Gli orrori della guerra in Siria ci colpiscono ogni giorno. Civili sterminati sono un prezzo troppo alto per le lotte di potere nell'area. Tuttavia pensare ad un attacco con armi chimiche da parte di Assad, a mio modo di vedere, è più che solo problematico. Cerco di guardare le cose "cinicamente" o meglio realisticamente, non solo da incallito pacifista quale sono: ad Assad un comportamento criminale non conviene, diciamo la verità. Andrebbe a rischio di alienarsi anche l'appoggio, finora costante, di Putin, che è politico scaltro, prudente, anche "cinico" (invero anche senza virgolette). Ma chi ha gli elementi per potersi esprimere con cognizione di causa parla con più sicurezza: come il ministro degli Esteri inglese, Boris Johnson, che, impegnato in un incontro con il collega tedesco Heiko Mass, ha dichiarato: “Non ci sono dubbi sull'utilizzo del gas e non restano molte alternative sui responsabili: soltanto la Russia ha gli strumenti, le motivazioni e il passato”, e come Macron, il Presidente francese, che è stato più diretto: la responsabilità dell'attacco chimico è del rais siriano, Bashar el Assad.