Massimo Bertoldi, una raccolta di suoi scritti per apprezzare il teatro

Con la nuova edizione Pacini di Ospedaletto (Pisa) "Il Cristallo "pubblica un'antologia di scritti dello studioso e critico teatrale, insegnante, amico, Massimo Bertoldi, scomparso improvvisamente l'anno scorso a inizio settembre del 2024.

Gli scritti di Massimo spaziano dalla recensione all'invervista al saggio, dedicato a tutto il teatro, al suo rapporto con la letteratura etc., andando dall'anticihità ad oggi, senza trascurare il rapporto tra teatro italiano e tedesco, anzi, con particolare insistenza sul tema.

Questa raccolta è un'occasione importante per chi si occupa di queste problematiche, ma anche per chi sia desideroso di ampliare i proprii orizzonti.

Eugen Galasso

L'attentato contro gli ebrei a Sydney

Il brutale attentato di Sidney, il cui bilancio in termini di vite umane (morti e ferti) è altissimo, dimostra la recrudescenza di Hamas e del'Isis, ma in genere dell'antisemitismo (e antisionismo, che ha un'illustre tradizione socialista dietro di sè, Theodor Herzl, un nome per tutti) che orami dilaga nel mondo.

Chi è, da marxista e persona di sinistra, un "propal" in Occidente dovrebbe riflettere sul fatto che le organizzazioni citate non sono "di sinistra", non si richiamano nè a Marx nè a Proudhon nè ad altre posizioni di sinistra e di progressismo, ma si richiama solo all'islamismo più fanatico e al terroristico.

Possiamo considerarlo una sorta di pendant "religoso" delle BR e dei movimenti terroristi europei di alcune decine di anni fa.

Eugen Galasso

Divieto dei cellulari a scuola in Italia e confronto con le linee guida europee

La recente decisione del Ministero dell’Istruzione e del Merito di vietare l’uso dei telefoni cellulari nelle scuole, non solo per fini personali ma anche per scopi didattici, ha riacceso il dibattito pubblico. Il divieto riguarda le scuole primarie, le secondarie di primo grado e le secondarie di secondo grado. Il provvedimento viene presentato come una misura a tutela dell’attenzione e del benessere degli studenti. Tuttavia, solleva una questione più ampia: un divieto generalizzato è davvero coerente con le raccomandazioni europee in materia di educazione digitale? Per rispondere, è utile analizzare il tema per punti. 

Il quadro europeo: prima la pedagogia
Le politiche europee in materia di educazione digitale non attribuiscono alla tecnologia un valore automatico. Al contrario, ne sottolineano il carattere strumentale.
Il Digital Education Action Plan 2021–2027 indica come obiettivi prioritari l’inclusione e l’efficacia didattica. Secondo il documento, la tecnologia digitale può sostenere un’istruzione di alta qualità solo se utilizzata in modo competente, equo ed efficace. Allo stesso tempo, la Commissione europea avverte che la tecnologia non è neutrale: progettazione degli strumenti e scelte pedagogiche incidono direttamente sulla partecipazione degli studenti e sulle disuguaglianze educative.
Una linea simile emerge dal DigCompEdu Framework del Joint Research Centre. Il quadro invita gli insegnanti a selezionare strumenti e risorse digitali solo quando sono coerenti con gli obiettivi di apprendimento, il contesto e il gruppo classe. Questo approccio è spesso riassunto in un principio ormai diffuso: prima la pedagogia, poi la tecnologia.

Le esperienze europee: divieti regolati e margini di flessibilità
I Paesi europei hanno adottato soluzioni diverse, spesso più sfumate di quanto possa apparire. La Francia ha introdotto già nel 2018 un divieto dell’uso dei cellulari a scuola, ma ha previsto eccezioni per attività didattiche supervisionate. I Paesi Bassi hanno seguito un’impostazione simile, limitando l’uso personale ma consentendo quello educativo quando pianificato. In Finlandia, invece, il tema è stato inserito all’interno di una più ampia riforma curricolare, con particolare attenzione all’equità e al monitoraggio degli effetti nel tempo.
Queste esperienze mostrano che il divieto non è necessariamente in contrasto con le linee guida europee, a condizione che sia contestualizzato, proporzionato e valutabile.

Cosa dice la ricerca: benefici possibili, ma non automatici.
Le evidenze empiriche disponibili non portano a conclusioni univoche. Uno studio di Beland e Murphy ha rilevato miglioramenti nei risultati scolastici dopo l’introduzione di restrizioni sull’uso dei cellulari, soprattutto tra gli studenti con performance iniziali più basse. Altre ricerche, condotte ad esempio in Svezia, non hanno riscontrato effetti significativi sugli apprendimenti, ma hanno segnalato una riduzione delle distrazioni e degli episodi di cyberbullismo. Una revisione rapida pubblicata nel 2024 conclude che i divieti possono produrre benefici limitati se non sono accompagnati da misure complementari, come la formazione degli insegnanti e l’offerta di alternative didattiche digitali. Un rapporto successivo dell’Università di Birmingham sottolinea lo stesso punto: la variabile decisiva non è il divieto in sé, ma il modo in cui viene implementato.

Il caso italiano: una scelta rischiosamente rigida?                                                                                                                                      Alla luce di questo quadro, il provvedimento italiano si inserisce in un contesto europeo articolato. Da un lato, risponde a esigenze legittime di tutela dell’attenzione e del benessere degli studenti. Dall’altro, il divieto anche per finalità didattiche rischia di entrare in tensione con il principio europeo dell’uso intenzionale e finalizzato della tecnologia. In assenza di eccezioni chiare, dispositivi alternativi forniti dalla scuola e percorsi strutturati di formazione per i docenti, la misura rischia di assumere un valore più simbolico che sistemico.

Verso un equilibrio basato sulle evidenze,
Il nodo centrale non è scegliere tra divieto o permissività, ma trovare un equilibrio informato dalle evidenze. Un approccio coerente con le raccomandazioni europee dovrebbe prevedere:
 eccezioni mirate per usi didattici pianificati e controllati;
 dispositivi scolastici condivisi, per garantire equità;
 formazione continua dei docenti in pedagogia digitale;
 valutazioni periodiche e trasparenti degli effetti delle misure adottate.
Solo attraverso un approccio multilivello e basato su dati il divieto può diventare una scelta educativa consapevole, e non una misura punitiva. In questo senso, il principio guida resta lo stesso indicato dall’Unione europea: prima la pedagogia, poi la tecnologia.

Franco Boscolo

 

Bibliografia e Sitografia

Beland, L.-P., & Murphy, R. (2015). Ill Communication: Technology, Distraction & Student Performance. Labour Economics.
Euronews. (2024, 29 dicembre). Which countries in Europe have banned or want to restrict smartphones in schools? https://www.euronews.com/next/2024/12/29/which-countries-in-europe-have-banned-or-want-to-restrict-smartphones-in-schools  
European Commission. (2021). Digital Education Action Plan 2021–2027.
https://education.ec.europa.eu/sites/default/files/document-library-docs/deap-communication-sept2020_en.pdf   
Redecker, C. (2017). European Framework for the Digital Competence of Educators (DigCompEdu). Joint Research Centre.
https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC107466 
Save the Children Italia. (2025). Cellulari a scuola: le novità del ministero e consigli per i genitori. https://www.savethechildren.it/blog-notizie/cellulari-scuola-le-novita-del-ministero-e-consigli-i-genitori 
The Conversation. (2024). Ban smartphones in schools: what the research says. https://theconversation.com/ban-smartphones-in-schools-what-the-research-says-235165 
Università di Birmingham. (2025). The Implementation and Impact of School Mobile Phone Policies. Birmingham: School Policy Research Unit.

Alberto Fostini ci parla di COLESTEROLO & Co.

Nota bene: non esiste un singolo "miglior" metodo, prodotto o sostanza naturale per abbassare il colesterolo – forse sarebbe meglio dire per mantenerlo equilibrato, come altri valori alterati risultanti da analisi diagnostiche.
In realtà è sempre una cosa individuale e una combinazione di approcci naturali. Mantenere il colesterolo al giusto livello - quindi anche riequilibrare la funzionalità del fegato (come “centralina di controllo”), contribuiscono in egual misura in quanto ad importanza, sia l’alimentazione che l'attività fisica, la buona respirazione, il sonno di qualitá e, oltre a ciò, la mentalità (positiva) della persona, come serenità, calma, pacatezza, tolleranza, tranquillità, rilassatezza, riferendosi a uno stato mentale di pace e assenza di preoccupazioni (ovvero il contrario di nervosismo, inflessibilità, paura, ansia e stress, ecc.).
Quanto detto sono tre variabili che caratterizzano il corretto stile di vita utile a ridurre la colesterolemia totale, il colesterolo cattivo (LDL), e incrementare il livello di colesterolo buono (HDL), che troveranno il loro equilibrio, concorrendo alla diminuzione del rischio cardiovascolare, ecc., basandosi sul paradigma scientifico ufficiale.
Tengo qui a evidenziare il ruolo di uno stile di vita naturale che è, in effetti, la premessa fondamentale per la salute.
Vediamo il ruolo fondamentale del cibo nella fattispecie (meglio se personalizzato in base alla propria capacità digestiva). Gli alimenti da privilegiare includono:
 cereali integrali, ovvero non raffinati, cioè con fibra e germe,
 legumi,
 semi oleosi come zucca, noci, mandorle, pistacchi, ecc., anche lecitina di soia (fosfolipide)
 olio extravergine d'oliva,
 pesce azzurro,
 spezie come origano, santoreggia, curcuma, aglio, cannella, rosmarino, tè verde
 crespino (berberina), frutta ricca di pectina: come mele, pere, agrumi (in particolare le bucce), prugne, albicocche, ribes, uva spina e i frutti di bosco (mirtilli, lamponi, more, ribes, fragoline di bosco). La pectina si trova soprattutto nella buccia e nella
parte fibrosa dei frutti, e il suo contenuto può variare a seconda della maturazione del frutto.
A livello di nutrienti, sono particolarmente efficaci la fibra alimentare e gli acidi grassi insaturi: omega 3 (presenti in pesce azzurro, semi e oli vegetali), omega 6 (in semi oleosi, frutta secca, legumi), omega 9 (in olio di oliva).
Questi componenti favoriscono un miglior profilo lipidico, aiutando a ridurre il colesterolo LDL e a mantenere o aumentare l'HDL.
Come equilibrarlo a tavola col cibo: le fibre in senso generale e poi si pensa che per ridurre il colesterolo sia necessario osservare un regime alimentare ipolipidico. In realtà, i grassi servono, anche ad abbassare il colesterolo. Assumere una quantità adeguata di fibre e prediligere i grassi insaturi (fino al 18-23% del totale) e ridurre i grassi saturi (massimo 7% del totale): così si riesce ad agire sul metabolismo e a contrastare i livelli di colesterolo in eccesso nel sangue, anche per riduzione dell'assorbimento intestinale.

PS: Quanto detto lo possiamo capire meglio con questa semplice allegoria. In fin dei conti la nostra vita è come quella delle piante. Se la pianta cresce su un terreno poco fertile o senza humus, non prospererà bene, bensì sarà handicappata e deperirà progressivamente. Se il terreno è fertile e ha un buon humus, la pianta crescerà bene sviluppando una chioma che si eleverà verso il cielo. In senso figurato, mi riferisco al corpo, che sarà sano, ma anche all'anima, che si svilupperà verso il cielo, l'infinito....

Alberto Fostini

La vicenda della diga di Resia a teatro

Nello spettacolo teatrale "Resto qui", tratto da un romanzo di Marco Balzano, ben diretto da Francesco Niccolini, ben interpretato da Francesca Scommegna e Mattia Fabris, si rievoca la tragica vicenda di Curon Venosta (Grauns im Vinschgau) con la diga voluta per meri interessi economici. Ma nel racconto si risale ancora alla fascistizzazione con l'avvento di Mussolini, l'avvento del nazismo e il temporaneo inglobamento del Suedtirol nel Terzo Reich, con il fanatismo bellico etc.

Tutto giusto, vero, sacrosanto: solo la scrittura teatrale (se non il romanzo, che non ho letto) esprime tutto in modo troppo diretto, quasi cedendo a un "brechtismo" di maniera.

Eugen Galasso

Fusione tra senso dello spettacolo e potere politico: è Trump?

Lo storico britannico di origini ebraiche Simon Sabag Montefiore paragona Donald Trump a Nerone e Commodo, nel senso che i due imperatori e il presidente USA attuale avrebbero capito la forza della fusione tra senso dello spettacolo e potere politico, che ovviamente non si attua più con i ludi circenses e i gladiatori, ma con balletti fuori programma da parte dello stesso presidente.

Non sarà tutto quanto è nel repertorio di Trump, certo, in specie ora, ma certo ne è una parte che attira pubblico votante e aficionados anche esteri...

Eugen Galasso

Trump contro Maduro

Per anni, anzi per decenni, gli States hanno sostenuto in Sud America regimi dittatoriali o para-dittatoriali che si appoggiavano ai cartelli della droga, come quello di Alvaro Uribe in Colombia.

Ora Trump vuole attaccare e magari scalzare con un golpe Nicolas Maduro Moros, presidente del Venezuela, rimproverandogli di appoggiare i "cocaleros".

Accuse infondate e indimostrabili, ma Maduro (sull'operato del quale avrei molte riserve, ma questo sarebbe un altro discorso) presiede un governo di sinistra, anti-USA. Ora Trump può dimostrare di essere super partes, se sa prescindere da queste circostanze.

Eugen Galasso

Un freno alle polemiche tra i politici farebbe bene alla gente

L'attentato "mancato" al giornalista Sigfrido Ranucci pone molti interrogativi, sui responsabili e mandanti (estremisti politici? della criminalità comune?), ma anche in merito alle polemiche che si erano scatenate dopo l'attentato stesso: per l'opposizione sembra essere un'occasione per incolpare il governo di destra di ogni nefandezza possibile, mentre il governo attacca a sua volta l'opposizione in ogni modo. Sembra che in Italia ogni fatto dia la stura a polemiche politiche di cui i cittadini non sentono il bisogno, con l'inflazione in costante, anzi, inarrestabile ascesa ed altri problemi di ogni giorno.

 

Eugen Galasso

Landini: peggio l'tacon del buso!

La definizione di Giorgia Meloni quale "cortigiana di Trump" formulata da Landini, a parte la volgarità insita nella stessa, rivela da parte del leader della CGIL A) se va bene (per modo di dire...) ignoranza del significato delle parole; B) se va "bene" (ancora una volta per modo di dire) un'intromissione nell'agone politico da parte di un sindacalista o meglio di un leader sindacale. Luciano Lama, pe fare un esempio illustre, non sarebbe mai sceso così in basso.

Landini, poi, senza scusarsi, ha detto che ritira tutto. E qui sovviene l'espressione molto efficace "Peso l'tacon del buso" (peggio la toppa del buco) che amava citare anche il poeta e militante socialista Giacomo Noventa (1898-1960). Forse è meglio che Landini lasci il sindacato ed entri in politica, ma neppure in quel ruolo potrà dire quanto ha detto in quest'ultima occasione.

Eugen Galasso

Subscribe to this RSS feed