assumere legalmente

Enrico Lillo: evitiamo con il voto un terzo commissariamento del Comune. Sarebbe un disastro.

Enrico Lillo, Lei candida alle elezioni del prossimo 8 maggio nella lista Alleanza per Bolzano che sostiene Giorgio Holzmann per la carica di Sindaco. Lei, però, è stato anche uno dei promotori di questa lista civica, e quindi la prima domanda è: quali le motivazioni che l’hanno portata a mettersi insieme con altri movimenti e con tante singole persone in un unico contenitore politico? 

La risposta a questa domanda l’ho già inserita su uno dei miei volantini per la propaganda elettorale. Le motivazioni sono principalmente tre: la grave situazione politica in cui versa la città di Bolzano e la necessità quindi di darle un governo stabile efficace ed economicamente sostenibile. La voglia di impegnarmi in politica ancora una volta con spirito di servizio e per la mia Comunità. L’aver trovato in Alleanza per Bolzano un gruppo di amici e concittadini che con la loro volontà di partecipazione hanno deciso di scendere in campo per dire la loro opinione e sviluppare l’azione politica necessaria per rinnovare Bolzano.

In Austria un candidato Presidente che fa nascere molti interrogativi

Norbert Hofer, nordtirolese, FPOE (partito nazional-liberale, come lo definiva il vero autore della "svolta", Onkel Joerg, ossia Joerg Haider, il cui mistero della morte rimarrà forse irrisolto forever...), sembra un "good boy": il suo partito ha vinto, come in altre parti d'Europa, per l'incapacità della "Disunione europea" di programmare e determinare i flussi migratori, per l'assenza dell'ONU (è questione internazionale, riguarderebbe anche questo mastodonte ormai-credo-inutile e brontosaurico che si chiama UNO_ONU o come volete...), quindi è frutto di scontento.

Non ho la doppia cittadinanza, nonostante origini anche austriache , né la prenderò, visti certi sviluppi... E qui vengo al secondo "corno" del dilemma Hofer-FPOE... in Austria è nato anche il Fuehrer, che all'inizio non si pensava facesse certe cose; non lo pensava il "Piccolo Uomo" denunciato da Wilhelm Reich, ma neanche molti politologi e neppure la "sinistra" dell'epoca, salvo lodevoli eccezioni...

Temo anche che la vittoria di Hofer e dei suoi incoraggi la dottoressa Eva Klotz e chi in Sudtirolo spera nella "Wende" definitiva.... Ma forse mi sbaglio, forse ha ragione Salvini e chi si ferma al "primo corno" della questione sollevata all'inizio di questo breve testo. Vedremo come il partito in questione agirà. Che questa Europa sia un malinteso credo sia ormai dimostrato, vertice di Hannover o meno...

Eugen Galasso

Bolzano: riuscire a costruire un governo della città. Questa la sfida del candidato Sindaco che otterrà più voti l'8 maggio prossimo

Sabato 23 maggio, l’appuntamento per le interviste pubbliche con i candidati al posto di Sindaco di Bolzano è fissato dentro al Comune. Gente comune presente a questo momento civico importante? Mah, forse qualcuno?
Invece fuori, sulla pubblica via, tanta gente, turisti solamente?, che osservano un mucchio di giovani schierati come militari, ma militari non sono, sono i componenti dell’associazione culturale degli Schuetzen.

Holzmann: cosa farei da Sindaco di Bolzano

Giorgio Holzmann: Lei è candidato al posto di Sindaco della città di Bolzano. E lo è in quanto leader di un nuovo soggetto politico locale, di un’alleanza che non nasce intorno ad un’ideologia, in cui si sono riuniti cittadini, movimenti e gruppi politici già esistenti. La sua alleanza, vediamo, non fa politica con le polemiche e le baruffe, ma si muove per conseguire obiettivi di programma. Però una polemica vi ha coinvolto: quella sulla mancata candidatura unitaria dell’avvocato Janes, che avrebbe potuto mettere insieme un largo fronte politico ed avrebbe avuto più forza per sostenere il rinnovamento cittadino.

Noi abbiamo lavorato molto sul programma. Per prepararlo abbiamo fatto diverse riunioni tra di noi, sentendo l’opinione di diversi esperti, e poi lo abbiamo messo in rete a disposizione dei cittadini che in molti hanno collaborato alla sua stesura. Parallelamente abbiamo iniziato una selezione di persone da candidare alle elezioni ed iniziato un corso di formazione politica ed amministrativa. Questo lavoro preparatorio ha creato un gruppo di candidati molto valido, ed un grande entusiasmo e coesione tra le persone ed i movimenti che aderiscono alla nostra lista. Come si sa la mia candidatura è maturata vista l’assoluta indisponibilità del raggruppamento di Urzì (che a livello nazionale fa riferimento a FINI), a qualsivoglia dialogo con noi. Non ci è restato che prenderne atto e proseguire per la nostra strada. La candidatura dell’avv. Janes sarebbe stata certamente prestigiosa ed avrebbe potuto riunire tutto il centrodestra. Ho dato immediatamente la mia disponibilità a ritirarmi per favorire la più ampia convergenza ma, anche questa volta, da Urzì è stata impedita la grande alleanza del centrodestra. 

Il nichilismo degli estremisti islamici

(2015) Non vorrei aggiungere molto alle considerazioni possibili sull'ISIS e le sue azioni criminali a Parigi(città che amo particolarmente, ma questo non c'entra, lo so), ma qualcosa mi sento di dire, da laico non certo ateo, ma decisamente "eretico".

I fanatici religiosi del "Califfato" sono, paradossalmente, dei nichilisti (da nihil=nulla). Vogliono conseguire il loro scopo, l'immortalità, immolandosi, autodistruggendosi (per sfuggire alla condanna lo fanno sempre) e annichilendo innocenti inermi. In questo sono uguali a tanti fanatici religiosi (anche molti cristiani si sono comportati così e forse lo farebbero ancora, se le teologie di riferimento non fossero cambiate). Mirano, per riprendere un concetto di Jean Guitton, filosofo cattolico (che ha influenzato il Concilio Vaticano Secondo, va però precisato), parlando dell'"assurdo", concetto che attribuisce a Sartre, quale "muro invalicabile" rispetto al "Mistero" che sarebbe la scala in grado di condurre in Altro, verso l'Oltre, appunto all'"assurdo", non certo al "Mistero" e ciò per sé come per gli altri, che uccidono senza alcuna pietà.

Avviata la revisione dello Statuto d'Autonomia

AVVIATA LA REVISIONE DELLO STATUTO D'AUTONOMIA DEL TRENTINO-ALTO ADIGE

Il là al percorso che porterà al nuovo Statuto d’Autonomia per il Trentino Alto Adige l’ha dato oggi, a Bolzano, il Presidente del Consiglio provinciale Thomas Widmann. E, con lui, dal suo vice Roberto Bizzo e dal Presidente della Provincia, Arno Kompatscher.

Il percorso delineato da una apposita legge approvata dal Consiglio provinciale prevede una prima fase di ascolto della “società civile”, attraverso una serie di incontri aperti alla partecipazione dei cittadini e che porterà alla creazione di un“forum dei 100” formato da cittadini che si saranno autocandidati, e della Convenzione formata da 33 componenti, dei quali 8 estratti dal “forum dei 100”.

Martelli critica Renzi in nome dell'essenza delle democrazie liberali

Claudio Martelli, già vice-leader del PSI,ex- ministro della Giustizia e pensatore dell'allora Partito Socialista ("Nietzsche filosofeggiava con il martello, il PSI con Martelli", una battuta d'epoca), parla ("QN"del 23 ottobre) dell'essenza delle democrazie liberali, in cui ci sono "robusti contrappesi istituzionali" rispetto ai leader politici, mentre oggi Renzi tenderebbe a "cambiare la geografia politica"e i "connotati del proprio partito e annettendosi pezzi dei partiti avversari".

 

Vero, diremmo, con l'unica minima rettifica che Renzi ha sì cambiato i connotati del PD, ma al tempo stesso essi erano già "bastardi" ab imo, dato che il PD nasce male, da un compromesso tra ex-PCI, ex-PDS, DS, Ulivisti e ex-DC, poi Margherita (dove non si capiva se fosse quella del "m'ama, non m'ama" oppure la pizza omonima...), da una tardiva "sindrome ulivista", indotta dalla sconfitta di Al Gore (forse truccata, ma non poi del tutto...), dall'uscita di scena di Tony Blair, dal non essere comunque mai un "Democratic Party", stile USA, nonostante la pubblicità della nascita del partito seguisse vergognosamente quella linea, con il richiamo in inglese per le allora (2007) feste di partito.  

 

Sarà per innato "estremismo" da parte mia ("Sia dunque il vostro parlare sì  sì, no no. Il resto procede dal Maligno", Matteo 5, 37, una regola cui l'allora DC, sia detto con forza, non si è attenuta praticamente mai) .  

 

Certo, Renzi è un "maneggione", un esempio di non alto machiavellismo politico, il premier che sa parlare alle massaie (sia detto con il massimo rispetto, s'intende) ma non a varie componenti del proprio partito, che però finiscono con il piegarsi, sussurrando (forse) il mitico "Obbedisco"...    

 

Eugen Galasso 

Pare improprio il lavoro della Chiesa locale per scegliere il futuro Sindaco di Bolzano

 Leggo in un numero vecchio dell'"Alto Adige" un lungo articolo di Paolo Campostrini sulle iniziative del GEIS (Gruppo ecclesiale di impegno sociopolitico) notoriamente guidato dal prof. Don Paolo Renner.  

 

Da un lato, complimenti perché almeno tutto viene dichiarato, dato ad extra, né Renner si nasconde, anzi, quindi "i giochi sono fatti".

 

Dall'altro, però, tante riserve: perché voler a tutti i costi dare alla città un sindaco "cattolico", magari un "cattolicone" come lo era Gigi Spagnolli?

 

Perché mai un sindaco laico, in questa città (parlo della Bolzano moderna, post-seconda guerra mondiale)? Da Ziller in poi, solo cattolici. Eppure, a Dio piacendo (lo sottolineo) dei non-cattolici hanno guidato il paese, da Spadolini a Craxi al presidente della Repubblica più amato dagli italiani, Pertini. Né, ci sembra, sono stati i peggiori, anzi...

 

A livello locale anche, in tutta Italia, a Bolzano mai. Sarà per questioni etniche, id est di rapporti con la SVP, partito (almeno ufficialmente) iper-cattolico, per non dire anche clericale? Può essere, ma non sappiamo se sia effettivamente così.  

 

Certo dispiace che una persona capace (e "laica", a suo modo ) colta non solo a livello teologico come don Renner abbia "tirato, per ben due volte (forse tre, ma la terza volta non ha funzionato) la volata a un personaggio come Spagnolli, ma più in generale che la longa manus di sua maestà la Chiesa cattolica (le altre qui sono minoritarie, anzi sono sostanzialmente delegittimate dalla vox populi e da quella dei poteri dominanti), anche se rappresentata da un"illuminato" come il prof: Renner, si estenda così tanto da proporre propri candidati: in altri paesi, compresa la vicina Austria, ciò è difficilmente concepibile.

 

Il dott.Rebecchi, "cavallo su cui punta" il citato GEIS sarà un'ottima persona, personalmente non la voterei per il "marchio" che porta.  

 

Sarò eccessivo, sarò "fanatico", ma credo che, specialmente in una realtà come quella made in South-Tyrol le candidature debbano venire dal basso, dal partiti e movimenti culturali, non da quelli ecclesiali, che dovrebbero piuttosto indicare linee generali, non nomi di candidati.    

 

Eugen Galasso

Napolitano: un Presidente emerito santificato del tutto fuori luogo

L'intervento del "Presidente della Repubblica emerito" (per chi scrive solo "ex-presidente") Giorgio Napolitano in Senato ieri (con tutta la sua tipica prosopopea) è incredibile: una sensata protesta contro interventi gravissimi-per chi scrive para-golpisti- di Napolitano ha scatenato una marea di bordate polemiche contro "i reprobi": "chi tocca Napolitano muore", potremmo riassumere così questa situazione.

 

Il presidente che nel 2011 ha nominato autoritativamente e in modo extra-parlamentare e "personalistico" (avevo sentito circolare il nome più di due mesi prima della nomina, a Torino in ambienti FIAT) Mario Monti Presidente del Consiglio senza indire nuove elezioni, viene assurto tout court a "pater patriae", a salvatore della Costituzione, senza in alcun modo indagarne responsabilità e colpe - a suo tempo, invece, Francesco Cossiga era stato demonizzato come golpista.

 

"Perché?" si chiederà qualcuno; evidentemente perché Napolitano è funzionale a certe parti politiche, non ad altre, a loro volta demonizzate.

 

Poco da dire sulla riforma del Senato (che non è vera abolizione, ma un compromesso tipicamente "à l'italienne" per salvare capra e cavoli), di cui  si dovrebbe discutere a parte, ma la santificazione di Napolitano appare fuori luogo e forzatamente imposta da politici e mass-media al "Popolo bue" (e in parte lo lo è veramente, se beve tutto quanto viene propinato...).

 

Un tema su cui riflettere, a parte la singola persona Napolitano...   Vediamo se in seguito si agirà ancora così o si potrà ragionare (ne dubito, ma...) in modo più "laico"...      

 

Eugen Galasso

L'Alto Adige delle Opzioni

L'Alto Adige delle Opzioni

Le lettere aperte. 1939-43: intervista di Max Carbone a Christoph von Hartungen (parzialmente citata in “Corriere dell’Alto Adige”, 27 ottobre 2006). Lettere, scritte a mano. Inviate, intercettate dalla censura. Aperte, lette, trascritte, richiuse e rispedite. La censura era quella fascista, gli anni erano quelli tra il 1939 e il 1943, il luogo il Sudtirolo. Erano le cosiddette “opzioni”, il malaugurato tentativo attuato dai governi italiano e tedesco di mettere ordine nella questione altoatesina. La popolazione di madrelingua tedesca e ladina della provincia di Bolzano fu posta di fronte ad una scelta drammatica: mantenere la cittadinanza italiana e rinunciare ad essere considerata tedesca, oppure optare per quella tedesca, vedersi liquidati tutti i beni e trasferirsi oltre confine.

... parlando di toponomastica "cattolica" ...

Alcune considerazioni da parte mia, ma più che  altro di stampo sociologico, che non vorrebbero (necessariamente) essere polemiche.   

Che nell'immaginario collettivo italiano sia presente il cattolicesimo è indubbio: pensiamo al valore del "Patto del Nazareno": sede PD, Roma, sita in via del Nazareno, quindi nulla di particolare, ma fosse stata Via delle Botteghe Oscure, dove una volta era sito il PCI, nulla. Piazza del Gesù, dove aveva sede la vera "Balena Bianca", la DC, era forse troppo identificata con un partito "confessionale", mentre la confluenza di ex-comunisti ed ex-DC di sinistra (demitiani, prodiani, rosybindiani, sempre che ci siano, forse mattarelliani) "fa la forza". 

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