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A Bergamo il V Congresso Nazionale della Federazione Italiana Mathesis

Concluso il V Congresso Nazionale della Federazione Italiana Mathesis: “Matematica 2023. Storie e narrazioni per la formazione e la didattica” svoltosi in due fasi, dal giorno 1 al 3 dicembre a Bergamo e dal 13 al 15 dicembre 2023 a distanza. 

Federazione Italiana Mathesis (federazionemathesis.it)

Immagine nuova Congresso FIM bis bis bis

Più di trenta i relatori che hanno presentato le loro relazioni: da Giorgio Bolondi a Rosetta Zan, Gabriele Lolli, Gemma Gallino, Carlo Toffalori, Luigi Tomasi, Paolo Zellini, Paolo Maroscia, Pierpaolo Antonello, Antonio Criscuolo. Davvero impossibile citarli tutti e, per questo motivo, rimandiamo per il dettaglio al seguente link: Relatori e Comitati – Federazione Italiana Mathesis (federazionemathesis.it) Relatori e Comitati – Federazione Italiana Mathesis (federazionemathesis.it)

L’iniziativa ha destato un larghissimo interesse da parte degli interessati, probabilmente a causa del particolare taglio del congresso che ha affrontato dettagliatamente e con argomenti inaspettati ed inusuali le peculiarità didattiche e pedagogiche dell’utilizzo della storia, delle narrazioni, dello storytelling applicati ad una disciplina come la Matematica per la quale parrebbero poco significative: non è così, tutt’altro: storie e narrazioni sembrano generare grande curiosità e motivazione utili per affrontare la Matematica con rinnovato stupore e slancio. Ne abbiamo parlato con il prof. Carlo Toffalori, presidente di Federazione Italiana Mathesis.

Professor Toffalori, inutile dire che ancora oggi nominare la Matematica “mette in allarme”; davvero l’approccio proposto al congresso, nelle sue innumerevoli sfaccettature – compreso lo storytelling - può essere utile?

Oltre a preservare questa coscienza storica, è importante rinnovare costantemente le forme di comunicazione e di insegnamento della matematica, adeguandole ai tempi. Oggi l'informatica in particolare fornisce nuovi strumenti e suggerisce nuovi metodi per raggiungere e coinvolgere l'ascoltatore.
Su internet anche le curve geometriche più astruse si disegnano in modo affascinante: Geogebra e altri software aiutano a comprendere i segreti dell'analisi matematica e non solo.
A questo si aggiungono film, esperienze teatrali, fumetti, festival, musei intesi come interazione dinamica col visitatore. In verità questa attenzione a porgere in modo appropriato e incisivo la scienza e in particolare la matematica risale a tempi antichissimi, per esempio Platone ne parla diffusamente in vari suoi dialoghi. In tempi moderni, Italo Calvino, uno scrittore molto amato anche dai matematici, ha saputo trasmettere nelle sue opere tanti spunti scientifici e anche matematici in modo profondo e non banale. Per questo ci è sembrato importante dedicargli una sessione speciale del congresso, che racconta appunto questo suo impegno di "comunicatore".

Dunque, usare la storia e la narrazione nella Matematica nella pratica didattica può essere utile.

Credo che nella didattica di ogni scienza, e non solo della matematica, serva un inquadramento storico. Le grandi idee si sono sviluppate nella storia e nel progresso collettivo, magari tramite l’impulso di alcune menti geniali. Dare coscienza di questa loro genesi le valorizza e le vivifica, dunque ne favorisce e chiarisce l’insegnamento. Questo vale a maggior ragione per la matematica, che è la più astratta delle scienze.

La matematica spesso è vissuta dagli studenti come una disciplina utile solo a saper fare calcoli o che costringe ad imparare a memoria formule, definizioni e teoremi da dimostrare; un pregiudizio nei confronti della disciplina che diventa un potente ostacolo per l’insegnante: veicolarla attraverso un approccio storico/narrativo potrebbe aiutare a superarlo?

Come dicevo, sì. Gli stessi numeri non sono soltanto strumenti di calcolo, ma concetti che sono sorti insieme al genere umano e sin dall’antichità si sono associati alle lettere alfabetiche e al linguaggio.

Sarebbe possibile, grazie all’evoluzione storica della matematica, segnalare che si è sviluppata nel tempo, che ha un suo spazio fisico-geografico dove è cresciuta, che si è diffusa grazie alla contaminazione tra persone e saperi diversi, che anche il contesto culturale e sociale ne determina l’evoluzione? Che la Matematica è fatta sia da donne e uomini “come noi” sia da protagonisti particolarmente talentuosi come accade in ogni ambito della conoscenza?

Certamente sì. La matematica che ci è più familiare è quella degli antichi greci, che verosimilmente l’hanno concepita e sviluppata come scienza. Ma ci sono contributi di indiani, cinesi, arabi che derivano da approcci in qualche modo diversi da quello greco. Per esempio, i greci non amarono quella che oggi chiamiamo algebra, preferendo geometria e aritmetica. Ma gli assiri-babilonesi, e più tardi gli arabi, ebbero un gusto algebrico molto più sviluppato.
Allo stesso modo è importante rendersi conto che la matematica, così come ogni scienza, deriva dalla riflessione di donne e uomini: magari di persone di gran talento, pur tuttavia partecipi della nostra dimensione umana, dei problemi della loro epoca, eccetera.

Un ostacolo psicologico, specie in età adolescenziale, sta nel proporre una Matematica che impone e quasi “rivela” verità assolute ed immutabili! L’approccio storico può aiutare e sconfiggere questo ennesimo pregiudizio?

Non credo sia un male, dal punto di vista della scienza, fissare verità e capisaldi. Ma la matematica, come ogni scienza, è dinamica per natura. Scriveva Hilbert che una scienza incapace di porsi nuovi problemi e nuovi orizzonti, dunque cristallizzata, è ormai morta. Anche la matematica continua a rinnovarsi, a raffinare e approfondire le sue teorie. Una coscienza storica di questa sua evoluzione è fondamentale.

Gli insegnanti che hanno inserito nella loro didattica uno sguardo storico sulla Matematica, segnalano un evidente incremento sia della curiosità sia della motivazione; come mai avviene questo?

Penso si possa motivare facilmente sulla base di quanto ho cercato di dire in precedenza. Come pure è importante rinnovare gli strumenti di spiegazione e aprirsi a quelle forme di comunicazione didattica che i tempi nuovi ci mettono a disposizione.

È opinione di alcuni docenti che non vi sia il tempo materiale per inserire ulteriori visioni se non quella che prevede l’approccio tradizionale alla disciplina; ma non varrebbe la pena che il percorso didattico della Matematica si svolgesse interamente in uno sfondo prettamente storico senza nulla togliere a ciò che prevedono le Indicazioni Nazionali?

Io credo che l’insegnamento della matematica debba aprirsi non solo alle forme moderne di comunicazione, ma soprattutto alla prospettiva storica e, in questa ottica, ai contenuti della matematica del Novecento e dei primi decenni del 2000. Al momento questo avviene solo parzialmente, per esempio su calcolo delle probabilità e statistica. Ma, per esempio, la fisica è stata capace di aprire i programmi di insegnamento a queste novità. Magari si può obiettare che in questo modo l’apprendimento si ferma solo alla superficie e non va a fondo. Il rischio è di sapere niente di tutto. Però credo che il pericolo opposto, cioè chiudersi alla novità e limitarsi alla trasmissione del sapere tradizionale, sia ben più grave. Qui lo sforzo dovrebbe essere di chi dirige e coordina la scuola, e anche della comunità matematica nel suo complesso. Però questa coscienza andrebbe condivisa da tutti i docenti e gli amanti della matematica.

Che consiglio dare a quegli insegnanti che volessero cimentarsi con questa pratica didattica?

Di non aver paura di sperimentare, magari approfittando di quelle occasioni che oggi si presentano, come PLS, licei matematici eccetera. In questo modo possono collegarsi ad altri colleghi e docenti universitari sensibili alla problematica e rinnovare insieme le conoscenze. Consiglierei anche di amare la matematica e di non scoraggiarsi. Questo nell’attesa di una riforma che chissà quando verrà. Un altro punto fondamentale è la formazione dei docenti, il loro costante aggiornamento. In tutto questo, grazie a quelle iniziative parziali che ho ricordato, si può cercare di andare oltre al semplice “fai da te”, che, lasciato a se stesso, è benemerito ma rischia di inaridirsi.

Franco Boscolo

Riforma costituzionale: lo scoglio dei poteri del Presidente

La ventilata (da parte dell'attuale maggioranza di governo) riforma del "premierato" inquieta la cosiddetta "sinistra", in quanto sembra ridimensionare i poteri decisionali del Presidente della Repubblica. Le dichiarazioni del Presidente del Senato delle ultime ore hanno rinfocolato le polemiche.

In realtà, oltre al fatto che non c'è ancora nulla di deciso, sembra essersi fatta strada, in alcuni settori politici e dell'"opinione pubblica", una sorta di mitizzazione del ruolo del "capo dello Stato" (definizione che, pearaltro, come tale, non figura nella Costituzione). Dato che ormai da anni parlare di "pericolo di golpe" vuol dire muoversi in uno scenario fantapolitico, non si vede perchè una riforma costituzionale, ormai quasi ottant'anni dopo la sua approvazione, previa ampia discussione parlamentare, non possa avere un senso.

Eugen Galasso

Scompare quasi nel silenzio Toni Negri, protagonista della storia del nostro Paese

Antonio-Toni Negri scompare novantenne a Parigi, dopo una vita di contraddizioni ma anche di produzioni feconde: da un lato, certo, il teorico della violenza operaia quale fondatore dell'"Autonomia operaia", dall'altro il teorico che faceva ragionare ancora una volta sul pensiero politico di Spinoza ma anche sulla realtà dell'imperialismo in "Empire", scritto con Toni Hardt (traduzione italiana 2002).

Certo persona dalla grandi contraddizioni, il pensatore padovano è stato idolo di una generazione ma anche "guardingonel consegnarsi alle autorità italiane (la magistratura gli imputava reati anche gravi) dopo essere stato eletto come indipendente nelle liste radicali, suscitando la rabbia di Marco Pannella, ma la notizia del suo decesso è passata decisamente in secondo piano, segno di tempi diversi da quelli degli anni Settanta, Ottanta e volendo, fino all'inizio del Nuovo Millennio...

Eugen Galasso

Quale l'entità di condanna giusta di fronte ad un delitto?

In un momento nel quale anche i fatti di cronaca, in particolare i delitti, e in particolare i femminicidi, diventano "questione politica", nel caso che l'assassino ventiduenne Filippo Turetta "se la cavi" con uno sconto di pena per "semi-infermità mentale" ciò darebbe, a parte una questione controversa a livello giuridico e anche psichiatrico, sul piano politico un regalo a quelle forze di estrema destra (non solo la Lega, pero', piuttosto movimenti come quello di Gianni Alemanno "Forum dell'Indipedenza italiana") che puntano sul'ergastolo senza remissione nè sconti di pena e che, se fosse possibile (ossia se l'attuale codice penale la prevedesse) punterebbero alla pena di morte.

Eugen Galasso

"Leggere le montagne": così a Bolzano la Convenzione delle Alpi festeggia la Giornata Internazionale della Montagna

Sabato 9 e domenica 10 dicembre nuova edizione a Bolzano del Festival “Leggere le Montagne”, una iniziativa promossa dal Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, che ha la propria sede operativa italiana a Bolzano presso l'Eurac, con l’obiettivo di avvicinare gli amanti della letteratura e della montagna, per celebrare la Giornata internazionale della Montagna.

Per questa edizione del Festival a Bolzano sono previsti ben tre appuntamenti a partecipazione gratuita. 

Si comincia sabato 9 dicembre dalle 10:00 alle 11:30 con una pratica di "Restorative Yoga & Meditazione" guidata dalla bravissima Giulia Manzato che si terrà presso lo studio Wanderlust in via Bottai 14 a Bolzano. Dalle 18:00 alle 19:00 ci si ritroverà presso la Nuova Libreria Cappelli di Bolzano per la presentazione del libro “Il volo” del giovane autore bolzanino Flavio Pintarelli. Ad affiancare l’autore ci sarà Andrea Omizzolo, ricercatore senior di EURAC Research. Infine, domenica 10 dicembre dalle 15:00 alle 17:00 presso il FILMCLUB di via Dr. Streiter, con entrata libera e gratuita, verrà proiettato il film “Le otto montagne”, tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Cognetti, vincitore del premio della giuria al 75° Festival di Cannes e vincitore di ben quattro David di Donatello. La proiezione sarà in lingua italiana, con sottotitoli in tedesco. 

L’iniziativa "Leggere le Montagne", presentata per la prima volta nel 2015, promuove una serie di eventi dedicati al tema della montagna e della letteratura lungo tutto l’arco alpino – e non solo - in occasione della Giornata Internazionale della Montagna istituita dalle Nazioni Unite, e che si celebra annualmente l’11 dicembre. Il Festival promuove le differenze e le somiglianze culturali esistenti nel territorio alpino, e allo stesso tempo, avvicina il mondo della montagna a quello della cultura e della letteratura.

Il Festival è anche l'occasione per parlare della Convenzione delle Alpi, che è il primo trattato internazionale vincolante finalizzato allo sviluppo sostenibile e alla protezione di un'intera catena montuosa, le Alpi. Il trattato è stato firmato dai Paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera) e dall’Unione Europea nel 1991.

La Convenzione quadro contiene i principi guida per una vita sostenibile nelle Alpi, stabilendo degli obblighi specifici in otto Protocolli tematici i cui contenuti sono vincolanti per tutti gli Stati membri. Il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, istituito nel 2003, ha sede politico-amministrativa a Innsbruck (Austria) e sede tecnico operativa distaccata a Bolzano, ospitata presso Eurac Research. Per il biennio 2023/2024, il ruolo di Presidenza della Convenzione delle Alpi è stato assunto dalla Slovenia, nel 2025/2026 le succederà l’Italia. Maggiori informazioni sulla Convenzione delle Alpi sul sito www.alpconv.org

Il generale Vannacci, nonostante le posizioni espresse pubblicamente, fa carriera

Il generale Vannacci, diventato famoso d'estate con il suo libro "Il mondo al contrario", ora viene, se non promosso (il ministro della difesa Crosetto lo nega) almeno trasferito ad altro, e prestigioso, incarico.

Proprio in tale occasione il suddetto generale ribadisce le sue tesi a proposito del femminicidio (che a suo parere non esiste, essendo solo una forma di omicidio), ribadendo la necessità di "padri forti"(chissà se il "colto" generale sa che cosa sia il paradosso di Burali - Forti?) e di una conseguente educazione, di stampo militaresco.

Possibile che nel 2023 personaggi simili ottengano ancora il favore delle folle e che il governo attuale, volendo sbarazzarsi del fascismo, sia ancora attaccato a tali alti rappresentanti delle Forze Armate, che, se hanno letto per caso la Costituzione, ne hanno certamente dimenticato lo spirito?

Eugen Galasso

Scomparso Henry Kissinger

La morte di Henry Kissinger, a 100 anni, segna la fine di un'epoca: ormai ufficialmente fuori dalla scene politico-diplomatica da mezzo secolo, l'ex politologo e studioso di storia, passato alla direzione della politica estera USA, ha continuato a tessere le fila di una politica estera complicata, che non ha mai visto quella "the end of the history" (fine della storia) che anni fa aveva teorizzato il pensatore neocon Francis Fukuyama.

Rimane il ricordo di un'epoca che vedeva la contrapposizione tra due blocchi, una guerra fredda tuttavia mai diventata calda. Kissinger, di origini ebraiche e nato in Baviera ma presto diventato americano, accanto a molti "successi" (quello della pace in Vietnam gli è valso il Premio Nobel per la Pace) ha varie cose da farsi perdonare: in primis certamente l'appoggio al golpe di Augusto Pinochet contro il legittimo governo di Salvador Allende in Cile (settembre 1973), per non dire di una certa interferenza nella politica italiana all'epoca del ventilato "compromesso storico".

Eugen Galasso

Domande sul sindacato in questa fase

Da tempo la "triplice" non marcia più di comune accordo.

Era successo prima dello sciopero indetto da CGIL e UIL di novembre, ma anche prima di alcuni scioperi estivi: la CISL di Sbarra si situa diversamente rispetto al governo e in particolare a Salvini, il "precettatore".

Viene da chiedersi: A) quale sia ormai l'"unità sindacale", in un'epoca in cui i sindacati godono di una credibilità scarsa; B) quale posizioni assumano, al di là di scaramucce interne, i rappresentanti della CISL contrari alla linea di Sbarra.

Eugen Galasso

Media schierati politicamente sui fatti di cronaca

Anche un fatto tragico come l'uccisione di una ragazza da parte del suo ex, per non dire di un episodio più "politico" come la querelle sul recente sciopero, hanno dato l'occasione ai diversi mass-media di schierarsi politicamente.

Per esemplificare: "a destra" il TG 4, "a sinistra" soprattutto La 7, in modo meno profilato i canali RAi e il TG 5, se parliamo di tv, "Libero" e" Il Giornale", "a destra", "La Repubblica" a sinistra, meno profilato "Il Corriere della Sera" se si parla di giornali.

Intendiamoci: e' una tendenza dominante in tutti i paesi, ma più accentuata in Italia, in specie per quanto riguarda tematiche come quella apparentemente meno "politica" come quella dei femminicidi.

Eugen Galasso

La manifestazione di Madrid contro il patto socialisti-indipendentisti

La grande manifestazione svoltasi a Madrid da parte di VOX (ultradestra spagnola) e del Partido Popular contro il governo Sanchez, con la motivazione che il Partito Socialista di Sanchez ha coinvolto nella nuova compagine governativa nazionale anche esponenti degli indipendentisti catalani, non può essere occasione da copiare per adottare strategie simili in Alto Adige/Suedtirol.

E' sufficiente dire che in Spagna tutto è completamente diverso rispetto alla situazione politica altoatesina di oggi: la Spagna è un paese uscito appena a metà degli anni 1970 dalla lunga e terribile dittatura di Francisco Franco y Bahamonde (non meno terribile del fascismo italiano). Dunque i nazionalisti tirolesi, come neppure quelli italiani, hanno motivo di andare a trovare in Spagna motivi per applicare strategie e tattiche simili in loco, vista la situazione completamente diversa.

Per fare solo un esempio, in Spagna la rappresentanza catalana è di ispirazione maggioritariamente socialista, mentre in Tirolo del Sud i due piccoli partiti socialisti (un tempo esistenti, SPS e la SFP di Jenny) sono stati eliminati a favore di una destra estrema.

Eugen Galasso

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