La fiducia smarrita nell'era dell'intelligenza artificiale

Padre Martin M. Lintner: «Senza fiducia non esiste comunità, e senza comunità l'uomo si indebolisce»
La fiducia come fondamento dell'esistenza, delle relazioni e della convivenza civile. Ma anche la crisi che attraversa istituzioni, scuola, famiglia e persino il rapporto con la conoscenza nell'epoca dell'intelligenza artificiale.
Ne abbiamo parlato con Padre Martin M. Lintner, Professore di Teologia morale e Preside dello Studio Teologico Accademico di Bressanone.
Padre Martin ci invita a recuperare il valore del discernimento e della formazione della persona.
 
Padre Martin, oggi sembra che la fiducia, ogni tipo di fiducia stia progressivamente venendo meno. È davvero uno dei problemi più seri del nostro tempo?
Sì, perché la fiducia è uno dei fondamenti della vita umana. Prima ancora delle relazioni sociali, riguarda il significato stesso dell'esistenza. Fidarsi significa credere che la propria vita abbia un senso, che il nostro essere al mondo non sia frutto del caso e che il futuro possa essere costruito.
Dal punto di vista della fede, la fiducia è proprio questo affidamento a un significato più grande di noi. Ma è anche il presupposto di ogni convivenza umana. Se non mi posso fidare dell'altro, non posso collaborare, non posso costruire relazioni autentiche e nemmeno una società stabile. 
 
Eppure oggi la sfiducia sembra diffondersi ovunque.
Lo vediamo chiaramente. Molte persone non si fidano più delle istituzioni politiche, della Chiesa, della scienza o dei mezzi di informazione. Quando un'istituzione perde credibilità, inevitabilmente si producono tensioni che finiscono per indebolire il tessuto sociale. Una società ha bisogno di elementi che la tengano unita. Quando questi vengono meno, aumenta il conflitto e diminuisce la capacità di affrontare insieme i problemi. Non è un caso che chi vuole destabilizzare una comunità spesso lavori proprio sulla distruzione della fiducia reciproca e della fiducia nelle istituzioni.
 
Lei cita anche la crisi della fiducia nella scienza.
La pandemia è stata un esempio significativo. Molti hanno interpretato l'evoluzione delle conoscenze scientifiche come una dimostrazione di inaffidabilità. In realtà la scienza procede proprio attraverso la verifica, la correzione e l'approfondimento delle proprie ipotesi. Il problema nasce quando si pretende dalla scienza una certezza assoluta che non può offrire. E proprio questa irragionevole pretesa genererà sfiducia: si rischia, per un equivoco culturale, di non fidarsi più del metodo scientifico e le conseguenze possono essere molto gravi.
 
Incontrando molti insegnanti, mi riferiscono spesso di giovani poco abituati ad affrontare le difficoltà. È una percezione corretta?
Credo sia un fenomeno reale. Molti ragazzi costruiscono la propria identità sulla prestazione, sul successo o sul riconoscimento esterno. Quando questi elementi vengono meno, emergono fragilità profonde. Spesso incontriamo persone che appaiono sicure di sé ma che in realtà possiedono una struttura interiore molto fragile. La loro autostima dipende da ciò che gli altri pensano di loro o dai risultati che riescono a ottenere. Questo le rende vulnerabili e poco resilienti di fronte alle inevitabili difficoltà della vita.
 
Quanto pesa il sistema educativo in questo processo? E quali sono le conseguenze in termini di perdita di fiducia?
La formazione della persona dovrebbe tornare al centro. Le competenze sono importanti, ma non possono essere l'unico obiettivo dell'educazione. Se formiamo soltanto competenze rischiamo di creare professionisti preparati ma persone fragili.
Una vera educazione dovrebbe aiutare a sviluppare il carattere, la capacità critica, la responsabilità e la consapevolezza di sé. La persona viene prima della prestazione. Se invece, valgo per quello che faccio, non per quello che sono, allora il mio valore diventa sempre precario. Possono così insinuarsi diverse forme di sfiducia.
La prima è la sfiducia in sé stessi: se la mia identità è fondata sul rendimento, sul successo, sulle competenze o sull'approvazione degli altri, ogni debolezza e ogni fallimento mette in discussione il mio valore personale. Non perdo una gara o un esame: altrimenti rischio di sentirmi una persona che vale meno.
C'è poi la sfiducia negli altri: se la società mi valuta continuamente in termini di performance, finisco per percepire gli altri come concorrenti più che come alleati. La relazione perde il carattere della collaborazione e assume quello della competizione.
Consideriamo poi la sfiducia nelle figure educative: se ciò che conta è soltanto il risultato, l'esperienza dell'adulto perde valore. Il docente, il genitore, il sacerdote o il medico non sono più punti di riferimento, ma semplici fornitori di informazioni che possono essere sostituiti da una ricerca online o da una chat.
Significativa è anche la sfiducia nelle istituzioni: quando tutto viene valutato in termini di efficienza e risultato immediato, le istituzioni vengono giudicate esclusivamente per ciò che producono nel breve periodo. Se non soddisfano le aspettative, vengono rapidamente considerate inutili o inaffidabili.
 
In questo quadro si inserisce anche l'intelligenza artificiale. Molti giovani sembrano attribuirle una fiducia quasi assoluta.
È una questione molto delicata. Spesso si tende a identificare la persona con le sue capacità cognitive e con i dati che produce. Ma l'essere umano non è riducibile a un insieme di informazioni. I sistemi di intelligenza artificiale elaborano dati, individuano correlazioni e costruiscono risposte statisticamente plausibili. Possono essere strumenti molto utili, ma non comprendono realmente ciò che elaborano. Mancano la coscienza, l'esperienza vissuta, l'empatia, la dimensione relazionale e quella
spirituale.
 
Alcuni arrivano addirittura ad immaginare una sorta di sopravvivenza digitale della persona.
È una visione estremamente riduttiva. Anche se un giorno fosse possibile conservare tutti i dati di un cervello, non per questo avremmo conservato una persona. La persona umana è molto più della somma delle informazioni che possiede. Ridurla a un archivio
di dati significa perdere ciò che la rende realmente umana. 
 
Molti studenti verificano il docente attraverso una chat, ma raramente verificano la chat attraverso le fonti. 
Questo è uno dei rischi maggiori. L'accesso all'informazione non coincide con la conoscenza e, ancora meno, con la saggezza. Oggi chiunque può trovare migliaia di informazioni in pochi secondi. Ma senza discernimento e capacità critica diventa difficile distinguere ciò che è affidabile da ciò che non lo è. La vera competenza consiste proprio nella capacità di valutare, interpretare e comprendere.
 
Possiamo allora parlare di una crisi della fiducia che riguarda anche il sapere?
Certamente. Molti credono che avere accesso alle informazioni equivalga a possedere la conoscenza. Non è così. Un medico non vale per le informazioni che può consultare online, ma per gli anni di studio, esperienza e giudizio che gli permettono di interpretarle correttamente. La conoscenza richiede formazione. La saggezza richiede anche esperienza.
 
Questa crisi può diventare un'occasione di rinascita?
Le crisi sono sempre momenti difficili e spesso dolorosi. Tuttavia il termine stesso, nella tradizione greca, richiama l'idea del discernimento. Le crisi obbligano a scegliere, a rivedere ciò che conta davvero. Possono diventare occasioni per recuperare relazioni autentiche, responsabilità condivise e fiducia reciproca. La fiducia non è un lusso. È ciò che rende possibile la vita comune. Senza fiducia non esiste comunità. E senza comunità l'uomo finisce inevitabilmente per impoverirsi.
 
Franco Boscolo

Bressanone: nuove case in cooperativa anche grazie al supporto di Obiettivo Casa di AGCI

Alle ore 15.00 di lunedì 30 marzo, in via Vinzenz Gasser a Bressanone, si terrà la cerimonia ufficiale di consegna delle chiavi dei nuovi alloggi realizzati nell’ambito del progetto di edilizia abitativa agevolata “Vinzentinum”, uno degli interventi residenziali più significativi attualmente in corso nella città. Il progetto ha portato alla realizzazione complessiva di 17 alloggi, destinati a tre cooperative edilizie. Tra queste, la Cooperativa Progetto Casa Gruppo 1, che oggi ha il piacere di consegnare le chiavi ai propri 5 soci, completando un percorso amministrativo, tecnico e costruttivo portato avanti con grande impegno negli ultimi anni. 

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le tre centrali cooperative operanti sul territorio – Coopbund Alto Adige Südtirol, Siedlungswerk e AGCI Alto Adige Südtirol – una sinergia che conferma il valore del modello cooperativo nella realizzazione di interventi abitativi accessibili e di qualità. L’iniziativa, coordinata dal Responsabile del Procedimento, Arch. Bruno Stefani, ed è stata accompagnata in tutte le sue fasi dal servizio Obiettivo Casa di AGCI Alto Adige Südtirol, che ha curato l’assistenza ai soci, la gestione delle procedure e i rapporti con gli enti competenti. 

L’intervento affonda le sue radici in un concorso di progettazione, vinto dallo studio AREA Architetti Associati, coadiuvato dall’Arch. Roberto Pauro, autore del concept architettonico che ha definito l’impostazione generale dell’intero comparto residenziale. Successivamente, come previsto dalla normativa provinciale, è stata indetta una gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori, aggiudicata all’impresa Lovisotto Giancarlo s.r.l., che ha portato a termine l’opera con professionalità e continuità.

I lavori sono iniziati nel 2024 e si sono sviluppati secondo il cronoprogramma approvato, fino alla conclusione delle opere e alla consegna odierna. Gli edifici consegnati certificati CasaClima Classe A Nature, garantiscono elevati standard di efficienza e comfort abitativo, rispettando rigorosi criteri di sostenibilità ambientale attraverso l'uso di materiali ecocompatibili, risparmio idrico, alta qualità dell'aria interna, comfort acustico e protezione dal radon. L’impresa esecutrice ha realizzato l’intervento nel pieno rispetto dei requisiti tecnici e qualitativi previsti dal progetto esecutivo.

La consegna delle chiavi rappresenta un momento particolarmente significativo per le famiglie coinvolte e per l’intera comunità di Bressanone, che vede completarsi un intervento strategico nella nuova zona di espansione del Vinzentinum, già oggetto di attenzione da parte della stampa locale.

Invito all'inaugurazione del progetto "Un modello abitativo per la longevità"

In un momento storico segnato da una forte crisi abitativa, il progetto di abitare collaborativo promosso dalla Cooperativa Sole apre nuove possibilità: un modello che valorizza la partecipazione, l'inclusione sociale e l'accessibilità, favorendo lo sviluppo di reti intergenerazionali e comunità solidali.
Il progetto verrà inaugurato giovedi 18 settembre 2025, alle ore 9:30 in Via Aslago 7/3 a Bolzano (in caso di maltempo l'evento si terrà presso la Sala Rosenbach in Piazza Angela Nikoletti 4)

Durante l'evento esploreremo le potenzialità di queste soluzioni abitative per creare quartieri inclusivi e sostenibili, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili e alle fasce sociali svantaggiate.
L'inaugurazione sarà l'occasione per presentare il progetto a cura di Roberta Massi (Presidente Cooperativa Sole) e Nicola Grosso (AGCI Alto Adige Südtirol). Seguirà la presentazione del Team di Cooperativa Sole, con testimonianze dirette delle residenti e dei professionisti con un ringraziamento speciale ai partner che hanno sostenuto l'iniziativa. Saranno presenti Patrizia Brillo, Assessora alle politiche sociali, sanità e sport del Comune di Bolzano e Liliana Di Fede, Direttrice dell'Azienda Servizi Sociali del Comune di Bolzano assieme a funzionari provinciali, comunali e dell'Istituto Edilizia abitativa.

Si tratta di un'iniziativa nata oltre cinque anni fa, fortemente sostenuta da AGCI Bolzano, che ha finalmente preso vita: gli appartamenti di proprietà comunale in via Aslago 7, nel quartiere di Oltrisarco, sono stati formalmente assegnati da IPES, ed hanno ricevuto il benestare dell'Azienda Servizi Sociali del Comune di Bolzano (ASSB) per quanto riguarda la selezione ed il monitoraggio dei beneficiari. Oggi il progetto è supportato dall'Ufficio Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Bolzano.

Il progetto prevede la gestione di sei appartamenti in via Oltrisarco destinati a famiglie e singoli in condizioni di difficoltà economica, attraverso un percorso di inclusione sociale che coinvolgerà giovani, anziani e, in particolare, donne in situazioni di fragilità. L'intera iniziativa sarà monitorata attraverso il progetto europeo "HORIZON 2020 - ASSETS" in collaborazione con l'Università di Bolzano e altri partner internazionali di cui questo di Bolzano è un caso studio. Si tratta di un'iniziativa sviluppata in sinergia con numerose realtà del terzo settore.

L'inaugurazione del 18 settembre si concluderà con un tour all'interno degli spazi abitativi e nelle aree comuni e con un buffet solidale offerto dalle residenti del progetto di Abitare Collaborativo di Cooperativa Sole a tutte e tutti i partecipanti.

Un modello abitativo per la longevità

Il dibattito sulle nuove forme di intervento sociale nell'epoca della crescita esponenziale del numero degli anziani, con tutti i problemi sociali, sanitari ma anche dei rapporti interni alle famiglie sempre più pressate dai doveri di assitenza ai propri cari, è molto forte. A Bolzano parte una iniziativa concreta.

PRESENTATA LA GUIDA "Piattaforma Confidi cooperazione"

Il progetto "Piattaforma Confidi cooperazione", presentato il 5 giugno a Bolzano, ha preso avvio nel marzo 2024 con lo scopo di informare tutte le cooperative dell'Alto Adige sulle possibilità di facilitare l'accesso al credito avvalendosi di diverse forme di garanzie. 

Soddisfazione è stata espressa dall'Assessora alla cooperazione Rosmarie Pamer che ha partecipato all'incontro per il lavoro svolto ed un forte apprezzamento all'ente di garanzia CONFIDI ALTO ADIGE per l'importante ruolo svolto per favorire l'accesso al credito alle cooperative.

Le cooperative, un modello imprenditoriale per il futuro

Il 22 maggio 2025, presso la Libera Università di Bolzano, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei risultati del Centro di Competenze per il Management delle Cooperative. Il Centro di Competenza per il Management delle Cooperative è il frutto della collaborazione tra la Libera Università di Bolzano, le Centrali Cooperative e le Istituzioni Pubbliche.
Durante l’evento è stato presentato il primo rapporto di attività, evidenziando il contributo strategico delle cooperative al tessuto economico e sociale.

AGCI convegno foto

Ruolo della cooperative per aiutare la città: incontro di AGCI col candidato Sindaco Gennaccaro

Si è tenuto giovedi 17 aprile l’incontro richiesto da AGCI con il candidato sindaco della lista “CIVICA – IO STO CON BOLZANO”, Angelo Gennaccaro.
Durante l’incontro, sono stati affrontati temi centrali per la città di Bolzano come casa, giovani, anziani, minori e innovazione.

AGCI ha presentato al candidato Sindaco le proposte che sta ponendo all'attenzione dei diversi candidati a Sindaco che sta incontrando in questi giorni.

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