Dai e dai, scoppierà il casino!!!

La crisi nord-coreana, culminata con i fatti di poche ore fa (un esperimento nucleare, con una bomba H, che ha creato sommovimenti tellurici in Giappone e Corea del Sud, tra l'altro) dimostrano che la "crisi di Ferragosto" non era affatto risolta, che il pericolo dato dalla forza nucleare (relativa, ma comunque rilevante) della Repubblica Popolare della Corea del Nord è tuttora minacciosa, che i toni del "capo supremo" Kim Jong-Un non sono per nulla inclini alla pacificazione, anzi.

Sarà stata la presidenza Trump (ormai presidente da più di mezzo anno), sarà altro (nessuno è nella mente del presidente-dittatore coreano), ma la situazione, almeno per ora, non è per nulla tranquilla... La Cina finalmente pare assumersi un compito attivo nella questione, e se fosse così le speranze di una ricomposizione - polemica, "con la faccia feroce", con proclami verbali di disastri immani - sarà forse possibile, evitando il peggio, che ci toccherà poi tutti.

Aggiungere altro sarebbe imprudente, in attesa di ulteriori sviluppi. Solo una considerazione: essendo quella di Kim una dinastia, che rimonta al famoso Kim Il-Sung, nonno paterno dell'attuale presidente, vissuto dal 1912 al 1994, viene da dire che, però, la figura del "leader maximo nordcoreano" che pure aveva tratti decisamente criticabili, non era apparentabile a quella di Kim Jong-Un... Era anch'egli un militare, ma nelle sue opere (che chi scrive aveva letto con attenzione) non si avvertono quei toni di minacce invece fortemente presenti nei discorsi del Kim attuale...

Eugen Galasso

Un SPD poco caratterizzata, segnale della più ampia crisi del socialismo

In un bel saggio di William Irigoyen, giornalista francese e specialista di problematiche germaniche, si mette l'accento sulla crisi della SPD, il partito socialdemocratico tedesco, di grandi tradizioni storiche, fondato in una seconda fase da Ferdinand Lassalle e dal 1959 in rotta con il marxismo (Programma di Bad Godesberg), che oggi stenta a distinguersi dalla CDU (il partito di centro della cancelliera Merkel).

Vero che la SPD sembra sempre più legata all'economia di mercato (neppure alla Soziale Marktwirtschaft, ossia "economia sociale di mercato" ma tout court di mercato...), ma il punto è, per es., che non recupera neppure più il tema cooperativo (in Germania la cooperazione non è compromessa come in Italia) o altre problematiche sociali, ma sembra essersi appiattita su un europeismo stolido (e qui invece la Merkel sembra capace di qualche "guizzo innovatore").

Il fatto è, però, che, anche prescindendo dalla Germania, in tutta Europa e forse in tutto il mondo è la socialdemocrazia e il socialismo, comunque, a sembrare carente di "spinta propulsiva"; al di là di differenze specifiche, si nota un complessivo appiattimento, una sorta di omologazione che rende difficile distinguere i socialisti dalle "forze moderate" (espressione invero solo made in Italy o quasi) e dal centrismo. Una condizione non eccelsa, in realtà.

Eugen Galasso

Un PD "nervoso"

UN PD "nervoso", in crisi, almeno parziale, tra la politica "securitaria" di Minniti e la linea "meno dura" di Orlando, ma anche le querelles legate alle elezioni siciliane, con tanto di "diversità" sui candidati e la rottura tra il PD e le forze (invero neppure troppo esigue) alla sua sinistra, MDP e SI, dove non si sa se sarà questione solo siciliana oppure una questione più ampia, con riflessi a livello nazionale.

Un PD, complessivamente, ancora diviso tra renziani e antirenziani, con un'indubbia sindrome emorragica verso sinistra (MDP-Articolo 1, in particolare), ma anche con vari dubbi da parte dei/delle militanti su molte questioni, nonché il calo comunque indubbio nelle ultime elezioni amministrative.

Eugen Galasso

Gentiloni apre il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini

Esordio del Meeting di "Comunione e Liberazione" a Rimini, un appuntamento ormai istituzionale, che si ami o meno (io molto meno...) il movimento ecclesiale in questione, con il consueto discorso del "primo ministro", stavolta Paolo Gentiloni, impegnato a commentare il terribile attentato nella capitale catalana... con la consueta voce cantilenante, noiosa, che dà l'impressione di ripetere frasi di circostanza.

Può essere solo un'impressione, ma anche le impressioni hanno qualche ragione d'essere e spesso sono quantomeno segnali da cogliere...

Ribadendo poi l'assolutezza dello "ius soli" (non voglio qui fare valutazioni), Gentiloni va incontro a polemiche certe, in settembre, che saranno più forti dopo quanto successo in Catalogna, appunto...

Eugen Galasso

Cosa mostra l'attentato ISIS di Barcellona

Ora, dopo l'attentato di giovedì a Barcellona, con tutte le controversie (per fortuna ora sullo sfondo) tra Cataluna e Espana, torna il terrore. Un disastro, invero, un'ulteriore tragedia che sembra ormai confermare: A) Che nessun paese europeo e occidentale (ma non solo, vale per tutto il mondo) è sicuro rispetto a questo terrorismo fanatico. Al tempo stesso, vari politologi e specialisti dell'Islam, continuano ad affermare, riferendosi alle débacles militari dell'ISIS, in specie in Siria, che lo stesso ISIS sarebbe in crisi, mentre questi sarebbero solo "lupi solitari". Non credo sia così: la forza di penetrazione e propaganda dell'ISIS, purtroppo, continua ancora a fare proseliti... ; B) Che la politica di Obama, troppo "filoislamica" è stata, per molti aspetti, catastrofica, comunque non ha fatto molto per impedire l'avanzata dell'ISIS, anzi... Eugen Galasso

Vediamo di capire il perchè della crisi venezuelana

L'atteggiamento dei media internazionali rispetto alla crisi in Venezuela è "curiosa": da un lato negli States tutti schierati contro Nicolas Maduro Moros, anche se criticano Donald Trump, in Europa qualche differenza esiste, con vari apologeti (ma c'è Aldo Grasso, studioso di TV, che attacca gli stessi, definendo tout court Maduro un dittatore), mentre la situazione sembra essere più complessa.

Al potere attuale (quello che si dice "chavista"-"bolivariano) c'è una nuova élite militare, con una parte del proletariato chavista ancora fedele a Maduro, che tende alla dittatura; dall'altra un'opposizione frazionata e frastagliata, dove la vecchia alta borghesia, appoggiandosi agli States e ad altri paesi, anche latinoamericani, cerca di accerchiare il potere, per ritornare dov'era. Rivalità tra bande, come dice qualcuno, dove golpismo e caudillismo sono sempre dietro l'angolo... Putschismo, contro-putschismo (o di segno leggermente diverso), comunque il Venezuela è da almeno un anno in una situazione terribile, creata paradossalmente da Maduro ma anche dai suoi antagonisti...

Eugen Galasso

Strage di Bologna del 1980. Si commemora ogni anno ma certezze sugli autori ancora mancano.

Ricorre l'anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980. E' stato trasmesso anche un film che la rievoca, i giornali ne hanno scritto nuovamente. Ma è da segnare il fatto che, a 37 anni di distanza, i mandanti non sono stati identificati.

Che però, nelle rievocazioni, "Libero", abitualmente attento alle cose, parli senz'altro di responsabilità estere, id est palestinesi, anzi della componente palestinese filosovietica (allora l'URSS c'era ed era una presenza "pesante"), mentre - sempre secondo questa narrazione - la pista neofascista sarebbe stata solo un'attribuzione di comodo, un depistaggio: ciò a me pare francamente esagerato. Le responsabilità neofasciste appaiono certe, al di là di eventuali ingerenze straniere, il che non vuol dire che siano stati precisamente Valerio (Giusva) Fioravanti e Francesca Mambro gli esecutori materiali dell'attentato (su questo ci sono ancora dubbi).

Vari anni fa (era forse il 2011) avevo assistito a Bologna, in Piazza Maggiore, a un documentario significativo sulla strage. Desecretare gli atti sarebbe più che opportuno, che non vi siano ancora certezze è scandaloso, che i familiari delle vittime protestino appare assolutamente nella logica delle cose, che quest'anno sia toccato al ministro Galletti sorbirsi i fischi è quasi una condizione fisiologica.

Eugen Galasso

Venezuela: il fallimento politico economico del Presidente Maduro

L'esperienza del Venezuela presieduto da Nicolàs Maduro Moros (successore designato di Chavez, scomparso ormai tre anni e mezzo fa), appare sostanzialmente catastrofica: in tre anni il paese si è paurosamente impoverito, vi è in atto una vera e propria guerra civile (non mascherata, ma reale), con morti e feriti.

Chi scrive non esclude che tra gli oppositori ci siano forze di estrema destra, più o meno avallate (o sostenute) dalla CIA o da altre organizzazioni consimili, ma l'esito dell'"amministrazione Maduro" non è comunque in alcun modo "giustificabile": Maduro, che oltre a tutto sembra sia Colombiano (in America Latina, anche nei paesi "di sinistra", il nazionalismo è sempre stato fortissimo - Peron e i peronisti in Argentina, Castro, Fidel e Raùl a Cuba etc.), ha iniziato male (facendo sparare su un gruppo di studenti) e ha proseguito peggio, con le conseguenze che vediamo... ogni giorno, oltre a tutto...

Un vero disastro, politico (caudillismo verso le opposizioni), economico, sociale, con il cibo che non si trova, l'energia elettrica razionata (assurdo in un paese come il Venezuela, uno dei principali produttori di petrolio al mondo) mentre Maduro e i suoi, orientati ad imporre una Asamblea Nacionàl Constituyente, sanzionata dal referendum (blindato, se non proprio "truffa"), si barrica verso l'esterno, ricorrendo alla repressione poliziesca e militare (quasi solo i militari appoggiano il suo governo).

Eugen Galasso

L'Alto Adige davvero superiore in efficienza al resto delle regioni italiane?

Non avendo più molta esperienza di Suedtirol/Alto Adige, mi stupisco sempre. Stamattina da Bolzano mi recavo a Merano: partenza alle 10 e 1 minuto, arrivo oltre le 12 e 20. A un certo punto, poco dopo Terlano, il treno rallenta andando meno che a passo d'uomo, nessuna informazione (il controllore parlava l'italiano, a malapena qualche parola de todésc, alla faccia del bilinguismo). A Gargazzone annunciano un quarto d'ora di ritardo, pur se il ritardo vero era già di molto superiore - annuncio, tra l'altro, solo in lingua italiana, in barba ai turisti germanici e di lingua tedesca presenti. Poi, finalmente, tutti/e devono scendere dal treno e attendere un autobus, pienissimo-un disastro, stipati come uova (marce?) - personalmente da 2 anni e mezzo sono invalido al 67%, con il rischio di aumentare ulteriormente la percentuale di invalidità...

Mi domando perché questo disservizio enorme su treni da anni computerizzati, e c'è da chiedersi perché poi si senta sempre esaltare (in statistiche, spesso truccate) il Suedtirol/Alto Adige verso l'incivile italia. In regioni come il Veneto, la Lombardia, l'Emilia, la Romagna (due regioni distinte, nonostante l'accorpamento voluto dal fascismo, anzi proprio dal romagnolo Mussolini), la Toscana (quelle che conosco e frequento) le risorse finanziarie sono più scarse, ma generalmente (so che non si può generalizzare) maggiore è la cortesia, la volontà di informare e di aiutare i passeggeri. Idem nel Trentino.

Che cosa dirà il Kaiser (solo formalmente non più dominante) Luis Durnwalder, il politico pusterese per il quale a nord di Mezzocorona tutto va bene?

Eugen Galasso

I profughi fanno litigare nel PD bolzanino

Leggo il dibattito a distanza su"L'Alto Adige" tra Ubaldo Bacchiega (meglio: la replica di Bacchiega a Della Ratta) e Claudio Della Ratta, entrambi consiglieri comunali PD (o ex, per Bacchiega, come mi pare, ma non conosco bene la situazione bolzanina attuale). Toni esasperati, come rileva il direttore del quotidiano, Faustini, con, direi, alcuni punti da evidenziare: non credo (e spero che non lo faccia mai) che Della Ratta, comunque socialista, voglia aderire a "Casa Pound", ed è un fatto che il problema degli extra-comunitari non è di per sé "spaventoso" in zona, ma la mendicità molesta è diventata insopportabile in città, complice il pietismo di matrice clericale-cattolica. Il pietismo protestante quasi non esiste più, quello cattolico alligna, invece.   Eugen Galasso      

Legami con nazismo e fascismo: in Alto Adige-Suedtirol sono ancora un problema

Quando si legge (solo occasionalmente a Bolzano) che 30 "bad boys" sudtirolesi partecipano ad una manifestazione neonazista in Germania, comunque all'estero, è la conferma del fatto che neo-nazismo e neo-fascismo sono ancora un problema in Alto Adige/Suedtrol. Anche altrove, ma qui più che altrove (è dimostrata la presenza di Sudtirolesi tra i nazisti più fanatici come kapò e aguzzini vari durante l'epoca in cui il nazismo dettava legge e spargeva la morte in tutto il mondo). Vigilanza sempre e osservanza stretta delle leggi esistenti, almeno.

Eugen Galasso.

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