Eugen Galasso

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Conte riposiziona i "Cinque Stelle"?

Un partito o movimento politico che non abbia riferimenti ideali, anzi, "ideologici" (rivendico il termine) si trova sempre a veleggiare "sanza nocchiero in gran tempoesta" (Dante, Purgatorio, Canto VI, v.77).

E' il caso dei "Cinque Stelle", ora guidati da Giuseppe Conte, che si definisce e definisce il suo partito "Progressista, ma non di sinistra". E' chiara, a mio parere, da parte dell'"avvocato del popolo", notoriamente in rapprto con alcune autorità ecclesiastiche, di recuperare gli scontenti, comunque cattolici anche "integralisti" (padre Pio etc,) scontenti della politica attuale, ma non disposti a impegnarsi con il PD o con AVS (Alleanza Verdi SInistra).

Tentativo, credo, destinato al fallimento.

Eugen Galasso

Crisi politiche in diversi Paesi europei

La crisi politica in Francia e in Germania, ma anche la crisi dell'industria automobilistica in Germania e in Italia (e le crisi politiche sono sempre in parte dipendenti dalle crisi economiche) causeranno purtroppo riflessi in tutti gli Stati europei, sempre senza considerare l'eventuale impatto dei dazi minacciati dalla quasi sopraggiunta amministrazione Trump negli USA.

L'unico paese indenne da crisi, quasi certamente (ci sono seri problemi nella convivenza tra inglesi ed immigrati), sarà la Gran Bretagna che quindi, in questo caso, non si pentirà di aver scelto la Brexit.

Eugen Galasso

A proposito del malore in campo di Bove

La cronaca, cattiveria per cattiveria, registra anche la defaillance, per fortuna ci dicono non fatale, del giocatore Bove della Fiorentina: da persone totalmente ignorante di sport e a fortiori di football, e dunque non tifoso, mi vien da citare, ancora giocando sul nome, Giosuè Carducci: "T'amo, pio bove"....

Eugen Galasso

Sconcertante la decisione del Tribunale Internazionale in merito alle responsabilità della guerra in Medio Oriente

Sconcertante la decisione del tribunale penale dell'Aja che condanna Netanyahu e l'ex ministro della difesa Gallant e non condanna Hamas, responsabile del vero e proprio pogrom del 7 ottobre 2023 che ha innescato la guerra che dura da allora, attacco che è quindi all'origine dei molti morti palestinesi e delle distruzioni.

Evidente sfasatura tra causa ed effetto, il che non toglie la legittimità della critica all'attuale governo di Israele per l'entità della reazione che ha messo in campo. Ma la situazione va anche inquadrata non dimenticando che ci sono governi, come quello iraniano, che da decenni (dalla "rivoluzione islamica" di fine anni 1970 di Khomeini) prevede nella propria Costituzione la distruzione dello Stato di Israele.

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