti dei coetanei sudtirolesi, o ladini, o italiani in generale, troveremmo azzardato affermare che siano gli studenti a non essere pronti o competenti per loro esclusiva responsabilità, ci sembrerebbe, piuttosto, che le criticità stiano anche intorno a loro: nella famiglia e nella scuola.

Di seguito un breve estratto dalle comunicazioni ufficiali della Provincia di Bolzano:”Per quanto riguarda i risultati sulla conoscenza della matematica l'Alto Adige nel suo complesso (506 punti) si colloca al di sopra della media OECD (494 punti), così come per le scienze naturali (519 a fronte della media 501) e nella lettura: appena al di sopra della media (497 a fronte di 496 punti).

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Probabilità statistica: seminario nazionale del Centro Morin

Si è concluso, a Paderno del Grappa (TV), il XLIII Seminario Nazionale del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin” (22 - 24 Agosto 2014). Il tema di quest’anno:”Comportarsi razionalmente in situazioni di incertezza: la probabilità”.

Un argomento imprescindibile alla luce delle attuali Indicazioni Nazionali per la scuola che colmano una grave lacuna: l’insegnamento della probabilità è diventato fondamentale ed essa è uno spauracchio per quasi tutti i protagonisti della scena scolastica; quest’anno, inoltre, le Indicazioni Nazionali vanno a regime e ciò si ripercuoterà sull’esame di maturità che cambierà del tutto la sua struttura e, tra le prove scientifiche, proprio probabilità e statistica occuperanno un ruolo significativo. 

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L'insegnamento delle probabilità: alcuni punti chiave

Don Mario Ferrari - presidente del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin” – così ha introdotto i lavori del XLIII seminario di formazione per docenti sul tema della probabilità: ”L’incertezza è la situazione di normalità della nostra vita; è forse il suo aspetto più bello, più avventuroso. Se tutto fosse programmato, predeterminato, certo, la vita, credo, sarebbe di una noiosità estrema. L’uomo, però, ha cercato non, di eliminare l’ineliminabile, l’incertezza, ma, in qualche modo, di descriverla, di dominarla, di misurarla così da assumere atteggiamenti ragionevoli nelle situazioni d’incertezza. È un obiettivo perfettamente condivisibile, che dovremmo cercare di praticare fin da piccoli in modo da allenarci per quando si presenteranno scelte decisamente più impegnative. Dovrebbe essere la scuola ad educarci all’incertezza (…), ma il settore statistico e probabilistico è entrato molto tardi nei programmi scolastici. Inoltre l’inserimento di argomenti di probabilità e statistica, non è stato accompagnato da una adeguata attività di formazione degli insegnanti.”

Ricordiamo brevemente lo storico delle Indicazioni Nazionali sul tema: 1979 scuola secondaria di primo grado, 1985 scuola primaria, 1989 programmi PNI e Brocca, dal 2007 tutti i livelli di scuola.

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Didattica della grammatica italiana: il prof. Sabatini ne ha parlato a Rovereto

Si è tenuto ieri a Rovereto, presso l’ex scuola Damiano Chiesa in Via Tartarotti, il Seminario “IL MODELLO VALENZIALE NEL CURRICOLO ITALIANO”, tenuto dal professor Francesco Sabatini, organizzato da Iprase.

L’incontro chiude un percorso annuale di formazione dei docenti sui temi della grammatica valenziale e, allo stesso tempo, inaugura la prosecuzione dei lavori di approfondimento sulla medesima con da un lato, la costruzione del curricolo valenziale, dall’altro, l’organizzazione dei laboratori sul modello grammaticale valenziale; laboratori che partiranno verso la fine di Ottobre e l’inizio di Novembre (iscrizioni sul sito di Iprase) in Trentino.

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Scuole tedesche dell'Alto Adige: i docenti ce li prepariamo in casa

In alcune dichiarazioni precedenti di qualche giorno l'inizio delle lezioni scolastiche in Südtirol-Alto Adige l'intendente scolastico e le autorità preposte sostenevano sostanzialmente, come emerge dai giornali di quasi due settimane fa che: "maestri e professori li vogliamo formare noi".

Ecco allora alcune considerazioni inevitabili:

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