Eugen Galasso

Eugen Galasso

Ricominciamo con l'elettroshock?

Roger Pycha, primario di psichiatria all'ospedale di Brunico e noto sostenitore dell'elettroshock, in un'intervista alla "Tageszeitung" sudtirolese (quella diretta da Arnold Tribus) sostiene, contro tutti/e, almeno in Italia, la bontà dell'elettroshock.

Il primario utilizza, a sostegno dell'uso dell'elettroshock, argomenti "soft", oltre a tutto : A) minimizzandone gli effetti, dove, a parte la pratica in sé, anche la narcosi/anestesia locale ha notoriamente effetti anche sul piano strettamente medico (ogni anestesia, anche locale, è comunque un problema, come noto, persino in sede odontoiatrica - ciò vale a fortiori per ogni intervento chirurgico, anche piccolo-di scarsa entità); B) la protesta anti-elettroshock sarebbe, Pycha dicit (ma anche il giornale che lo ha ospitato  mi pare avalli questa tesi), un fenomeno soprattutto italiano e di sinistra, il che, in un pubblico sudtirolese favorisce la classica associazione Italiani=comunisti, con le conseguenze ben note.    

Preti in politica

Vista la tuttora esistente incompatibilità tra abito talare e militanza politica, specialmente se comporta l'elettorato passivo (id est: candidarsi alle elezioni), sancita anche dal Codice di diritto canonico, alcuni preti "lasciano" e si candidano: lo fa ora, con dichiarazione sconcertanti (come la disponibilità a trattare con i mafiosi) l'ex parroco di Santa Monica a Ostia, Franco De Donno.

A Castel Tirolo il convegno "La Riforma protestante nel Tirolo e nel Trentino" dal 7 al 9 settembre

Dal 7 al 9 di settembre a Castel Tirolo si svolge il convegno "La Riforma protestante nel Tirolo e nel Trentino".

Finalmente, bisogna dire, visto che sia in Tirolo sia in Trentino la libertà di coscienza nell'interpretazione dei Testi Sacri non ha mai avuto molta fortuna. Se Michael Gaismayr, riformatore e "socialista utopico" (il Muenzer del Tirolo, dice qualcuno) fu ucciso vigliaccamente nel 1525, se più di un secolo prima un forse-riformatore come Rodolfo Belenzani, di origini aristocratiche, finì anch'egli molto male, solo ora si inizia a parlare di Riforma, se pure in modo molto tenue...

Nel Tirolo dominato dall'eroe ipercattolico e integralista Andreas Hofer e nel Trentino per anni (ora non più) anch'esso iperclericale che si torni a parlare di Protestantesimo e Riforma è già qualcosa, ma certo non basta...

Eugen Galasso

Un SPD poco caratterizzata, segnale della più ampia crisi del socialismo

In un bel saggio di William Irigoyen, giornalista francese e specialista di problematiche germaniche, si mette l'accento sulla crisi della SPD, il partito socialdemocratico tedesco, di grandi tradizioni storiche, fondato in una seconda fase da Ferdinand Lassalle e dal 1959 in rotta con il marxismo (Programma di Bad Godesberg), che oggi stenta a distinguersi dalla CDU (il partito di centro della cancelliera Merkel).

Vero che la SPD sembra sempre più legata all'economia di mercato (neppure alla Soziale Marktwirtschaft, ossia "economia sociale di mercato" ma tout court di mercato...), ma il punto è, per es., che non recupera neppure più il tema cooperativo (in Germania la cooperazione non è compromessa come in Italia) o altre problematiche sociali, ma sembra essersi appiattita su un europeismo stolido (e qui invece la Merkel sembra capace di qualche "guizzo innovatore").

Il fatto è, però, che, anche prescindendo dalla Germania, in tutta Europa e forse in tutto il mondo è la socialdemocrazia e il socialismo, comunque, a sembrare carente di "spinta propulsiva"; al di là di differenze specifiche, si nota un complessivo appiattimento, una sorta di omologazione che rende difficile distinguere i socialisti dalle "forze moderate" (espressione invero solo made in Italy o quasi) e dal centrismo. Una condizione non eccelsa, in realtà.

Eugen Galasso

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