Decisione nazionalista della componente di lingua tedesca del Consiglio provinciale: gli altoatesini non si chiamino più tali!

Ora i cittadini (termine sicuramente inviso agli iper-clericali di estrema destra quali i "Freiheitlichen", in quanto deriva dalla Rivoluzine francese...che orrore, per chi ama ancora altari e troni...; in tedesco l'espressione "Buerger" è meno forte, in quanto significa non solo=cittadini, ma anche=borghesi, il che va già meglio...) italiani dell'Alto Adige non si possono più chiamare "Altoatesini", perché Altoatesini, come Alto Adige, sarebbe espressione "fascista". Questo è il risultato del voto del Consiglio provinciale, su un documento proposto dai Freihetlichen, votato da molti SVP, senza aver ricevuto un voto di consiglieri che si sono dichiarati appartenenti al gruppo italiano!

Ora, invece, "Haut Adige" è espressione risalente all'epoca napoleonica, e che poi sia stata usata anche dal fascismo "ne fait rien à la chose" (non ha alcuna importanza, non importa per la questione specifica).

Ma evidentemente i "Freiheitlichen", ma anche la SVP che ha appoggiato in modo determinante (è chiaro il décalage, il divario numerico), hanno poca consuetudine con la storia...

Fare questa proposta e votare questa proposta altro non è che una manifestazione di nazionalismo, e quindi una forma di "fascismo" sudtirolese...del resto con la provenienza ideologica-culturale che hanno i "Freiheitlichen", e anche molti/e esponenti della destra SVP, non c'è da stupirsi...

Ora, da ex-esponente del MOET (Movimento obiettori etnici), ex perché il movimento non esiste più, farò "outing": sono obiettore etnico, in quanto di origini italo-austriache (Salzburg/Salisburgo, però, non Tirolo tantomeno "Suedtirol") e nato solo per caso in Haut-Adige/Suedtirol o come accidenti si voglia chiamarlo...

Eugen Galasso

Ancora qualche osservazione in merito alla Brexit

Ancora qualche chiarimento, meglio, qualche controargomentazione ai luoghi comuni che ormai fioriscono sulla "Brexit": A) non è vero che tutti gli Scozzesi siano per il"Remain" B) Non è vero che gli Inglesi, ma in genere i Britannici siano razzisti: la questione immigrazione (che comunque è selvaggia ed andrebbe regolamentata, come in Australia si fa da decenni) ha influito solo in parte sulla decisione di votare "Brexit" C) altri motivi veri alla base della decisione di voto sono l'irreggimentazione da parte dell'UE su dimensioni delle merci, mercati etc., il "rigore" merkeliano e schaeubliano universalizzato (e non aggiungo una considerazione su Schaeuble, per paura di non coinvolgere anche l'amico direttore di questa testata giornalistica in una denuncia per correità in "apologia di reato"); D) altrettanto falso è che i giovani abbiano votato tutti per "restare in Europa": la maggior parte si è astenuta. La retorica (di Renzi, certo, ma non solo) sui poveri"erasmisti" (studenti dell'"Erasmus") che avranno grossi problemi e sugli immigrati italiani in genere è una bufala colossale, studiata ad arte. Per due anni, come bisogna riconoscere, non ci sarà alcuna modifica, poi...si vedrà.    

Eugen Galasso 

Usciti gli inglesi dall'Unione Europea. Ma questa è l'Europa disegnata dai Padri fondatori?

"Sono brexista, ebbene sì". Quella che abbiamo oggi, a mio parere, è un'Europa iper-neo-liberista, schiacciata sugli eurocrati finanziari, in specie germanici, che ha affamato la Grecia, minacciato la Spagna e il Portogallo, commissariato l'Italia con un governo extra-parlamentare e anti-popolare (quello di Mario Monti, imposto dalla Merkel e per interposta persona da Napolitano), che non ha nulla a che vedere né con il "Manifesto di Ventotene" né con gli ideali di Schumann, De Gaulle, De Gasperi e degli altri...

Si affermano le forze antisistema ai Comuni di Roma e Torino: ma quando si governa si cambia atteggiamento?

Ancora una volta "ci interroga" un articolo di Claudio Martelli, ormai da tempo solo politologo e non più politico attivo (pur se rimane la passione). In un testo sul populismo (editoriale di sabato 18 giugno scorso, in "QN"), dove spiega come la fiducia verso destra e sinistra (con l'alternanza) sia caduta con la caduta dei due blocchi post-bellici (Est, ossia URSS e Patto di Varsavia, contro Ovest, cioè USA e Nato e tutto il resto a coronamento).

Oggi, con la crisi più forte dal 1929 (ma peggiore, quasi certamente), con le conseguenze della stessa, con la paura degli immigrati, in Europa ma anche negli States le forze antisistema hanno "facile gioco", ma poi... Quali effettive risposte ai problemi, quali proposte concrete? Certo, comunque, non tutto si risolverà molto facilmente.  

Martelli scriveva prima del secondo turno elettorale; oggi sappiamo come sono andate le cose: chi scrive gode del fallimento PD e lo confessa, ma sarà ben più interessante esaminare gli slittamenti in atto, e che verranno attuati (i "riposizionamenti"), nel PD, nel centro-destra, dappertutto, persino... nel Movimento 5 stelle.

E' lecito pensare, infatti, che quando si governa, sia pure una città (ma Roma e Torino sono grandi città metropolitane, più grandi di vari Stati), si cambia atteggiamento e anche "teoria politica" rispetto a quando si fa opposizione e propaganda elettorale, come sa ogni studente di Scienze politiche del primo anno, se non del primo semestre...

Vedremo, ma le analisi martelliane, in complesso, offrono anche stavolta spunti interessanti e in gran parte condivisibili, da esaminare anche alla luce di future evoluzioni, da non scartare. Arriva l'estate, ma anche questa stagione, in Italia, è spesso foriera di scossoni, riposizionamenti, ed altro ancora...    

Eugen Galasso

Risultato elettorale: c'è da valutare un fattore emotivo?

IL test (primo turno) delle elezioni comunali a Milano, Torino, Trieste, Bologna, Roma, Napoli e altrove dimostra in primo luogo l'importanza quasi solamente "platonica" del test svoltosi a Bolzano qualche settimana fa (secondo turno), ribadisce l'importanza crescente dell'astensione, molto diffusa e senz'altro più presente al secondo turno, mostra le differenze ("a macchia di leopardo"), in un'Italia ancora molto frastagliata e "divisa" (lo dico "a beneficio", si fa per dire, di chi, come l'amico dott. Ragazzoni, è convinto fautore di Risorgimento e unità italiana, ma nel contempo sa, d'azeglianamente, che rimangono "da fare"g li Italiani...).

Aeroporto di Bolzano: un equilibrio tra esigenze economiche ed ambientali si può trovare

L’aeroporto di Bolzano, è la scommessa di una provincia, che intende affrontare con uno sguardo lungo la sfida delle infrastrutture strategiche e della mobilità sostenibile. Le reti e le infrastrutture, costituiscono una leva decisiva, attraverso le quali agire, sulla qualità della vita delle persone e sulle opportunità di sviluppo dell’intero territorio provinciale. Questa consapevolezza, deve accompagnare l’azione politica nei prossimi anni, e consentire all’Alto Adige, di operare sempre al meglio nell’ambito delle politiche dei trasporti. La costante crescita della domanda e dell’offerta di trasporto aereo a livello mondiale, ci dovrebbe indurre, a una riflessione seria sull’argomento, e sui possibili effetti anche a livello locale, invogliandoci a pensare ad uno sviluppo dell’attività aeroportuale. 

Enrico Lillo: le ragioni di una sconfitta, e l'occasione di una svolta di rinnovamento

Ho atteso che le “acque” si calmassero per rendere conto delle ragioni di una sconfitta al solo scopo di non inquinare il mio ragionamento con malesseri di vario ordine alcuni molto personali. La sconfitta elettorale di Tagnin, risulta essere ancora più amara se ci poniamo in maniera distaccata di fronte al dato numerico.

L’analisi del voto ci consegna uno scenario inequivocabile nel quale, è evidente, che ha vinto ancora una volta la SVP per la quale è indiscutibile il raggiungimento di un ben definito obiettivo politico, ha vinto Caramaschi al quale va riconosciuta la grande determinazione nel proporre e nel sostenere la propria candidatura sino alla vittoria finale, ha perso la destra e con essa gran parte della città, compresa quella astensionista. 

Apologo (favola allegorica a fine spiccatamente pedagogico)

Giovanni Benussi è stato Sindaco di Bolzano per un mesetto una decina di anni fa, ma è decaduto non avendo potuto contare su di un sufficiente numero di consiglieri per costituire una maggioranza e così far approvare le sue decisioni. Nonostante avesse vinto il ballottaggio con Giovanni Salghetti-Drioli, avesse cioè ricevuto la maggioranza dei voti dei cittadini. Giovanni Benussi ha scritto questi due apologhi, e diciamo così, li ha scritti a ragion veduta, sapendo di cosa parla. La sua opinione è chiara: è falso che la gente possa decidere al ballottaggio chi farà il Sindaco di Bolzano. La legge è "farlocca", è fatta male, o meglio, è fatta per consentire di giocare un ruolo, decisivo, a chi non avrebbe i numeri per giocare. 

Giovanni Benussi: spiego il ballottaggio ai cittadini: 

Comunali di Bolzano: il dato di Casa Pound deve fare riflettere

Un commento elettorale alle elezioni comunali di Bolzano di domenica scorsa da parte di chi vive quasi sempre altrove rischia d'essere inopportuno. Ma a mio giudizio emerge però un fatto preoccupante: la "vittoria" di "Casa Pound" deve far riflettere, più che semplicemente "far paura", a chi ha s/governato per anni.

La destra estrema ha saputo raccogliere (non per meriti propri, ma semplicemente mostrandosi attenta alle persone in difficoltà) dove altri avevano seminato in modo improvvido, dove per "altri" si devono intendere i partiti di centro-destra (ora più che mai divisi, che mai hanno saputo rappresentare una credibile alternativa) e quelli di centro-sinistra (che mancano di visione e anche di capacità di governo, viste le molte insufficienze gestionali). Una dèbacle, dunque? Vedremo il secondo turno, ma è escluso che tutto cambi velocemente. Vedo anche l'influenza di un Norbert Haider in "pole position" nelle elezioni austriache (ventilando anche la "Wiedervereinigung" tra Suedirol e Nordtirol , tra l'altro). E allora ragionare sulle cause della vittoria di una formazione decisamente "fascista" (intendendo una certa valutazione della violenza applicata alla manifestazione dell idee, ed anche il richiamo a vecchi slogan e a vecchie ricette politiche) come Casa Pound è un esercizio necssario ...

Eugen Galasso

Martelli: serve un equilibrio tra i poteri. E non è questione legata al contingente.

In un testo analitico, dettagliato, preciso, Claudio Martelli (QN del 4 maggio scorso, pp.1-2) analizza il ruolo ambiguo della rivendicazione di distinzione (prevista peraltro dalla Costituzione) tra potere esecutivo (governo), legislativo (parlamento), giudiziario (magistratura), affermando, in buona sostanza che il PD si muove quando è "sotto attacco" ossia quando vari suoi esponenti sono inquisiti. Silenzio del PD in anni trascorsi, suo "attivismo" quando è parte in causa: un atteggiamento che, con ormai invalsa metafora psichiatrica, diremmo "schizofrenico".... Vedremo gli sviluppi, ma l'ormai non più giovanissimo ex-vicesegretario del PSI (quando esisteva con i suoi "fasti" e i suoi aspetti non solo negativi, Beppe Grillo permettendo...) ha ancora molte frecce al suo arco.

Eugen Galasso

Subscribe to this RSS feed