Eugen Galasso

Eugen Galasso

La "sinistra cristiana": un vecchio libro di Ossicini ne fa risaltare i limiti

Ritrovando e poi leggendo-annotando un libro "d'antan" (1998, in realtà, ma i quasi vent'anni passati nel nostro tempo iper-dromologico sembrano un secolo e più), precisamente "Il fantasma cattocomunista e il sogno democristiano" (Roma, Editori Riuniti), di Adriano Ossicini, resistente, psicologo, psicoterapeuta e medico romano, classe 1920, fondatore della "Sinistra cristiana" assieme ad altri personaggi come Antonio Tatò, Franco Rodano, Filippo Massimi, Claudio Napoleoni( significativo economista), Fedele D'Amico (musicologo, tra l'altro, di notevole rilievo).

Pregiudizi da smontare sulle scuole italiane e tedesche in Alto Adige/Südtirol

I pregiudizi, si sa, sono duri a morire: così quello relativo alla presunta superiorità didattica delle scuole in lingua tedesca (si parla di Alto Adige/Südtirol, sempre che il primo termine sia ancora "omologato" dato l'esito di recenti votazioni in Consiglio provinciale!!) rispetto a quelle di lingua italiana. Non ho competenza per parlare di scuola primaria e secondaria di primo grado ("medie inferiori"), ma di scuola media superiore sì, premettendo che non insegno nelle scuole e in A.Adige (o come lo si voglia chiamare) dal gennaio 2003 e in 14 anni tutto può essere cambiato (ho fatto una capatina in un istituto tecnico commerciale in Lingua tedesca nel 2008-2009 come esperto in disegno onirico, però).

Gospel, canti di speranza di riscatto. Per scambiarsi gli auguri in tutto il mondo!

Nel periodo natalizio e spesso anche pasquale per ogni dove (USA, Europa, ma anche altrove, Asia, Africa, ultimamente persino Latinoamerica dove vige una gelosia incredibile verso ogni genere musicale che non sia salsa, merengue, ballenato, bolero, folclorico, in Argentina tango, i "vilancicos", cioè le canzoni sacre, in specie natalizie, etc., insomma i generi locali), domina incontrastato il gospel (letteralmente=vangelo, nuovo annuncio), genere nato tra gli anni Venti e i Trenta dello scorso secolo tra gli schiavi afroamericani nei campi di cotone.

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Antisemitismo. Importanti le cose dette da Marko Feingold in un intervista all' "Alto Adige" di Bolzano

L'intervista con Marko Feingold, vittima di shoah, internato in molti lager nazisti (Dachau, Buchenwald, Neuengamme, Auschwitz), fortunosamente sopravvissuto  (ora ha 103 anni, vive a Salzburg/Salisburgo, è presidente della locale comunità ebraica) ne "L'Alto Adige" del 23 dicembre 2016, p.10, induce a molte riflessioni: nonostante la vittoria presidenziale di Van der Bellen, l'Austria è ancora un paese dove "L'antisemitismo è ancora largamente diffuso in molti strati della popolazione, soprattutto nelle zone rurali... In sintesi: io credo che una bella fetta della popolazione austriaca sia antisemita ed una fetta ancora più grande sia xenofoba... In Austria un ebreo deve sempre avere la valigia pronta...".

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