Parlare di programmi invece che di sigle e coalizioni
Lo spettacolo delle coalizioni elettorali che si spezzano nello spazio di un mattino o quasi non sono edificanti.
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Lo spettacolo delle coalizioni elettorali che si spezzano nello spazio di un mattino o quasi non sono edificanti.
Chissà quale sarà l'impatto dei fuoriusciti da "Forza Italia", e quindi in genere dal centro-destra, sulle elezioni del 25 di settembre.
L'annunciata (per alcune fonti "minacciata") e alla fine iniziata visita dell'anziana speaker democratica alla Camera, Nancy Pelosi, a Taiwan, costituisce un motivo notevole di polemica per i rapporti USA-Cina.
La situazione creatasi dopo la crisi del governo Draghi e', come si suol dire, "bifida", in quanto: A) Nonostante la campagna elettorale "estiva" ci sara'un alto tasso di astensione, che non sapremo dire se dovuto a sfiducia nei partiti oppure se alla delusione e allo sconcerto per la caduta di "Supermario" Draghi B) Uno sciocco gioco quello di attribuirsi la "colpa" della caduta del governo Draghi. Certo la stessa va attribuita ai 5 Stelle e al suo "leader"(?) Conte, incapace di decidere alcunche' C) Il ruolo di Draghi dopo queste elezioni settembrine: verra' invocato quale salvator patriae dai vari partiti in lizza? Sarebbe una disfatta totale per ogni politica possibile in Italia... D) Il centro-sinistra, o quanto ne rimane, punta a scalzare la destra (quasi non fosse un centrodestra), puntando il dito contro Giorgia Meloni, che non sara'comunque (quasi certamente) Presidente del Consiglio....
Eugen Galasso.