Eugen Galasso

Eugen Galasso

Strage di Bologna del 1980. Si commemora ogni anno ma certezze sugli autori ancora mancano.

Ricorre l'anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980. E' stato trasmesso anche un film che la rievoca, i giornali ne hanno scritto nuovamente. Ma è da segnare il fatto che, a 37 anni di distanza, i mandanti non sono stati identificati.

Che però, nelle rievocazioni, "Libero", abitualmente attento alle cose, parli senz'altro di responsabilità estere, id est palestinesi, anzi della componente palestinese filosovietica (allora l'URSS c'era ed era una presenza "pesante"), mentre - sempre secondo questa narrazione - la pista neofascista sarebbe stata solo un'attribuzione di comodo, un depistaggio: ciò a me pare francamente esagerato. Le responsabilità neofasciste appaiono certe, al di là di eventuali ingerenze straniere, il che non vuol dire che siano stati precisamente Valerio (Giusva) Fioravanti e Francesca Mambro gli esecutori materiali dell'attentato (su questo ci sono ancora dubbi).

Vari anni fa (era forse il 2011) avevo assistito a Bologna, in Piazza Maggiore, a un documentario significativo sulla strage. Desecretare gli atti sarebbe più che opportuno, che non vi siano ancora certezze è scandaloso, che i familiari delle vittime protestino appare assolutamente nella logica delle cose, che quest'anno sia toccato al ministro Galletti sorbirsi i fischi è quasi una condizione fisiologica.

Eugen Galasso

Venezuela: il fallimento politico economico del Presidente Maduro

L'esperienza del Venezuela presieduto da Nicolàs Maduro Moros (successore designato di Chavez, scomparso ormai tre anni e mezzo fa), appare sostanzialmente catastrofica: in tre anni il paese si è paurosamente impoverito, vi è in atto una vera e propria guerra civile (non mascherata, ma reale), con morti e feriti.

Chi scrive non esclude che tra gli oppositori ci siano forze di estrema destra, più o meno avallate (o sostenute) dalla CIA o da altre organizzazioni consimili, ma l'esito dell'"amministrazione Maduro" non è comunque in alcun modo "giustificabile": Maduro, che oltre a tutto sembra sia Colombiano (in America Latina, anche nei paesi "di sinistra", il nazionalismo è sempre stato fortissimo - Peron e i peronisti in Argentina, Castro, Fidel e Raùl a Cuba etc.), ha iniziato male (facendo sparare su un gruppo di studenti) e ha proseguito peggio, con le conseguenze che vediamo... ogni giorno, oltre a tutto...

Un vero disastro, politico (caudillismo verso le opposizioni), economico, sociale, con il cibo che non si trova, l'energia elettrica razionata (assurdo in un paese come il Venezuela, uno dei principali produttori di petrolio al mondo) mentre Maduro e i suoi, orientati ad imporre una Asamblea Nacionàl Constituyente, sanzionata dal referendum (blindato, se non proprio "truffa"), si barrica verso l'esterno, ricorrendo alla repressione poliziesca e militare (quasi solo i militari appoggiano il suo governo).

Eugen Galasso

L'Alto Adige davvero superiore in efficienza al resto delle regioni italiane?

Non avendo più molta esperienza di Suedtirol/Alto Adige, mi stupisco sempre. Stamattina da Bolzano mi recavo a Merano: partenza alle 10 e 1 minuto, arrivo oltre le 12 e 20. A un certo punto, poco dopo Terlano, il treno rallenta andando meno che a passo d'uomo, nessuna informazione (il controllore parlava l'italiano, a malapena qualche parola de todésc, alla faccia del bilinguismo). A Gargazzone annunciano un quarto d'ora di ritardo, pur se il ritardo vero era già di molto superiore - annuncio, tra l'altro, solo in lingua italiana, in barba ai turisti germanici e di lingua tedesca presenti. Poi, finalmente, tutti/e devono scendere dal treno e attendere un autobus, pienissimo-un disastro, stipati come uova (marce?) - personalmente da 2 anni e mezzo sono invalido al 67%, con il rischio di aumentare ulteriormente la percentuale di invalidità...

Mi domando perché questo disservizio enorme su treni da anni computerizzati, e c'è da chiedersi perché poi si senta sempre esaltare (in statistiche, spesso truccate) il Suedtirol/Alto Adige verso l'incivile italia. In regioni come il Veneto, la Lombardia, l'Emilia, la Romagna (due regioni distinte, nonostante l'accorpamento voluto dal fascismo, anzi proprio dal romagnolo Mussolini), la Toscana (quelle che conosco e frequento) le risorse finanziarie sono più scarse, ma generalmente (so che non si può generalizzare) maggiore è la cortesia, la volontà di informare e di aiutare i passeggeri. Idem nel Trentino.

Che cosa dirà il Kaiser (solo formalmente non più dominante) Luis Durnwalder, il politico pusterese per il quale a nord di Mezzocorona tutto va bene?

Eugen Galasso

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